24/08/2026
Oggi mi è successa una cosa che mi ha fatto male.
Sono andata nel centro massaggi Thai dove vado spesso. Come già accaduto altre volte, mi è stato chiesto cosa avessi sulle gambe e se fosse contagioso.
“È psoriasi. Non è contagiosa.”
Poi è arrivata la massaggiatrice con cui avevo appuntamento e si è rifiutata di farmi il trattamento.
Per paura. Per disagio. Perché quella pelle, evidentemente, non se la sentiva di toccarla.
Le è stato spiegato che la psoriasi non fosse contagiosa. Le è stato mostrato anche su Google. Ma non è bastato.
Alla fine il ragazzo del centro si è reso disponibile a farmi personalmente il massaggio e di questo gli sono grata.
Non voglio mettere nessuno alla gogna. Posso comprendere la paura quando non si conosce qualcosa.
Ma stare dall’altra parte fa male.
Perché quella che per qualcuno è una pelle che mette a disagio, per me è il mio corpo. È la pelle dentro cui vivo ogni giorno.
E quando qualcuno si rifiuta persino di toccarla, inevitabilmente va a colpire un punto che è già fragile.
Io so di essere particolarmente sensibile su questo tema, so che la psoriasi è una mia ferita, fisica ed emotiva.
Per questo voglio chiedere a voi una cosa: sentendo questa storia da fuori, senza viverla con la mia sensibilità e il mio vissuto, come vi suona?
Perché oggi io non riesco a capire quanto del dolore che ho provato appartenga alla situazione e quanto appartenga a tutto ciò che questa pelle mi ha già fatto vivere.
Una cosa però voglio lasciarla qui, perché su questa non esistono interpretazioni:
LA PSORIASI NON È CONTAGIOSA.
E forse abbiamo ancora bisogno di dirlo. Più spesso di quanto pensassi.