Non Era Nel Manuale

Non Era Nel Manuale Non era nel manuale. Non c’erano regole per questa partita: solo un papà, due figli e un tavolo pieno di possibilità.

Si sbaglia, si ride, si cresce insieme, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo. Turno dopo turno, senza sapere sempre cosa fare

07/08/2026

Dieci anni. Dietro lo schermo del Master. 🎲

Lo guardo mentre conduce una sessione di D&D e mi sorprende: improvvisa, racconta, interpreta i personaggi, gestisce le regole, ascolta i giocatori e trova soluzioni creative quando la storia prende strade impreviste.

Sono davvero felice che questa passione lo stia coinvolgendo così tanto. Perché, oltre ai dadi, vedo crescere immaginazione, ascolto, capacità di raccontare e di stare con gli altri.

E poi, diciamolo… un po’ di merito va anche al suo grande riferimento: Zoltar, che gli ha fatto scoprire quanto sia bello stare dall’altra parte dello schermo. 🙌

Che ne dici, Christian… promette bene? 😂

storytelling creatività papàefiglio giocareinsieme

Ho iniziato a masterare una campagna di D&D con un unico giocatore: mio figlio.Si intitola La Via del Drago Rosso e sarà...
05/08/2026

Ho iniziato a masterare una campagna di D&D con un unico giocatore: mio figlio.

Si intitola La Via del Drago Rosso e sarà un viaggio fatto di avventure, incontri, scelte, gioie, errori e scoperte. Un cammino in cui, come ogni buon gioco di ruolo sa fare, la storia parla anche un po’ della vita.

Ad accompagnarlo ci sarà Losor, un mezzorco burbero, taciturno e apparentemente ruvido. Un PNG che interpreto io: poche parole, qualche sorriso nascosto e quella saggezza che arriva più dall’esperienza che dai libri.

Masterare per un solo giocatore è molto diverso da una campagna tradizionale. Tutto diventa più intimo, ogni scelta pesa di più, ogni dialogo trova il suo spazio. È un’avventura condivisa, in cui il confine tra padre e Master, tra gioco e relazione, a volte si fa sorprendentemente sottile.

Un’esperienza davvero incredibile!

🎲❤️ PadreEFiglio Storytelling LaViaDelDragoRosso

Ho finalmente terminato lo Zaku II Perfect Grade di Bandai.Un kit impegnativo, pieno di dettagli, incastri e piccoli mom...
01/08/2026

Ho finalmente terminato lo Zaku II Perfect Grade di Bandai.

Un kit impegnativo, pieno di dettagli, incastri e piccoli momenti di concentrazione. Ma è proprio questo il bello.

Per molte sere mi sono ritagliato un po’ di tempo, pezzo dopo pezzo, lasciando fuori il resto. Costruire un Gunpla, almeno per me, non è solo assemblare un modellino: è un modo per rallentare, rilassarsi e ritrovare il piacere di creare con le proprie mani.

Adesso è il momento di guardarlo finito… e iniziare già a pensare al prossimo.

ModelKit PlasticModel Hobby

Non era nel manuale… ma evidentemente doveva esserci.D&D in spiaggia! 🏖️🎲Su richiesta del diecenne e della sua amica di ...
06/07/2026

Non era nel manuale… ma evidentemente doveva esserci.
D&D in spiaggia! 🏖️🎲
Su richiesta del diecenne e della sua amica di spiaggia è nata una mini campagna in due sessioni… sotto l’ombrellone.
Tra dadi, fantasia e un pizzico di salsedine, anche la spiaggia si è trasformata in un’avventura.
Divertentissimo.

Torno a casa dal convegno spazi di aggregazione giovanile e dal workshop sul gioco con un pensiero che continua ad accom...
19/06/2026

Torno a casa dal convegno spazi di aggregazione giovanile e dal workshop sul gioco con un pensiero che continua ad accompagnarmi.
Il gioco va custodito.

Non perché sia utile. Non perché insegni qualcosa. Non perché produca risultati.
Va custodito perché è gioco.

In un tempo che tende a trasformare ogni esperienza in uno strumento, il gioco rischia di perdere la sua natura più preziosa: quella di essere uno spazio libero, gratuito, senza altra giustificazione se non sé stesso.

Ed è proprio lì che risiede la sua forza. In quel tempo sospeso in cui si può esplorare, immaginare, sbagliare, incontrarsi. In quel territorio fragile e potente che non appartiene né all’efficienza né alla prestazione.

Oggi il gioco vive una nuova stagione di visibilità e riconoscimento. È una buona notizia. Ma ogni volta che qualcosa acquisisce valore, emerge anche il rischio di ridurlo a funzione, di chiedergli continuamente di servire a qualcos’altro.

Forse la responsabilità di chi educa non è quella di usare il gioco, ma di proteggerlo. Di vegliare su quel luogo raro in cui le persone si aggregano attorno a un’esperienza condivisa, costruiscono comunità e fanno esperienza del mondo… senza che il mondo chieda loro di essere altro.

