Luciano Narese - Agente in Attività Finanziaria

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20/12/2025
C'E' UN SOLO ANTIDOTO AGLI ECCESSI DEL FAST FASHION.C’è stato un momento agli inizi del Duemila in cui le grandi catene ...
19/12/2025

C'E' UN SOLO ANTIDOTO AGLI ECCESSI DEL FAST FASHION.

C’è stato un momento agli inizi del Duemila in cui le grandi catene internazionali del fast fashion alimentavano forti aspettative non solo nei consumatori italiani, ma anche nei media. Erano gli anni in cui i brand pionieri del settore sbarcavano sul mercato nazionale. Quelli, cioè, in cui Mango debuttava a Sanremo (2001), Zara apriva il suo primo negozio a Milano (2002), seguito da H&M (2003). Marchi perlopiù noti solo agli addetti al settore e a chi viaggiava spesso all’estero, brand i cui store erano mete imprescindibili nelle maratone di shopping, indirizzi da sussurrare all’orecchio. A rileggere le cronache di allora traspare tutto l’entusiasmo e la curiosità per una proposta commerciale innovativa per l’Italia. Era la rivoluzione della moda democratica, la novità sulla bocca di tutti.

Non c’era alcun sentore di come il mercato potesse evolvere e men che meno di quello che sarebbe successo in anni recenti: l’affermarsi di decine di altri marchi e dei colossi mondiali dell’e-commerce, la messa in stato di accusa dell’intero settore, non solo per il suo impatto ambientale (inquinamento, spreco di acqua ed energia, microplastiche, rifiuti in discarica), ma anche per le presunte violazioni dei diritti umani nella catena di produzione (sfruttamento, salari bassi, condizioni di lavoro pericolose) e pure per le pratiche ingannevoli di greenwashing.

Ora, a decenni dalla nascita del fenomeno, la Ue sta considerando regolamentazioni più stringenti, sono scese in pista le organizzazioni a sostegno dell’ambiente, mentre sembra crescere la sensibilità dei consumatori sulle questioni più spinose. Secondo l’ultimo sondaggio Radar Swg, per esempio, il 76% degli italiani è a conoscenza del forte impatto a livello ambientale e sociale del fast fashion e secondo un italiano su due, tutti dovrebbero iniziare a limitare gli acquisti in questo settore.

Ma la dura realtà è che, al di là dei buoni intenti, il consumatore medio non può più fare a meno di queste aziende, dei loro negozi fisici e digitali. Innanzitutto, perché il fast fashion, grazie ai prezzi piccoli, rappresenta per molti l’unica soluzione per rinnovare il proprio guardaroba a fronte di spese fisse in crescita e spesso incomprimibili (si pensi solo a quelle per stare al passo con la digitalizzazione tra smartphone, tablet, pc e wi-fi). Poi, perché il successo dei brand che propongono abbigliamento low cost non deriva solo da mere esigenze di risparmio, ma anche da altri fattori come la vastità dell’offerta, la capillarità dei negozi e, soprattutto, dalla capacità di proporre esperienze di acquisto sempre più personalizzate e invitanti. Proprio per questi motivi, stando ai dati raccolti da Radar Swg, due italiani su tre comprano capi da queste aziende. Una eventuale stretta sul fast fashion coinvolgerebbe, quindi, una fetta di mercato molto grande, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Insomma, la strada appare in salita, ogni misura di regolamentazione del settore sembra ormai di difficile attuazione ed è altamente improbabile che si possa innescare una rapida retromarcia, anche perché il digitale con le sue continue innovazioni non conosce confini e, di fatto, è incontrollabile. Il miglior antidoto agli eccessi del fast fashion, quindi, resta uno solo: il buonsenso del consumatore.

CONSUMI DEI BENI DUREVOLI IN CALO MA L'ACQUISTO VAL BENE UNA RATA.Il mercato dei consumi di beni durevoli chiuderà il 20...
19/12/2025

CONSUMI DEI BENI DUREVOLI IN CALO MA L'ACQUISTO VAL BENE UNA RATA.

