Anna Cascioli Logopedia&rime

Anna Cascioli
Logopedia&rime Logopedista e autrice.

Ti porto nella mia professione e condivido le mie idee!
💻Consulenze on line per genitori, insegnanti, colleghi
📍Studio Kairos Riabilitazione Foggia

25/09/2026

Non sta dividendo in sillabe.
Per trovare la lettera giusta deve:
→ dividere la parola in sillabe (consapevolezza sillabica)
→ individuare e isolare i suoni (consapevolezza fonemica)
→ riconoscere anche l'eventuale lettera ponte (analisi fonologica)
→ collegare il suono alla lettera corrispondente (associazione fonema-grafema)
→ cercare quella giusta tra più lettere (attenzione selettiva e ricerca visiva)

Vuoi aumentare la difficoltà?

Mostra un'immagine invece di dire la parola: dovrà prima recuperare il suo nome (accesso lessicale).
E poi chiedigli di scriverla: dall'analisi dei suoni passiamo alla loro trasformazione in lettere (codifica fonologica).

Un solo gioco, ma possiamo decidere quanto caricarlo e su quale competenza lavorare.
Salva il reel e poi dimmi:
Quale di queste competenze vuoi che approfondisca nel prossimo reel?

22/09/2026

Dice BABBA al posto di MAMMA.
Quindi non sa dire mamma?

Se guardassi solo alla precisione, probabilmente direi di sì. Ma mi perderei tutto quello che quel "Babba" mi sta raccontando.

B e M si articolano nello stesso punto: con le labbra. Il punto articolatorio, quindi, c’è già. Quello che ancora non riesce a fare con precisione è coordinare tutti i movimenti necessari, con il giusto timing.

Certo che lavoreremo per avvicinarci sempre di più a MAMMA — nel video la sto aiutando proprio con cue gestuali ( se te li sei persi, esiste un libro con tutti i gesti che uso)

Ma non voglio che l’errore nasconda tutto quello che, una bambina non verbale, sta già facendo per costruire quella parola.
Qual è la parola che desideri tanto dica il tuo bambino o alunno?

Sei proprio sicuro che non la dica?

19/09/2026

Prima di leggere e di scrivere, un bambino ha bisogno di costruire molto altro: ascoltare e giocare con i suoni, controllare il gesto, orientarsi nello spazio, osservare, ricordare, confrontare, ordinare, mantenere una regola e gestire la propria risposta.

È proprio da qui che nasce il primo volume di 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲. 𝗖𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗿𝗲𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼.
Un libro con una parte teorica, per capire quali competenze vengono prima di lettere e numeri e cosa osservare, ma soprattutto con tanti 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶 da proporre individualmente o in gruppo.
Perché, quando l’attività è ben pensata, il bambino può allenare queste competenze giocando, muovendosi e divertendosi, quasi senza accorgersi che sta imparando.
Lo trovi in 𝗩𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗞𝗶𝗻𝗱𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝘁𝗮𝗰𝗲𝗮 𝘀𝘂 𝗔𝗺𝗮𝘇𝗼𝗻.
Ma se prima vuoi conoscerlo meglio, scrivi 𝗘𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗢 nei commenti e ti mando alcune pagine in anteprima.

17/09/2026

Tre cerchi, tre richieste apparentemente molto simili.
E invece il gesto deve risolvere ogni volta un problema diverso.
QUANDO?
Nelle linee parallele il punto di arrivo cambia continuamente. Il bambino deve controllare il tratto e regolare lo stop in funzione del bordo: alcune linee saranno più lunghe, altre più corte.
QUANTO?
Nei cerchi concentrici il controllo è continuo: bisogna ridurre progressivamente l’ampiezza del gesto, mantenendo allo stesso tempo la distanza dal tratto precedente, senza toccarlo.
DOVE?
Nei raggi il punto di partenza varia, ma per la Meta si deve passare per un punto preciso!
Stessa forma, stessa matita, ma tre diversi vincoli visuo-motori.

È proprio modificando piccoli vincoli che un esercizio grafico può diventare una richiesta completamente diversa.

Fammi sapere se ti interessano contenuti come questo e dai un’occhiata al mio feed: ne trovi molti altri da provare.

16/09/2026

Lo stavi aspettando.
O forse non sapevi ancora che esistesse qualcosa che mancava proprio lì: prima delle lettere, prima dei numeri, prima delle schede.
Perché qualcosa di così essenziale sembra ancora un segreto da terapisti?
Prima di leggere, scrivere e calcolare ci sono competenze fondamentali: ascoltare, distinguere i suoni, ricordare una sequenza, organizzare lo spazio, controllare il gesto, confrontare quantità, rispettare una regola, attendere, modificare una risposta.
Eppure, a volte, tutto questo resta sullo sfondo.
Come se i prerequisiti fossero qualcosa di tecnico, lontano dalla quotidianità della scuola dell’infanzia.
Questo libro nasce proprio da qui: dal desiderio di rendere visibili quelle basi che permettono ai bambini di arrivare agli apprendimenti con radici più solide.
Dentro troverai una parte dedicata a cosa sono i prerequisiti di lettura, scrittura e calcolo, e una parte operativa con laboratori, giochi e attività pensati per lavorare sulle basi attraverso il corpo, il movimento, la voce, gli oggetti e il gruppo.

