08/05/2026
Il numero 1/2026 di FARCORO è molto più di una semplice rivista dedicata ai cori: è un viaggio dentro il significato profondo del “fare coralità” oggi.
Il filo rosso del numero è il valore umano del cantare insieme, raccontato con grande sensibilità nell’editoriale di Silvia Perucchetti e nella lettera ai cori di Andrea Angelini: il coro come luogo di incontro, ascolto e comunità in un tempo storico sempre più frammentato.
Particolarmente emozionante è l’ampio omaggio a Giovanni Torre, figura storica della coralità italiana, ricordato non solo come direttore e musicologo, ma come uomo capace di trasformare il coro in esperienza culturale e umana profonda.
Molto affascinanti anche gli articoli dedicati ai teatri all’italiana dell’Emilia-Romagna e al ruolo delle voci bianche nell’opera lirica, con riferimenti a Mozart, Verdi, Puccini e Bizet.
Grande spazio viene poi dato alla tradizione popolare attraverso il progetto sui Canti dell’Appennino parmense di Giacomo Monica: una riflessione importante su come il canto popolare possa ancora parlare al presente e alle nuove generazioni.
Completano il numero interviste, didattica, tecnica vocale, repertorio e perfino cinema corale con Les Choristes.
Perché leggere questo numero “con avidità”? Perché riesce in una cosa rara: far ve**re voglia di fare musica. Dopo poche pagine si sente il desiderio di tornare in prova, aprire uno spartito, ascoltare meglio gli altri e ricordarsi perché il coro continua ad essere una delle esperienze culturali più belle e necessarie che abbiamo.
Leggi FarCoro 1/2026
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