FLASH la Rivista del Piceno

FLASH la Rivista del Piceno FLASH LA RIVISTA DEL PICENO, fondata nel 1979, è una testata i cui contenuti riguardano arte, storia

28/02/2026

Paolo Prosperi filmmaker ascolano, per le riprese aeree in diretta da San Remo.

NUOVI IMPIANTI DI RISALITA, SI RIUSCIRA’ NELL’IMPRESA? Il nodo delle spese di gestione e revisione per un nuova cabinovi...
10/12/2025

NUOVI IMPIANTI DI RISALITA, SI RIUSCIRA’ NELL’IMPRESA? Il nodo delle spese di gestione e revisione per un nuova cabinovia tecnoclogica. Il Campetto e il rifugio Pizi, fulcro del rilancio. Subito il bando per assegnare la gestione.

LA STRADA SAN GIACOMO - TRE CACIARE
Tra le ipotesi c’è quella di asfaltare la strada che collega San Giacomo alle Tre Caciare, come soluzione per rinviare la costruzione dell’impianto di risalita da San Giacomo e limitarsi a rinnovare quello che parte dall’Intermedia. Ma questa scelta rischia di ripetere un errore già visto nel 1984: allora si allargò provvisoriamente la strada AGRO-PASTORALE esistente, in attesa dei fondi per completare la seggiovia San Giacomo–Tre Caciare, che però non arrivarono mai. Questa ipotesi, senza asfaltatura ma solo stendendo un nuovo strato di brecciolino, avrebbe senso per un anno, SOLO SE VI FOSSERO PROGETTO E FINANZIAMENTO GIA' APPROVATI DI ENTRAMBI I TRATTI E SI VOLESSERO INIZIARE I LAVORI DALLE TRE CACIARE.

Il prof. Livio Scarpellini, presidente dell’allora Consorzio, riuscì a realizzare in tempi record l’attuale seggiovia grazie a una soluzione di ingegneria finanziaria straordinaria per quei tempi (e anche per oggi). Ma, situazioni contrarie, bloccarono il completamento dell’opera con partenza da San Giacomo. Così la strada è rimasta “provvisoria”, come la vediamo ancora oggi.
Strada che non è del Co.Tu.Ge. ma del Comune di Valle Castellana, classificata come agro-pastorale e interamente all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Questo significa che per qualsiasi intervento servono: autorizzazione del Parco, valutazione di incidenza ambientale, compatibilità con il Piano del Parco, accordo su materiali, tecniche, tempi di lavorazione e limiti di larghezza; in primis il consenso del Comune di Valle Castellana che si è già espresso negativamente.
Anche perché il Parco, in più occasioni, ha invitato gli enti coinvolti alla RINATURALIZZAZIONE (non asfaltatura!) della strada panoramica, definendola “FATTORE DI GRAVE DEGRADO AMBIENTALE" all’interno dell’Area protetta. Comunque, una colata di catrame lunga 3 km, sarebbe una vera ferita nel cuore della Montagna dei Fiori.

PROROGARE ANCORA LA VITA DELLA VECCHIA SEGGIOVIA?
Si torna a discutere della proroga della vecchia seggiovia. Ma è davvero la scelta giusta? L’impianto ha QUARANTADUE anni, mentre piloni e basamenti ne hanno SESSANTA, essendo quelli dell'originaria cestovia, adattati nel 1984 con nuove testate e bracci portarrulliere.
Gli impianti di risalita mediamente vengono sostituiti tra i 25 e i 40 anni, altrimenti sono soggetti a radicali interventi di ammodernamento. Eppure si ipotizza di prorogare ancora, nonostante l'alto costo delle revisioni straordinarie non giustifichi una sola stagione di attività. E il prossimo anno si chiederà un'altra proroga con analoga revisione?
Vale la pena investire risorse così importanti per mantenere in funzione un impianto ormai obsoleto? E quanto è semplice trovare gestori e responsabili della sicurezza disposti ad assumersi la responsabilità di operare con strutture così datate? Che devono anche spalarsi la strada di accesso, non essendo a viabilità ordinaria? E la domanda più importante resta: QUANTO E' SICURO PER GLI SCIATORI?

