28/09/2026
📌Ho letto un post che diceva che l’istinto materno non esiste.
Mi sono fatta delle domande. Ho lasciato sedimentare la frase per giorni, perché non ci credo fino in fondo — e volevo capire perché.
🌙 Quella posizione ha una ragione, e va detta: nasce per difendere le donne che non hanno sentito niente. Quelle che hanno guardato il proprio figlio appena nato e hanno provato estraneità, paura, vuoto. Se “istinto materno” significa un sapere completo che si accende al taglio del cordone, allora no. Quello non esiste.
💧 Ma esiste altro. E non dovrebbe essere cancellato!
Siamo mammiferi.
Portiamo una rete arcaica — ipotalamo, sistema limbico, le aree che nei mammiferi regolano il comportamento di cura — che non abbiamo inventato noi.
E su quella rete agisce una modulazione ormonale: ossitocina, prolattina, estrogeni riorganizzano la reattività materna.
Il cervello di una donna che ha partorito non è quello che aveva un anno prima.
Non è istinto nel senso di istruzioni già pronte.
Una sensibilità che si accende e chiede di essere usata.
🍃 Il problema non è l’assenza della rete. È quello che le mettiamo sopra.
La mente che commenta. I condizionamenti che ci portiamo dietro da prima di essere madri.
Le tabelle, gli orari, le voci di chi dice che così lo vizi. La preoccupazione di sbagliare, che è il rumore più forte di tutti.
Tutto questo occupa la linea. E il flusso invisibile, quello che parte da sotto e non passa dalle parole, resta bloccato dietro il traffico.
✨ Non è che l’istinto materno non esista.
È che lo copriamo.
🌱 Di fronte a un bambino solo che piange — un bambino qualunque — cosa farebbe veramente una donna?
Prima di pensarci. Prima di chiedersi se è giusto.
Prima di ricordare cosa le hanno detto.
🌙 Non è tutto il mestiere di essere madre: quello si impara, si sbaglia, si costruisce nel tempo e con altre donne intorno. Ma non si parte da zero.
Si parte da molto lontano.
Tu l’hai sentito? E cosa lo stava coprendo, prima?
Mi fa piacere sapere cosa ne pensi, senza giudizio ❤️