Il mercato dei consumi di beni durevoli chiuderà il 2025 con consumi in calo del 2,4% a valore e con un andamento analogo (-2,3%) sul fronte dei volumi. La spesa complessiva è di 77,1 miliardi di euro, che evidenzia come siano specifici prodotti ad aver sostenuto le vendite quest’anno, con qualche sorpresa come nel caso di asciugatrici e bilance domestiche, più che grazie a piani cottura o altri elettrodomestici per cucinare.

Tuttavia, è trasversale ai diversi prodotti il ricorso sempre maggiore che gli italiani fanno al credito al consumo per finalizzare gli acquisti: oltre 4 italiani su 10 hanno utilizzato una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni. E più del 60% di chi lo ha fatto dichiara che, senza questa possibilità, avrebbe rinviato o rinunciato all’acquisto. Non solo, continua ad aumentare anche l’utilizzo del Buy now pay later (Bnpl), ormai un’opzione di pagamento rateale quasi automaticamente offerta nel commercio elettronico o via app. Naturale che il consumatore tenda a cliccare l’opzione.

Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma, dunque, anche se siamo ancora su livelli di spesa superiori dell’11,4% al 2019, ma questo non significa che si compri di più. Il vero motore è stato l’aumento dei prezzi, vicino al 20%. Guardando i soli volumi, i consumi di durevoli sono in realtà il 6,8% sotto i livelli pre-pandemia. In altre parole: si spende di più per comprare di meno. Ecco perché il comparto si affida ad alcuni prodotti, attorno a cui si sono polarizzate le vendite.

Se nel caso dell’acquisto di veicoli (57% del totale dei beni durevoli) dominano ancora le auto usate, grazie a vendite a valore stabili ma con un +2,1% a volume, riuscendo a stemperare il consuntivo finale automotive al -4,1%, di contro è nel segmento casa (fine d’anno stabile nel 2025) che emergono delle peculiarità, sia a livello di preferenze di prodotti comprati sia nelle modalità di acquisto. Per esempio, il mobile archivia l’anno in corso a -0,6% ma nel dettaglio vede crescere ulteriormente il peso del canale e-commerce fino a un 20% sul totale, in un settore in cui le vendite sono state realizzate storicamente negli store fisici. Invece, nella telefonia (2025 a -0,4%) gli smartphone segnano un -1,1% ma gli italiani comprano tanti modelli di cellulari di fascia alta che aiutano a sostenere le performance del segmento. In crescita, semmai, ci sono cuffie (+1,5%) e wearable (+1,2%). In modo analogo, i grandi elettrodomestici limano al -0,3% e si sostengono con asciugatrici (+4,4%) e lavastoviglie (+1,7%), meno ormai con i piani cottura (-2,7%). Interessante il caso dei piccoli elettrodomestici (gli unici a crescere significativamente: +5,2%) grazie ad aspirapolveri (+15,4%) e l’ormai immancabile nel top delle vendite friggitrice ad aria (+15,9%), senza dimenticare i prodotti per la cura dentale (+9,6%). Infine, se l’information technology (+1,7%) cavalca un nuovo periodo di sostituzione dei device, c’è l’elettronica di consumo che registra un complessivo -1,9% con meno tv nelle scelte dei consumatori (-2,9%) ma più altoparlanti per l’home theatre (+7,6%).

IN AUSTRALIA SOCIAL VIETATI SOTTO I 16 ANNI.In Australia dal 10 dicembre sono vietati per legge i social ai minori di 16...
19/12/2025

IN AUSTRALIA SOCIAL VIETATI SOTTO I 16 ANNI.

In Australia dal 10 dicembre sono vietati per legge i social ai minori di 16 anni, a prescidere dalla volontà dei genitori. Instagram, TikTok, Facebook, YouTube, X, Reddit, Snapchat e Twitch sono solo alcuni nomi delle piattaforme più famose usate in tutto il mondo da milioni di giovani utenti. La responsabilità della verifica è tutta sulle spalle delle aziende, che hanno avuto circa un anno per adeguarsi, pena una multa che potrebbe arrivare fino a 28 milioni di euro se non saranno capaci di assicurare che gli utenti italiani iscritti abbiano più di 16 anni (ragazzi e genitori non saranno invece multati).

