27/10/2025
Oggi riportiamo con tanto piacere un pezzettino scritto da Cascina Bollate perché concordiamo con quello che dicono e perché amiamo tanto il loro modo di scrivere ❤️:
COSA C'È DI NUOVO
Considerazioni sull'erba del vicino
[Come una bambola gonfiabile] Capita in tutti i mestieri, anche nel nostro (quello del floro-vivaista e/o del giardiniere), che si parli di lavoro, si condividano impressioni e si abbozzino scenari e non è una gran bella aria quella che si respira. Incertezza sui trend di vendita delle piante nei prossimi mesi; addio al bonus verde, saltato con la finanziaria del 2025; lenta e apparentemente inesorabile trasformazione di piante e giardini in merce, consumabile come una scatola di pelati.
I consorzi agrari, i produttori di materiali e attrezzature per l’agricoltura e il giardino – e non solo i garden center – dicono di vendere soprattutto metri e metri di prato sintetico. Ma che idea hanno del giardino le persone che lo comprano? Niente rasaerba, niente erbacce, niente di niente. E in cambio un prato finto che, visto da lontano, forse potrebbe sembrare vero. La stessa differenza che c’è tra una donna e una bambola gonfiabile: paragone non elegante, ma neanche lontano dal vero. Perché un prato è un prato è un prato, con buona pace della rosa di Gertrude Stein. Ma dov’è finito quel prato che chiunque avesse un pezzetto anche minuscolo di terra a tutti costi voleva? La chiudiamo lì con le montagnette dei lombrichi, con le tane delle talpe, le infestanti a foglia larga e i popup per l’irrigazione a pioggia? Croce e delizia del giardiniere, il prato: una spaventosa idrovora, il trionfo dei diserbanti selettivi, l’ossessione di tagliare l’erba bassa, bassissima per poter camminare a piedi nudi nel prato. Un po’ come camminare sulle acque, il miracolo di una natura accogliente e carezzevole con l’uomo.
Tutt’altra cosa camminare sulla plastica: il prato affossato dalla manutenzione zero. Auguriamoci che sia finita qui.
Post scriptum
Chiedo per un amico. Come si smaltisce il prato di plastica una volta che il colore è svilito dal sole e la tessitura è corrosa dalla p**ì del cane e dalla miriade di minuscole schifezze che l’umanità produce e scarta senza tregua? Il prato sintetico non è fatto solo di plastica ma anche di altri materiali (sabbie, granuli di gomma, collanti etc etc). E’ un rifiuto speciale e esula dalle regole della raccolta differenziata.
Fà ballà l’oeucc, dicono in dialetto milanese.
..ed anche la foto che hanno inserito 🙂