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Intesa, MPS e Generali: la partita che potrebbe ridisegnare il capitalismo italiano
10/06/2026

Intesa, MPS e Generali: la partita che potrebbe ridisegnare il capitalismo italiano

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Il grafico di Prysmian assomiglia sia a un rettangolo di consolidamento sia a un doppio massimo potenziale, siamo in una...
10/06/2026

Il grafico di Prysmian assomiglia sia a un rettangolo di consolidamento sia a un doppio massimo potenziale, siamo in una zona in cui la distinzione diventa molto importante.

Per parlare di doppio massimo tuttavia servono due elementi che ancora non vediamo chiaramente: due massimi allineati (e quelli ci sono, in area 155-156 euro) e la rottura della neckline, cioè del supporto intermedio che separa i due picchi.

Nel grafico il supporto chiave passa proprio in area 136-137 euro, livello che nelle ultime settimane ha già fermato più volte le vendite. Finché questa soglia regge, la struttura può essere interpretata come una fase laterale compresa tra 136 e 156 euro, cioè un classico rettangolo dopo il forte rally partito da aprile.

La cosa interessante è che il ribasso delle ultime sedute ha riportato i prezzi esattamente sulla base del rettangolo. È qui che si gioca la partita.

Scenario rialzista: rettangolo

Se Prysmian riuscisse a difendere l'area 136-137 euro e tornasse rapidamente sopra 142-145 euro, il mercato potrebbe interpretare l'intera fase come una semplice pausa all'interno del trend rialzista dominante.

In quel caso il titolo avrebbe la possibilità di tornare a testare i massimi storici in area 155-156 euro e, in caso di breakout, aprire spazi verso nuovi record, distanti fino a 20 euro rispetto alla resistenza.

Scenario ribassista: doppio massimo

Se invece il supporto a 136 euro dovesse cedere in chiusura giornaliera e soprattutto settimanale, il rettangolo verrebbe rotto al ribasso e la figura assumerebbe progressivamente le caratteristiche di un doppio massimo.

L'ampiezza della figura è di circa:

massimi: 155-156 euro
neckline: 136-137 euro

quindi circa 19-20 euro.

La proiezione teorica del doppio massimo porterebbe verso 116-118 euro, anche se prima incontrerebbe supporti intermedi molto importanti in area 130, 124-125 e soprattutto 118-120 euro.

Oggi vediamo quindi ancora un rettangolo più che un doppio massimo. Tuttavia il mercato si trova esattamente sulla linea che separa le due interpretazioni.

In altre parole:

sopra 136-137 euro → consolidamento laterale dopo il rally;
sotto 136 euro → rischio concreto che il rettangolo si trasformi in un doppio massimo ribassista.

Il fatto che il test della base del range avvenga con volumi in diminuzione rispetto a quelli osservati nella fase di distribuzione di metà maggio è un elemento che, per ora, lascia ancora qualche punto a favore dell'ipotesi di semplice consolidamento.

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09/06/2026

Non è più tutto oro quello che luccica

Dopo aver aggiornato i massimi storici a oltre 5.350 dollari l'oncia a fine gennaio, l'oro sta attraversando la fase più delicata degli ultimi mesi. In poche sedute il metallo giallo ha perso oltre il 4%, scivolando fino a 4.321 dollari, sui livelli più bassi da dicembre.

Perché?
Perché il mercato sta cambiando narrativa.
I veri nemici dell'oro oggi sono Fed, Treasury e dollaro
Negli ultimi anni l'oro ha beneficiato di quasi tutto, dalle tensioni geopolitiche agli acquisti delle banche centrali, senza parlare poi del dollaro debole e delle aspettative di taglio dei tassi.

Ora però il focus degli investitori si è spostato.
L'economia americana continua a sorprendere positivamente sul fronte dell'occupazione e l'inflazione resta ostinatamente elevata. Di conseguenza cresce la probabilità che la Fed guidata da Kevin Warsh mantenga una linea più aggressiva del previsto.

Il risultato è immediato: con il Treasury USA a 10 anni vicino al 4,6% e il dollaro in rafforzamento è aumentata la pressione sull'oro.

Quando un investitore può ottenere quasi il 4,6% annuo da un Treasury considerato tra gli asset più sicuri al mondo, il costo-opportunità di detenere un asset che non distribuisce cedole come l'oro aumenta sensibilmente.

Dal punto di vista tecnico siamo arrivati a un bivio
Il ribasso ha riportato le quotazioni in prossimità di un'area molto importante, sul 50% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di dicembre 2024 e sulla trend line rialzista che sostiene il mercato da oltre sei mesi.

Entrambi convergono nella fascia compresa tra 4.060 e 4.160 dollari.

È qui che si giocherà probabilmente la prossima partita.
Una tenuta di quest'area permetterebbe di considerare la discesa attuale come una normale correzione all'interno di un trend rialzista ancora intatto.

Una violazione decisa, invece, potrebbe aprire spazio a una correzione ben più profonda verso l'area dei 3.700 dollari.

La domanda che il mercato si sta ponendo
Siamo davanti a una semplice presa di profitto dopo un rally eccezionale oppure sta iniziando una fase correttiva molto più ampia?

La risposta potrebbe arrivare già nelle prossime settimane, soprattutto dopo la riunione della Fed del 17 giugno.

Per ora una cosa appare chiara: dopo mesi in cui bastava pronunciare la parola "geopolitica" per comprare oro, oggi il mercato sta tornando a guardare soprattutto ai tassi di interesse.