IL CAMPETTO, FULCRO DEL RILANCIO
Nei progetti finora presentati non si fa mai riferimento all’acquisto di uno skilift per riattivare il Campetto di Monte Piselli, che rappresenta uno dei punti di forza della Stazione Sciistica. Il fondo è completamente erboso e grazie alla quota e all’esposizione, la neve naturale è quasi sempre presente e persiste fino ad aprile.
Il Campetto è la vera chiave strategica per salvare e valorizzare le stagioni sciistiche: permette di mantenere le attività di scuola sci e snowboard, avvicinare i giovani alla montagna, sostenendo l’attività sportiva. Con ricadute economiche e occupazionali verso i numerosi e motivati maestri di sci ascolani e i commercianti del settore.
IL RIFUGIO WALTER PIZI, che già beneficia di fondi per il terremoto per danni lievi, dovrà essere ristrutturato in tulle le sue parti.
Impianti da San Giacomo a Monte Piselli con Internedia, Campetto e Rifugio Pizi, dovrebbero essere riattivati contemporaneamente.

DA SAN GIACOMO A MONTE PISELLI CON IMPIANTI SOSTENIBILI
La partenza da San Giacomo è una scelta naturale, per le ragioni già evidenziate e per la maggiore fruibilità nei mesi estivi. Ma quale tipologia di impianto realizzare?
Le cabinovie e le seggiovie ad ammorsamento automatico garantiscono velocità e comfort, ma i costi sono molto elevati, come dimostrano i progetti già presentati. Nel caso di Monte Piselli, sarebbe inoltre indispensabile una STAZIONE INTERMEDIA alle Tre Caciare, almeno con funzioni di imbarco e sbarco parziale. A ciò si aggiungerebbe il costo per il Campetto, rendendo l’investimento complessivo non accessibile. Anche la manutenzione annuale, le revisioni generali e quinquennali, oltre agli interventi straordinari, comportano spese altissime; le revisioni ventennale e trentennale, superano il milione e mezzo di euro. A cui aggiungere i costi ordinari di gestione: personale, energia elettrica, battipista, manutenzione piste e varie.
COME POTREBBE ESSERE SOSTENIBILE UN'OPERA DEL GENERE? SI TROVEREBBE UN GESTORE DISPOSTO A PAGARE CIFRE ESORBITANTI OLTRE AL CANONE DI AFFITTO? Il bando di AFFIDAMENTO, come prassi, dovrebbe essere emesso prima della realizzazione, con concessione di impianti di risalita e rifugi, allo stesso gestore. Così da compensare con la ristorazione, eventuali mancati incassi da assenza di neve.
L'ALTERNATIVA POSSIBILE per collegare San Giacomo a Monte Piselli, con fermata alle Tre Caciare, sarebbe la realizzazione di due seggiovie a AMMORSAMENTO FISSO, con tapis roulant d'imbarco: economiche e semplici, ma con velocità e portata ridotte. Le sedie quadriposto migliorerebbero comunque la situazione attuale delle code e quella della vecchia cabinovia a due posti. Il costo di realizzazione sarebbe sostenibile con il budget disponibile, lasciando un margine per riattivare il CAMPETTO e il RIFUGIO WALTER PIZI. Non sarebbe la soluzione ideale, ma l’unica realmente realizzabile e gestibile nel tempo. La stazione turistica ripartirebbe gradualmente, sia in estate che in inverno, aprendo scenari per futuri investimenti. Diversamente, l’alternativa sarebbe, come osserviamo da decenni… il nulla.

UN CONTESTO COMPLESSO. Ricordiamo che il Co.Tu.Ge. è un consorzio con: OTTO soci, in DUE regioni, DUE province, SEI comuni, con diverse estrazioni politiche, oltre alla presenza del PARCO. Rappresenta un CASO UNICO nella proprietà di impianti di risalita, solitamente di PROPRIETA' PRIVATA o di un solo ente pubblico, affidati a privati in concessione trenta/quarantennale.
Alla luce di tutto ciò, finché siamo in tempo, accontentiamoci... E come direbbe un antico filosofo e autore di saggi: per raggiungere grandi obiettivi e arrivare in alto... "passo lento e corto".

