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Sna Channel SNACHANNEL.IT è il giornale online del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione.

Fondato nel 2013, è subito balzato in testa alla classifica delle testate di settore più visitate in Italia, con oltre 1,5 milioni di accessi alle news negli ultimi 12 mesi. SNACHANNEL.IT è diretto da Roberto Bianchi, mentre la gestione redazionale e grafica è a cura della società di comunicazione internazionale WBC EUROPA Sarl.

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04/06/2026

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Il paradosso del mercato assicurativo tra iper-regolamentazione e "facilizzazione" mediatica
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ROMA - Il comparto assicurativo sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un dualismo strutturale stridente. Da un lato, assistiamo a un incremento esponenziale della complessità normativa e burocratica. Gli obblighi di compliance e la stratificazione delle tutele imposte dagli organi di vigilanza hanno aumentato a dismisura la responsabilità civile e professionale in capo all'intermediario. Oggi, il rischio di omissioni involontarie o presunte nella fase precontrattuale espone il professionista a severe sanzioni disciplinari e a contenziosi paralizzanti, capaci di compromettere la stabilità stessa delle agenzie. In questo scenario, la percezione della nostra categoria è legata a un carico di responsabilità civile in costante crescita. Siamo consapevoli che il contratto assicurativo non è un mero adempimento formale, ma uno strumento giuridico ed economico di straordinaria rilevanza, dove l'interpretazione di una clausola di esclusione o di una delimitazione del rischio può determinare la salvaguardia o il dissesto del patrimonio dell'assicurato.
A fronte di questa crescente complessità tecnica e normativa, si rileva tuttavia un crescente e preoccupante gap asimmetrico nella percezione del consumatore finale, alimentato da una massiccia comunicazione massmediatica di stampo diametralmente opposto. Il mercato è pervaso da messaggi pubblicitari che perseguono una logica di "facilizzazione" commerciale, concetto ben distante da una legittima e trasparente semplificazione. Questo approccio, focalizzato quasi esclusivamente sulla velocità di sottoscrizione in autonomia in pochi click e sulla compressione esasperata del premio tariffario, produce un effetto distorsivo letale.
La conseguenza diretta di tale narrazione è il progressivo abbassamento o, se vogliamo, banalizzazione del valore del contratto assicurativo, percepito, sempre di più, dal cliente come una un semplice onere burocratico cartaceo che può essere risolto facilmente senza prestare troppa attenzione ai contenuti. Banalizzare le dinamiche contrattuali e i tecnicismi che regolano il trasferimento del rischio (le condizioni di polizza) induce il consumatore a sottovalutare l'importanza di una consulenza qualificata e di un'adeguata personalizzazione delle coperture, esponendolo al rischio di gravi ed inconsapevoli scoperture patrimoniali determinate dal fleggare o meno su una determinata garanzia o sulla comprensione di franchigie e/o scoperti di polizza.
Per garantire la stabilità del sistema e la reale tutela del mercato, si rende quanto mai necessario un intervento regolatorio da parte delle autorità competenti (quali l'Ivass). È auspicabile che le istituzioni pongano un freno a strategie di marketing aggressive e potenzialmente fuorvianti, promuovendo invece campagne di educazione assicurativa volte a valorizzare la complessità tecnica del contratto e la centralità della figura dell’intermediario professionista, in grado di governare il rischio e garantire la corretta copertura al privato cittadino.
Francesco Baroni
Presidente della sezione Provinciale Sna di Roma

www.snachannel.itIL PUNTO SINDACALE DI MASSIMILIANO PRODall’Enciclica di Leone XIV un monito alla trasparenza e alla res...
04/06/2026

