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La nostra analisi geopolitica si rifiuta radicalmente di piegarsi al falso mito della neutralità che invisibilizza le ca...
01/08/2026

La nostra analisi geopolitica si rifiuta radicalmente di piegarsi al falso mito della neutralità che invisibilizza le cause profonde dei conflitti e delle disuguaglianze. Questo racconto depoliticizzato mette arbitrariamente sullo stesso piano i territori del Sud globale, storicamente impoveriti da secoli di dominazione, saccheggiati ed esposti per primi alla devastazione dell’estrattivismo e del collasso climatico, con le superpotenze occidentali ed europee che ne dettano le leggi e ne prosciugano le risorse.

Rifiutiamo, inoltre, la retorica della stampa mainstream, che trasforma in “tragedie” ed “emergenze” quelle che sono a tutti gli effetti le conseguenze dirette di precise scelte politiche e di una violenza sistematica volta a mantenere inalterate le gerarchie di potere. Questa narrazione, costruita ad hoc per assolvere le istituzioni dai propri crimini, non fa altro che deumanizzare chi parte, riducendo le persone e le loro storie a mere statistiche o, peggio, a “minacce” da combattere.

Noi di Mun Magazine ci opponiamo a ogni forma di colonialismo contemporaneo e all’esternalizzazione delle frontiere che alimentano un lucroso mercato della sicurezza e della militarizzazione, giocando una cinica partita di scacchi sulla pelle dei corpi più vulnerabili. Rifiutiamo la retorica paternalista che riduce chi parte a semplice pedina o vittima passiva: riconosciamo in chiunque decida di partire un soggetto politico attivo. Chi sfida una frontiera compie un atto di resistenza contro un ordine ingiusto ed esercita la propria autodeterminazione.

Come redazione, ci opponiamo a tutti i sistemi di oppressione e siamo al fianco delle oltre 60mila persone che hanno provato a costruirsi una vita diversa, hanno rischiato tutto e sono state violentemente e forzatamente rimpatriate.

Siamo vicini a tutte le famiglie delle persone che hanno perso la vita per colpa di un continente genocida che erge barriere e le mantiene salde, a costo di perdere centinaia di vite umane in meno di 24 ore.

✍️ Redazione

25/07/2026

La solidarietà non può dipendere da quanto una vittima rassicura il potere. Quando il dolore viene celebrato solo se non sfida e giudica il potere è pura strumentalizzazione, non solidarietà. Nessuno ha il dovere di essere la “vittima perfetta” e il “buon selvaggio”. Chi subisce un trauma ha anche il diritto, se vuole, di trasformare quel dolore in denuncia politica. Accettare solo le vittime che parlano come ci fa comodo è usare il loro trauma per delegittimare chi lo contesta con tutti i mezzi necessari.


Il giorno prima dell’anniversario del G8 di Genova, Nel pomeriggio del 19 luglio a Bologna, Abderrahim Fakir è stato ucc...
21/07/2026

Il giorno prima dell’anniversario del G8 di Genova, Nel pomeriggio del 19 luglio a Bologna, Abderrahim Fakir è stato ucciso per mano della polizia durante un fermo.
Mentre nuove testimonianze rivelano che a distanza di pochi giorni come gli stessi agenti avevano già fermato e usato violenza contro altri ragazzi, si ha la l’ennesima riconferma della sistematicità della profilazione razziale, la prassi che usa l’origine come unico criterio di sospetto, un abuso mai punito che criminalizza corpi e periferie, riducendo e giustificando la violenza perpetrata contro di essi, fino ad arrivare a togliere loro la vita.

Giustizia per Abderrahim Fakir, per Younes el Boussettaoui e per tutte le vittime di uno Stato che continua ad uccidere impunito.

A cura di Andrada ✍🏽

Milano Non è e non deve essere solo quella che raccontano nei giornali, nei reel sulla “sicurezza” o nei dépliant immobi...
28/05/2026

Milano Non è e non deve essere solo quella che raccontano nei giornali, nei reel sulla “sicurezza” o nei dépliant immobiliari

Esiste una città che prolifera altrove: nei quartieri, tra i cortili e negli spazi sociali, grazie a persone e comunità che ogni giorno costruiscono qualcosa senza aspettare i macchinosi permessi istituzionali.

