12/05/2026
NESSUN FUTURO PER LA SIPPIC? LICENZIAMENTI COLLETTIVI
La Sippic versa in condizioni economiche a dir poco disastrose, probabilmente a causa di scelte e vicissitudini ereditate dal passato, nonché delle modifiche introdotte nel settore elettrico ai parametri dei finanziamenti destinati alla gestione della rete.
La centrale della Sippic non può essere venduta, qualora vi fossero soggetti interessati all’acquisto, poiché gravata da ipoteche. Con lo spegnimento della centrale di produzione e l’ingresso a pieno regime di Terna, ci si aspettava che l’impianto di Largo Fontana, a Marina Grande, fosse interessato da una seria opera di bonifica finanziata dallo Stato, attraverso ministeri, Regione e Città Metropolitana. Tuttavia, ciò non è avvenuto.
Se il Piano Regolatore del Comune di Capri classificava la centrale della Sippic come area industriale, il PUC (Piano Urbanistico Comunale) la individua invece come area turistico-ricettiva, destinata dunque ad alberghi, strutture commerciali e servizi connessi. Al momento, però, tutto resta fermo, in stato di abbandono e degrado. Un esempio di archeologia industriale? Forse, sì.
IL VALORE AGGIUNTO DALLA RETE DI DISTRIBUZIONE ENERGETICA
Al di là della centrale, con il suo dissalatore mai entrato in funzione — elemento che contribuisce, almeno sulla carta, a rendere più appetibili i volumi in caso di realizzazione di una struttura turistico-ricettiva — il vero valore aggiunto è rappresentato dalla rete di distribuzione. Una miriade di cabine, tra quelle di proprietà della Sippic e quelle gestite in comodato, garantisce infatti la distribuzione dell’energia sull’isola attraverso migliaia di pali e decine di chilometri di cavi, a fronte di appena circa 10mila POD, ossia i punti di fornitura corrispondenti ai contatori di abitazioni e attività commerciali sia di Capri sia di Anacapri. Una rete che possiede un valore strategico considerevole. Sebbene gran parte delle attrezzature presenti nelle cabine sia ormai datata, l’energia continua comunque a transitare attraverso i cavi della storica azienda caprese: senza quella infrastruttura, al momento, non esiste alcuna alternativa concreta per garantire la distribuzione elettrica sull’isola.
LA DEA FA UN PASSO INDIETRO E LA SIPPIC CROLLA NEL VUOTO?
Qualche mese fa, e per lungo tempo, la Sippic ha intavolato una trattativa con Dea S.p.A. nel tentativo di raggiungere un accordo che consentisse però alla società caprese di continuare a sopravvivere mantenendo la gestione della rete di distribuzione. La negoziazione, tuttavia, non è andata a buon fine e la Sippic ha dovuto registrare un brusco dietrofront che ha ulteriormente aggravato le proprie difficoltà. Dea gestisce la rete elettrica nei comuni di Magliano di Tenna, Offida, Osimo, Polverigi e Recanati, nelle Marche; Ortona e San Vito Chietino, in Abruzzo; e Sanremo, in Liguria. Inoltre, cura gli impianti di illuminazione pubblica in diversi comuni delle province di Ancona e Macerata, nella regione Marche, e nel Comune di Sanremo, in Liguria.
CHI E’ LA DEA?
La società nasce il 1° gennaio 2015 come società a responsabilità limitata, a seguito del conferimento del ramo d’azienda di Astea comprendente le attività di distribuzione e misura dell’energia elettrica, entrambe oggetto di concessione rilasciata dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato il 2 maggio 2001 con scadenza fissata al 31 dicembre 2030, data che segnerà anche la scadenza della concessione per la gestione della rete della Sippic, oltre al servizio di illuminazione pubblica. Dal 1° gennaio 2016 la società si è trasformata in Società per Azioni, in occasione del conferimento delle attività di distribuzione elettrica da parte di ASP Polverigi S.r.l., entrata così nella compagine societaria. Nel 2023 Dea si è inoltre aggiudicata la procedura ad evidenza pubblica per la cessione delle reti di distribuzione e misura dell’energia elettrica nel Comune di Magliano di Tenna, in provincia di Fermo. Nello stesso anno, a seguito della sottoscrizione di aumenti di capitale mediante conferimento in natura dei rami di distribuzione e misura dell’energia elettrica, sono entrate nella compagine societaria anche Odoardo Zecca S.r.l., Energie Offida S.r.l., il Comune di Offida e Amaie S.p.A. Insomma, Dea non è semplicemente una società energetica come la Sippic: rispetto alla storica azienda caprese rappresenta un vero e proprio colosso del settore.
