Attualità TV

Attualità TV Notizie e video di carattere generale. Rassegna stampa. NB, le foto sono indicative, per dare un idea della notizia.

AttualitàTV di Morris vi porterà in giro a scoprire nuove cose.

«Il mio obiettivo non è comprare l’auto che piace a tutti. È comprare quella che, a parità di soldi, mi dà di più».A par...
17/09/2026

«Il mio obiettivo non è comprare l’auto che piace a tutti. È comprare quella che, a parità di soldi, mi dà di più».
A parlare è Marco, automobilista appassionato e soprattutto molto attento al rapporto tra prezzo, affidabilità e costi di gestione. Negli anni ha sviluppato una strategia piuttosto semplice: evitare sia il nuovo a tutti i costi sia le occasioni apparentemente irresistibili che nascondono molti chilometri e altrettanti lavori da fare.

Il problema delle auto nuove.
Il primo punto di partenza è quasi banale: le auto nuove sono diventate molto costose.

Prezzi d'ingresso elevati, optional spesso indispensabili per avere una dotazione decente, sistemi elettronici sempre più complessi e costi assicurativi che possono incidere parecchio sul bilancio.

«Non dico che comprare nuovo sia sempre sbagliato. Se uno vuole tenere la macchina per molti anni e può permettersela, può essere una scelta sensata. Ma dal punto di vista puramente economico bisogna chiedersi: quanto sto pagando per avere un'auto appena uscita dal concessionario?».

Secondo Marco, proprio nei primi anni si concentra una parte importante della svalutazione.
«Quando compro un'auto di tre o quattro anni, qualcun altro ha già pagato buona parte della perdita di valore iniziale. Io compro comunque una macchina moderna, ma a un prezzo molto più interessante».

E le vecchie occasioni da poche migliaia di euro?
L'altra tentazione è andare nella direzione opposta: cercare un'auto molto vecchia, magari con un prezzo d'acquisto estremamente basso.
Ed è qui che, secondo Marco, bisogna fare attenzione.
«Una macchina da 4.000 euro può sembrare un affare. Ma se dopo poco devi fare distribuzione, frizione, ammortizzatori, pneumatici, freni, batteria e qualche intervento sull'elettronica, puoi ritrovarti a spendere migliaia di euro».
Il problema non è soltanto il guasto in sé. È anche l'età della vettura.
Guarnizioni, plastiche, componenti elettrici, climatizzatore, sospensioni e parti soggette a usura possono iniziare a presentare problemi semplicemente perché hanno molti anni alle spalle.

«Io non guardo soltanto il prezzo dell'auto. Guardo il costo totale per i prossimi tre o quattro anni».
La zona interessante: auto di qualche anno
Ed eccoci al punto centrale della sua strategia.

Cercare automobili relativamente recenti, ma che il mercato non ha premiato.
Sono modelli che magari da nuovi non hanno avuto grande successo: una linea poco convincente, un marchio meno desiderato, una campagna pubblicitaria sbagliata, una concorrenza particolarmente agguerrita oppure semplicemente un modello che non è mai diventato “di moda”.

Il risultato può essere sorprendente.
«Se una macchina vende poco da nuova, spesso può svalutarsi più rapidamente. E dopo quattro o cinque anni puoi trovarti davanti a un'auto che tecnicamente è ancora molto attuale, ma che costa molto meno di una concorrente più famosa».

Naturalmente vendite basse non significa automaticamente qualità alta.
Ed è qui che bisogna saper scegliere.
Non comprare il modello: compra l'esemplare
Una delle regole più importanti è forse questa: non esiste l'auto usata perfetta sulla carta. Esiste l'esemplare tenuto bene.
Due automobili identiche, immatricolate nello stesso anno, possono avere valori completamente diversi.

Una può avere avuto un solo proprietario, manutenzione regolare, percorrenze autostradali e documentazione completa. L'altra può essere stata utilizzata prevalentemente in città, maltrattata, incidentata e sottoposta alla manutenzione minima indispensabile.

