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“Ho perso mio marito, ma non perderò mai la famiglia che abbiamo costruito insieme. Io volevo Siniša e volevo una famigl...
08/10/2026

“Ho perso mio marito, ma non perderò mai la famiglia che abbiamo costruito insieme.
Io volevo Siniša e volevo una famiglia con lui. Sognavamo tanti bambini, una casa piena di vita, di confusione, di amore. E i momenti in cui l’ho visto davvero felice sono stati proprio quelli legati alla nascita dei nostri figli.
Poi è arrivata la malattia e tutto è cambiato. Siniša ha combattuto con una forza enorme perché voleva vivere, voleva restare con noi. Una delle cose che facevano più male era sapere quanto desiderasse continuare a vedere crescere i suoi figli.
Dopo la sua morte mi è mancato tutto. Mi è mancata soprattutto quella sensazione di famiglia unita, le vacanze insieme, i Natali, la quotidianità e persino le cose più semplici che prima sembravano scontate.
Oggi sono i nostri figli a darmi la forza. Senza di loro sarebbe stato ancora più difficile rialzarmi. Cerco di andare avanti perché voglio che vedano una mamma presente, forte e capace di continuare a vivere portando con sé ciò che il loro papà ci ha insegnato.
Siniša non è più fisicamente accanto a noi, ma continua a vivere nella famiglia che abbiamo creato, nei nostri figli, nei loro gesti e in tutto quello che siamo diventati insieme.
E continuerò a prendermi cura di loro anche per te, amore mio. Perché questa famiglia è stata il nostro sogno più bello e resterà per sempre la parte più grande di noi.”
Arianna Mihajlović

“Quei due mesi ci hanno cambiato per sempre. Quando Silvia è finita in ospedale, la nostra storia si è trovata davanti a...
08/10/2026

“Quei due mesi ci hanno cambiato per sempre.
Quando Silvia è finita in ospedale, la nostra storia si è trovata davanti a qualcosa di enorme. Due mesi di ricovero, la terapia intensiva, la paura, un altro intervento al cuore. Sonia era distrutta e io ho scelto semplicemente di restare. Non potevo cancellare il suo dolore, ma potevo esserci.
La malattia di Silvia ci ha uniti ancora di più. In quei giorni non esisteva altro: il nostro obiettivo era uno solo, portarla fuori da quell’ospedale. Ci siamo dedicati a lei e, alla fine, l’abbiamo portata fuori da lì.
Silvia stessa aveva trovato un equilibrio tra tutti noi e cercava ognuno in maniera diversa. Nei momenti più difficili, quando Sonia e Paolo facevano fatica ad assistere ad alcune medicazioni perché per un genitore vedere soffrire una figlia può diventare insopportabile, cercavo di esserci io.
Ogni sera riportavo Sonia a casa completamente distrutta da quello che stava vivendo, per poi ricominciare il giorno successivo. Sono rimasto perché quando ami davvero qualcuno non scegli soltanto i giorni facili.
Oggi posso dirlo senza paura: amo Sonia. Dopo tutto quello che abbiamo attraversato insieme, il nostro è ancora un rapporto in crescita, un rapporto bellissimo. Quando c’è il bene e c’è una relazione sana, anche davanti alle prove più dure, restare accanto alla persona che ami diventa la cosa più naturale del mondo.”
—Angelo Madonia, compagno di Sonia Bruganelli

«Siamo nell’epoca dei genitori che stanno continuamente addosso ai figli. Genitori che vogliono essere buoni, carini, af...
08/10/2026

