LiBeR

LiBeR Trimestrale su libri per bambini e ragazzi, lettura, infanzia

LiBeR
Libri per bambini e ragazzi
Rivista trimestrale
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Dalla seconda metà degli anni ’80 la rivista trimestrale LiBeR e la banca dati LiBeR Database sono un osservatorio delle tendenze e dei fenomeni che interessano il mondo dei libri per bambini e ragazzi.
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Inserto redazionale: La bibliografia del libro per ragazzi
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Direttore responsabile: Pier France

sco Nesti
Direzione: Ilaria Tagliaferri

Proprietà: Comune di Campi Bisenzio
Editore: Idest

Redazione e amministrazione:
Idest, via di limite 15
50013 Campi Bisenzio (FI)
Tel. 055 8966577
E-mail: [email protected]
URL: http://www.liberweb.it

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La nascita di LiBeR e LiBeR Database – nell’ambito della Biblioteca Gianni Rodari di Campi Bisenzio – sia cronologicamente coincisa con quella rivoluzione dell’editoria giovanile che gli esperti tendono a collocare in quel periodo storico, quando appunto uscì – era il 1988 – il numero 1 della rivista. Ecco perché le riflessioni e le tematiche svolte sulle pagine di LiBeR si sono inevitabilmente intrecciate con quelle che andavano sviluppandosi nell’ambito del settore, rispetto alle quali sono state al contempo uno specchio e un vigile osservatorio, senza mai rinunciare ad affrontare con spessore culturale, profondità di analisi, correttezza d’informazione e talvolta con coraggio i temi e le problematiche via via emersi in questo periodo davvero rilevante. Di fronte alla complessità dei fenomeni editoriali il progetto LiBeR fin dai suoi esordi ha aspirato a un ambizioso controllo bibliografico per informare su tutte le novità editoriali. Un’anima documentaria aperta alle istanze della ricerca critica in modo da offrire un set di strumenti utili per l’informazione, l’analisi della produzione, le scelte di acquisto delle biblioteche e l’orientamento dei lettori.”
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In Twitter: https://twitter.com/LiBeR_Rivista

Serve ancora il femminismo nel 2026?“Sono partita scettica sulle questioni linguistiche di genere: ero una di quelle che...
07/09/2026

Serve ancora il femminismo nel 2026?

“Sono partita scettica sulle questioni linguistiche di genere: ero una di quelle che cianciavano sull’inutilità dei femminili professionali come sindaca o questora perché “la cosa importante è che le donne possano arrivare a quei ruoli apicali, mica come le chiamano”; poi ho capito meglio la relazione bidirezionale che c’è tra parole e realtà: la realtà senz’altro influisce sulla lingua, ma “il modo in cui nominiamo la realtà è anche quello in cui finiamo per abitarla”. Non sono parole mie, ma di Michela Murgia, cara amica che è scomparsa troppo presto, lasciando un grande vuoto.
Le parole, dunque, non sono indifferenti. Nominando ciò che precedentemente era innominato, rendono visibile quello che è rimasto a lungo invisibile. E nominandolo, lo fanno raccontabile.”: 𝐕𝐞𝐫𝐚 𝐆𝐡𝐞𝐧𝐨 in LiBeR 151 scrive dello sviluppo della propria consapevolezza a riguardo del femminismo a partire da un crescente cambiamento di prospettiva su “cose sgradevoli” che le erano successe, che poi ci racconta, mettendo a fuoco la necessità di ricostruire insieme una coscienza collettiva che costruisca quella potente sorellanza ancora necessaria.

llustrazione di 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐌𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 per LiBeR 151.

👉 Per acquistare LiBeR 151 in formato digitale: https://tinyurl.com/3vx2mvkw

Vera Gheno

05/09/2026

L'ora blu a Settembre Bambina 2026
Mostra, lettura e laboratorio a Settembre Bambina 2026.
Ci siamo incontrati nell'ora blu.
È stato un bel momento, insieme abbiamo condiviso il vostro (e anche il nostro) bellissimo lavoro con tanti bambini e bambine.

💙

.gervasoni

📚✨ Settembre Bambina: storie, libri e incontri con gli autori!Dal 3 al 5 settembre, Campi Bisenzio ospita tre giornate d...
02/09/2026

📚✨ Settembre Bambina: storie, libri e incontri con gli autori!

Dal 3 al 5 settembre, Campi Bisenzio ospita tre giornate dedicate a bambine, bambini e famiglie, tra letture, laboratori e incontri con autori e illustratori.

Tante storie da scoprire insieme, con Chiara Lossani, Larissa Bacci, Tommaso Santi e Greta Lugli, tra libri, gioco e creatività.