«Io preferisco una macchina con 90.000 chilometri documentati e una storia chiara a una con 55.000 chilometri dei quali non so praticamente nulla».
Per questo, prima dell'acquisto, bisogna verificare almeno:

* storico dei tagliandi;
* fatture degli interventi;
* numero dei proprietari;
* eventuali incidenti;
* stato di pneumatici e freni;
* funzionamento di climatizzatore ed elettronica;
* eventuali richiami del costruttore;
* condizioni di frizione e cambio;
* stato della distribuzione, quando prevista;
* chilometraggio coerente con documentazione e usura dell'auto.

Attenzione alla tecnologia troppo complicata

Un altro criterio suggerito da Marco riguarda la complessità.
«Non sono contrario alla tecnologia. Ma quando compro un'usata cerco di capire quanto potrebbe costarmi mantenerla quando avrà dieci anni».
Sistemi sofisticati possono essere fantastici quando funzionano, ma su un'auto usata bisogna considerare anche il costo della loro eventuale riparazione.
Schermi, sensori, telecamere, sistemi di assistenza alla guida, fari evoluti e componenti elettronici possono aumentare comfort e sicurezza, ma anche la complessità della vettura.

La domanda da porsi non dovrebbe quindi essere soltanto “quanti optional ha?”, ma anche “quanto costa mantenerli?”.

Benzina, diesel, ibrida: dipende da come si guida

Anche la scelta del motore non dovrebbe essere fatta seguendo le mode.
«Un diesel può essere un ottimo acquisto per chi percorre molti chilometri, soprattutto fuori città. Ma se uno fa principalmente tragitti brevi, io valuterei con molta attenzione se sia davvero la soluzione migliore».
Allo stesso modo, un'ibrida può essere interessante per chi utilizza molto l'auto in città, mentre per chi percorre prevalentemente autostrada il vantaggio può essere diverso.
La regola è semplice: prima si analizza il proprio utilizzo, poi si sceglie il motore.

Il chilometraggio non deve diventare un'ossessione
Un altro errore frequente è cercare a tutti i costi l'auto con meno chilometri.
«Sembra logico: meno chilometri, meglio è. Ma non è sempre così».
Un'auto usata pochissimo potrebbe aver trascorso gran parte della sua vita ferma o essere stata utilizzata esclusivamente per tragitti molto brevi.
Al contrario, un'auto con più chilometri ma utilizzata prevalentemente in autostrada e sottoposta a manutenzione regolare può essere un acquisto molto più razionale.

Conta la combinazione tra chilometraggio, età, utilizzo e manutenzione.

Mai spendere tutto il budget per comprare l'auto

Questa è forse una delle raccomandazioni più pratiche.
Se si dispone, per esempio, di 15.000 euro, non è necessariamente intelligente spenderli tutti per acquistare una vettura da 15.000 euro.
«Io cerco di lasciare sempre un margine. Dopo l'acquisto possono servire un tagliando, pneumatici, una batteria, un passaggio di proprietà o semplicemente qualche intervento che non avevo previsto».
Un'auto acquistata a 13.000 euro con 2.000 euro disponibili per eventuali lavori può quindi essere una scelta più prudente rispetto a una da 15.000 euro acquistata senza alcun margine.

La prova su strada vale più di mille fotografie

Un annuncio online può sembrare perfetto. Ma l'auto va vista e guidata.
Durante la prova bisogna ascoltare rumori anomali, verificare il comportamento del cambio, la frenata, lo sterzo, le sospensioni e il motore.
E soprattutto bisogna provare l'auto a motore freddo, quando possibile.
«Se il venditore vuole assolutamente farsi trovare con il motore già caldo, io qualche domanda me la faccio».
Non significa che ci sia necessariamente un problema, ma è un dettaglio che merita attenzione.

