14/08/2026
Vivo in un paese lasciato a se stesso, dove chi governa sembra ricordarsi dei cittadini solo in campagna elettorale. Quando sono stati eletti hanno promesso cambiamenti, opere, attenzione e rilancio. Oggi, invece, se chiedi spiegazioni, la risposta è sempre la stessa: “Il Comune è in deficit, dobbiamo lavorare a costo zero”, seguita immancabilmente dalla colpa scaricata sulla vecchia amministrazione.
Ma questa storia non regge più. Se guardiamo indietro, è un film già visto: amministrazioni diverse, stessi comportamenti, stessi sprechi, stessa abitudine di “mangiare a tradimento” e poi presentarsi come salvatori quando tocca agli altri pagare il conto. Usare il deficit come scudo può anche descrivere un problema reale, ma non può diventare l’alibi eterno per non fare nulla, né la scusa per evitare responsabilità.
Perché se l’unico argomento è “prima di noi era peggio”, allora significa una cosa sola: non c’è competenza, non c’è coraggio, non c’è visione. C’è solo arroganza quando si parla, e vittimismo quando bisogna rispondere con i fatti. E nel mezzo restano sempre i cittadini, costretti ad ascoltare promesse riciclate e giustificazioni consumate, mentre il paese continua lentamente a spegnersi. Fuori dal Coro
InPrimoPiano