🌊 Da non perdere anche “È scoccata l’ora blu”, mostra e laboratorio al foyer del Teatrodante Carlo Monni, ispirati all’albo di Marianna Balducci e Fabio Gervasoni, pubblicato da Sabir Editore. Le Piccole letture femministe,
per bambine e bambini, un laboratorio rivoluzionario a cura di Libreria Rinascita Ubik Sesto Fiorentino.
E dalle 16 alle 19 Foyer Teatrodante Carlo Monni La piccola libreria punto vendita a cura di Libreria Ubik Rinascita Sesto Fiorentino.
📖 Un’occasione per incontrare chi crea le storie e vivere la lettura insieme, in modo curioso e divertente!

👉 Info e programma completo: www.lugliobambino.it

Sandra Gesualdi Flavia Fiocchi Festival Luglio Bambino Teatrodante Carlo Monni Luglio Bambino Teatrodante Carlo Monni Biblioteca Tiziano Terzani

Il mondo fuori dalla propria stanzetta è un luogo decisamente minaccioso e inospitale per Selma, undici anni: quando tut...
31/08/2026

Il mondo fuori dalla propria stanzetta è un luogo decisamente minaccioso e inospitale per Selma, undici anni: quando tutte le sue paure tracimano dal barattolo che metaforicamente le dovrebbe contenere, prendono il sopravvento e non le lasciano scampo. Avere una madre poliziotta e apprensiva non è di grande aiuto per affrontare con serenità nuove esperienze e ci mette il becco anche Albert, tartarughina da compagnia e petulante 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑜, specializzata nell’alimentare insicurezze e scoraggiare qualsiasi passo in avanti. Soprattutto in fatto di amore. Perché anche l’amore fa paura, meglio non farci i conti e relegarlo tra le cose melense che riguardano la vita banale delle altre compagne.
Convincono il linguaggio e il tocco ironico nell’esordio italiano di questa giovane artista norvegese, in una graphic novel che coglie con fermo realismo psicologico la complessità delle grandi trasformazioni fra ansie da prestazione, disillusioni, incomprensioni, incoerenze… sul terreno, ambiguo e sfidante, delle prime relazioni.

𝑷𝒓𝒐𝒗𝒂𝒄𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂, 𝑺𝒆𝒍𝒎𝒂 di 𝐊𝐣𝐞𝐫𝐬𝐭𝐢 𝐒𝐲𝐧𝐧𝐞𝐯𝐚 𝐌𝐨𝐞𝐧, (Terre di Mezzo, 2026) è recensito da 𝐅𝐚𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐁𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐢 in LiBeR 151.

Fausto Boccati Terre di mezzo Editore

Barbiana fu una scuola di frontiera “prima della scuola”, non per cronologia ma per urgenza educativa e ontologica: un i...
27/08/2026

Barbiana fu una scuola di frontiera “prima della scuola”, non per cronologia ma per urgenza educativa e ontologica: un isolamento geografico trasformato in centro di resistenza umana. Per i figli dei contadini del Mugello, l’obbligo scolastico non garantiva l’accessibilità. Camminare ore nel bosco per andare a lezione poteva essere la norma. Questo libro con scrittura asciutta, mai didascalica, diventa soglia per raccontare Don Milani ai più piccoli portando alla luce la sostanza del suo messaggio: quella scoperta, radicale e commovente, per cui la cura dell'altro è l'unica forma di cittadinanza possibile e la parola la sola via capace di rompere ogni emarginazione. L’episodio è quello già raccontato da Michele Gesualdi, che di Don Milani fu allievo, ne 𝐼𝑙 𝑝𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝐵𝑎𝑟𝑏𝑖𝑎𝑛𝑎 (Libreria Editrice Fiorentina), dove il ponte si fa metafora di un passaggio esistenziale e politico: quello che trasforma la fragilità del singolo in forza della collettività.
Nel processo di riscatto che percorre il libro, le illustrazioni si muovono in perfetta coerenza con il nucleo etico del racconto. Il segno, elaborato digitalmente, conserva l’anima materica che richiama la “polverosità” di matite e tempere morbide: scelta estetica che restituisce alla pagina la verità dello sguardo bambino sorretta da un attento studio filologico di materiali d’epoca e della fauna appenninica.

𝑰𝒍 𝒑𝒐𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝑩𝒂𝒓𝒃𝒊𝒂𝒏𝒂 di 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐕𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢, con le illustrazioni di 𝐒𝐚𝐫𝐚 𝐂𝐢𝐦𝐚𝐫𝐨𝐬𝐭𝐢, (Lapis, 2026) è recensito da 𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐨𝐧𝐜𝐢𝐧𝐢 in LiBeR 151.