IN COSA CONSISTE LA RETE ENERGETICA DI DISTRIBUZIONE DELLA SIPPIC?
Dal sito della Dea sono riportati una serie di dati tecnici che riguardano Capri e la Sippic, sull’attuale configurazione della rete di distribuzione elettrica dell’isola, ovvero:
• RETE MT esercita con 6 linee a 6 kV e 2 linee a 2 kV
Linee MT per complessivi KM 40 di cui:
25 km in cavo interrato e 15 km in linee aeree
Cabine secondarie n.° 119 di cui:
102 esercite a 6 kV e 14 esercite a 2 kV su palo
• Rete BT per complessivi 270 km di cui
150 km interrati e 120 km in aereo
Tensione di esercizio delle reti BT 230 V C.A trifase
• Utenti BT 9507
Domestici n.° 6.926
Altri usi n.° 2.581
La rete di distribuzione dell’energia elettrica dell’isola di Capri, come si può rilevare dalle sopraelencate caratteristiche, necessita di un piano straordinario di sostituzione, sia per la vetustà della stessa, sia per le caratteristiche tecniche e funzionali. Infatti, è esercitata con una tensione di alimentazione primaria a 6 kV C.A e due linee a 2 kV. Risulta, dunque, del tutto evidente la difficoltà di reperire parti di ricambio per tutte le apparecchiature realizzate con questo livello di tensione, in completo disuso a livello nazionale. Parallelamente è pacifica la difficoltà di trasportare anche potenze basse a questo livello di tensione, per l’uso di sezioni di conduttori molto elevate: a parità di sezione con una tensione di esercizio a 20 kV si possono trasportare potenze 3,5 volte superiori.
L’alimentazione elettrica dell’isola di Capri allo stato è assicurata per mezzo di due cavi sottomarini a 150kV realizzati da Terna SpA.
Il primo cavo sottomarino parte dalla cabina primaria di Torre Annunziata Nord.
Il secondo cavo parte dalla cabina primaria di Sorrento.
I due cavi a 150 kV arrivano nell’isola di Capri all’omonima cabina primaria che per mezzo di trasformatori 150/20/6 alimentano l’utenza dell’isola per mezzo delle esistenti linee di distribuzione che, però, partono dalla ex centrale della Sippic, mentre sarebbe migliorativo che partissero dalla centrale di Terna di Gasto, dove sono anche alloggiati i gruppi elettrogeni per l’emergenza.
SITUAZIONE DRAMMATICA PER IL PERSONALE
Archiviato il tentativo di raggiungere un’intesa con Dea S.p.A., la Sippic — azienda che per oltre un secolo, attraverso la propria produzione energetica, ha garantito elettricità all’isola — ha dovuto confrontarsi con il personale, lasciando intendere l’esistenza di un piano industriale che, almeno finora, nessuno ha avuto modo di vedere. I confronti con i dipendenti si sono sviluppati attraverso una serie di riunioni nel corso delle quali, ipotizzando benefici economici comunque lontani nel tempo, si è prospettata una graduale uscita del personale. Il tutto in un clima di forte incertezza, anche perché non vi sono garanzie circa la disponibilità della liquidazione accantonata in vista dei prossimi pensionamenti che interesseranno alcune figure aziendali.
Insomma, a volerla dire tutta, la situazione appare drammatica, sia per il personale sia per la gestione stessa del servizio.
UN GRANDE PROGETTO DECENNALE PER IL “SOTTO TRACCIA ISOLANO
La possibile via di salvezza sarebbe rappresentata dal rilevamento della rete di distribuzione energetica isolana della Sippic, insieme al relativo personale, prevedendo al contempo incentivi concreti per quei dipendenti prossimi al pensionamento. Da un lato si favorirebbe così chi potrebbe accedere anticipatamente alla pensione o chi, pur non avendo ancora maturato i requisiti pensionistici, sceglierebbe di lasciare l’azienda; dall’altro sarebbe però necessario dotarsi di nuove figure professionali per garantire la gestione e la manutenzione della rete di distribuzione. Parallelamente alla gestione dell’attuale infrastruttura Sippic, si potrebbe avviare, attraverso conferenze di servizio con i due Comuni isolani e gli altri enti sovracomunali competenti, un grande progetto di ammodernamento da sviluppare nell’arco dei prossimi dieci anni. L’obiettivo sarebbe quello di realizzare una rete di distribuzione energetica capillare completamente “sotto traccia”, superando progressivamente l’attuale sistema basato su pali e linee aeree.
UN PROGETTO DI AMMODERNAMENTO ESTESO ALLE ALTRE UTENZE E PERCHE’ NO AL METANO
Nell’ambito di un simile progetto — che prevederebbe interventi strada per strada concentrati in cinque, al massimo sei mesi l’anno, così da non incidere pesantemente sulla stagione turistica — si potrebbero contestualmente predisporre anche nuove infrastrutture strategiche per l’isola.
