22/12/2025
Buenas noches lettori, per concludere questo lunedì vi propongo un noir psicologico firmato da I libri che leggo - Annalisa Caravante autrice, ambientato in una Napoli degli anni Venti densa di contrasti, sospesa tra il fascino decadente del passato e una modernità inquieta che avanza lasciando segni profondi.
Le dee del male si apre con la morte apparentemente autoinflitta di Lucas De Filippo, giovane medico dall’ascesa rapida e ambigua. Un evento che funge da detonatore narrativo e che dà avvio a un’indagine tutt’altro che lineare, più interessata a scandagliare le zone d’ombra dei personaggi che a offrire risposte immediate. L’ispettore Modigliani si muove con cautela in un contesto carico di non detti, dove ogni gesto e ogni parola sembrano nascondere un significato ulteriore.
Attorno alla figura di Lucas ruotano personaggi femminili complessi e inquietanti: la moglie tradita e la cugina legata al defunto da un rapporto morboso e irrisolto. Presenze silenziose ma determinanti, capaci di influenzare il corso degli eventi senza mai esporsi apertamente. Sono loro a incarnare il lato più oscuro del romanzo, quello in cui desiderio, rancore e bisogno di possesso si confondono.
L’ambientazione dell’ospedale degli Incurabili si rivela particolarmente efficace. Luogo di cura e di morte, diventa simbolo di una realtà ambigua, dove il confine tra salvezza e perdizione si fa sottile. Lucas stesso emerge come una figura profondamente scissa, capace di gesti di tenerezza e di azioni crudeli, riflesso di una dualità che attraversa l’intera narrazione.
La scrittura di Annalisa Caravante è elegante e sensuale, attenta alla costruzione dell’atmosfera e alla tensione psicologica. Il ritmo è ben dosato, anche se nella parte centrale l’indagine tende talvolta a soffermarsi sull’analisi interiore, rallentando leggermente l’azione.
Ne risulta un noir d’atmosfera che non si limita a svelare un colpevole, ma invita a riflettere sul desiderio, sulla colpa e sulle dinamiche distruttive dei legami umani. Una lettura consigliata a chi ama i thriller psicologici intensi, dove il vero mistero risiede nelle motivazioni profonde dei personaggi.
Preferite i noir psicologici o quelli più investigativi? Quanto conta per voi l’ambientazione in un thriller?