23/12/2025
𝙉𝘼𝙏𝘼𝙇𝙀 𝙁𝙀𝙎𝙏𝘼 𝘿𝙀𝙇𝙇𝘼 𝙎𝙋𝙀𝙍𝘼𝙉𝙕𝘼
𝙈entre quest’Anno Giubilare, che ha come tema la speranza, sta per concludersi non dobbiamo dimenticare che sempre abbiamo bisogno della speranza che viene a noi dal mistero del Natale di Gesù Cristo. Ne ha bisogno il nostro mondo ancora così duramente segnato dal male.
Ne hanno bisogno i paesi minacciati dalle violenze e dalle guerre, le nazioni della vecchia Europa in cui domina l’inverno demografico condannate all’irrilevanza. i milioni di poveri che continuano a morire per la fame, il freddo e le malattie, i cristiani di vari paesi del mondo che soffrono la persecuzione, i carcerati che si aspettano il rispetto della loro dignità umana e il rinserimento nella società, i malati che si aspettano una sanità più efficiente, le famiglie che trovano difficoltà economiche, i giovani in cerca di un futuro migliore, gli immigrati che approdano sulle nostre coste che hanno bisogno di essere accolti e integrati.
La speranza cristiana impedisce di guardare alla storia in maniera fatalistica, e aiuta a vivere il nostro impegno nel mondo con coraggio e con fiducia. Noi cristiani guardiamo al futuro senza timore, perché le radici della nostra speranza affondano nel cuore stesso di Dio.
La nostra non è solo attesa, ma anche memoria di Uno che è già venuto nel mistero del Natale che celebriamo. E ‘certezza della presenza di Cristo che cammina con noi, al nostro fianco. L’avvenimento dell’Incarnazione del Figlio di Dio è già in moto e nessuno potrà arrestare questo cammino. Dio, che si è inserito personalmente della drammatica situazione dell’umanità attraverso Gesù Cristo, ci rivela l’ampiezza insospettata del destino umano. Il Natale di Gesù non è perciò un evento archeologico, nel quale commemoriamo la nascita di un personaggio del passato, ma è l’annunzio della nascita di un uomo nuovo che conosce l’origine della propria vita e cammina verso l’attuazione del suo destino di bellezza, di verità, di giustizia e di pace che trova in Cristo il suo fondamento. Natale non è la festa della luce o dell'amicizia, o dell’inverno o semplicemente dei regali.
Il 25 dicembre, che per il mondo pagano era il giorno della rinata luce del sole vincitore delle tenebre, i cristiani incominciarono a celebrarlo come il giorno della nascita di Cristo, il Sole di giustizia che sorge a Oriente e la vera Luce del mondo.
Gesù è l'unica luce capace di dissipare le tenebre dell’egoismo, della solitudine, della paura, della disperazione. Poiché la luce vera è venuta nel mondo, tutti coloro che lo desideriamo possiamo lasciarci illuminare da quella luce.
A partire dal Natale di Gesù nessuno può dire di attraversare una storia su cui è calata una coltre di buio totale. Poiché la luce vera è venuta nel mondo tutti coloro che lo desiderano possono lasciarsi illuminare da quella luce e godere di quel chiarore. Quella luce indica una via che conduce alla felicità vera, alla pienezza della vita. Gesù non si impone: è amore che non si può imporre né pretendere, ma che può solo amare, e perciò è esposto al rifiuto. Ieri come oggi è venuto tra i suoi, ma i suoi non lo hanno accolto. La luce non viene accolta dalle tenebre. Questa luce splende nelle tenebre dell’incredulità che genera violenza. È il dramma dell'uomo di ogni tempo, che deve prendere posizione e scegliere se accogliere nella fede il Figlio di Dio, oppure rifiutarlo e respingerlo via da sé. Nel Natale anche noi veniamo avvolti nell’abbraccio con cui Dio afferra la nostra umanità , apre il nostro cuore inquieto alla speranza e fa balenare un nuovo mondo fondato sulla giustizia e sulla pace , che nascerà non tanto da operazioni militari imponenti e da accordi diplomatici ben orchestrati, ma dal culto dell'unico Dio da parte degli uomini e delle donne che decideranno di camminare nella luce della Parola del Signore riconoscendolo come l'unico Padre e fondando in questo modo la vera fraternità universale.
Lo scrittore, Giovanni Papini, così si esprimeva a proposito del Natale: "Anche se Cristo nascesse mille o diecimila volte a Betlemme, a nulla ti gioverà se non nasce almeno una volta nel tuo cuore.”
L'augurio che ci dobbiamo scambiare in quest’ anno del Giubileo è quello di fare viva memoria in tutta la nostra vita del mistero del Natale, spalancando la porta del nostro cuore al Bambino nato a Betlemme, vivendo da figli dell'unico Padre, da fratelli con tutti gli uomini e le donne e facendoci pellegrini di speranza annunciatori e testimoni della bella notizia dell’amore del Padre ricco di misericordia.
𝙈𝙞𝙘𝙝𝙚𝙡𝙚 𝙋𝙚𝙣𝙣𝙞𝙨𝙞 𝙖𝙧𝙘𝙞𝙫𝙚𝙨𝙘𝙤𝙫𝙤 𝙚𝙢𝙚𝙧𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙈𝙤𝙣𝙧𝙚𝙖𝙡𝙚