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IL PUNTO SINDACALE DI MASSIMILIANO PRO
Dall’Enciclica di Leone XIV un monito alla trasparenza e alla responsabilità nell’utilizzo dell’IA e questo vale anche per il settore assicurativo, Rcauto compresa
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♦ La recente enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV ha acceso un dibattito globale sul rapporto tra intelligenza artificiale, potere e responsabilità. Pur parlando di tecnologie molto più ampie e pervasive, alcuni dei principi richiamati dal Pontefice sembrano descrivere perfettamente anche una questione che, come Commissione Studio Rcauto, solleviamo da anni: il ruolo degli algoritmi nella formazione delle tariffe assicurative.
Uno dei passaggi più significativi dell'enciclica afferma che non basta invocare genericamente l'etica, ma servono regole, controlli indipendenti e istituzioni capaci di governare gli effetti delle nuove tecnologie. Il rischio, scrive Leone XIV, è che le decisioni vengano di fatto dettate da chi possiede dati, infrastrutture e capacità di calcolo.
È una riflessione che trova una sorprendente corrispondenza nel mercato Rcauto.
Già alcuni anni fa avevamo evidenziato come l'algoritmo sia diventato un elemento centrale nella determinazione del premio assicurativo. Eppure, paradossalmente, esso rimane poco trasparente sia per gli intermediari sia, soprattutto, per i clienti. Chi paga una polizza spesso non è in grado di comprendere quali fattori abbiano determinato il prezzo finale e quali logiche siano state utilizzate nella valutazione del proprio rischio.
L'enciclica sottolinea inoltre che l'intelligenza artificiale non è mai neutrale, perché ogni sistema incorpora scelte, priorità e criteri di classificazione. Anche questo è un tema che riguarda direttamente il settore assicurativo. Se un algoritmo utilizza esclusivamente dati tecnici e statistici coerenti con la valutazione del rischio, esso rappresenta uno strumento di efficienza e innovazione. Ma se accanto a tali elementi entrano fattori di natura commerciale, comportamentale o strategica, non sempre riconducibili alla tecnica assicurativa, il confine diventa molto più delicato.
Il punto non è essere contrari all'innovazione né limitare la libertà tariffaria delle compagnie.
La concorrenza resta un valore fondamentale del mercato. Tuttavia, come ricorda Leone XIV quando parla di "accountability", ogni decisione che incide concretamente sulla vita delle persone deve poter essere spiegata, verificata e ricondotta a responsabilità precise. Per questo, come Commissione Studio Rcauto, abbiamo chiesto trasparenza sugli algoritmi e un intervento regolatorio da parte delle istituzioni competenti. Ivass, Ministero e Autorità Antitrust dovrebbero poter verificare che i modelli utilizzati rispettino principi di correttezza, non discriminazione e coerenza tecnica.
La preoccupazione non è teorica. Senza regole adeguate si rischia che alcune categorie di cittadini o alcuni territori vengano progressivamente penalizzati da logiche non immediatamente visibili. Si rischia che il premio assicurativo non sia più il risultato di una valutazione statistica del rischio, ma di classificazioni opache che finiscono per favorire alcuni soggetti e penalizzarne altri.
Nella "Magnifica Humanitas", il Papa denuncia la concentrazione di dati e potere decisionale nelle mani di pochi attori e invita a "rendere contestabili" i sistemi tecnologici che incidono sulla vita delle persone. Mutatis mutandis, è esattamente ciò che chiediamo anche per la Rcauto: non eliminare gli algoritmi, quanto piuttosto renderli trasparenti, verificabili e compatibili con i principi di mutualità che costituiscono il fondamento dell'assicurazione.
L'assicurazione nasce per condividere il rischio, non per amplificare le disuguaglianze. Per questo l'innovazione deve procedere insieme alla trasparenza. La tecnologia può migliorare il mercato, ma solo se resta uno strumento al servizio delle persone e non un meccanismo opaco che decide senza dover rendere conto delle proprie scelte.
Se l'enciclica di Leone XIV rappresenta un richiamo globale alla responsabilità nell'era dell'intelligenza artificiale, dal canto nostro possiamo dire di aver lanciato lo stesso allarme nel settore Rcauto: quando un algoritmo determina diritti, opportunità e costi per milioni di cittadini, la trasparenza non è un optional. È una condizione essenziale di equità, fiducia e giustizia.
Massimiliano Pro

www.snachannel.itFinanziaria 2026: perché la pensione pubblica non basta più. Il tasso di sostituzione è una minaccia re...
04/06/2026

