13/06/2026
Se Floridia è conosciuta in Sicilia, in Italia e in molte parti del mondo è, almeno, per due ragioni incontrovertibili. La prima ragione è rappresentata da Sebastiano Lo Monaco, signore assoluto dell'agone tragico, interprete straordinario del teatro pirandelliano, protagonista di straordinari cammei nel cinema e nella televisione, personaggio di umile, immensa umanità e grandezza. Sebastiano Lo Monaco, venuto prematuramente a mancare nel 2023, attende il giusto tributo di riconoscimento da parte delle istituzioni, che la comunità invoca da più parti. La seconda ragione è rappresentata dal plurisecolare palio ippico dell'Ascensione, una delle competizioni ippiche su strada superstiti in Sicilia, seconda soltanto al palio di Siena per vetustà, storia e tradizioni. Il palio dell’Ascensione, riconsegnato alla città da oltre un lustro, appartiene alla memoria viva di Floridia, di cui rappresenta il palinsesto prezioso attraverso cui leggere lo spirito dei tempi nell'alternarsi delle generazioni e nei mutamenti sociali. L'Ascensione è storia di comunità, perché, ancora oggi, essa esprime l'anima popolare, intima, che si riconosce nel «mito e nel rito», come scriveva Egidio Ortisi nel 2001 in un magistrale saggio, ereditata dai normanni e dagli spagnoli e sbocciata durante il periodo della civiltà agricola la cui economia e il cui prestigio sociale erano rappresentati dal cavallo e dal carretto, vanto di carrettieri e di ‘mastri carradori’ celebrati nell'isola. Sino alla seconda metà degli anni cinquanta del secolo scorso, erano i cavalli «spaiati» dai carretti e dai ‘carramatti’, dopo la giornata di duro lavoro nelle campagne o di trasporto per le vie dell'isola, da fiera in fiera, ad animare la competizione. Dalla fine degli anni cinquanta fino agli anni settanta, le 'stalle' dove alloggiavano i cavalli si trasformarono in primitive scuderie, luoghi di socialità diffusa e di formazione non solo ippica. Nasce l'epopea di famiglie storiche che introducono il purosangue. Gli Spada (funcia), i Pappalardo (mazzuni, parrucchianu), i Veneziano (cucurugnanu), i Di Paola (macchiu), i Vasile (testirossu), i Di Mauro (culatreddu), i Cannavò (siggiaru), i Greco (riecu), i Mazzarella (firraru), i Carpinteri (catagirunisi), i Mangiafico (micciusi), i Correnti (puntiddu), i Giarratana (saracu) intuiscono l’importanza della competizione per l’economia locale e ne realizzano il salto di qualità aprendola ai catanesi, ai palermitani, ai mercati del nord Italia e della Francia. Fu, questa, una vera 'rivoluzione copernicana’ che consentì il passaggio dal mondo agricolo, che finora aveva dettato regole e valori, alla realtà agonistica vera e propria. Tuttavia, nelle ‘stalle’, vigeva ancora l’antico codice ancestrale dettato dalla civiltà contadina che, riservato ma sempre presente e fondamentale, risentiva della presenza di un ‘matriarcato latente’. Fondamentale sin dal suo atto di nascita è stato il legame della corsa dei cavalli con il sacro e la devozione popolare. Non è un caso che la corsa dei cavalli ricorreva nella solennità religiosa dell’Ascensione; e, che, prima ancora della fondazione del borgo, la festa era legata al culto della ‘Madonna Odigitria’, venerata a Floridia come ‘Madonna delle Grazie, del buon cammino e del soccorso’: essa benediceva bestiame e cavalli durante le fiere e le ‘cavalcate’ che si tenevano nelle festività. D’altra parte, non è un caso che la ‘Coppa Ascensione’, la più antica gara ciclistica su strada di Sicilia e d’Italia, si disputi per l’Ascensione, confermando l’ipotesi antropologica della figura del ciclista sentita dalla comunità floridiana come una proiezione e una continuità della figura del carrettiere. Alla fine degli anni ottanta prende corpo in America, ad Hartford, l'idea di una società tra importanti imprenditori floridiani a sancire i rapporti di collaborazione economica scaturiti tra le due 'città sorelle' durante lo storico gemellaggio del 1985. Da queste relazioni nasce la società ‘Marconi s.p.a’, dalla quale prende avvio il progetto ambizioso che vedrà la luce l’8 dicembre 1995 in contrada Maeggio: l'Ippodromo del Mediterraneo. È la ‘seconda rivoluzione copernicana’ che investe il palio ippico rinnovandone tecniche, regolamenti, impianti e manodopera. Nella prima metà degli anni novanta il palio vive un periodo travagliato per le aggressioni della criminalità organizzata e le polemiche animaliste. Grazie all’intervento scrupoloso delle istituzioni e alla volontà della comunità, che si stringe attorno al suo evento più significativo, oggi, con la preziosa eredità di personaggi quali Carmelo La Rosa, Concetto Mazzarella e Pasquale Sedia, il palio è tornato ai fasti delle origini, migliorato negli aspetti legati alla sicurezza, al rispetto per il cavallo e per i fantini, valorizzato nei suoi contenuti culturali, agonistici, folclorici. Quel ‘palio dei tre continenti’ concepito da Carmelo La Rosa negli anni duemila, arricchito dai cortei storici, dalla presenza dei quartieri con le loro feste tradizionali, con l’apertura alla condivisione sociale e all’apporto di associazioni e di realtà istituzionali dei comuni viciniori, può farsi propulsore di un progetto più ampio: un ‘circuito dei pali di Sicilia’, progetto su cui scrivevo nel duemila e che si prefigurò in un importante convegno tenuto a Floridia nel 2016 alla presenza di studiosi, di imprenditori, dei sindaci dei comuni siciliani interessati dai pali e di rappresentanti istituzionali regionali. Un progetto che lega tradizione e sviluppo economico, passato e futuro. Un progetto per le generazioni a ve**re del quale l’attuale amministrazione ha i requisiti per farsene interprete.
Salvo Sequenzia