Si potrebbe, infatti, realizzare una rete telefonica interamente in fibra ultraveloce, con cavidotti “sotto traccia” destinati a quattro o cinque operatori telefonici, oltre all’ammodernamento della rete idrica e fognaria. Una necessità particolarmente avvertita soprattutto ad Anacapri, dove alcune abitazioni e attività sono ancora costrette a servirsi di scarichi ormai considerati fuori norma o di sistemi di smaltimento particolarmente onerosi. Non solo: si potrebbe persino rispolverare il vecchio progetto di metanizzazione proveniente dalla vicina Ischia, con approdo a Punta Carena.
Insomma, una volta che la rete di distribuzione della Sippic dovesse passare nelle mani di un consorzio di società solide e strutturate, si aprirebbero prospettive di sviluppo fino ad oggi impensabili, poiché senza energia — o con una rete inefficiente e di qualità insufficiente — non può esistere un reale sviluppo del tessuto produttivo locale.
CAPRI GREEN E UN GRUPPO DI AZIENDE PRONTE A RILEVARE LA RETE DI DISTRIBUZIONE ENERGETICA
In questo contesto si è fatta avanti anche Capri Green, piccola società locale nata nel 2021 che opera, tra l’altro, come agenzia esclusiva di Fontel e che può contare già su numerosi contratti energetici con abitazioni e alcune delle più importanti attività dell’Isola. Capri Green avrebbe manifestato interesse all’acquisto dell’attuale rete di distribuzione della Sippic, forte del sostegno di aziende pronte a investire decine di milioni di euro e convinte della concreta realizzabilità del progetto decennale “sotto traccia”, senza escludere la gestione delle pubbliche illuminazioni isolane, nonostante gli investimenti richiesti siano stimati attorno ai 200 milioni di euro, i quali verrebbero accompagnati da una complessa fase progettuale per la realizzazione della nuova rete di distribuzione, coinvolgendo in maniera prioritaria le professionalità locali: ingegneri, imprese edili e maestranze del territorio.
Un progetto ambizioso, complesso e destinato inevitabilmente a richiedere il contributo delle migliori competenze presenti sull’isola.
Tutto ciò, però, sarà possibile soltanto se la politica eviterà di mettere ostacoli lungo il percorso, limitandosi a svolgere il proprio ruolo istituzionale senza interferenze.
IL LICENZIAMENTO DEL PERSONALE E’ IMPENSABIOLE ED INSOSTENIBILE
Nel frattempo — e ormai già da settimane — la Sippic ha avviato, per il settore elettrico, una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 18 lavoratori su 42 dipendenti complessivi, fatto che dimostra una situazione estremamente preoccupante.
Nella giornata di ieri i sindacati hanno diffuso un manifesto contenente il seguente testo:
CAPRI: LA SIPPIC TAGLIA IL LAVORO
18 LICENZIAMENTI SU 42: UNA SCELTA GRAVISSIMA
SIPPIC, società che gestisce la distribuzione di energia elettrica sull’isola di Capri, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che colpisce 18 lavoratrici e lavoratori su 42.
Quasi metà dell’organico cancellato.
Una decisione irresponsabile che colpisce famiglie, lavoratori e l’intera comunità dell’isola
di Capri.
La scelta di SIPPIC:
• scarica sui lavoratori il peso delle proprie decisioni
• riduce drasticamente il personale in un settore essenziale
• mette a rischio qualità, sicurezza e continuità della distribuzione elettrica sull’isola
UN ATTACCO DIRETTO AL TERRITORIO
Non è solo una questione occupazionale:
è un colpo alla stabilità e alla sicurezza di un servizio pubblico fondamentale per l’intera isola di Capri.
LE ISTITUZIONI NON POSSONO RESTARE IN SILENZIO
Comune, Regione, Prefettura devono intervenire immediatamente.
Chi ha responsabilità pubbliche deve assumere una posizione chiara e agire ora.
CHIEDIAMO
• Ritiro immediato dei licenziamenti
• Blocco della procedura
• Apertura di un tavolo urgente con azienda e istituzioni
• Difesa di tutti i posti di lavoro
• Garanzie sulla sicurezza e qualità del servizio elettrico
L’isola di Capri non può pagare il prezzo di scelte aziendali sbagliate.
Il lavoro non si tocca. I servizi essenziali non si smantellano.
LA SIPPIC SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ
CAPRI NON SI TOCCA
NAPOLI 11/05/2026
LE SEGRETERIE REGIONALI
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