E quando i rendimenti salgono, anche il metallo più prezioso del mondo può perdere il suo fascino.

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08/06/2026

La notizia del maxi-investimento da oltre un miliardo di euro in Germania per rilanciare Opel non è bastata a sostenere il titolo Stellantis, che continua a muoversi in prossimità di una delle aree tecnicamente più delicate degli ultimi mesi.

Dal punto di vista grafico, infatti, i minimi toccati ieri a 6,01 euro sono estremamente vicini ai minimi registrati il 30 aprile a 5,95 euro e il 21 maggio a 5,96 euro. Si tratta di una fascia di supporto molto importante, che negli ultimi due mesi ha già respinto per due volte la pressione dei venditori.

La vicinanza di questi livelli rende la situazione particolarmente interessante. Da una parte il mercato sta dimostrando di considerare l'area compresa tra 5,95 e 6,00 euro come una zona di valore sulla quale tornano gli acquisti. Dall'altra, però, ogni nuovo test di un supporto tende progressivamente a indebolirlo.

Se i prezzi dovessero riuscire ancora una volta a difendere quest'area, potrebbe svilupparsi un nuovo movimento di recupero verso le resistenze di breve periodo poste inizialmente in area 6,50 euro e successivamente verso i massimi di maggio poco sopra i 7 euro.

Viceversa, una violazione confermata dei minimi di aprile e maggio rappresenterebbe un segnale tecnico negativo. In quel caso il mercato potrebbe accelerare rapidamente verso il supporto successivo in area 5,30 euro, corrispondente al minimo del 23 marzo, livello che dista meno del 12% dalle quotazioni attuali.

L'impressione è che il titolo si trovi in una fase decisiva. I fondamentali stanno mostrando segnali di reazione grazie al nuovo management guidato da Antonio Filosa, agli investimenti in Europa e alle partnership con i produttori cinesi, ma il mercato continua a chiedere prove concrete di una ripresa dei volumi e della redditività.

Finché Stellantis resterà sopra 5,95-6,00 euro, il quadro potrà essere interpretato come una lunga fase di consolidamento dopo il forte ribasso degli ultimi trimestri. La perdita di questa soglia aprirebbe invece spazio a una nuova fase di debolezza con obiettivo naturale proprio in area 5,30 euro.

Nasdaq 100: semplice rimbalzo tecnico o ripartenza del trend rialzista?Il grafico giornaliero del Nasdaq 100 CFD mostra ...
08/06/2026

Nasdaq 100: semplice rimbalzo tecnico o ripartenza del trend rialzista?

Il grafico giornaliero del Nasdaq 100 CFD mostra una situazione molto interessante dal punto di vista tecnico. Dopo la pesante candela ribassista di venerdì, una vera e propria Marubozu nera, il mercato ha reagito con forza recuperando in una sola seduta circa il 50% dell'intero ribasso.

Questo è un livello spartiacque molto importante. Fino a quando il recupero rimane confinato sotto il 50%-61,8% del movimento precedente, il rimbalzo può essere interpretato come una normale reazione tecnica dopo un eccesso di vendite. Quando invece i prezzi riescono a superare stabilmente queste soglie, aumenta la probabilità che il mercato stia cercando di negare il segnale ribassista originario e di riportarsi rapidamente verso i massimi.

Nel caso specifico il Nasdaq si trova proprio su questo confine.

La candela di venerdì aveva infatti tutte le caratteristiche di una presa di profitto aggressiva: apertura vicino ai massimi, chiusura vicino ai minimi e assenza quasi totale di reazioni da parte dei compratori durante la seduta. Un segnale che aveva alimentato i timori di una correzione più profonda dopo mesi di rialzo quasi ininterrotto del comparto tecnologico e dei semiconduttori.

La seduta odierna ha però raccontato una storia diversa. Gli acquisti sono tornati con decisione, favoriti dal raffreddamento delle tensioni tra Iran e Israele, dalla discesa del petrolio dai massimi intraday e soprattutto dal ritorno degli investitori sui grandi nomi dell'intelligenza artificiale dopo le vendite indiscriminate di venerdì.

Dal punto di vista grafico il livello chiave da monitorare passa in area 29.750-29.800 punti, corrispondente al ritracciamento del 61,8% della discesa. Una chiusura sopra questa fascia renderebbe sempre più difficile sostenere la tesi del semplice rimbalzo tecnico e aumenterebbe le probabilità di un nuovo attacco ai massimi della scorsa settimana in area 30.400 punti.

Al contrario, un ritorno sotto i 29.200-29.300 punti segnalerebbe che il recupero odierno è stato soprattutto una ricopertura di posizioni corte e che il mercato non ha ancora digerito completamente il messaggio arrivato venerdì dai dati sul lavoro americano e dal conseguente rialzo delle aspettative sui tassi.

In altre parole, il Nasdaq si trova esattamente nel punto in cui il mercato deve decidere se la candela di venerdì rappresenti l'inizio di una fase correttiva più ampia oppure soltanto una pausa all'interno del poderoso trend rialzista alimentato dall'intelligenza artificiale.

Le prossime sedute, e soprattutto i dati sull'inflazione USA di mercoledì, probabilmente forniranno la risposta definitiva. Una sorpresa al ribasso sull'IPC potrebbe consentire ai compratori di completare il recupero e riportare rapidamente l'indice verso i massimi storici; viceversa, un'inflazione ancora elevata rischierebbe di trasformare il rimbalzo di oggi in una semplice parentesi all'interno di una correzione ancora incompleta.

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