Edizioni Lapis Francesco Viliani Sandra Gesualdi

C’è un ponte sospeso, stretto e oscillante, a strapiombo su un fiume: è fatto di assi instabili e funi, di quelli che il...
26/08/2026

C’è un ponte sospeso, stretto e oscillante, a strapiombo su un fiume: è fatto di assi instabili e funi, di quelli che il nostro immaginario colloca tra due cime, in luoghi selvaggi, impervi e dimenticati. Su quel ponte ci sono due corpi troppo grandi per attraversarlo insieme: quello di un enorme orso bruno e quello di un uomo gigante, che si incontrano al centro del passaggio, l’uno di fronte all’altro. L’orso e l’uomo si guardano di traverso, si sfidano; nessuno dei due ha intenzione di retrocedere, a costo di provocare la caduta dell’altro. L’apologo che i due autori congegnano è di una semplicità disarmante, nella sua chiarezza ed efficacia. L’orso e il gigante, infatti, improvvisamente si abbracciano, diventano un corpo unico e ruotano stretti, a piccoli passi, come ballerini sull’abisso, sino a invertire le loro posizioni e a proseguire ciascuno lungo il proprio cammino.

L’albo, con il patrocinio di Amnesty International, è capace di parlare a chiunque, attraverso una lezione preziosa e per niente retorica sui temi della pace e della cooperazione.

𝑰𝒍 𝒑𝒐𝒏𝒕𝒆 di 𝐇𝐞𝐢𝐧𝐳 𝐉𝐚𝐧𝐢𝐬𝐜𝐡, con le illustrazioni di 𝐇𝐞𝐥𝐠𝐚 𝐁𝐚𝐧𝐬𝐜𝐡, (Orecchio Acerbo, 2026) è recensito da 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐋𝐞𝐩𝐫𝐢 in LiBeR 151.

Chiara Lepri Orecchio Acerbo Editore Amnesty International - Italia

L’ora blu è quel breve intervallo sospeso che precede la notte, quando il cielo perde lentamente luce ma non è ancora bu...
24/08/2026

L’ora blu è quel breve intervallo sospeso che precede la notte, quando il cielo perde lentamente luce ma non è ancora buio, e ogni cosa sembra trattenere il respiro. In questo nuovo albo di Marianna Balducci, costruito sulle fotografie di Fabio Gervasoni, è proprio dentro questa soglia fragile che prende forma una storia lieve e misteriosa, immersa in una Rimini onirica e silenziosa. Due fratelli tornano a casa sul far della sera con il cuore agitato: la loro gatta Artemisia è sparita. Non resta che uscire per ritrovarla. Da qui prende avvio un attraversamento urbano che è insieme ricerca concreta e viaggio interiore.
Le fotografie di Gervasoni catturano una Rimini ovattata e quasi irreale, immersa in tonalità bluastre che attenuano i contorni e amplificano il senso di sospensione, come se l’ora blu avesse il potere di rendere visibile ciò che di giorno rimane nascosto. Sulle fotografie si innestano le illustrazioni create da Balducci: apparizioni leggere, enigmatiche, sorprendenti. Artemisia cammina lungo i tetti come una creatura sfuggente, con gli occhi gialli che emergono dal fogliame e la coda sinuosa che taglia il cielo. Ma accanto a lei compaiono fenicotteri rosa giganteschi, conigli e chiocciole giganti, pesci che fluttuano tra i palazzi, cervi volanti, meduse che galleggiano nell’aria. Non sappiamo mai fino in fondo se siano reali, sognati o semplicemente evocati dallo stato emotivo dei bambini.

𝑳’𝒐𝒓𝒂 𝒃𝒍𝒖 di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐮𝐜𝐜𝐢, con le fotografie di 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐫𝐯𝐚𝐬𝐨𝐧𝐢, (Sabir, 2026) è recensito da 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐓𝐚𝐦𝐛𝐞𝐫𝐥𝐚𝐧𝐢 in LiBeR 151.

Sabir Editore Francesca Tamberlani Marianna Balducci illustrator

Nel vecchio e degradato porto del cemento vivono arrabattandosi diversi animali. C’è chi, come il tasso Rocke, vende a b...
20/08/2026

Nel vecchio e degradato porto del cemento vivono arrabattandosi diversi animali. C’è chi, come il tasso Rocke, vende a buon prezzo cose di seconda mano, e chi, come il cane Svampa, fruga nei bidoni in cerca di oggetti recuperabili. In seno a questa comunità fragile ma solidale cresce Ofelia, piccola volpe solare e intraprendente, che si divide tra il vecchio ufficio portuale dove vive la mamma e la chiatta malconcia e zeppa di ricordi dove risiede il papà. Tanto organizzata e affidabile è lei, quanto disordinato e bohémien è lui. Nel mezzo, Ofelia impara a prendere il buono da ognuno e a cavarsela per conto proprio: cosa che le torna più che utile quando una sera la tempesta rompe gli ormeggi della chiatta portandola alla deriva. Quello che la aspetta è un naufragio in piena regola.
Nel frattempo, chi è rimasto al porto si prodiga a sua volta per cercare di ritrovarla: un’impresa che a suon di inseguimenti, furti di yacht, allacciamenti di fotocopiatrici nel bosco e lunghe attese sugli scogli porta la narrazione a diramarsi. Al viaggio di Ofelia si affiancano, infatti, quello del papà e quello della mamma, regalando al romanzo un’intrigante forma corale in cui la vicenda di una si trasforma nell’avventura di molti.