Prima serata di Eroi delle Terre di Confine, il nuovo Starter Set di D&D. Dopo aver sfogliato classi, abilità e possibil...
18/06/2026

Prima serata di Eroi delle Terre di Confine, il nuovo Starter Set di D&D. Dopo aver sfogliato classi, abilità e possibilità, il diecenne ha fatto la sua scelta: halfling ladro.
Poi è arrivata la domanda più importante: “Come si chiama?” La risposta è stata immediata. Morbegno. Un omaggio a Dungeon and DJ e alle tante storie ascoltate insieme.
Così è iniziata una nuova avventura: scheda quasi vuota, dadi pronti e un mondo tutto da esplorare.
Da ieri nelle Terre di Confine c’è un nuovo eroe. Piccolo di statura, grande abbastanza da mettersi nei guai. 🎲⚔️

Nuova carta del mio mazzo personale, la nonna, per me madre.  Radice di racconti.Mi è venuta un’idea: creare carte per l...
09/06/2026

Nuova carta del mio mazzo personale, la nonna, per me madre. Radice di racconti.
Mi è venuta un’idea: creare carte per le persone che ho intorno. Evidenziare quello che sono, come stanno nel gioco, come stanno nella mia vita.
Un TGC personale.

Prime partite a Gloomhaven con il diecenne.Più che affrontare mostri e completare missioni, in questa fase stiamo cercan...
07/06/2026

Prime partite a Gloomhaven con il diecenne.
Più che affrontare mostri e completare missioni, in questa fase stiamo cercando di capire come funziona il gioco. Regole, carte, iniziativa, gestione delle abilità, errori, riletture del manuale e quel continuo alternarsi tra “ho capito” e “forse non ho capito niente”.
Ed è proprio questa la parte che mi piace.
Vedere come, partita dopo partita, un gioco complesso smette di essere un insieme di regole e diventa un linguaggio condiviso. Le strategie iniziano a emergere, le decisioni acquistano senso e quello che sembrava complicato diventa improvvisamente naturale.

Per ora procediamo lentamente, sbagliando parecchio e controllando spesso il regolamento. Ma ogni scenario ci insegna qualcosa in più.

Mattinata a Borsa Scambio, tra giocattoli d’epoca, collezionismo e nostalgia.Ci sono luoghi che sembrano porte temporali...
31/05/2026

Mattinata a Borsa Scambio, tra giocattoli d’epoca, collezionismo e nostalgia.
Ci sono luoghi che sembrano porte temporali: entri per curiosità e ti ritrovi bambino. Un giro tra action figure, giochi da tavolo, modellini e oggetti che pensavi esistessero ormai solo nei ricordi.
La parte più divertente? Continuare a ripetere: “Questo ce l’avevo!”, “Anche questo!”, “Pure quello!”.
Mio figlio, dopo aver visto i prezzi di certi pezzi da collezione, ha iniziato a guardarmi con occhi diversi. Credo sia arrivato alla conclusione che da piccolo fossi milionario.
Peccato che all’epoca fossero semplicemente giocattoli. E forse è proprio questo il bello: scoprire che alcuni oggetti hanno acquisito valore nel tempo, mentre altri ne conservano uno ancora più prezioso, quello dei ricordi. 😂

NerdCulture Infanzia Ricordi VintageToys

Ci sono libri che ti spiegano come si fa una cosa.E poi ci sono libri che ti fanno ve**re voglia di farla davvero.Guida ...
27/05/2026

Ci sono libri che ti spiegano come si fa una cosa.
E poi ci sono libri che ti fanno ve**re voglia di farla davvero.
Guida punk alla progettazione di giochi di ruolo per me sta molto più nella seconda categoria.
Ed è curioso, perché nel titolo c’è la parola “guida”, ma quello che lo rende potente è proprio la parte “punk”.
Non ti accompagna dentro formule ordinate, modelli rassicuranti o regole definitive. Ti ci butta dentro. Ti costringe a sporcarti le mani con l’idea stessa di gioco, narrazione, esperienza.
Per chi, come me, sa poco di game design ma ha in testa un progetto chiaro, è quasi liberatorio.
Perché invece di dirti “questo è il modo corretto”, sembra ripeterti continuamente:
trova il tuo modo.
Quell’anarchismo intellettuale — a tratti persino disordinato — finisce per essere molto più formativo di tante guide perfette e patinate.
Più che insegnarti a progettare un GDR, ti costringe a chiederti cosa sia davvero un gioco di ruolo.
E la cosa geniale è che il libro non prova mai a chiudere del tutto la risposta.
Fighissima anche la struttura:
sembra una conversazione continua tra intuizioni, provocazioni, esperienze e possibilità.
Un libro che non dà l’impressione di voler creare designer “corretti”, ma autori con una voce.
E forse è proprio questo il punto più profondo che emerge — o forse non emerge mai del tutto:
un gioco di ruolo non è soltanto un sistema. È una posizione sul mondo💥

Indirizzo

Via Trento 20
Corbetta
20011

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