Il vero affare? Un'auto che nessuno cerca
Alla fine, la filosofia è controintuitiva.
Non bisogna necessariamente inseguire il modello più venduto, quello con più recensioni positive o quello che tutti consigliano.
A volte l'occasione migliore è un'auto che il mercato ha snobbato, ma che tecnicamente è valida.

«Io cerco la macchina che ha perso valore più velocemente di quanto abbia perso qualità».
È una frase che riassume bene la strategia.

La vera convenienza nasce dall'equilibrio tra prezzo d'acquisto, affidabilità, consumi, manutenzione, svalutazione e durata prevista.

E forse è proprio per questo che, nell'attuale mercato dell'auto, la scelta più intelligente non è né il nuovo fiammante né la vecchia occasione da pochi soldi.

È quella di qualche anno, ancora moderna, ben mantenuta e abbastanza impopolare da essere stata dimenticata dal mercato.

La frase e la riflessione appartengono a Mauro Corona, espresse durante la puntata del talk show È sempre Cartabianca su...
17/09/2026

La frase e la riflessione appartengono a Mauro Corona, espresse durante la puntata del talk show È sempre Cartabianca su Rete4 condotto da Bianca Berlinguer. Lo scrittore e alpinista si è lanciato in una provocatoria previsione politica sul futuro dell'eurodeputato e leader di Futuro Nazionale: "Roberto Vannacci sarà il nuovo duce d'Italia" (utilizzando in un altro passaggio anche la variante "il nuovo Benito d'Italia").

Ha 57 anni, una barba lunga e una Harley-Davidson nera che chiama semplicemente "La Vecchia". All'anagrafe è Giorgio “Te...
16/09/2026

Ha 57 anni, una barba lunga e una Harley-Davidson nera che chiama semplicemente "La Vecchia". All'anagrafe è Giorgio “Tex” Bellini, ma quasi nessuno lo chiama più Giorgio.
«Tex me l'ha dato un americano incontrato nel 1998 a Sturgis. Non sapeva come mi chiamavo. Mi ha guardato e ha detto: “You look like Texas”. Da allora sono Tex. Non ho mai avuto il coraggio di dirgli che sono di Varese».

Tex sostiene una tesi che, a sentir lui, non è nemmeno una provocazione.
«I veri motociclisti sono gli harleysti. Gli altri guidano delle moto». La differenza, secondo lui, è sostanziale.
«Una moto la puoi comprare. Una Harley la devi capire. E soprattutto devi accettare che ogni tanto perda olio. Se non perdi olio, probabilmente hai perso qualcosa di più importante: lo spirito».

La passione di Tex nasce quasi per caso.
«Avevo 20 anni. Mio padre aveva una Vespa 125. Bellissima, per ca**tà. Ma quando vidi per la prima volta una Harley parcheggiata davanti a un bar capii che quella era un'altra cosa. Non sapevo nemmeno che modello fosse. Non sapevo quanti cavalli avesse. Non mi interessava. Faceva un rumore che sembrava dire: “Spostati, sto arrivando”».

Per anni mise da parte ogni lira.
«Facevo il meccanico di giorno e consegnavo pizze la sera. Una volta ho lavorato tre settimane consecutive senza un giorno libero. Poi ho comprato la mia prima Harley».
«Era una 883 vecchia, ammaccata e probabilmente aveva avuto più proprietari di una casa al mare. Quando l'ho accesa, però, ho pianto». «Non per l'emozione. Perché aveva un problema alla marmitta e faceva un casino infernale».

«Le moto veloci? Bellissime. Ma dove devono andare?»
Tex non nasconde il suo disprezzo per il mondo delle sportive.
«Quelli arrivano al bar e mi dicono: “La mia fa zero-cento in tre secondi”. E io gli rispondo: “Complimenti. E poi?”».
Per lui il motociclismo non è una gara.
«Io non devo arrivare prima. Devo arrivare dopo. Molto dopo. Se parto alle otto e arrivo alle nove, ho fatto un'ora di moto. Se parto alle otto e arrivo alle otto e venti perché devo dimostrare qualcosa, ho buttato via quaranta minuti».