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Finanziaria 2026: perché la pensione pubblica non basta più. Il tasso di sostituzione è una minaccia reale
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MILANO - Il tempo della previdenza come "regalo dello Stato" è finito. Chi guarda al suo stipendio e immagina di mantenere lo stesso stile di vita quando sarà in pensione, sta sottovalutando il "tasso di sostituzione". Con il consolidamento definitivo del sistema contributivo e l'inarrestabile invecchiamento della popolazione, il divario tra l'ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico rischia di diventare una voragine.
La previdenza complementare è passata da opzione per risparmiatori prudenti a necessità di sopravvivenza finanziaria. Non è solo una questione di numeri, ma di dignità: la maggiore responsabilizzazione individuale non deve essere vista come un peso, ma come l'unica via per riprendere il controllo del proprio futuro. Senza un secondo pilastro robusto, il rischio di povertà in età avanzata non è un'ipotesi, ma una certezza matematica per chi non agisce subito.
A marzo 2026, i dati fotografano una realtà imponente: il mercato della previdenza integrativa ha raggiunto la cifra record di 262.586 milioni di euro di patrimonio, equivalente a circa il 12% del PIL nazionale. Con 11.876.183 posizioni in essere, siamo di fronte a un pilastro che non riguarda più una minoranza, ma la spina dorsale dei lavoratori italiani.
Questi circa 300 fondi pensione non sono solo "salvadanai" passivi; sono diventati i principali investitori istituzionali di lungo periodo in Italia. Questo capitale non serve solo a garantire il domani, ma sostiene attivamente l'economia reale del Paese, rendendo il sistema di welfare complessivamente più solido.
"La previdenza complementare è un pilastro essenziale del welfare italiano: essa è destinata a svolgere un ruolo sempre più importante nel garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche future e la sostenibilità del sistema", ha spiegato Elisa Bocchialini, docente associata di Economia degli intermediari finanziari durante la sua lezione all’Università di Firenze in occasione della Summer School 2026 del Sindacato nazionale agenti.
La Riforma introduce un cambio di passo. Il meccanismo del "silenzio-assenso" viene stravolto: il tempo per decidere se destinare il TFR alla previdenza complementare crolla da 6 mesi a 60 giorni.
Ma attenzione: per chi non esprime il proprio dissenso, l'adesione sarà "piena" e automatica. Non verrà prelevato solo il TFR, ma anche la quota a carico del lavoratore e quella del datore di lavoro. La vera novità? La decorrenza sarà retroattiva dalla data di assunzione. Questo significa che l'intero pacchetto contributivo viene recuperato fin dal primo giorno di lavoro. È la "spinta gentile" verso un sistema che assume tu voglia proteggerti, forzando a superare quella pigrizia decisionale che storicamente ha penalizzato soprattutto i giovani all'inizio della carriera.
Dal 1° luglio 2026 assisteremo a un terremoto nel mercato della previdenza. Cade il vincolo che legava il contributo del datore di lavoro esclusivamente ai fondi negoziali previsti dai contratti collettivi. Dopo soli due anni di permanenza in un fondo, si potrà trasferire la posizione verso qualsiasi altra forma — che sia un Fondo Aperto o un Piano Individuale Pensionistico — mantenendo intatto il diritto al contributo del datore di lavoro. Questo cambio di paradigma aumenta drasticamente la contendibilità delle posizioni. Per la prima volta, i fondi pensione dovranno davvero "meritarsi" la tua fedeltà. La concorrenza tra idiversi player sarà feroce, costringendo i gestori a innovare i prodotti e, soprattutto, a tagliare i costi di gestione per evitare la fuga degli iscritti verso soluzioni più efficienti. La tua libertà di scelta è finalmente diventata un valore di mercato. Muore così l'idea del fondo pensione come un asset bloccato fino alla vecchiaia. La riforma trasforma il risparmio previdenziale in uno strumento liquido e dinamico per le emergenze della vita:
- Approccio "Lifecycle": non ci si dovrà preoccuparti del "market timing". Il fondo gestisce automaticamente il rischio, allocando i risparmi in comparti più aggressivi da giovane e spostandoli verso linee prudenti man mano che ci si avvicina alla pensione.
- Più capitale subito: La quota erogabile in un'unica soluzione sale dal 50% al 60%, lasciando più liquidità immediata al momento del ritiro.
- Flessibilità totale nel decumulo: Vengono introdotti i prelievi «a chiamata» per gestire necessità improvvise, la rendita a durata definita e un’erogazione frazionata (ispirata alla RITA) per chi decide di scalare gradualmente l'attività lavorativa.
Il fondo pensione smette di essere un "peso morto" e diventa un alleato flessibile, capace di adattarsi ai colpi di scena della vita moderna. Nonostante i progressi, la riforma deve fare i conti con le cicatrici del mercato del lavoro italiano. Esiste ancora una partecipazione insufficiente rispetto al potenziale, alimentata da una scarsa consapevolezza del proprio gap pensionistico.
Il vero nodo resta la discontinuità lavorativa. I "buchi" contributivi dovuti a carriere frammentate colpiscono duramente giovani, donne e lavoratori del Mezzogiorno. Proprio per queste categorie, l'adesione automatica e l'accumulo integrale previsti dalla Riforma 2026 sono cruciali: iniziare a contribuire in modo pieno e senza interruzioni sin dal primo impiego è l'unico modo per compensare i periodi di inattività che purtroppo caratterizzano molte carriere moderne.
La Riforma 2026 pone le basi per una nuova fase di sviluppo del settore. Lo Stato ha fornito gli strumenti — adesione automatica, portabilità e flessibilità — ma la responsabilità finale dell'adeguatezza del futuro tenore di vita resta nelle mani dei singoli.
Nicola Novelli

