02/10/2026
RECENSIONE | Venice – A Script of Violence di Vanessa Genre
Ho finito Venice – A Script of Violence con una sensazione abbastanza chiara: certe cose, viste da fuori, sembrano così evidenti. Quando invece ci sei dentro, non lo sono affatto.
Diamante ha la sua vita, il suo lavoro, le sue passioni e un passato sentimentale che ogni tanto torna a bussare. Poi arriva Marco Parvo, produttore cinematografico veneziano: affascinante, sicuro di sé e capace di farla sentire desiderata come forse non si sentiva da tempo.
Tra loro succede tutto molto velocemente. Marco è presente, premuroso, esagerato in certi gesti, e Diamante si lascia coinvolgere. E mentre leggevo non pensavo tanto “ma come fa a non accorgersene?”, quanto a una cosa molto più semplice: è facile dirlo quando quella situazione non la stai vivendo tu.
Perché Diamante è innamorata e, quando ci sono di mezzo i sentimenti, quello che da fuori sembra chiarissimo può diventare molto più confuso.
Nella sua vita torna anche Ettore, il suo ex, un gondoliere con cui il legame non sembra essersi mai spezzato del tutto. Tra loro ci sono affetto, complicità e una conoscenza che viene da lontano. Mi è piaciuto soprattutto perché la sua presenza non serve soltanto a creare il classico “chi sceglierà?”. Ettore si accorge che qualcosa sta cambiando e, inevitabilmente, finisce coinvolto in una situazione molto più grande di lui.
Da quel momento la tensione cresce e quella che sembrava una relazione complicata prende una direzione decisamente più pericolosa.
Ho apprezzato molto anche Diamante proprio perché non è una protagonista perfetta. Fa scelte che non sempre condivido, esita, cambia idea e continua a provare sentimenti che magari vorresti non provasse più. Ma è proprio questo a renderla credibile. Nella vita non sempre riusciamo a prendere la decisione giusta nel momento esatto in cui dovremmo farlo.
A un certo punto ho smesso di chiedermi “staranno insieme oppure no?”. Volevo semplicemente sapere dove sarebbe arrivata Diamante.
Il finale è forte e succedono diverse cose in poco tempo. Ma, arrivata alla fine, non avevo bisogno che Diamante cancellasse ciò che aveva provato. Volevo capire cosa avrebbe fatto con tutto quello che aveva vissuto.
E sono tornata esattamente al pensiero iniziale: da fuori possiamo essere convinti di sapere cosa avremmo fatto. Poi entrano in gioco i sentimenti, la paura, i ricordi e la persona che speravamo di avere accanto… e la risposta non è più così semplice.
E voi, guardando una relazione dall’esterno, avete mai pensato: “io me ne sarei accorta subito”?