«Siamo nell’epoca dei genitori che stanno continuamente addosso ai figli. Genitori che vogliono essere buoni, carini, affettuosi, che chiamano “amore” i propri figli anche quando hanno vent’anni, senza rendersi conto del danno che possono provocare.
Ma siamo anche nell’epoca, mai vista prima nella storia, in cui i ragazzi si fanno del male.
E sono stanco di sentire quelle sciocchezze secondo cui dovremmo stare più tempo con i nostri figli, parlare di più con loro, cercare continuamente il dialogo, quasi come se i genitori fossero degli psicologi.
No. I genitori migliori sono naturali, semplici, spontanei. I ragazzi parlano con i ragazzi, gli adulti con gli adulti.
I colloqui tra genitori e figli sono sempre conversazioni in cui i genitori vedono il mondo in un modo e i figli in un altro.
Dobbiamo cercare di essere genitori capaci di intervenire e ricordarci che, accanto al nostro lato amorevole, quello che ci porta ad amare i nostri figli, esiste anche un lato che guida: quello che dice cosa va bene e cosa non va bene, cosa fare e cosa non fare, quello che, quando serve, sgrida.
Quel lato è fondamentale per evitare che i nostri ragazzi rimangano infantili, che continuino a comportarsi come bambini.
Io sento tantissimi giornalisti che mi chiamano, giovani di 24, 25, 28 anni, 30, 32 anni, e hanno ancora la voce da bambino o da bambina.
Cosa accade alla tua anima, alla tua psiche, quando il bambino prende il sopravvento? Diventi capriccioso, fai i capricci, non ti va bene niente e non ti vai bene nemmeno tu.
E quando non ti vai bene, ti fai del male.
Senza regole nessuna civiltà può crescere. Se non ci fossero i semafori, avremmo un incidente ogni due minuti.
Se non c’è un genitore che ti guida, che ti ferma e che ti indica una direzione, tu non sai dove andare.
I genitori migliori sono quelli spontanei, naturali, quelli che, quando c’è da gridare, gridano. Non quelli che passano il tempo a controllare se hai preso un bel voto o meno, né quelli che ti dicono continuamente come dovresti essere. Sono quelli che, quando vedono che stai sbandando, ci sono e ti danno delle regole.
Il nostro compito, come genitori, è preparare i nostri ragazzi all’indipendenza.
La vita inizia con un segnale ben preciso: il taglio del cordone ombelicale. Se non avviene, si muore. Si muore.»
Raffaele Morelli

«All’inizio della mia carriera stare poco con la mia famiglia è stata una rinuncia dolorosa. In quegli anni lavoravo tan...
07/10/2026

«All’inizio della mia carriera stare poco con la mia famiglia è stata una rinuncia dolorosa. In quegli anni lavoravo tantissimo, stavo spesso a Milano, facevo i dischi, correvo continuamente. In questo ho avuto accanto una donna straordinaria, mia moglie, che ha saputo tenere unita la famiglia e parlare di me ai nostri figli anche quando io ero lontano, in un certo senso, c’ero anche quando non potevo esserci davvero. Il successo mi è arrivato tutto insieme, è stato travolgente. Il successo è qualcosa di inspiegabile: lo sogni, lo desideri, ma quando arriva ti coglie comunque impreparato. Ti sembra quasi di vivere in un sogno, e hai paura che finisca da un momento all’altro».
Nino D'Angelo

"Io, Francesco Liccardo, sono nato in casa. In un grattacielo di periferia. In quella stessa casa nacque Franco Ricciard...
07/10/2026

"Io, Francesco Liccardo, sono nato in casa. In un grattacielo di periferia. In quella stessa casa nacque Franco Ricciardi. Per le nozze d'argento, i miei genitori fecero una festa casalinga. Non c'erano soldi per andare al ristorante. Chiamarono un'orchestra e cantai "'O treno d' 'o sole" di Mario Merola e "Papà ... è Natale" di Patrizio. Era il mio debutto in pubblico, fino ad allora sul tavolo di cucina mi divertivo solo a cantare "Cerasella". Mi sentii in paradiso. Libero. Il canto non è un mestiere: è un credo. Io sento di pregare, quando sto sul palco. Una volta ero assai più introverso, ultimamente mi sto aprendo di più agli altri".
Franco Ricciardi

"Sono cresciuto a Napoli, in via del Pallonetto 41. Ogni tanto ci passo davanti per vedere come è diventata. Ma non sono...
07/10/2026

"Sono cresciuto a Napoli, in via del Pallonetto 41. Ogni tanto ci passo davanti per vedere come è diventata. Ma non sono mai riuscito a entrarci. Era all’ultimo piano, la mia casa. Ci si arrivava passando per un corridoio sempre buio, mia madre mi chiamava per orientare il mio cammino. Eravamo sei figli e i nostri genitori. Tutti in una sola stanza: una stanza e un cesso, non un bagno. Mia madre mi lavava in una bagnarola nel corridoio del condominio.
A scuola sono arrivato alla quinta elementare. E appena uscivo, il pomeriggio, andavo a lavorare. A scuola vedevo quelli con la cartella, mi sembravano marziani. Io volevo continuare e papà era d’accordo. Ma il realismo di mia madre decise che io dovevo andare a faticare per portare qualche soldo in casa. Forse è stato giusto, magari avrei preso un diploma e sarei entrato in qualche posto pubblico. Invece ho cantato e recitato migliaia di volte, davanti, alla fine, a milioni di persone”.
Massimo Ranieri