05/04/2025

📺Paolo Prosperi conduce il programma televisivo Dolomiti Ski Tour⛷

Paolo Prosperi, maestro di sci in Val di Fassa e filmaker Ascolano, è il volto e la voce di Dolomiti Ski Tour, la trasmissione di Dolomiti TV che accompagna i telespettatori alla scoperta delle meraviglie dolomitiche.
Sci ai piedi, racconta paesaggi e panorami mozzafiato, le piste, le discese più emozionanti e gli spettacoli naturali dei comprensori sciistici.
Attraverso le sue avventure sulla neve, Paolo svela anche le iniziative delle località turistiche e l’andamento della stagione invernale, offrendo uno sguardo privilegiato su tutto ciò che rende uniche queste montagne. Un viaggio tra sport, natura e passione per lo sci, con il tocco di chi sa trasformare ogni discesa in un racconto da vivere.

Nel video, breve sintesi delle puntate, Paolo Prosperi è con:
Sara Faè, maestra di sci;
Camilla Ronchi, giornalista sportiva.

05/04/2025

⛷📺Paolo Prosperi conduce il programma televisivo Dolomiti Ski Tour⛷

Paolo Prosperi, maestro di sci e filmaker Ascolano, è il volto e la voce di Dolomiti Ski Tour, la trasmissione di Dolomiti TV che accompagna i telespettatori alla scoperta delle meraviglie dolomitiche.
Sci ai piedi, racconta paesaggi e panorami mozzafiato, le piste, le discese più emozionanti e gli spettacoli naturali dei comprensori sciistici.
Attraverso le sue avventure sulla neve, Paolo svela anche le iniziative delle località turistiche e l’andamento della stagione invernale, offrendo uno sguardo privilegiato su tutto ciò che rende uniche queste montagne. Un viaggio tra sport, natura e passione per lo sci, con il tocco di chi sa trasformare ogni discesa in un racconto da vivere.

Nel video, breve sintesi delle puntate, Paolo Prosperi è con:
Sara Faè, maestra di sci;
Camilla Ronchi, giornalista sportiva.

Si avvicina il concerto di Angelina Mango e Dardust . Ricordiamo il filo rosso che unisce la famiglia Mango con Ascoli P...
10/09/2024

Si avvicina il concerto di Angelina Mango e Dardust . Ricordiamo il filo rosso che unisce la famiglia Mango con Ascoli Piceno: Silvano D'Auria primo produrre di Pino e Dario Faini che ha portato al successo Angelina.

SGUARDI SULL'OTTOCENTO Arte italiana nelle collezioni marchigianeSenigallia, Palazzetto Baviera 30 giugno - 3 novembre 2...
16/07/2024

SGUARDI SULL'OTTOCENTO
Arte italiana nelle collezioni marchigiane
Senigallia, Palazzetto Baviera 30 giugno - 3 novembre 2024
Curatrice della mostra, la storica dell'arte ascolana Maria Gabriella Mazzocchi