Secondo Tex esisterebbe addirittura un codice non scritto.
«Non esiste un manuale. Esistono cose che impari».
Prima regola?
«Saluti tutti i motociclisti. Anche quelli con lo scooter».

E le altre marche? Qui il tono cambia. «Guarda, non voglio offendere nessuno». È il preludio alla frase più offensiva dell'intervista. «Ma quando vedo uno con una supersportiva che passa a 240 all'ora penso: “Bravo. Hai dimostrato che il tuo polso destro funziona”».

Per Tex, infatti, la questione è tutta lì.
«La gente pensa che una moto serva per andare da A a B. Un'Harley serve per decidere se vuoi davvero arrivare a B».
La sua Vecchia oggi ha quasi vent'anni.
«Ha qualche graffio, qualche ammaccatura e un paio di rumori che non saprei spiegare. Il meccanico li conosce. Io preferisco non sapere».

L'ha mai tradita?
«Una volta». Silenzio. «Ho guidato una Harley nuova di un amico. Per mezz'ora». «Bellissima. Perfetta. Troppo perfetta». Da allora non ha più cambiato moto. «La mia mi conosce. Io conosco lei. Quando parte male so già che giornata sarà».

Tex non pensa di smettere.
«Finché riuscirò a salire in sella, guiderò. Quando non riuscirò più a salire, troverò qualcuno che mi aiuti».
E quando non riuscirà più nemmeno a guidare?
«Allora mi porteranno dietro».
«Il motociclista vero non è quello che possiede una Harley. È quello che quando sente un motore accendersi si gira ancora, anche dopo quarant'anni».
Gli facciamo notare che, tecnicamente, questa definizione potrebbe includere anche motociclisti di qualsiasi marca.
Tex ci pensa qualche secondo.
«Sì». Sorride. «Ma se vogliono essere davvero motociclisti, prima o poi proveranno un'Harley».

Indossa il casco, mette in moto La Vecchia e il parcheggio si riempie di un rombo profondo.
Prima di partire abbassa la visiera.
«E ricordati una cosa».
Cosa?
«La moto ti porta dove vuoi. L'Harley ti fa dimenticare dove volevi andare».
Poi parte lentamente.
Perché, come ci ha spiegato poco prima, «se hai fretta, hai già sbagliato strada».

Intervistato dal giornalista Andrea Scanzi durante il festival "Naturalmente pianoforte" a Pratovecchio, Iacchetti ha di...
16/09/2026

Intervistato dal giornalista Andrea Scanzi durante il festival "Naturalmente pianoforte" a Pratovecchio, Iacchetti ha dichiarato:«Io vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. E lo stesso le olive. Io voglio vedere la faccia di Vannacci sudare. A un euro netto all'ora. Dandone due al caporalato. E voglio vedere con lui Salvini, voglio vedere anche lui...»

Ha comprato un’auto elettrica quattro anni fa, senza sapere fino in fondo quanto avrebbe inciso sui costi di utilizzo. O...
15/09/2026

Ha comprato un’auto elettrica quattro anni fa, senza sapere fino in fondo quanto avrebbe inciso sui costi di utilizzo. Oggi, facendo circa 30 chilometri al giorno e potendo ricaricare comodamente nel proprio posto auto, dice di aver risparmiato una cifra importante rispetto a quanto avrebbe speso con un’auto diesel.

La marca dell’auto? Preferisce non dirla. «Non voglio trasformare questa esperienza in una pubblicità per un marchio. Mi interessa raccontare quanto è cambiato il costo di utilizzare l’auto tutti i giorni».

