13/08/2026
Quando ero presidente di Municipio a Milano, qualcuno pensò bene di affidare alla benzina le proprie opinioni politiche.
Due bottiglie molotov furono lanciate contro Villa , una al portone della sede del Consiglio, l’altra alla finestra del mio ufficio.
Poche settimane dopo incendiario zelo volle che saltasse in aria anche la Fiat Punto di servizio del Comune, danneggiando una parte della villa.
Fin qui, la cronaca. Poi venne la fantasia, che in Italia arriva sempre puntuale quando i fatti disturbano.
Qualcuno insinuò che avessi orchestrato tutto io per conquistare qualche riga sui giornali.
Un’accusa talmente cretina da non avere bisogno di prove, le bastava un pubblico disposto a crederle.
Il complottista, infatti, non cerca la verità. Cerca una menzogna abbastanza contorta da farlo sentire più intelligente degli altri.
È una specie antica, prolifica e refrattaria alla ragione. C’era allora, c’è oggi e ci sarà domani.
Illudersi di convincerla è tempo perso. Discutere con chi sospetta di tutto significa soltanto offrirgli un altro sospetto.
La sola precauzione sensata è la più semplice, lasciarlo alle sue trame immaginarie e tenersene alla larga.
🖋️FHvJ