09/01/2026
«Immagino il disagio di quelle mamme e quei papà che devono stare tutto il giorno in ospedale, senza avere ad attenderli la sera un luogo familiare, per questo offro quello che ho per alleviare le sofferenze dei mesi che li attendono». Oriana Costardi, che vive a Niguarda, non ha avuto dubbi: il suo appartamento, appena sistemato e pronto per essere affittato, invece di finire tra le offerte degli affitti brevi è diventato un rifugio per le famiglie dei ragazzi coinvolti nell’incendio di Crans-Montana, ora ricoverati al Niguarda di Milano.
«In più ho una figlia di 14 anni, posso solo immaginare il dolore di quei genitori, quei ragazzi potrebbero essere i miei». Oriana racconta di aver deciso di dare una mano dopo aver letto la proposta di una ragazza che metteva a disposizione la propria casa per chi avesse bisogno di una doccia o di lavare dei vestiti. «So che molti dei ricoverati sono di Milano, ma ci sono anche pazienti stranieri e la mia offerta vale anche per loro».
Non è stata l’unica a muoversi. In città altre persone hanno messo a disposizione b&b gratuitamente, passaggi in auto, aiuto per il bucato. Claudia Oggioni è stata tra le prime a offrire ospitalità: «L'idea mi è venuta da un principio che mi hanno trasmesso i miei genitori, da sempre impegnati in azioni umanitarie, io stessa ho fatto la missionaria, quindi direi che non è stata un'idea, è stata una reazione spontanea. Inoltre io stessa ho conosciuto e sperimentato il reparto di alta intensità con uno dei miei figli (che ora vivono via, per questo ho casa vuota) e so cosa può voler dire poter fare una lavatrice, una doccia, avere un divano o un caffè, anche se magari si ha solo un'ora di tempo, diventano piccoli lussi che cambiano la giornata. Sono stata aiutata e quell'aiuto lo voglio restituire».