La verifica dell'età è un compito non da poco. I sistemi biometrici che verificano l’età sulla base della conformazione del volto non eccellono per precisione e già nelle settimane precedenti al divieto, alcuni giovani — in particolare quindicenni — sono riusciti ad aggirare il sistema. Non solo: per ora sembra sia sufficiente usare una Vpn — una tecnologia che aiuta a mascherare la provenienza geografica di una connessione Internet — per collegarsi da un altro indirizzo Ip, aggirando così i controlli delle piattaforme. I dubbi sull’efficacia della legge — e sugli impatti per la privacy, visto che i profili su cui non è stato possibile stabilire con certezza l’età dovranno presentare un documento di identità — sono stati a lungo sviscerati dai critici della proposta. Ma a nulla sono valse le proteste di giovani, genitori e delle aziende stesse.

Quanto sta accadendo in questi giorni in Australia è un precedente che potrebbe fare scuola e il Paese è un «osservato speciale» per capire come si evolverà la situazione. A novembre il Parlamento comunitario ha approvato una risoluzione per vietare ai minori di 16 anni l’accesso ai social. La stessa presidente della Commissione Ursula von der Leyen a settembre aveva espresso interesse per la scelta australiana, sostenendo che gli algoritmi «sfruttano le vulnerabilità dei bambini con l’esplicito scopo di creare dipendenze».

Il dibattito sul tema è acceso. Sono in molti a chiedersi se il divieto sia davvero la strada giusta per proteggere adolescenti e bambini dai danni causati dai social come dipendenza, bassa autostima, ansia, depressione, isolamento sociale, difficoltà di concentrazione, cyberbullismo. "Vietare è più semplice che educare" sottolineano moltissimi psicoterapeuti che insistono sul concetto chiave di "alfabetizzazione digitale" per preparare i giovani a un utilizzo consapevole dei social. Addirittura è intervenuta l'Unicef, avvisando che vietare l’accesso diretto ai social ai minori di 16 anni potrebbe portare i giovani a scegliere vie alternative, spesso meno sicure.

Intanto la ribellione digitale in Australia si è già fatta sentire: molti ragazzi sono riusciti ad aggirare il blocco. In Australia l’utilizzo e la richiesta di reti private virtuali (Vpn) sta raggiungendo il massimo storico dagli ultimi 10 anni. Così come social network alternativi e non inclusi nel primo disegno di legge australiano (Yope, app usata per condividere foto con amici ha registrato nel Paese una crescita molto rapida raggiungendo 100 mila iscritti). Altri usano l'account aperto dai genitori. Ora non resta che stare a guardare che cosa succederà.

LAVORARE O VIVERE DI PIU'?Nel nuovo episodio di Financial Fitness, il podcast di RadioBorsa, che puoi ascoltare su tutte...
19/12/2025

LAVORARE O VIVERE DI PIU'?

Nel nuovo episodio di Financial Fitness, il podcast di RadioBorsa, che puoi ascoltare su tutte le principali piattaforme – Spotify, Apple Podcast e Spreaker – si parla di pensionamento anticipato e libertà finanziaria, entrando nel mondo del movimento FIRE: un’idea affascinante, ma tutt’altro che semplice. Non una scorciatoia, non una formula magica, ma una scelta che richiede consapevolezza, disciplina e anche rinunce.

​Raccontiamo la testimonianza di Gianni Rossi, che ha lasciato il lavoro prima del tempo. Non un “trader qualunque”, ma un professionista della finanza con la F maiuscola, vissuta nei mercati e nell’asset management europeo. Una decisione maturata con numeri alla mano, dopo una vita passata sui mercati finanziari, e presa per una ragione precisa: tornare a scegliere come usare il proprio tempo, e con chi.