Inaugurata sabato 29 giugno, la mostra “Sguardi sull’Ottocento. Arte italiana nelle collezioni
marchigiane”, voluta dal Comune di Senigallia con il contributo della Regione Marche e allestita
presso Palazzetto Baviera, si pone in linea con la lunga riscoperta critica della pittura dell’Ottocento
in Italia. Nella mostra, curata dalla storica dell’arte M. Gabriella Mazzocchi, sono esposti più di
sessanta dipinti di artisti italiani e marchigiani che permettono di ripercorrere la varietà di linguaggi
e le sperimentazioni stilistiche che hanno caratterizzato l’Ottocento italiano, dal Romanticismo alla
scoperta del paesaggio dal vero.
Le opere provengono tutte dalle Marche, da importanti collezioni pubbliche come la Pinacoteca “F.
Podesti” di Ancona, i Musei Civici di Pesaro di Palazzo Mosca, I Musei Civici di Macerata di
Palazzo Buonaccorsi, La Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, la Pinacoteca Comunale di
Montefortino, oltre che da diverse collezioni private regionali.
Gioielli di famiglia noti e meno noti, esposti nelle sale dei musei, chiusi nei depositi o conservati
nell’intimità delle case private, sono riuniti per la prima volta nella mostra di Senigallia.
Le opere individuate tracciano un percorso che pone a confronto la nobile produzione della pittura
di figura con la rivoluzione della pittura di paesaggio e con i ritratti di stampo macchiaiolo.
Il percorso della mostra si articola in tre sezioni. Nella prima, Dalla pittura di storia all’Unità si
offre un rapido focus sul passaggio dai temi storici del passato ai soggetti risorgimentali, con opere
di stampo accademico, come Il Trionfo di Nettuno di Francesco Podesti, fino al risorgimentale
Sedia con bandiera di Gioacchino Toma. La seconda sezione, La poetica del vero, è
doverosamente dedicata alla pittura di paesaggio, un tema centrale attorno a cui si svolge la
battaglia antiaccademica della nuova pittura ottocentesca. Nella sezione sono esposti dipinti di
artisti noti come Filippo Palizzi, Manipolo d’erba fiorita in bocca a un bove e Bovi
all’abbeveratoio, eseguiti en plein air, l’inedito Paesaggio marino del macchiaiolo Raffaello
Sernesi, Impressione del Vesuvio e Solfatara del celebrato Giuseppe De Nittis, un malinconico
Campagna con casolare di Federico Rossano, e tre vedute della nota famiglia veneziana dei Ciardi,
Guglielmo, Beppe ed Emma Ciardi. Tra i dipinti di artisti meno noti ma degni di una riscoperta
sono esposte opere di Filippo Boni e Barnaba Mariotti. Le rarefatte ambientazioni urbane di Mosè
Bianchi, le delicate cromie dei paesaggi di Giuseppe Vaccaj, le vedute sintetiche di Giulio Gabrielli
e i paesaggi vivaci di Gualtiero Baynes, testimoniano le diverse sensibilità degli artisti nell’adesione
alle poetiche del vero. Nella terza e ultima sezione, I volti e le persone, si svolgono i temi del
ritratto e della pittura di figura. Apre il gruppo l’inquieto Autoritratto romantico di Fortunato
Duranti e ad arricchire l’intera mostra due capolavori di Francesco Podesti, il magnifico Ritratto dei
Fratelli Busca e l’intenso e anticonformista Ritratto di Mariano Ploner. A rappresentare il
rinnovamento di seconda metà secolo, i ritratti macchiaioli di Vito D’Ancona, Odoardo Borrani,
Telemaco Signorini, il potente bozzetto di Domenico Morelli Studio di monaca, il robusto
Pastorello con pecore di Francesco Paolo Michetti, il mesto Titina convalescente di Peppino De
Nittis. Tra gli studi di figura, un Bozzetto per le Gabbrigiane di Silvestro Lega e uno studio per le
Macchiaiole livornesi di Giovanni Fattori.
Tra le opere che guardano al nuovo secolo un n**o di Angelo Morbelli, due gustose figure di
Gualtiero Baynes e un bel volto di donna del protagonista assoluto della ritrattistica femminile,
Giovanni Boldini. Tra i dipinti di questa sezione spicca la intima fattura di M’ama, non m’ama
dell’ascolano Nazzareno Orlandi.
Una piccola sezione, dedicata ai dipinti a tema musicale, chiude la mostra.

Tra le opere esposte, un delizioso dipinto di Giulio Gabrielli, Ritratto di Clotilde Gabrielli Salvati,
due vivaci bozzetti di Ettore Tito, Pulcinella e Arlecchino, un brioso concerto di Raffaele Armenise
e il Paganini del villaggio, dall’impianto schiettamente verista, dell’artista piceno Domenico Ferri.
Il catalogo, edito da Sagep Genova, contiene saggi critici di Maria Gabriella Mazzocchi e Stefano Papetti.

Quadri:
Filippo Boni, Il lago di Castel Gandolfo, Collezione Privata
Giulio Gabrielli, veduta di Ascoli con Monte Ascensione
Giulio Gabrielli, ritratto di Clotilde Salvati

🚴🏁IL GIRO D'ITALIA FA TAPPA A ASCOLI PICENO🚴🏁I campioni vincevano il bacio di Roberta Dionisi.Era il 1988, chi riconosce...
15/05/2024

🚴🏁IL GIRO D'ITALIA FA TAPPA A ASCOLI PICENO🚴🏁

I campioni vincevano il bacio di Roberta Dionisi.