La sua situazione, però, è particolare: ha un posto auto dove può ricaricare e percorre mediamente circa 30 chilometri al giorno. Un dettaglio tutt’altro che secondario quando si parla di convenienza dell’elettrico.
«All'inizio ero soprattutto curioso»
Perché ha scelto un'auto elettrica?
«Quattro anni fa ero semplicemente curioso. Avevo sempre guidato auto tradizionali, soprattutto diesel, e volevo capire se l'elettrico fosse davvero utilizzabile nella vita di tutti i giorni. Non cercavo necessariamente il massimo risparmio: volevo provare una tecnologia diversa».
E il fatto di avere un posto auto ha influito sulla decisione?
«Moltissimo. Anzi, probabilmente è stata una delle condizioni che mi hanno convinto. Posso rientrare a casa, collegare l'auto e il giorno dopo ripartire. Non devo organizzare la mia vita in funzione delle colonnine».
«Faccio circa 30 chilometri al giorno»
La sua percorrenza quotidiana è relativamente contenuta.
«In media faccio una trentina di chilometri al giorno. Ci sono giorni in cui ne faccio di più e altri praticamente nulla, ma quella è più o meno la mia routine».
Un utilizzo di questo tipo si adatta particolarmente bene alla ricarica domestica, perché non richiede necessariamente grandi quantità di energia ogni giorno.
Quanto spesso deve ricaricare?
«Dipende, ma la cosa che mi piace è non dover aspettare. L'auto è ferma mentre io sono a casa. Per me la ricarica è diventata una cosa quasi invisibile».
«Il risparmio l'ho capito davvero facendo i conti»
Il vero cambiamento, racconta, è arrivato quando ha iniziato a confrontare le spese sostenute negli anni con quelle che avrebbe probabilmente avuto utilizzando un'auto diesel.
«All'iizio guardavo soltanto il prezzo del pieno o della ricarica. Dopo qualche anno ho iniziato a sommare tutto: carburante, energia, manutenzione ordinaria e alcune delle spese che con il diesel davo per scontate».
E cosa è venuto fuori?
«Che la differenza era molto più grande di quanto immaginassi. Non parlo di qualche decina di euro: nell'arco di quattro anni il risparmio è diventato una cifra che si sente».

Naturalmente, precisa, il risultato non sarebbe necessariamente uguale per tutti.

«Se uno vive in un appartamento senza possibilità di ricaricare a casa, percorre 100 chilometri al giorno e utilizza spesso le colonnine rapide a pagamento, il discorso può essere molto diverso. Io sono in una situazione abbastanza favorevole».

«Il posto auto fa una differenza enorme»
È proprio questo uno dei punti su cui insiste maggiormente.
«Secondo me quando si parla di auto elettriche bisognerebbe sempre chiedere: dove la ricarichi? Perché avere un posto auto e poter ricaricare a casa cambia completamente l'esperienza».

Nel suo caso, l'auto viene utilizzata soprattutto per gli spostamenti quotidiani e la ricarica avviene principalmente durante le ore in cui è parcheggiata.

«Non devo andare apposta dal benzinaio. Non devo fermarmi mezz'ora perché sono quasi a secco. La sera la collego e basta».
«La manutenzione è stata un'altra sorpresa»
Oltre al costo dell'energia, c'è poi quello della manutenzione.
«Anche sotto questo aspetto mi sono accorto che alcune cose sono semplicemente sparite dalla routine. Non ho più la stessa quantità di componenti legati al motore termico da controllare o sostituire».

Questo non significa che un'auto elettrica sia priva di costi di manutenzione, ma nel suo caso la gestione ordinaria gli è sembrata più semplice.

«La cosa che mi ha sorpreso è stata la sensazione di avere un'auto molto più semplice da usare. E dopo quattro anni ormai mi sono abituato».
«La ricomprerei? Sì, ma non direi che vale per tutti»
Se dovesse tornare indietro, rifarebbe la stessa scelta?**
«Sì. Però non direi mai che l'auto elettrica è automaticamente la scelta migliore per chiunque».