​La sua esperienza viene messa a confronto con il pensiero di Vicki Robin, ideologa del movimento FIRE e autrice di Your Money or Your Life, che invita a non banalizzare il concetto di indipendenza finanziaria e a non confondere la libertà con una semplice percentuale di rendimento.

Uno studio del 2012 sui rimpianti di chi era in procinto di morire mostra un dato ricorrente: il lavoro, uno degli obiettivi centrali della nostra vita, emerge spesso come uno dei più grandi rimpianti. Molti si accorgono di aver lavorato troppo sacrificando tutto il resto. Non aver dedicato abbastanza tempo a se stessi, agli affetti, agli amici per lavorare è un grande rimpianto. Come non aver avuto il coraggio di esprimere i propri sentimenti. Non essersi concessi abbastanza felicità.

Ed è proprio questo uno dei punti centrali sollevati dal movimento FIRE: l’essenza non è il denaro, ma il tempo. Il suo valore enorme. La possibilità, a un certo punto della vita, di chiedersi: è abbastanza? Posso scegliere di vivere in modo diverso?

È la domanda che si è posto Gianni Rossi. E tra la Borsa e la Vita, a un certo punto, ha scelto la Vita.
Continuando a interessarsi di mercati, sì, ma da una prospettiva più tranquilla. Più umana. Perché il FIRE non è una scorciatoia.

È una scelta.
E ha un prezzo.

Tra i soldi e la vita, cosa scegliamo davvero?

NATALE SUL MAGICO LAGO DI BRAIES.Il Lago di Braies in inverno si trasforma in un paesaggio incantato e fiabesco, ricoper...
18/12/2025

NATALE SUL MAGICO LAGO DI BRAIES.

Il Lago di Braies in inverno si trasforma in un paesaggio incantato e fiabesco, ricoperto di ghiaccio e neve, offrendo un'atmosfera magica e tranquilla per il periodo natalizio. È il luogo ideale per chi cerca la quiete della natura e un'esperienza natalizia autentica, lontano dalla frenesia.

Cosa fare al Lago di Braies a Natale.

Passeggiata sul lago ghiacciato: quando lo strato di ghiaccio è sufficientemente spesso e sicuro, è possibile camminare o addirittura pattinare sulla superficie ghiacciata del lago, circondati dalle vette innevate delle Dolomiti.

Escursioni e ciaspolate: i sentieri intorno al lago e nella vicina area di Prato Piazza sono battuti o adatti alle ciaspole (racchette da neve), permettendo di immergersi nella natura silenziosa e incontaminata del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies.

Sci di fondo: per gli appassionati, sono disponibili anelli per lo sci di fondo che si snodano attraverso i paesaggi innevati della valle.

Fotografia: l'atmosfera invernale offre scorci fotografici unici, con la neve che accentua i contrasti tra il lago ghiacciato e i boschi circostanti.

Visita ai vicini mercatini di Natale: a breve distanza si trovano i rinomati mercatini di Natale di Brunico e San Candido, facilmente raggiungibili per immergersi nelle tradizioni locali, gustare prodotti tipici e acquistare oggetti di artigianato.

Informazioni pratiche.

Accesso: durante il periodo invernale, a differenza dell'estate, solitamente non ci sono limitazioni al traffico e il lago è raggiungibile in auto in qualsiasi momento, con parcheggi disponibili nelle vicinanze. È consigliabile verificare eventuali aggiornamenti sulle condizioni stradali e di accesso prima della partenza.

Alloggio e ristorazione: nelle vicinanze del lago e nei paesi limitrofi come Braies di Fuori o Braies di Dentro, si trovano diverse opzioni di alloggio, da hotel a garnì, e ristoranti dove gustare la cucina locale.

Un Natale al Lago di Braies promette un'esperienza di pace, bellezza naturale e autenticità, immersi nel cuore delle Dolomiti.