Era il 1988, chi riconosce ciclisti e amici in foto?

(Foto archivio di FLASH la Rivista del Piceno, riproduzione riservata).

https://www.facebook.com/share/p/8i8WpRGsmhDu1n9T/
06/04/2024

https://www.facebook.com/share/p/8i8WpRGsmhDu1n9T/

A TU PER TU con l'esploratore, sciatore, scalatore e documentarista nato ad Ascoli. Una figura tanto unica quanto schiva e inusuale in un mondo dominato dai social. La passione, il lavoro e le avventure negli angoli più remoti del pianeta: «Affrontare certe sfide richiede umiltà. Dietro ci sono p...

18/03/2024
Storia, arteFRANCESCA CANTALAMESSA PAPOTTI, POETESSA E PATRIOTAdi Maria Gabriella MazzocchiSe Giulia Centurelli, fervent...
13/03/2024

Storia, arte
FRANCESCA CANTALAMESSA PAPOTTI, POETESSA E PATRIOTA

di Maria Gabriella Mazzocchi

Se Giulia Centurelli, fervente liberale e mazziniana ha pagato con il carcere per le sue idee, un’altra ascolana, Francesca Cantalamessa Papotti, ha partecipato ai fatti del Risorgimento, seppure dal fronte opposto.
Di distinta famiglia, nacque in Ascoli nel 1825, sorella maggiore dello scultore Nicola. Si formò nella città natale presso l’Accademia privata del conte senese Orazio Centini Piccolomini, scuola che frequenterà qualche anno dopo anche Giulia Centurelli.
Nel 1844, giovanissima, Francesca entrava a far parte dell’Accademia letteraria dei Catenati di Macerata.
Nel 1847 accompagnò a Roma il fratello minore Nicola, che venne ammesso alla scuola dello scultore purista Pietro Tenerani. Decise di rimanere nella città eterna, dove si inserì nell’ambiente artistico e letterario, facendosi ammirare per le doti di intelligenza e bellezza. Sposò a Roma il barone Leopoldo Meyer di Lucerna, capitano della Guardia Svizzera Pontificia.
La produzione letteraria della poetessa, dispersa in giornali e riviste, non è mai stata raccolta in volume. Tra i suoi canti La speranza, da lei recitato nel 1848 davanti al battaglione di volontari inviati dal Pio IX in Veneto, contro l’esercito austriaco. L’ascolana era evidentemente nella folta schiera dei patrioti che speravano che il Papa potesse riuscire a riunire in un unico stato tutta la Nazione. Ma il Papa, come è noto, ritornò sulle sue decisioni contro l’Austria. La delusione portò alla ribellione del 15 novembre del 1848, giorno dell’assassinio di Pellegrino Rossi, ministro liberale di Pio IX, quando un gruppo di rivoltosi armati prese d’assalto il Quirinale, dove si era rifugiato il Papa coi suoi ministri e cardinali.
In quell’occasione l’ascolana si gettò sulla soglia d’ingresso del palazzo gridando
“Calpestatemi pure, di qui non si passa”. Sgomberata a fucilate delle Guardie Svizzere la piazza, i rivoltosi, guidati dal capo popolo Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, tornarono all’assalto fino ad ottenere la resa del Papa che, pur cedendo alla violenza, dichiarò nullo ogni altro atto successivo, prima di ritirarsi sotto la protezione borbonica a Gaeta. Il 9 febbraio del 1849 verrà proclamata la Repubblica Romana, alle cui vicende Francesca restò completamente estranea. Religiosissima, dopo aver fatto parte a Roma dell’Accademia degli Arcadi, alla morte del marito entrò nella Congregazione terziaria francescana. Si spense a Roma nel 1898.

Immagine 1: Francesca Cantalamessa Papotti
Immagine 2: Angelo Brunetti detto Ciceruacchio
Immagine 3: Papa Pio IX

Indirizzo

Ascoli Piceno

Telefono

+393382998485

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando FLASH la Rivista del Piceno pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi