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Puoi costruire la vita che pensavi di volere e, a un certo punto, accorgerti che non ti basta più.È una sensazione che c...
24/09/2026

Puoi costruire la vita che pensavi di volere e, a un certo punto, accorgerti che non ti basta più.

È una sensazione che conosco bene e forse è anche per questo che A maggio parto, faccio il giro del mondo! di Irene Nenni Saielli bookabook Editore mi ha incuriosita.

Irene a un certo punto decide di lasciare il lavoro e partire per due mesi. Io, invece, quando ho sentito che la mia vita professionale non mi somigliava più, ho preso una strada diversa.

Per questo, più che chiedermi dove sarebbe andata Irene, durante la lettura mi sono chiesta cosa ci spinge, a un certo punto, a smettere di rimandare.

Il viaggio raccontato nel libro è concreto, fatto di luoghi, persone, imprevisti e incontri. Ma mentre Irene attraversa Paesi diversi, porta con sé anche le domande che l’hanno spinta a partire: cosa voglio davvero dalla mia vita? E quanto sono disposta a cambiare per provare a scoprirlo?

È questo intreccio tra il viaggio fuori e quello che succede dentro di sé che mi ha coinvolta di più.

Nel link in bio trovi la recensione completa: ti racconto anche cosa mi ha lasciato questa lettura e cosa, invece, avrei voluto trovare nel libro.

Seguimi per altre recensioni e consigli di lettura! ☺️

Foto: Irene Saielli

Mio padre era un gran collezionista. Accumulava di tutto, dalle monete ai francobolli, ma la sua vera passione erano le ...
22/09/2026

Mio padre era un gran collezionista.

Accumulava di tutto, dalle monete ai francobolli, ma la sua vera passione erano le penne stilografiche: ne aveva un cassetto pieno.

Sono passati tredici anni da quando è mancato, ma ogni volta che ne vedo una penso a lui.

E chissà, magari la sua anima è finita davvero dentro una di quelle penne.

O almeno, così mi piace pensare dopo aver letto in anteprima Il grande inventario degli arrivederci di Naoko Higashi (esce oggi per Garzanti, ).

Il libro parte da un’idea particolare: dopo la morte, le anime possono tornare per qualche giorno sulla Terra, ma solo incastrandosi dentro un oggetto di tutti i giorni.

Una tazza, una macchina fotografica, un diario.

La struttura l’ho trovata discontinua perché si tratta di 11 brevi istantanee slegate, senza una trama che prosegue, e la scrittura è talmente essenziale che certe storie volano via prima che tu riesca ad affezionarti ai personaggi.

Eppure, questa prospettiva mi si è appiccicata addosso perché ha avuto il merito di farmi guardare alcune delle cose che possiedo con occhi diversi, portandomi a casa una riflessione molto lontana dai classici messaggi consolatori sul lutto.
Ci sono oggetti in casa vostra che continuano a parlare di qualcuno che non c’è più? Se vi va, raccontatemi la loro storia nei commenti.
se vuoi ricordarti di questo libro per il prossimo giro in libreria, salvalo ☺️

Tutti abbiamo quel libro che funziona come una porta d’uscita d’emergenza quando la realtà si fa troppo pesante.Ho racco...
21/09/2026

Tutti abbiamo quel libro che funziona come una porta d’uscita d’emergenza quando la realtà si fa troppo pesante.

Ho raccolto in questo carosello le 30 risposte della mia community dopo aver chiesto nelle Storie: “Quale libro ti ha aiutato ad evadere per qualche ora?”

Ne è uscita una vera e propria guida di sopravvivenza per giorni no e, per una volta, sono stata io ad allungare a dismisura la mia wishlist!

Grazie di cuore a tutti per aver co-creato questo post. ❤️

💬 c’è un libro in questa lista che non conoscevi? Scrivimelo nei commenti
📌 Salva il post per avere la lista sempre a portata di mano alla tua prossima visita in libreria e segui il profilo per non perderti le prossime recensioni e consigli di lettura.☺️
📚

Tutti conosciamo Foscolo dei libri di scuola.Ma quanti di noi conoscono Quirina Mocenni Magiotti? Il suo nome (nei rari ...
18/09/2026

Tutti conosciamo Foscolo dei libri di scuola.

Ma quanti di noi conoscono Quirina Mocenni Magiotti?

Il suo nome (nei rari casi in cui viene nominata) viene quasi sempre ridotto a una semplice etichetta: “la donna gentile”.

Leggendo il romanzo di Ilaria Chia, Quirina, la musa silenziosa di Ugo Foscolo, pubblicato da Nua Edizioni, ho scoperto una storia affascinante e, per certi versi, drammatica.

La storia é il racconto di una donna colta e indipendente che, nella Firenze dell’Ottocento, trova nella cultura la propria via di libertà.

