05/09/2026
MONTEDOMINI IN PILLOLE #7 — LA PAGELLA DEL CONSIGLIO SU MONTEDOMINI DEL 4 SETTEMBRE
IERI LA SINDACA HA BALLATO ATTORNO AI TEMI. CHI È RIUSCITO A SPEGNERE LA MUSICA?
Ho riletto con calma le quasi sette ore di Consiglio comunale, questa volta usando anche la trascrizione integrale.
La sensazione è abbastanza netta.
Sara Funaro ha fatto una buona operazione politica e comunicativa: ha difeso Montedomini, spiegato cosa fa, ricordato l'autonomia dell'ASP e annunciato nuovo regolamento, Sant'Agnese pubblico, appartamenti per l'edilizia sociale, BEI e internalizzazioni.
Ma sui punti che secondo me bisognava aggredire davvero, gli è stato permesso di continuare a ballare.
E la maggioranza, per gran parte del dibattito, ha tenuto accesa la musica.
La mia pagella non giudica le posizioni politiche. Giudica una cosa diversa:
QUANTO CIASCUNO È RIUSCITO A PORRE DOMANDE PRECISE, DOCUMENTALI E DIFFICILI DA AGGIRARE.
🥇 SABATINI — 9/10
Per me il migliore.
Chiede istruttorie, verbali, valori degli immobili, analisi di congruità dei canoni.
Il suo schema è quello giusto:
valuto l'immobile → determino un canone → costruisco il bando → verifico se quella operazione conviene davvero a Montedomini.
E denuncia un problema concreto: i documenti richiesti non sono ancora arrivati.
Gli manca solo la domanda che sta ancora più a monte:
QUANTI SOLDI SERVIVANO COMPLESSIVAMENTE A MONTEDOMINI?
🥈 CASINI — 8,5/10
Probabilmente il question time più preciso.
Chiede perché l'uso turistico non comparisse nei bandi ma emergesse successivamente nei contratti.
Chiede se questo possa aver inciso sulla partecipazione.
Chiede se i canoni fossero convenienti.
E su Via Guelfa 81 pone la domanda corretta:
COME È STATO POSSIBILE OTTENERE UN TITOLO SENZA AVERE IL TITOLO DI DISPONIBILITÀ DELL'IMMOBILE?
L'assessore spiega come il titolo sia stato revocato.
Casini gli fa notare subito che non ha spiegato come sia stato possibile ottenerlo.
🥈 SIRELLO — 8,5/10
Molto forte sul meccanismo delle decisioni.
Ricostruisce chi sedeva nella Commissione immobili e chiede:
CHI VALUTAVA SE LA DESTINAZIONE PROPOSTA DAL PRIVATO FOSSE COERENTE CON GLI SCOPI DI MONTEDOMINI?
Poi prende un caso concreto e confronta canone pubblico e potenziale redditività turistica.
La domanda finale è quella giusta:
CHI È STATO DAVVERO VALORIZZATO, MONTEDOMINI O IL GESTORE?
Il calcolo è ancora teorico, ma serve perfettamente per capire quale conto dobbiamo cercare.
PALAGI — 7,5/10
Coglie bene che mettere a reddito il patrimonio può avere una ragione economica.
Collega patrimonio, servizi, internalizzazione e scelte pubbliche.
Dove avrei voluto vederlo andare ancora più a fondo è sul documento:
“Mi dite che servivano soldi. Bene. MOSTRATEMI IL CONTO.”
ARCIPRETE — 7,5/10
Forse la sorpresa più interessante della maggioranza.
Formula praticamente una delle nostre domande:
QUANTO PATRIMONIO È NECESSARIO METTERE A RENDITA?
E poi:
UNA VOLTA ESCLUSI GLI AFFITTI BREVI, A CHI VOGLIAMO AFFITTARE?
Aggiunge anche il tema dell'internalizzazione.
Ottima diagnosi.
Peccato che nessuno abbia poi preteso il piano economico che dovrebbe dare la risposta.
DEL RE — 7/10
Ha fatto un vero lavoro documentale sui verbali della Commissione immobili e sul rapporto fra delegata comunale, assessorato e Montedomini.
Quando l'assessore risponde ad altro, lo evidenzia.
Ma secondo me concentra troppo il fuoco su:
“chi sapeva degli affitti turistici?”
La domanda ancora più importante è:
COME ESERCITAVA IL COMUNE LA VIGILANZA STRATEGICA SU MONTEDOMINI?
Quale ufficio leggeva investimenti, alienazioni, patrimonio, fabbisogni finanziari e risultati?
BAMBAGIONI — 6,5/10
Molto efficace quando chiede:
avete disposto una verifica formale?
Con quale atto?
Con quali tempi?
E quando ricorda che dire “abbiamo rispettato la legge” non risponde alle domande.
Perde forza quando passa dal documento alla denuncia del “sistema di potere”.
È proprio lì che la maggioranza può smettere di rispondere alle carte e iniziare a discutere dei toni.
