19/12/2025
CONSUMI DEI BENI DUREVOLI IN CALO MA L'ACQUISTO VAL BENE UNA RATA.
Il mercato dei consumi di beni durevoli chiuderà il 2025 con consumi in calo del 2,4% a valore e con un andamento analogo (-2,3%) sul fronte dei volumi. La spesa complessiva è di 77,1 miliardi di euro, che evidenzia come siano specifici prodotti ad aver sostenuto le vendite quest’anno, con qualche sorpresa come nel caso di asciugatrici e bilance domestiche, più che grazie a piani cottura o altri elettrodomestici per cucinare.
Tuttavia, è trasversale ai diversi prodotti il ricorso sempre maggiore che gli italiani fanno al credito al consumo per finalizzare gli acquisti: oltre 4 italiani su 10 hanno utilizzato una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni. E più del 60% di chi lo ha fatto dichiara che, senza questa possibilità, avrebbe rinviato o rinunciato all’acquisto. Non solo, continua ad aumentare anche l’utilizzo del Buy now pay later (Bnpl), ormai un’opzione di pagamento rateale quasi automaticamente offerta nel commercio elettronico o via app. Naturale che il consumatore tenda a cliccare l’opzione.
Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma, dunque, anche se siamo ancora su livelli di spesa superiori dell’11,4% al 2019, ma questo non significa che si compri di più. Il vero motore è stato l’aumento dei prezzi, vicino al 20%. Guardando i soli volumi, i consumi di durevoli sono in realtà il 6,8% sotto i livelli pre-pandemia. In altre parole: si spende di più per comprare di meno. Ecco perché il comparto si affida ad alcuni prodotti, attorno a cui si sono polarizzate le vendite.
Se nel caso dell’acquisto di veicoli (57% del totale dei beni durevoli) dominano ancora le auto usate, grazie a vendite a valore stabili ma con un +2,1% a volume, riuscendo a stemperare il consuntivo finale automotive al -4,1%, di contro è nel segmento casa (fine d’anno stabile nel 2025) che emergono delle peculiarità, sia a livello di preferenze di prodotti comprati sia nelle modalità di acquisto. Per esempio, il mobile archivia l’anno in corso a -0,6% ma nel dettaglio vede crescere ulteriormente il peso del canale e-commerce fino a un 20% sul totale, in un settore in cui le vendite sono state realizzate storicamente negli store fisici. Invece, nella telefonia (2025 a -0,4%) gli smartphone segnano un -1,1% ma gli italiani comprano tanti modelli di cellulari di fascia alta che aiutano a sostenere le performance del segmento. In crescita, semmai, ci sono cuffie (+1,5%) e wearable (+1,2%). In modo analogo, i grandi elettrodomestici limano al -0,3% e si sostengono con asciugatrici (+4,4%) e lavastoviglie (+1,7%), meno ormai con i piani cottura (-2,7%). Interessante il caso dei piccoli elettrodomestici (gli unici a crescere significativamente: +5,2%) grazie ad aspirapolveri (+15,4%) e l’ormai immancabile nel top delle vendite friggitrice ad aria (+15,9%), senza dimenticare i prodotti per la cura dentale (+9,6%). Infine, se l’information technology (+1,7%) cavalca un nuovo periodo di sostituzione dei device, c’è l’elettronica di consumo che registra un complessivo -1,9% con meno tv nelle scelte dei consumatori (-2,9%) ma più altoparlanti per l’home theatre (+7,6%).