www.snachannel.itIncontro al vertice a Bologna fra il leader di AUA Enzo Sivori e il Presidente nazionale Sna Claudio De...
04/06/2026

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Incontro al vertice a Bologna fra il leader di AUA Enzo Sivori e il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi
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BOLOGNA - Lungo incontro ieri mattina (3 giugno, ndr) a Bologna, presso la sede di Agenti Unipol Associati, tra il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi ed il leader di AUA Enzo Sivori il quale ha definito la riunione "cordiale, leale e costruttiva". Tra i temi discussi: la strategia Unipol di diffusione sul mercato delle nuove polizze senza tacito rinnovo, gli effetti sui portafogli agenziali e sulle indennità di fine mandato, le prospettive e le ipotesi di parziale riforma dell'Accordo Nazionale Agenti Imprese (A.N.A. 2003) nella visione del più grande Sindacato della categoria agenziale Sna.
Per il Presidente Demozzi, il vertice AUA - dall'insediamento di Enzo Sivori - è estremamente disponibile al confronto e dimostra di condividere buona parte delle valutazioni del Sindacato sui temi affrontati. Persistono diversità di vedute, sulle quali tuttavia i due leader si sono impegnati a confrontarsi nuovamente nelle prossime settimane.
La Redazione

www.snachannel.itDal 55° Congresso Nazionale Gapc innovazione, sostenibilità e centralità della consulenza professionale...
04/06/2026

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Dal 55° Congresso Nazionale Gapc innovazione, sostenibilità e centralità della consulenza professionale per evolvere senza perdere la propria identità
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ROMA - Come noto, il 29 e 30 maggio 2026, a Roma, presso l’Hotel Villa Pamphili si è svolto il 55° Congresso
Nazionale del Gruppo Agenti Professionisti Cattolica (Gapc) presieduto da Danilo Battaglia. Nel corso dei lavori congressuali, si sono affrontate le principali tematiche che stanno coinvolgendo gli agenti: il completamento dell’integrazione in Generali Italia ed il Mandato Unico, la crescente complessità normativa e organizzativa, l’aumento dei costi di gestione e l’impatto delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.
Nella sua relazione di apertura dei lavori, l’uscente e riconfermato Presidente Danilo Battaglia ha ripercorso l’attività svolta dalla Giunta uscente, evidenziando l’impegno profuso nella tutela degli interessi degli agenti e nella difesa della sostenibilità economica delle agenzie.
L’Assemblea ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, riconoscendo il valore di una rappresentanza equilibrata, responsabile e sempre aperta al confronto.
La mozione congressuale, accolta dopo la sua lettura da un applauso scrosciante e votata all’unanimità, ha ribadito la centralità del modello agenziale, fondato sulla consulenza professionale, sulla relazione fiduciaria con il cliente e sulla presenza qualificata sul territorio. È stata inoltre sottolineata la necessità di proseguire il confronto con Generali per ottenere una maggiore semplificazione operativa e garantire il mantenimento del ruolo strategico dell’agente nelle future politiche distributive.
Nel rinnovare la fiducia a Danilo Battaglia e alla nuova Giunta Esecutiva, il Congresso ha confermato loro il compito di presidiare i temi della redditività delle agenzie, dell’innovazione tecnologica, della formazione professionale e della partecipazione associativa con particolare coinvolgimento delle nuove generazioni per affrontare con unità e determinazione le sfide del futuro, nella consapevolezza che l’evoluzione della professione debba sempre accompagnarsi alla tutela della propria identità e dei valori che da sempre contraddistinguono gli agenti professionisti Cattolica.
Insieme scegliamo il nostro futuro: decisioni consapevoli per un domani migliore!
Elena Belloni