GRAZZINI — 6,5/10
Pone una domanda economica intelligente:
QUANTO PERDERÀ MONTEDOMINI RINUNCIANDO A QUELLE ENTRATE?
È importante perché anche la nuova politica deve avere un conto.
Ma è il conto del futuro.
A noi manca ancora quello che spiegava il passato.
CHELLI — 5,5/10
Molto chiaro su una distinzione fondamentale:
LEGALITÀ E VALUTAZIONE POLITICA NON SONO LA STESSA COSA.
Ma resta soprattutto sulla responsabilità politica.
Poco sul funzionamento economico delle operazioni e sui bandi.
MASI — 4,5/10
Coglie un problema reale: con l'uscita del direttore generale rischia di perdersi la memoria tecnica di dieci anni di gestione.
Ma rimane laterale, come solo lui sa fare, rispetto ai nodi principali.
l punto è che dieci anni di gestione non possono essere custoditi nella memoria di una persona. Sono negli atti: delibere, determine, verbali, istruttorie, bilanci, contratti, pareri. Quelli restano. Basta chiederli — e farseli consegnare.
E LA SINDACA?
FUNARO — 4/10 SULLE DOMANDE CHE VOLEVAMO PORRE.
8/10 COME OPERAZIONE POLITICA.
Ha parlato quasi un'ora.
Ha raccontato molto.
Ma proviamo a togliere la musica e restano cinque domande.
1️⃣ QUANTI SOLDI SERVIVANO A MONTEDOMINI E PER FARE COSA?
Nessun conto complessivo.
2️⃣ QUALI ALTERNATIVE FURONO CONFRONTATE?
Mutui, alienazioni, contributi, gestione corrente, locazioni ordinarie, recupero diretto, accordi con privati.
Nessuna analisi comparativa mostrata.
3️⃣ PERCHÉ PROPRIO QUEI BANDI?
Durate molto lunghe.
Basi d'asta.
Scomputi.
Requisiti economici.
Fideiussioni.
Pochissimi partecipanti.
Quasi niente.
4️⃣ COME HA ESERCITATO IL COMUNE LA VIGILANZA PREVISTA DALLA LEGGE REGIONALE?
Non il controllo del singolo DURC o del singolo contratto.
La vigilanza sull'azienda.
Chi lo faceva?
Quale ufficio?
Quali documenti riceveva?
Con quale periodicità?
Quali rilievi produceva?
Ancora non lo sappiamo.
5️⃣ ARTICOLO 5 DELLO STATUTO.
Se alcune operazioni molto lunghe e complesse con soggetti privati non costituiscono “affidamento della gestione del patrimonio immobiliare a soggetti esterni”, bene.
MA DOV'È L'ISTRUTTORIA O IL PARERE CHE LO STABILISCE?
Nessuno lo ha chiesto.
E aggiungo oggi una sesta domanda.
6️⃣ QUANTO POTREBBE FARE MONTEDOMINI?
La sindaca ci ha detto quante persone vengono assistite.
Bene.
Ma con circa 12 milioni di costi annuali, centinaia di immobili, RSA, centro diurno, personale, appalti e patrimonio:
QUANTE PERSONE POTREBBE POTENZIALMENTE AIUTARE?
Le RSA sono quasi piene.
Altri servizi no.
Diversi immobili sono ancora vuoti o da recuperare.
Qual è la capacità sociale complessiva dell'ente?
Questa forse è la domanda più importante di tutte.
Perché alla fine il vero indicatore non è:
“quanto rende un appartamento?”
È:
RISORSE + PATRIMONIO + PERSONALE → QUANTI SERVIZI E QUANTE PERSONE AIUTATE?
Il 4 settembre alcuni consiglieri sono arrivati molto vicini ai nodi veri.
Ma nessuno è riuscito a costruire una sequenza abbastanza serrata da impedire alla sindaca di cambiare musica.
Bastavano quattro domande, una dietro l'altra:
QUANTI SOLDI SERVIVANO?
QUALI ALTERNATIVE AVETE CONFRONTATO?
PERCHÉ AVETE COSTRUITO PROPRIO QUEI BANDI?
QUALI ATTI DIMOSTRANO LA VIGILANZA DEL COMUNE?
E a ogni risposta diversa:
“NON ERA QUESTA LA DOMANDA.”
La Commissione d'indagine, intanto, non si farà: 10 favorevoli, 14 contrari.
Resta la Commissione Controllo.
La prossima volta, forse, invece di venti argomenti servono quattro chiodi.
E un martello.
Il 4 settembre è finito. Il dossier no.
Taggo alcuni dei consiglieri che il 4 settembre hanno aperto questi filoni: Sabatini, Casini, Sirello, Palagi, Del Re, Arciprete e Bambagioni. Il Consiglio è finito. Ora interessa capire quali saranno i prossimi passi.
Dmitrij Palagi Cecilia Del Re. Angela Sirello
grazie per il prezioso supporto.