Dalla gente per la gente, , è stato questo: una giornata piena di vita.
Bambin* che stampavano cianotipie sotto il sole, ragazz* che si allenavano insieme, musica che attraversava l’intero cortile di Piazza Stuparich 18, persone sedute ad ascoltare talk sulle periferie, cinema, arte, tagli di capelli, live painting e palleggi.
Una giornata dove Milano sembrava finalmente guardarsi allo specchio per quella che è davvero: una città fatta di culture che si incontrano, energie dal basso, relazioni, possibilità.
Una città che continua a produrre linguaggi, estetiche, musica e immaginari proprio nei luoghi che troppo spesso vengono raccontati solo attraverso paura e degrado.
Le periferie non sono margine.
Sono il centro vivo di quello che succederà domani.


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Quando il rap si dimentica dell’hip hop, serve qualcosa che ricalibri la bussola.
E, da Zona 6, Barona, fra’, Milano Sud...
20/04/2026

Quando il rap si dimentica dell’hip hop, serve qualcosa che ricalibri la bussola.
E, da Zona 6, Barona, fra’, Milano Sud, Marra ha fatto esattamente questo: ha riportato una cultura al suo fulcro d’origine, il block party.
Per capirlo davvero bisogna tornare indietro.
L’11 agosto 1973, nel Bronx, Cindy Campbell e suo fratello DJ Kool Herc organizzano il “Back to School Jam”. È lì che DJing, MCing, breaking e writing si incontrano per la prima volta nello stesso spazio.
Nasce così una cultura - Nasce il block party: una festa di periferia, dove l’intrattenimento cambia forma e smette di essere un lusso per pochi.

Io non sono della Barona. Vengo da Quarto Oggiaro, zona 8, Milano nord. La Barona l’ho attraversata poco, più di passaggio. Sabato, invece, ci sono entrata davvero. Dal mattino, guidata da Simo — breaker e rappresentante orgoglioso della sua zona — siamo partiti dal “Buco”, dove Madame e Marracash hanno girato “Volevo Capire”, fino alla Fontana di Mitoraj, tatuata sulla pelle di Marra e alla meravigliosa chiesa brutalità di San Giovanni Bono.

Già prima dei live si sentiva che non era un evento qualunque. Sciarpe di Infinity Love, maglie dei tour, casse fuori dai bar, gente che si raduna. La zona era pronta. E dentro lo era ancora di più: pubblico vero, di quartiere. Le stesse persone che potresti incontrare a San Siro, Baggio o a Corvetto. Non i soliti dei concerti da 70 euro, ma chi quei posti li vive o li ha vissuti davvero.
La scelta di tenere il biglietto accessibile (25 euro, con priorità ai residenti) non è stata solo intelligente: è stata coerente e necessaria! Tutti gli artisti sul palco erano della Barona. E questa non è un dettaglio, è il senso di tutto. Non portare qualcosa da fuori, ma costruirlo da dentro.

E poi c’è il punto più importante: oltre 230 mila euro raccolti, da reinvestire in Barona. Nella scuola che Marracash ha frequentato, nel quartiere, nel progetto Jonas Milano, per aprire uno sportello di ascolto.

Un Block party, alla fine, è questo: non solo musica, ma appartenenza e comunità, partendo e tornando ai margini, dove l’hiphop è nato.
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C’è un momento, dentro Disincanto, in cui capisci che non stai più semplicemente ascoltando un disco, ma ci finisci comp...
19/04/2026

C’è un momento, dentro Disincanto, in cui capisci che non stai più semplicemente ascoltando un disco, ma ci finisci completamente dentro. È come attraversare una soglia sottilissima, quasi invisibile, proprio come accade a Chihiro in La città incantata. Solo che qui non ci sono spiriti né terme, ma stanze emotive, ricordi che pulsano e una VOCE che non si limita a raccontare, ma ti prende per mano e ti accompagna...
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Sviluppo e Scansione
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A Gaza è il terzo Ramadan che la popolazione palestinese vive sotto il genocidio e sotto l’occupazione israeliana. Le fo...
19/02/2026

A Gaza è il terzo Ramadan che la popolazione palestinese vive sotto il genocidio e sotto l’occupazione israeliana. Le forze di occupazione consolidano il proprio controllo e potere attraverso l’appropriazione sistematica delle risorse del popolo nativo palestinese, trasformando terre, acqua e lavoro in strumenti di profitto. Uno degli esempi più emblematici vi è il commercio dei datteri medjoul, coltivati in territori sotto occupazione israeliana e immessi nei mercati globali come prodotti “israeliani”, cancellando l’origine palestinese e normalizzando il saccheggio coloniale.

