25/11/2025
Ci sono voci che non appartengono soltanto a chi le canta,
ma ai luoghi in cui ti ritrovi quando le ascolti.
La tua, Elisa, per me è sempre stata una strada.
Una di quelle che si attraversano in silenzio,
quando si parte senza sapere se si tornerà uguali.
Nei miei anni più fragili eri come una finestra aperta sul mondo:
un soffio che mi ricordava che non ero fatta per restare ferma,
che anche le crepe possono diventare mappe.
Poi la vita mi ha portata lontano, in cucine sconosciute,
tra valigie che sapevano di partenze e ritorni mancati.
E ogni volta che ti ascoltavo, ritrovavo un pezzo di casa
nel punto preciso in cui sentivo di perdermi.
La tua voce è stata bussola quando non avevo direzione, e
luce discreta dietro le mie ombre più pesanti.
Non ci conosciamo ,
ma da sempre cammini accanto a me
come quelle presenze che non chiedono nulla
eppure salvano qualcosa.
Grazie.
E poi ci sei tu Fede ,
Ogni giorno mi sorprendi, ma questa volta hai superato tutto: grazie per questo regalo che custodirò nel cuore.
Sapevi quanto desideravo vederla, quanto questa serata mi appartenesse da anni.
È buffo pensare che rincorro Elisa da una vita e che abita proprio nel paese dei miei genitori...
ma sei stata tu a portarmi fino a Bologna, solo per regalarmi un momento perfetto.
C’è un proverbio che dice:
“Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.”
E tu sei sempre così:
ti avvicini ai miei sogni, li ascolti, li prendi per mano e li trasformi in qualcosa di reale.
Grazie per questo, per la tua dolcezza silenziosa, per come mi guardi quando sono felice, per come sai rendere speciale tutto quello che tocchi.
Se questa serata è stata magia, è perché l’ho vissuta con te accanto.