LetterateMagazine

LetterateMagazine letteratura, cinema, teatro, poesia: idee, recensioni alla ricerca delle autrici più significative Si occupa di scritture, politiche, culture delle donne.

LetterateMagazine è la rivista online della Società Italiana delle Letterate. E non solo. Alla ricerca di parole, linguaggi, narrazioni che interpretino e raccontino cambiamenti e spostamenti in corso. Nello scambio tra lettrici, autrici e autori – e personagge. È stata fondata nel 2013 da Bia Sarasini che l'ha diretta fino alla fine del 2018 quando se ne è andata prematuramente. In redazione hann

o lavorato Barbara Bonomi Romagnoli, Laura Marzi, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Silvia Neonato, Alessandra Pigliaru. Dal 2019 la dirige Silvia Neonato. In redazione: Giulia Caminito, Loredana Magazzeni, Laura Marzi, Gisella Modica, Gabriella Musetti, Sarah Perruccio e Amanda Rosso

Partire da sé per diventare storia collettiva: entro il 28 giugno visitabili a Torino e a Milano le opere di Chiharu Shi...
01/06/2026

Partire da sé per diventare storia collettiva: entro il 28 giugno visitabili a Torino e a Milano le opere di Chiharu Shiota, l’artista giapponese nota per le sue gigantesche installazioni immersive realizzate intrecciando fili di lana che avvolgono oggetti quotidiani sottratti all’inerzia: barche, chiavi, valigie e pianoforti

Di Mariella Pasinati.

Non è possibile attraversare The Soul Trembles al MAO, Museo di arte orientale di Torino senza avvertire che ciò che si dispiega nello spazio non nasce da un progetto formale, ma da una necessità interiore. Nelle opere dell’artista giapponese Chiharu Shiota, infatti, l’oggetto quotidiano viene sottratto alla propria inerzia e riletto attraverso la trama connettiva del filo, che ne trasfigura la presenza facendone un deposito di esperienza finalmente visibile.

Partire da sé per diventare storia collettiva: entro il 28 giugno visitabili a Torino e a Milano le opere di Chiharu Shiota, l’artista giapponese nota per le sue gigantesche installazioni immersive realizzate intrecciando fili di lana che avvolgono oggetti quotidiani sottratti all’inerzia: barc...

Suoni d’inchiostro è opera di Benedetta Amabile che intende far suonare le biografie di donne impegnate nell’arte, nel t...
31/05/2026

Suoni d’inchiostro è opera di Benedetta Amabile che intende far suonare le biografie di donne impegnate nell’arte, nel teatro e nella letteratura. Il progetto prevede brevi documentari sonori sulla vita e l’attività di una donna, ogni puntata mensile su Letterate Magazine sarà dedicata a una protagonista.
Il 2026 si apre con un nuovo capitolo: come suonano le protagoniste dei libri che leggiamo?

Protagonista di questa puntata è Odette Toulemonde, di Eric-Emmanuel Schmitt, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, E/O, 2018.

Suoni d’inchiostro è opera di Benedetta Amabile che propone ogni mese brevi documentari sonori sulla vita e l’attività di una scrittrice, artista, scienziata... insomma personaggia. Non si tratta solo di raccontare una storia, ma di evocare sensazioni, far vivere dettagli, dare una vita (e un ...

Il “noi”, la voce corale scelta da Julie Otsuka nel suo romanzo “Venivamo tutte per mare”, racconta la dolorosa storia d...
27/05/2026

Il “noi”, la voce corale scelta da Julie Otsuka nel suo romanzo “Venivamo tutte per mare”, racconta la dolorosa storia delle così dette “spose in fotografia”, giovani giapponesi inviate come merce negli Stati Uniti all’inizio del ‘900 per sposare immigrati giapponesi conosciuti solo attraverso una foto

Rita Lopez ci offre una densa e attenta restituzione del terzo romanzo di questo nuovo ciclo di incontri delle Letturate, il gruppo di lettura della Società delle Letterate.

"È interessante notare come il rapporto dominante/dominato non riguardi soltanto il marito verso la sua sposa, ma anche la società americana in generale, sfruttatrice e capitalista, nei confronti di tutta la manodopera giapponese, composta sia dagli uomini che dalle donne. Sebbene questo romanzo sia la storia di migliaia di donne, riesce a trascendere l’aspetto puramente femminista per diventare storia di tutta la comunità nipponica, incarnandone speranze, debolezze, paure e paradossi. È in questo scontro che esplode, per intero, il problema dell’identità culturale. Queste donne e questi uomini si trovavano in una sorta di limbo identitario. Da una parte la cultura di provenienza che, nonostante si sforzassero di dimenticare, li perseguitava con i ricordi; dall’altra la nuova cultura, che però non riuscivano ad abbracciare."