IMMOBILIARE, QUALI SONO LE NUOVE REGOLE PER COMPRARE CASE RICEVUTE IN DONAZIONE.Casa come donazione? Da oggi, 18 dicembr...
18/12/2025

IMMOBILIARE, QUALI SONO LE NUOVE REGOLE PER COMPRARE CASE RICEVUTE IN DONAZIONE.

Casa come donazione? Da oggi, 18 dicembre 2025, comprare una casa che il venditore ha ricevuto come donazione non sarà più un rischio. È questa la novità introdotta dal ddl Semplificazioni 2025 che entra in vigore oggi, mettendo fine a un problema che per anni ha bloccato migliaia di compravendite in Italia.

Fino ad oggi, se un acquirente comprava un immobile di provenienza donativa poteva correre il rischio che, dopo anni dalla firma del rogito e pur avendo pagato tutto regolarmente, gli eredi del donante originario potessero chiedergli di restituire la casa. Secondo le vecchie regole, gli eredi esclusi dalla donazione e lesi dalla medesima nella loro quota di legittima, potevano agire (esercitando l’azione di riduzione) anche e direttamente contro i terzi acquirenti, chiedendo la restituzione del bene entro i dieci anni successivi alla morte del donatario.

Con la riforma non sarà più possibile far valere i propri diritti sul bene donato che è stato venduto, ma per gli eredi legittimari (coniuge, figli e - nei casi previsti- i genitori) che sono stati lesi dalla donazione non scompare la tutela: essi vantano un diritto di credito nei confronti del donatario, come già avviene in altri paesi europei.

Le nuove regole si applicheranno subito alle successioni aperte e alle donazioni perfezionate dopo l’entrata in vigore della legge. Per le successioni già aperte resteranno in vigore le vecchie norme solo se l’azione di riduzione - in caso di successione aperta - o l’atto di opposizione - in caso di donazione effettuata - è già stata proposta o comunque viene trascritta entro 6 mesi dalla entrata in vigore della norma. Superata questa finestra temporale, il nuovo regime diventerà valido, indistintamente, per tutte le ipotesi.

La legge Semplificazioni 2025 prevede un'altra importante novità: per chi eredita una casa o un terreno diventa più facile la trascrizione dell’accettazione tacita nei registri immobiliari, secondo il principio della continuità delle trascrizioni previsto dal nostro ordinamento.

Cosa rende la biometria davvero sicura?① É ACCURATA 🧐L’autenticazione biometrica si basa sugli aspetti fisiologici che r...
18/12/2025

Cosa rende la biometria davvero sicura?

① É ACCURATA 🧐

L’autenticazione biometrica si basa sugli aspetti fisiologici che rendono unico un individuo. Cosa vuol dire? Che password e codici possono essere facilmente condivisi o copiati, ma rubare i dati biometrici di un’altra persona è praticamente impossibile.

② PREVIENE LE TRUFFE 🙅

In caso di attacchi informatici, la biometria rappresenta un'alternativa affidabile e sicura ai tradizionali metodi di identificazione come User ID e password.

③ É RAPIDA ⏱️

Il riconoscimento dei dati biometrici avviene in pochi secondi.

IL TESTAMENTO.Il testamento è lo strumento che consente ad un soggetto di scegliere come indirizzare il patrimonio dopo ...
18/12/2025

IL TESTAMENTO.

Il testamento è lo strumento che consente ad un soggetto di scegliere come indirizzare il patrimonio dopo la morte, nel rispetto dei limiti di legge, determinando la sorte dei rapporti patrimoniali del defunto.

Il testamento è, in altre parole, l’atto di destinazione dei propri beni per il tempo in cui il testatore avrà cessato di vivere.

Il testamento è un negozio a causa di morte che può contenere:

- sia disposizioni di carattere patrimoniale (che hanno un contenuto economico), si possono destinare somme in denaro, azioni, fondi di investimento, beni mobili (come opere d’arte, gioielli, arredi) e beni immobili (come un appartamento, un terreno, un edificio).
- sia disposizioni di carattere non patrimoniale (che di per sé non hanno contenuto economico),
si possono prevedere disposizioni sulla cremazione della propria salma, disposizioni circa la propria sepoltura, riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio, disposizioni sulla donazione dei propri organi.