www.snachannel.itA Roma il 55° Congresso Nazionale Gapc: "Insieme per scegliere il futuro"https://www.snachannel.it/inde...
04/06/2026

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A Roma il 55° Congresso Nazionale Gapc: "Insieme per scegliere il futuro"
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ROMA - La Capitale ha ospitato il 55° Congresso Nazionale del Gapc, Gruppo Agenti Professionisti Cattolica, un appuntamento particolarmente significativo non solo perché elettivo, ma perché arrivato in un momento di profonda trasformazione per la rete e per l'intero mercato assicurativo.
Il titolo scelto per il congresso, "Insieme scegliamo il nostro futuro. Decisioni consapevoli per un domani migliore", ha rappresentato il filo conduttore di due giornate intense di confronto, durante le quali si sono alternati contributi istituzionali, approfondimenti tecnici e riflessioni strategiche sul ruolo dell'agente nel nuovo contesto assicurativo.
Nella sua relazione, il Presidente uscente Danilo Battaglia ha ripercorso il lavoro svolto dalla Giunta uscente negli ultimi tre anni, segnati dal completamento del percorso di integrazione all'interno di Generali Italia. Un passaggio che la rete ex Cattolica ha vissuto affrontando cambiamenti profondi: nuovi prodotti, nuovi sistemi informatici, nuovi processi operativi e una diversa organizzazione commerciale.
"Abbiamo saputo reagire con resilienza e determinazione - ha ricordato Battaglia, evidenziando come "il Gruppo abbia mantenuto una rappresentanza autorevole, difendendo la sostenibilità economica delle agenzie, l'autonomia imprenditoriale e la centralità dell'agente nel rapporto con il cliente".
Particolarmente significativa anche la presenza della Direzione Generale di Generali Italia, rappresentata dal General Manager Massimo Monacelli e dal Chief Marketing & Distribution Officer Marco Oddone. Nel loro intervento è stato sottolineato come Generali Italia rappresenti oggi la prima compagnia del mercato assicurativo italiano e come tale risultato sia stato raggiunto anche grazie al contributo della rete proveniente da Cattolica Assicurazioni. È stato inoltre ribadito l'obiettivo di mantenere questa posizione di leadership, confermando la volontà del Gruppo di continuare a svolgere un ruolo non solo economico, ma anche sociale nel Paese, accompagnando famiglie e imprese come partner di vita nei momenti più importanti. Un messaggio particolarmente apprezzato dalla platea è stato quello relativo al superamento definitivo della fase di integrazione: per Generali Italia, l'integrazione della rete Cattolica appartiene ormai al passato. Un'affermazione che segna simbolicamente la chiusura di un percorso complesso e l'avvio di una nuova stagione.
La seconda giornata congressuale ha offerto importanti spunti di riflessione sulle sfide che attendono la professione.
Ludovico Marazzi, docente presso il Dipartimento di Scienze dell'economia e della gestione aziendale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha catturato l'attenzione dei partecipanti affrontando uno dei temi più attuali per il settore: l'intelligenza artificiale applicata alle assicurazioni. Il suo intervento ha evidenziato opportunità e rischi delle nuove tecnologie, richiamando la necessità di governare il cambiamento senza smarrire il valore della relazione umana che continua a rappresentare il principale elemento distintivo dell'intermediazione professionale.
Di grande interesse anche l'intervento di Andrea Dalla Villa Responsabile Sinistri presso Cgpa Europe, che ha approfondito il tema del nuovo Arbitro Assicurativo e le possibili implicazioni per l'attività degli intermediari, in un contesto normativo sempre più articolato e orientato alla tutela del consumatore.
A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, con un intervento che ha richiamato l'attenzione della platea sulla necessità di affrontare il futuro con una mentalità imprenditoriale sempre più evoluta. Demozzi ha posto l'accento sull'organizzazione delle agenzie, sull'indipendenza professionale, sulla capacità di creare valore consulenziale e sulla centralità della relazione fiduciaria con il cliente, elementi destinati a diventare ancora più importanti in un mercato caratterizzato da digitalizzazione, intelligenza artificiale e crescente competizione distributiva.
Le stesse tematiche trovano piena sintonia nella mozione congressuale approvata dall'assemblea, che richiama la necessità di difendere la sostenibilità economica delle imprese agenziali, l'autonomia imprenditoriale, il corretto rapporto consulenziale con il cliente e il ruolo centrale dell'agente nelle future strategie distributive.
Al termine dei lavori il Congresso ha riconfermato all'unanimità Danilo Battaglia alla Presidenza del Gapc e presentato la nuova squadra che guiderà il Gruppo nel prossimo triennio. Un risultato che rappresenta la conferma del lavoro svolto e, nel contempo, la volontà degli associati di proseguire lungo un percorso fondato su rappresentanza, autonomia professionale, innovazione e valorizzazione della figura dell'agente.
Il messaggio che emerge dal 55° Congresso è chiaro: le compagnie cambiano, i mercati evolvono e le tecnologie accelerano, ma il futuro dell'intermediazione assicurativa continuerà a dipendere dalla capacità degli agenti di coniugare competenza, consulenza, organizzazione imprenditoriale e vicinanza al cliente.
È questa la sfida che il Gapc ha scelto di raccogliere. Insieme.
Davide Omezzolli