È un libro che annaffia le radici.

Fammi sapere se vuoi conoscerlo meglio.
E se pensi che possa essere utile anche ad altri, aiutami a farlo arrivare più lontano: ricondividi questo post e lasciami un like, un gesto minuscolo per farlo volare!

11/09/2026

Linee o lettere?
La differenza non è solo cosa proponi, ma quando lo proponi.

Il foglio a pois, per esempio, sembra un’attività molto semplice.
In realtà permette di lavorare su postura della mano, controllo del gesto, attenzione, pianificazione e rispetto di una regola.

Ma non solo.

Per continuare il tratto, il bambino deve cercare il puntino colorato corretto, orientarsi nello spazio del foglio, selezionare l’informazione utile e trasformarla in un movimento.
Entrano quindi anche ricerca visiva, attenzione selettiva, competenze visuo-spaziali e integrazione visuo-motoria.

Prima delle lettere, spesso, c’è tutto questo.
Trovi questo e altri giochi da proporre individualmente o in gruppo nel mio nuovo libro “Prima di leggere, prima di scrivere”.

Salva il reel se vuoi ritrovare l’attività e cerca il libro su Amazon se vuoi altri spunti operativi!

Una scuola che permette le Terapie, quanto influenzerebbe la Tua scelta?Quello che mi colpisce non è tanto che a Lucera ...
09/09/2026

Una scuola che permette le Terapie, quanto influenzerebbe la Tua scelta?

Quello che mi colpisce non è tanto che a Lucera si faccia.
È che a soli 20 km di distanza la stessa possibilità venga considerata impraticabile.
E allora viene spontaneo chiedersi: quanto incidono queste differenze sulla vita concreta delle famiglie e dei bambini?
Tra scuola, pranzo, compiti, spostamenti e terapia, il pomeriggio può diventare una seconda giornata.
Per questo mi interessa capire cosa succede davvero fuori da Foggia e Lucera.
Nella tua città come funziona?
Scrivimi città + situazione nei commenti.
E se pensi che questa domanda meriti di arrivare più lontano, ricondividi il post.
Facciamolo arrivare ai dirigenti scolastici di tutta Italia.
Quelli di Lucera, per stavolta, possono stare tranquilli 😅

07/09/2026

Questo esercizio sembra semplice: guardare una sequenza di simboli e trasformarla in movimenti.

In realtà, per riuscirci, il bambino deve ricordare le associazioni, rispettare l’ordine, passare da una regola all’altra, inibire la risposta precedente e programmare il movimento corretto.
Quindi sì: memoria di lavoro, flessibilità e inibizione.
Ma anche sequenziamento, attenzione, controllo motorio e decodifica simbolica.

Ed è proprio questo il punto: un segno visivo assume un significato e il bambino impara a “leggerlo” all’interno di una sequenza.
Proposte come questa le trovi nel mio nuovo libro “Prima di leggere, prima di scrivere”.
Se ti è piaciuta l’idea, salva il video e ricondividilo.

E se vuoi altre idee operative, cerca il libro si Amazon! Ne troverai tante!

Le etichette servono.A volte aiutano anche molto.Il problema è quando diventano una scorciatoia per raccontare tutta una...
06/09/2026

Le etichette servono.
A volte aiutano anche molto.
Il problema è quando diventano una scorciatoia per raccontare tutta una persona.
Io me ne sono appiccicate parecchie negli anni. Alcune vere, alcune vere solo a metà, altre decisamente da rivedere.
Quindi facciamo così:
raccontami l'etichetta incompleta che ti sta più stretta e che avresti voglia di precisare con un bel "MA".
Oppure, se preferisci, puoi continuare tranquillamente ad aggiungerne alla mia persona, ricorda però di descrivermi bene e non dimenticare nessun.... MA❣️

04/09/2026

Non sto insegnando semplicemente due congiunzioni. 👀
Quando chiedo a un bambino di descrivere la stessa relazione utilizzando prima “quindi” e poi “siccome”, il lavoro è molto più ampio.
Prima di tutto deve comprendere la relazione tra i due eventi: qual è la causa? Qual è la conseguenza?
Poi deve riorganizzare linguisticamente le informazioni in base al connettivo richiesto.
👉 Con quindi costruisce il percorso verso la conseguenza.
👉 Con siccome introduce la causa e deve modificare la struttura della frase.
Il cue visivo serve proprio a questo: rende temporaneamente visibile una relazione logica che, nel linguaggio, è astratta.
In questo modo lavoriamo su comprensione dei connettivi, relazione causa-effetto, costruzione della frase complessa, flessibilità sintattica e organizzazione linguistica.
E c’è un altro aspetto importante: connettivi come siccome, quindi, perciò, dato che… possono essere meno presenti o meno consolidati nel linguaggio spontaneo del bambino e meritano quindi di essere incontrati, compresi e utilizzati in contesti diversi.
E adesso? Quale potrebbe essere il prossimo step dell’attività? 👇Raccontamelo nei commenti ma prima salva e metti un like al reel!

Ps: il gioco utilizzato è "cosa succede?" di

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