Secondo lui, prima di fare un acquisto bisognerebbe valutare soprattutto tre elementi: chilometri percorsi, possibilità di ricaricare a casa e tipo di utilizzo.

«Io faccio circa 30 chilometri al giorno e ho il posto auto. Sono praticamente nella situazione ideale per sfruttarla bene. Se avessi esigenze completamente diverse, rifarei i conti».

E la marca rimane un segreto?
«Assolutamente sì. Non voglio che il messaggio sia “comprate quella macchina”. Il punto è un altro: nel mio caso, dopo quattro anni di utilizzo quotidiano, i conti mi hanno dato ragione».

Quattro anni dopo.
La sua esperienza non vuole essere una dimostrazione universale della superiorità dell'elettrico, ma il racconto di un caso concreto.
Un'auto utilizzata per circa 30 chilometri al giorno, un posto auto disponibile per la ricarica e la possibilità di fare gran parte dei rifornimenti energetici a casa hanno creato le condizioni per ottenere un risparmio significativo rispetto all'alternativa diesel.
«La cosa più importante», conclude, «è che quattro anni fa non sapevo se avrei davvero risparmiato. Oggi, guardando indietro, posso dire che per il mio modo di usare l'auto la differenza è stata notevole. E la parte migliore è che non ho dovuto cambiare radicalmente le mie abitudini».

La frase esatta pronunciata dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è: «Meloni ha spaccato l'Italia. Ora...
15/09/2026

La frase esatta pronunciata dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è: «Meloni ha spaccato l'Italia. Ora toccherà a noi ricucirla». La leader del centrosinistra ha rilasciato questa dichiarazione ufficiale in un'intervista al quotidiano Domani ad aprile, a margine del vertice dei leader progressisti europei tenutosi a Barcellona.

Il programma politico del partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, si colloca a destra della maggioranza di govern...
14/09/2026

Il programma politico del partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, si colloca a destra della maggioranza di governo ed è imperniato su temi identitari, sovranisti, anti-woke e di forte difesa della tradizione cristiana e romana. Tolleranza zero e forze armate: Impiego dell'esercito nelle aree urbane ad alto tasso di criminalità e inasprimento delle pene.

Le frasi più rilevanti pronunciate da Elly Schlein contro il governo includono l'accusa secondo cui «Giorgia Meloni per ...
14/09/2026

Le frasi più rilevanti pronunciate da Elly Schlein contro il governo includono l'accusa secondo cui «Giorgia Meloni per non perdere la legge ha perso la faccia» a proposito della riforma elettorale, e la critica sul bilancio dell'esecutivo descritto come autore di «quattro anni di disastri». Schlein ha inoltre promesso che il Partito Democratico «farà le barricate dentro e fuori dal Parlamento» e ha denunciato la distanza del governo dai problemi reali, evidenziando che «le persone fuori non riescono a curarsi nella sanità pubblica e i salari rimangono al palo».

«L'avevo detto che stava arrivando una valanga di ignoranza e adesso al potere c'è quella. Viviamo un periodo molto buio...
13/09/2026

«L'avevo detto che stava arrivando una valanga di ignoranza e adesso al potere c'è quella. Viviamo un periodo molto buio». Vasco ha collegato la sua riflessione critica sull'attualità politica alla figura del padre, Carlino Rossi, spiegando: «Mio padre ha preferito il lager piuttosto che arrendersi al nazifascismo».

il fatto di cronaca avvenuto a Roma a settembre 2026 nel quartiere Corviale. Si è trattato della prima applicazione prat...
13/09/2026

il fatto di cronaca avvenuto a Roma a settembre 2026 nel quartiere Corviale. Si è trattato della prima applicazione pratica a Roma delle nuove norme urgenti anti-occupazione introdotte nella legislazione italiana.

Indirizzo

Milan

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Attualità TV pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Attualità TV:

Scelte rapide

Condividi