Questa è parte integrante di una struttura di genocidio e occupazione israeliana che si fonda sull’espropriazione economica. Le forze di occupazione sfruttano la fertilità della Valle del Giordano e di altre aree sottratte della Palestina, imponendo un sistema che priva i palestinesi dell’accesso alle proprie terre e mercati. Creando così un’economia coloniale che prospera sull’usurpazione, mentre la popolazione nativa subisce apartheid e confische.

Nel mese sacro e benedetto di Ramadan, i datteri assumono un valore centrale nella pratica religiosa e quotidiana. Come tramandato dalla Sunnah e dal Qur’an, il dattero è alimento di rottura del digiuno, fonte primaria di energia e simbolo di continuità spirituale. Proprio in questo periodo, “Israele” intensifica la commercializzazione dei datteri medjoul, capitalizzando sul grande giro economico legato al consumo durante Ramadan. Trasformando un momento sacro in opportunità di profitto e rafforzando una filiera costruita sull’espropriazione.

Continuare a boicottare questi prodotti significa interrompere il flusso economico che alimenta genocidio e occupazione israeliana. Scegliere datteri palestinesi è un rifiuto della normalizzazione coloniale e un sostegno diretto alla sopravvivenza produttiva del popolo palestinese.

Articolo di e ✍🏽

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Ramadan inizierà la sera di domani, mercoledì 18 febbraio, con il primo giorno di digiuno il 19.È il nono mese del calen...
17/02/2026

Ramadan inizierà la sera di domani, mercoledì 18 febbraio, con il primo giorno di digiuno il 19.

È il nono mese del calendario islamico, basato sul ciclo lunare, e dura 29 o 30 giorni. Ogni anno cade circa 11 giorni prima rispetto all’anno precedente, poiché l’anno lunare è più breve di quello solare.

Durante questo mese sacro, i musulmani digiunano dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande, rapporti sessuali e da comportamenti negativi e nocivi per se stessi e il prossimo, come il fumo, atteggiamenti scontrosi, la maleducazione e il mentire.
Dopo il tramonto e fino all’alba, è consentito mangiare, bere e vivere la propria intimità con il coniuge.

Il digiuno è un esercizio di consapevolezza e vicinanza a Dio, un tempo per rafforzare gratitudine, pazienza, generosità e altruismo.

Ramadan Moubarak a voi e alla vostra famiglia. 🌙

I files resi pubblici collegano Jeffrey Epstein a una rete di contatti che attraversa anche Emirati Arabi Uniti, Arabia ...
16/02/2026

I files resi pubblici collegano Jeffrey Epstein a una rete di contatti che attraversa anche Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e altri ambienti dell’élite politica ed economica del Golfo.
Le e-mail e i promemoria descrivono spedizioni anche da tre frammenti di tessuto della Kiswah, il drappo nero ricamato in oro che riveste la Kaaba alla Mecca, scambi con membri di famiglie reali del Golfo, riferimenti a servizi di intelligence, comunicazioni durante crisi internazionali e relazioni mantenute anche dopo la sua condanna per reati sessuali.
Nel loro insieme, i materiali mostrano modalità operative, intermediari, date, luoghi e contenuti dei messaggi, ma lasciano senza risposta le motivazioni profonde di molti rapporti.

Articolo di ✍🏽

Il 7 febbraio 2016 il tamazight è stato/veniva riconosciuto dalla Costituzione algerina come lingua ufficiale accanto al...
09/02/2026

Il 7 febbraio 2016 il tamazight è stato/veniva riconosciuto dalla Costituzione algerina come lingua ufficiale accanto all’arabo, una vittoria strappata dal cuore della Kabylia dopo decenni di resistenza.

Articolo di ✍🏽

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