05/09/2026
Fra i molti prodotti agricoli in fase di raccolta in questo caldo finale d’estate, ce n’è uno che, a differenza di quasi tutti gli altri, sembra non conoscere crisi. E, quando la conosce, la supera brillantemente, grazie a un raro, quanto auspicabile spirito di collaborazione tra agricoltori e industriali. Stiamo parlando del pomodoro da industria: filiera non enorme per diffusione (si stimano circa 80mila ettari) ma fondamentale per i territori interessati, dal momento che, per molti agricoltori, rappresenta la principale, se non unica, fonte di reddito.
Per di più, si tratta anche di un’eccellenza italiana. Se non altro, per alcuni valori in gioco. Con i suoi 45mila ettari di superficie e tre milioni di tonnellate di produzione, per esempio, il distretto del pomodoro del Nord Italia è il più grande non soltanto del Paese, ma dell’Europa.
Vale quindi la pena, ora che ci avviciniamo alle battute finali, analizzare più da vicino sia la stagione, sia le peculiarità del sistema che da ormai vent’anni governa il settore. Quantomeno nel Nord, laddove si concentra la maggior parte della produzione italiana.
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