La scrittura scorre veloce e ti trascina dentro la vita della protagonista, con lei che racconta la sua vita.

La parte che mi ha colpita di più è ciò che Quirina ha fatto dopo la morte di Foscolo: mentre le sue carte rischiavano di sparire per sempre nella miseria di Londra, lei si è trasformata in una donna d’azione.

Ha lottato contro la burocrazia, contro le opinioni dei suoi contemporanei ed ha ricomposto i frammenti de Le Grazie.

Se oggi possiamo studiare e leggere quei versi, lo dobbiamo solo alla sua determinazione.

💬 Conoscevi la storia di Quirina?
📌 Salva questo post per il tuo prossimo acquisto in libreria!

Ognuno ha il suo modo per mettere in pausa la testa dopo una giornata pesante: c’è chi corre, chi ascolta musica, chi cu...
09/09/2026

Ognuno ha il suo modo per mettere in pausa la testa dopo una giornata pesante: c’è chi corre, chi ascolta musica, chi cucina.

Per chi ama i libri, però, il relax passa da gesti piccolissimi che agli occhi degli altri possono sembrare insensati: “sniffare” i volumi appena stampati, passare mezzo pomeriggio tra gli scaffali della libreria di fiducia o rileggere per la decima volta la stessa storia.

Nelle slide ho raccolto 5 di questi “rituali”, aggiungendo una piccola spiegazione scientifica del perché ci fanno stare così bene.

👇 Tu ne fai già qualcuno di questi? O hai un altro gesto tutto tuo per staccare la spina?
Ps: se ti va, invia il post a quella persona che non capisce mai la tua passione per i libri o condividilo nelle Storie se ti riconosci in uno di questi gesti 🤭
📚

Questo post è nato così Da una piccola riflessione personale. Ovviamente é un discorso molto generalizzato che si basa e...
04/09/2026

Questo post è nato così

Da una piccola riflessione personale.

Ovviamente é un discorso molto generalizzato che si basa esclusivamente su quello che percepisco e vedo attorno a me.

Magari le vostre impressioni o esperienze sono totalmente diverse. Anzi, ben venga se lo sono.

Vorrei altresì aggiungere una postilla: con questo post non voglio assolutamente dire che da domani dobbiamo imparare a memoria il dizionario Zanichelli dei sinonimi o quello delle etimologie.

Detto questo: vi siete mai imbattuti in parole che non conoscevate leggendo un libro o ascoltando qualcuno?

Se vi va, raccontatemi nei commenti

Non posso comprarvi un biglietto aereo. Ma posso farvi partire lo stesso. ✈️Nelle storie vi ho chiesto: se poteste parti...
02/09/2026

Non posso comprarvi un biglietto aereo.
Ma posso farvi partire lo stesso. ✈️

Nelle storie vi ho chiesto: se poteste partire adesso, dove andreste?

Ed ecco qui le risposte: ho scelto per ogni meta che avete sognato un libro. É sicuramente un mezzo non convenzionale ma può farci viaggiare stando comodamente sul divano.

Niente valigie, niente aeroporti e niente ritardi: solo voi e un mondo nuovo tra le mani.

Qual è la tua meta dei sogni?
Scrivila nei commenti 👇 (e salva il post, ti servirà 🔖)

Vuoi altri consigli di lettura? Seguimi, ti aspetto! ☺️

23/08/2026

"Scrivere è pensare. Scrivere bene significa pensare chiaramente. Ecco perché è così difficile."

-David McCullough-

L’ho terminato in due giorni.Avendo amato Fiori di roccia mi aspettavo grandi cose anche da questo; e sì, non sono rimas...
21/08/2026

L’ho terminato in due giorni.

Avendo amato Fiori di roccia mi aspettavo grandi cose anche da questo; e sì, non sono rimasta delusa.

Ilaria Tuti torna nella sua terra, il Friuli, e questa volta ci porta dentro una pagina di storia che conoscevo poco: l’arrivo dei Cosacchi in Carnia nel 1944, famiglie intere trasferite con la promessa di una terra autonoma, due culture lontanissime costrette a convivere mentre la guerra partigiana infuria nei boschi.

Un’ambientazione potente, viscerale, fatta di fango, odori, vento e montagna. Tuti sa raccontare la terra come pochi, la senti, mentre leggi.

Al centro di questa vicenda c’è Serafina, custode di un rito antico e liminale: le evocatrici di respiri, donne che accoglievano i neonati nati morti per restituire loro un ultimo battito, un battesimo, la pace.

Sul finale ho pianto ma non posso dire il perché senza fare spoiler.

“La pietât a è amôr” — la pietà è amore.
È questa la frase che mi porto via.
Conoscevi o hai già letto questo romanzo? ☺️ confrontiamoci nei commenti
Ringrazio Longanesi Libri per l’omaggio della copia

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