Il “noi”, la voce corale scelta da Julie Otsuka nel suo romanzo “Venivamo tutte per mare”, racconta la dolorosa storia delle così dette “spose in fotografia”, giovani giapponesi inviate come merce negli Stati Uniti all’inizio del ‘900 per sposare immigrati giapponesi conosciuti solo...

Ingeborg Bachmann resta fedele a questo mantra nonostante i momenti difficili. È una donna determinata, capace di adatta...
24/05/2026

Ingeborg Bachmann resta fedele a questo mantra nonostante i momenti difficili. È una donna determinata, capace di adattarsi alle città, ai diversi modi di vivere, ai mutevoli contesti lavorativi. Ha un intuito profetico verso i mezzi di comunicazione che usa con sapienza – dal telefono, alla radio, alla scrittura di radiodrammi – e con una profonda attenzione alla contemporaneità e al suo fluire

Ne ha scritto per noi Paola Nitido.

""Scrivere per esistere. Vita e opere di Ingeborg Bachmann", il recente volume di Rita Svandrlik, pubblicato da Carocci editore è un libro accurato e appassionato che avvicina sia chi conosce Bachmann sia chi vorrebbe conoscerla.
Poeta, narratrice, traduttrice, intellettuale cosmopolita ed europea, Bachmann scrive libri come capitoli della sua esistenza in un legame inscindibile fra letteratura e vita: «io esisto solo quando scrivo, quando non scrivo non sono niente». L’azione dello scrivere è manifestazione dell’esistere, segue il battito del respiro: non scrivere equivale e non esistere. Il lavoro critico di Svandrlik tesse elementi biografici, letterari, umani, che brillano perché insieme; la figura della scrittrice che ne emerge è stratificata e composita e, soprattutto, tremendamente viva."

Ingeborg Bachmann resta fedele a questo mantra nonostante i momenti difficili. È una donna determinata, capace di adattarsi alle città, ai diversi modi di vivere, ai mutevoli contesti lavorativi. Ha un intuito profetico verso i mezzi di comunicazione che usa con sapienza – dal telefono, alla rad...

È in libreria Scrittrici italiane dal XII al XXI secolo. Profili biobibliografici, che raccoglie vita e opere di trecent...
21/05/2026

È in libreria Scrittrici italiane dal XII al XXI secolo. Profili biobibliografici, che raccoglie vita e opere di trecento autrici, oltre alle trasposizioni cinematografiche. Il volume è di Luciana Tufani, giornalista, critica, editrice, animatrice da 46 anni del Centro Documentazione Donna di Ferrara.

Di Antonella Bontae

È in libreria Scrittrici italiane dal XII al XXI secolo. Profili biobibliografici, che raccoglie vita e opere di trecento autrici, oltre alle trasposizioni cinematografiche. Il volume è di Luciana Tufani, giornalista, critica, editrice, animatrice da 46 anni del Centro Documentazione Donna di Ferr...

«Passate le undici, sparisco dietro la porta di camera mia e vado in scena per i miei personaggi, con loro: gli do la mi...
20/05/2026

«Passate le undici, sparisco dietro la porta di camera mia e vado in scena per i miei personaggi, con loro: gli do la mia voce, le mie braccia, gli occhi. Se uno di loro deve cadere, io cado; se vengono morsi, mi mordo. Se devono piangere, mi dispero». Terza puntata sui luoghi di scrittura delle nostre lettrici. Questa volta è il turno di Jo Blivion

«Passate le undici, sparisco dietro la porta di camera mia e vado in scena per i miei personaggi, con loro: gli do la mia voce, le mie braccia, gli occhi. Se uno di loro deve cadere, io cado; se vengono morsi, mi mordo. Se devono piangere, mi dispero». Terza puntata sui luoghi di scrittura delle [...

Sara Durantini in “Questo mio corpo” racconta gli anni in cui, arrivando all’università diventa adulta e scopre, tra le ...
19/05/2026

Sara Durantini in “Questo mio corpo” racconta gli anni in cui, arrivando all’università diventa adulta e scopre, tra le altre cose, che il corpo femminile è territorio di abuso. Ma, nel partire da sé, narra di una generazione di donne che si è nutrita di Duras e Ernaux, di amiche e di femministe, per scoprire la libertà e la forza.

L'ha intervistata per noi Chiara Palumbo.

Il personale è politico. La lezione del femminismo, oggi ha trovato nuovi campi e forme di applicazione, ma ha mantenuto ferma la consapevolezza che il partire da sé sia uno strumento essenziale su cui cementare la riflessione politica, da riportare poi nel vissuto per poterlo rileggere attraverso gli strumenti che la nuova consapevolezza fornisce. Questo è il movimento lungo il quale si muove Questo mio corpo, il secondo romanzo di Sara Durantini, che fa seguito a Pampaluna, dove con questo stesso percorso rileggeva una infanzia collocata a un tempo dentro il mondo della provincia italiana degli anni Ottanta e al di fuori, in un contesto che vibrava come un “piccolo mondo antico” nella campagna padana.