www.snachannel.itLo Sna Puglia in vetrina al Salone Mediterraneo dell’Impresahttps://www.snachannel.it/index.php/all-cat...
02/06/2026

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Lo Sna Puglia in vetrina al Salone Mediterraneo dell’Impresa
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TARANTO - Nelle giornate del 26-27-28 maggio scorso, promossa da Confcommercio Taranto, si è tenuta la prima edizione del Salone Mediterraneo dell’Impresa che ha visto il capoluogo ionico punto d’incontro tra istituzioni nazionali, aziende, professionisti, università e mondo della formazione. Sna Puglia, grazie all’illuminata idea del coordinatore regionale Vito Gagliardi e al sostegno dei rappresentanti delle sei sezioni Provinciali pugliesi del Sindacato, ha voluto essere presente con un desk, a riprova della vicinanza degli agenti di assicurazione Sna al segmento imprese in questa importante fase economica del Paese.
L’obiettivo è stato quello di sviluppare un incontro costruttivo e propositivo sul futuro del Sud, ragionando insieme, su temi importanti come la transizione climatica, energetica e digitale e sulle nuove opportunità di sviluppo che vive il
Mezzogiorno e che impattano sul tessuto economico e sociale del territorio.
Particolarmente densa di iniziative è stata la giornata del 27 maggio che ha visto la partecipazione del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi e della troupe di "Assicuramente". Gli agenti di assicurazione Sna - come ha avuto modo di sottolineare il Presidente Demozzi nel corso di un’assemblea aperta agli operatori e ai giovani aspiranti agenti - "sono un anello indispensabile della filiera economica del Paese, in quanto accompagnano le scelte di tutela, copertura e sviluppo sostenibile di famiglie ed imprese".
Per l’occasione, la prima in assoluto da quando ha preso il via l’interessante progetto televisivo Sna, coordinato da Roberta Marcello e guidato da Renata Cantamessa, "Assicuramente" ha lasciato gli studi televisivi di Roma e dalla suggestiva terrazza con vista “mar piccolo”, nella storica sede del circolo ufficiali della Marina Militare di Taranto, ha incontrato gli addetti ai lavori, le istituzioni, i giovani, i clienti, con talk, interviste, e simpatici siparietti.
Da non perdere, dunque, la food-intervista di Renata Cantamessa al Presidente Demozzi e al coordinatore Gagliardi, in onda nel corso di una prossima atipica e divertente puntata di "Assicuramente".
Salvatore Tramacere

www.snachannel.itCCNL: Decreto Primo Maggio e contratti a rischio. Il punto del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi...
02/06/2026