Caratteristiche testamento: unilaterale, ad efficacia post mortem, revocabile, personalissimo, unipersonale, formale.

- Si tratta di un negozio giuridico UNILATERALE. L’unilateralità è da intendersi nel senso che deve aversi un’unica manifestazione di volontà: quella del testatore. Il testamento non è un contratto e non necessita di accettazione. La natura necessariamente unilaterale del testamento trova conferma nel divieto di patti successori, ovvero di accordi aventi ad oggetto la destinazione del proprio patrimonio, perché lesivi della libertà di testare. E’ vietato il contratto tra Tizio e Caio in cui convengono che l’uno istituisca erede l’altro.
Non si può disporre di beni facenti parte del patrimonio di un soggetto non ancora deceduto. E’ ugualmente nullo l’atto con cui si rinuncia alla successione di un soggetto non ancora morto.
- E’ un ATTO AD EFFICACIA POST MORTEM. Il testamento produce effetti solo dopo la morte. Prima di tale momento il soggetto ancora in vita è libero di disporre dei propri beni.
- Il testamento è sempre REVOCABILE, fino all’ultimo istante di vita. Si è voluta, così, assicurare la piena libertà del testatore nell’esprimere la propria volontà e nel cambiare anche idea. Il Testamento è revocabile e modificabile e non si può rinunciare alla facoltà di revocare o modificare le disposizioni testamentarie. Ogni previsione contraria è senza effetto. La revoca può avvenire in modo espresso o tacitamente, nelle ipotesi contemplate dalla legge, come ad esempio con un successivo testamento incompatibile con il precedente.
- Il testamento è un negozio PERSONALISSIMO. Può essere compiuto solo dal soggetto della cui successione si dispone. Non è ammessa alcun tipo di rappresentanza, né legale, né volontaria.
- Il testamento è un negozio UNIPERSONALE. La volontà espressa deve rispecchiare quella di un’unica persona. Ciò per l’esigenza di salvaguardare l’assoluta spontaneità della determinazione di volontà del testatore e la facoltà di revoca.
- Il testamento è un ATTO FORMALE. La legge richiede che la volontà testamentaria si manifesti per iscritto ed attraverso le forme tassativamente previste. Non è ammesso il testamento orale.

Le forme di testamento sono:
- Testamento olografo;
- Testamento pubblico;
- Testamento segreto;
- Testamenti speciali;
- La previsione di una delle suddette forme è inderogabile;
- La funzione è quella di garantire una più riflessiva formulazione della volontà.

Il contenuto tipico del testamento di articola in:

- istituzione di EREDE (attribuzione di una quota astratta del patrimonio). La quota di eredita comprende attività ma anche passività, laddove esistenti.
- attribuzioni a titolo di LEGATO (attribuzione di determinati beni). Il legato comprende solo attività o anche passività ma nel limite del valore della cosa attribuita.

Principi testamentari:

Il testamento deve rispondere ad un PRINCIPIO DI CERTEZZA, per cui è nulla ogni disposizione fatta in favore di persona indicata nel testamento in modo da non poter essere determinata. L’incertezza può derivare o dal fatto che il testatore abbia utilizzato espressioni prive di senso o perché il beneficiario non può essere individuato. Non è valida la disposizione con cui il testatore istituisca erede un generico amico ovvero una zia.
- Il testamento deve rispondere ad un PRINCIPIO DI PERSONALITA’, per cui soltanto il testatore è abilitato ad indicare il beneficiario e l’oggetto dell’attribuzione.
Non è ammessa la rimessione dell’individuazione del beneficiario o dell’oggetto ad una voltà estranea a quella del testatore, salvo che:
- non si faccia rinvio a fatti o circostanze che esigono una semplice presa di cognizione, una mera attività di accertamento.
- Il testatore non individui criteri di individuazione stringenti (nell’ambito di un genere di cose o tra una cerchia ristretta di soggetti).

Indirizzo

Lentini

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