Sara Durantini in “Questo mio corpo” racconta gli anni in cui, arrivando all’università diventa adulta e scopre, tra le altre cose, che il corpo femminile è territorio di abuso. Ma, nel partire da sé, narra di una generazione di donne che si è nutrita di Duras e Ernaux, di amiche e di femm...

Alcuni autori italiani indagano il rapporto con la figura paterna e narrano di incomprensione e scarto con la tradizione...
15/05/2026

Alcuni autori italiani indagano il rapporto con la figura paterna e narrano di incomprensione e scarto con la tradizione, come Dario Ferrari nel romanzo “Idiota di famiglia”. Al contrario Tommaso Giagni riscatta la memoria in “La fabbrica e i ciliegi”, come pure Christian Raimo che riscopre il padre perduto pagina dopo pagina nel suo “L’invenzione del colore”.

Ne scrive per noi Daniela Cannizzaro.

"La complessità contemporanea dell’identità letteraria maschile del Novecento passa attraverso il confronto e racconto del rapporto con il padre. Storie che incrociano la tradizione de La coscienza di Zeno di Italo Svevo dove la relazione con la figura paterna è centrale, fino al doveroso distacco del protagonista. Senza dimenticare il tempo e lo spazio sospesi de Il Colibrì di Sandro Veronesi (La Nave di Teseo) si arriva a L’anniversario di Andrea Bajaini (Feltrinelli), premio Strega dello scorso anno, dove il padre e pure la madre vengono abbandonati alla loro vita. Padre e figlio si ritrovano poi tra le pagine della malattia del genitore in Avere tutto (Einaudi, 2022) di Marco Missiroli. E nel romanzo Invernale di Dario Voltolini (La nave di Teseo), dove il verbo si fa carne: c’è un padre che fa il macellaio e un figlio che non sa altrettanto bene cosa vuol dire tradurre un corpo morto in cibo per i vivi."

Alcuni autori italiani indagano il rapporto con la figura paterna e narrano di incomprensione e scarto con la tradizione, come Dario Ferrari nel romanzo “Idiota di famiglia”. Al contrario Tommaso Giagni riscatta la memoria in “La fabbrica e i ciliegi”, come pure Christian Raimo che riscopre ...

15/05/2026

È online il programma del Festival POSTER - oltre gli stereotipi, organizzato da AIDOS, che si terrà domenica 24 maggio a Roma presso il MONK,

15/05/2026

Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento militare nelle scuole
Riceviamo e pubblichiamo un documento a firma del Movimento delle mamme di Modica sul
coinvolgimento di 180 alunni delle scuole superiori di Modica Ragusa Vittoria e Comiso, in un corso di addestramento militare portato avanti dall’Aeronautica, in collaborazione con il comune di Ragusa e l’Ufficio scolastico territoriale.
Il Movimento delle mamme trova contraddittoria e inopportuna questa modalità educativa in un tempo in cui ci occorre imparare la cooperazione tra i popoli e la solidarietà, attraverso tutte le diversità culturali sessuali religiose ed etniche.
Il movimento delle mamme pertanto invita i quattro sindaci e l’ufficio scolastico distrettuale territoriale a rivedere gli articoli 11 e 33 della Costituzione italiana, a tenere conto della laicità della scuola ma anche dei richiami di Papa Leone XIV.
Comprendiamo l’entusiasmo dei giovani ad approcciarsi a mezzi altamente tecnologici. Ringraziamo le forze militari per gli interventi di salvataggio e di aiuto in momenti critici ma sappiamo anche che le forze militari sono le prime ad essere coinvolte nei conflitti internazionali, che non utilizzano il dialogo ma solo il linguaggio delle armi.
Nello specifico ci risulta che ancora nel 2026 l’ Aeronautica militare è addestrata a rifornire in volo i terribili F35. Pertanto il movimento delle mamme invita i genitori e le genitrici a denunciare presso l’ indirizzo l’[email protected] le ingerenze militari nelle scuole. Invita, inoltre, tutti coloro che pensano che le guerre siano inutili per risolvere le controversie internazionali, a inviare una mail di protesta su questa iniziativa ai quattro sindaci di Ragusa Modica Comiso e Vittoria.
Le donne del Movimento invitano anche le/gli insegnanti e le/i dirigenti scolastici a fare intervenire docenti esperti di diritto internazionale e costituzionale e anche della Legge 185 /90, insieme a volontari, personale sanitario, attivisti, associazioni che si muovono in zone di guerra.
Per un maggiore approfondimento sul tema della militarizzazione all’ interno della scuola si rimanda alla lettura del libro ” La scuola va alla guerra” di Antonio Mazzeo – Ed. Manifestolibri https://www.ildomanibleo.com/2026/05/14/modica-il-movimento-delle-mamme-contrario-alladdestramento-militare-nelle-scuole/

Indirizzo

Camogli
16032

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