«Se Alessia Marcuzzi dovesse chiamarmi stanotte, alle 5 di mattina, per andare a prenderla a piedi sul K2 dall’altra par...
07/10/2026

«Se Alessia Marcuzzi dovesse chiamarmi stanotte, alle 5 di mattina, per andare a prenderla a piedi sul K2 dall’altra parte del mondo, io parto. Non ci penso neanche. È una donna che ho amato tantissimo, è la donna con cui ho avuto la mia prima figlia».
Francesco Facchinetti

“Spero che sia felice, che siano felici. Veramente. Almeno ne sarà valsa la pena”.Ilary Blasi
07/10/2026

“Spero che sia felice, che siano felici. Veramente. Almeno ne sarà valsa la pena”.
Ilary Blasi

La volta buona, Manuela Arcuri con Domenico Pallavicino, Antonella Elia gela lo studio: «Ma è un vecchietto, chi lo vuol...
07/10/2026

La volta buona, Manuela Arcuri con Domenico Pallavicino, Antonella Elia gela lo studio: «Ma è un vecchietto, chi lo vuole»

Nuove immagini di Manuela Arcuri insieme al principe Domenico Antonio Pallavicino riaccendono il gossip sulla natura del loro rapporto. Dopo essere stati già fotografati insieme a Montecarlo, l'attrice e il nobile genovese sono apparsi nuovamente fianco a fianco durante un viaggio a Parigi, tra un volo su un jet privato e una tappa al Ritz.

Le fotografie, pubblicate dal settimanale Chi, mostrano i due in un clima di evidente sintonia. Non c'è però, al momento, una conferma pubblica dell'esistenza di una relazione sentimentale: il legame noto tra Arcuri e Pallavicino resta anche professionale.

L'attrice collabora infatti con la Fondazione Pallavicino ed è stata coinvolta anche nelle attività legate alla compagnia aerea nella quale il principe ha investito.

Il commento di Antonella Elia in diretta tv

Le immagini sono finite anche al centro della discussione a La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo.

Durante il confronto, il giornalista Valerio Palmieri ha ironizzato sulla possibilità di avere «un principe accanto». A quel punto Antonella Elia è intervenuta con una battuta molto più tagliente: «Ma è un vecchietto! Chi lo vuole?».

Balivo ha subito preso le distanze dal commento, mentre Licia Colò ha spostato la discussione su un altro piano, contestando l'immagine tradizionale del «principe azzurro» come obiettivo sentimentale per una donna.

Il risultato è stato quello di amplificare ulteriormente un gossip che, almeno per ora, resta basato soprattutto sulle apparizioni pubbliche e sulla crescente frequentazione tra Arcuri e Pallavicino.

Il rapporto professionale e la Fondazione Pallavicino

Un elemento importante aiuta però a distinguere i fatti dalle indiscrezioni. La Fondazione Pallavicino ETS è una realtà culturale attiva a Genova, inaugurata nel luglio 2019 per iniziativa dello stesso Domenico Antonio Pallavicino.

Secondo il sito ufficiale della Fondazione, l'ente nasce con l'obiettivo di preservare la memoria della famiglia Pallavicino e valorizzarne il patrimonio storico e artistico attraverso mostre, convegni, pubblicazioni e iniziative culturali.

È dunque documentato un contesto professionale nel quale Arcuri e Pallavicino possono avere occasioni di incontro e collaborazione, mentre resta da verificare l'eventuale evoluzione sentimentale del rapporto.

Le indiscrezioni arrivano inoltre dopo la fine del matrimonio dell'attrice con Giovanni Di Gianfrancesco, padre di suo figlio Mattia. I due, legati dal 2010 e sposati nel luglio 2022 al Castello Odescalchi di Bracciano, hanno attraversato una crisi diventata pubblica nel 2025.

Per Manuela Arcuri si apre così una fase personale nuova. Le fotografie con Pallavicino raccontano una frequentazione evidente; ciò che rappresenti davvero, però, non è stato ancora ufficializzato dai diretti interessati.

"SE LA CURA DI UNA MALATTIA DIPENDE DALLA CARTA DI CREDITO CHE HAI IN TASCA, QUELLA SI CHIAMA DISCRIMINAZIONE"Gino Strad...
07/10/2026

"SE LA CURA DI UNA MALATTIA DIPENDE DALLA CARTA DI CREDITO CHE HAI IN TASCA, QUELLA SI CHIAMA DISCRIMINAZIONE"
Gino Strada

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