10/06/2026
«Bea è un angelo. Un angelo che ha salvato le sue sorelline dall'inferno».
Sono le parole struggenti della zia paterna della piccola Beatrice, la bambina di appena 2 anni morta lo scorso febbraio a Bordighera, la sorella di 9 anni le fotografava il volto tumefatto per cercare di salvarla. La zia ha appena chiesto l'affidamento delle due sorelline: «Io Bea l’ho vista poche volte. Ora aspetto le sue sorelle».
La donna oggi si trova a fare i conti con una tragedia che ha distrutto un'intera famiglia ma che, nonostante tutto, guarda già alle due bambine rimaste senza una casa e senza punti di riferimento. La zia ha raccontato di portare Beatrice nel cuore ogni giorno e di continuare a svegliarsi al mattino sperando che tutto questo non sia reale, come se si trattasse soltanto di un terribile incubo dal quale prima o poi sarà possibile uscire.
Per Beatrice, ha spiegato, dovrà esserci giustizia. Ma c'è anche un'altra urgenza che sente nel profondo. Proteggere chi è rimasto.
Intanto, il padre della bambina ha avviato le procedure per darle il proprio cognome, che Bea non aveva alla nascita perché l'uomo si trovava in carcere. Un gesto dal profondo valore simbolico per onorare la memoria della figlia.