Frida Nilsson mette in scena una ciurma sgangherata di personaggi singolari e con coraggio racconta anche le cose brutte e rotte che appartengono alla vita. Lo fa con ironia garbata e con uno stile ricercato.

𝑶𝒇𝒆𝒍𝒊𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒓𝒊𝒗𝒂 di 𝐅𝐫𝐢𝐝𝐚 𝐍𝐢𝐥𝐬𝐬𝐨𝐧, con le illustrazioni di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐍𝐢𝐥𝐬𝐬𝐨𝐧 𝐓𝐡𝐨𝐫𝐞, (Lupoguido, 2026) è recensito da 𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐧𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 in LiBeR 151.

LupoGuido Elena Corniglia

Si può raccontare l’adolescenza senza trasformarla in un laboratorio di buone intenzioni, senza ridurla a un elenco di e...
19/08/2026

Si può raccontare l’adolescenza senza trasformarla in un laboratorio di buone intenzioni, senza ridurla a un elenco di emozioni da manuale o a un percorso già tracciato dagli adulti? Marco Magnone, con La notte delle lucciole, ci dimostra che non solo si può, ma che è proprio questo sguardo obliquo, capace di tenere insieme fragilità e luce senza mai forzarle, a rendere un romanzo davvero necessario ai lettori adolescenti.
Teresa, Diego e Asia crescono in un mondo che corre più veloce di loro, e ognuno porta con sé una geografia emotiva che non coincide mai del tutto con quella degli altri. San Giovanni, piccolo paese dell’Appennino toscano, e Firenze non sono semplici sfondi: sono i luoghi in cui i ragazzi misurano la distanza tra ciò che erano e ciò che stanno diventando.
Teresa e Diego condividono un passato fatto di complicità assoluta, un’amicizia che sembrava destinata a non incrinarsi. Ma il tempo, come sempre, sposta gli equilibri, apre crepe da cui entra una luce diversa. Tutto converge nella notte della festa scolastica di fine anno.

In queste pagine c’è una malinconia sobria, una nostalgia che non guarda indietro per rimpiangere ma per capire.

𝑳𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒍𝒖𝒄𝒄𝒊𝒐𝒍𝒆 di 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐌𝐚𝐠𝐧𝐨𝐧𝐞, (Mondadori, 2026) è recensito da 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐨 𝐁𝐢𝐚𝐠𝐢 in LiBeR 151.

Matteo Biagi Mondadori - Libri per Ragazzi Marco Magnone

Un incipit che scende nel profondo dell’io di una bambina a confronto con le proprie paure e fragilità. Paura del giudiz...
17/08/2026

Un incipit che scende nel profondo dell’io di una bambina a confronto con le proprie paure e fragilità. Paura del giudizio, di essere esclusa, paura del contatto. Paure che ci accomunano, eppure uniche. Guardarsi dentro e trovarci angosce ma anche fiori, idee brillanti e ironia. Il cuore di sé come una stanza buia e insonorizzata. “Completamente sola”. Invito chi legge a immaginare cosa accada alla mente di chi narra. Poi: cinque quaderni a righe, donati dalla psicologa cognitivo-comportamentale per annotare gli incontri con le persone, i timori che li precedono e cosa di fatto la protagonista provi, le interazioni. E infine la sua “idea meravigliosa”: La lista di Violetta del titolo del romanzo di David Vlietstra, una lista coi nomi di compagne e compagni – rubata alla maestra – e appesa in casa, mentre gli appuntamenti, seguiti alla richiesta di vedersi dopo scuola e giocare insieme, diventano anche pagine, racconti.

A volte si resta toccati da una voce originale, fresca coraggiosa che ancora è in grado di sbocciare nella letteratura per l’infanzia.

𝑳𝒂 𝒍𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝑽𝒊𝒐𝒍𝒆𝒕𝒕𝒂 di 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝 𝐕𝐥𝐢𝐞𝐭𝐬𝐭𝐫𝐚, con le illustrazioni di 𝐘𝐨𝐤𝐨 𝐇𝐞𝐢𝐥𝐢𝐠𝐞𝐫𝐬, (La Nuova Frontiera Junior, 2026) è recensito da 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨 in LiBeR 151.

La nuova frontiera

Indirizzo

Campi Bisenzio

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+390558979403

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