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CCNL: Decreto Primo Maggio e contratti a rischio. Il punto del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi
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MILANO - Con il cosiddetto “Decreto Primo Maggio” (D.L. 62/2026), il Governo cerca di mettere ordine nel variegato
mondo dei Contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), il cui numero e molteplicità ha ormai superato ogni previsione. La nascita di sigle sindacali minori, scarsamente rappresentative, che firmano CCNL, ha inoltre reso ancora più difficile identificare, per ciascuna categoria interessata, il contratto leader, cioè il Contratto collettivo di riferimento anche ai fini contributivi (accertamenti Inps).
Nel settore assicurativo agenziale, ad esempio, il CCNL maggiormente applicato è quello Sna/Fesica-Confsal/Confsalfisals, firmato da Sna, l’Associazione datoriale di gran lunga maggiormente rappresentativa delle agenzie assicurative in Italia, tra le più importanti in Europa. Anche la sigla datoriale minoritaria Anapa ha firmato un proprio CCNL con sigle sindacali altrettanto minoritarie, in quanto scarsamente presenti tra i lavoratori dipendenti agenziali (Fisac-Cgil, Uilca, First-Cisl, Fna); queste ultime hanno altresì contemporaneamente sottoscritto un altro CCNL per il medesimo settore, con una controparte datoriale quantomeno anomala, trattandosi di un Gruppo aziendale agenti, che è Anagina (Associazione Agenti Ina, recentemente rinominata in Associazione Agenti Imprenditori Servizi Assicurativi).
Analogo fenomeno di moltiplicazione dei Contratti applicabili ad uno stesso segmento produttivo, si è verificato nel tempo, in larga parte dei settori economici ed è questo ad avere indotto il Governo ad intervenire con un tentativo di riordino. Certo la materia è complessa ed include aspetti di politica sindacale e del lavoro la cui portata rischia di oltrepassare i limiti naturali di un provvedimento d’urgenza, quale è un Decreto Legge.
Con il Decreto Primo Maggio, si cerca di introdurre una serie di parametri per la valutazione dei Contratti di riferimento di settore, ai quali dovrebbero attenersi i Datori di lavoro per poter accedere ai contributi pubblici. Con ciò, ci si augura di ridurre il numero dei CCNL applicati ed applicabili i cui trattamenti appaiano in pejus rispetto a quelli del Contratto di riferimento. Ma qui cominciano i problemi.
A parte la libertà sindacale sancita in Costituzione, che non permette al Governo di porre limiti all’attività di rappresentanza svolta da sigle associative minori, il concetto centrale intorno al quale sembra concepito il Decreto non è più il salario minimo legale orario, ma il TEC – Trattamento Economico Complessivo, individuato come parametro del cosiddetto “salario giusto”. Il TEC rappresenta l'insieme di tutte le componenti economiche riconosciute al lavoratore dal contratto collettivo applicabile. Non coincide quindi con il solo minimo tabellare (TEM – Trattamento Economico Minimo), ma comprende anche ulteriori voci retributive e di welfare.
Tra gli elementi normalmente ricompresi nel TEC rientrano: paga base o minimo tabellare (TEM), tredicesima e quattordicesima, scatti di anzianità, indennità contrattuali (turno, cassa, reperibilità, ecc.), premi e altri elementi economici previsti dal CCNL, contributi a previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa, altri istituti di welfare contrattuale. L'art. 7 del Decreto afferma, tra l’altro, che la contrattazione collettiva delle Organizzazioni comparativamente più rappresentative (quale è Sna, nel settore assicurativo agenziale) costituisce lo strumento per determinare un trattamento economico complessivo adeguato ai sensi dell'art. 36 della Costituzione. In altre parole, il Legislatore ha scelto di assumere come riferimento il valore economico complessivo del contratto collettivo “leader” del settore, anziché fissare una soglia unica di salario minimo per tutti.
Proprio la definizione del TEC è oggi oggetto di dibattito politico ed accademico. Secondo i sostenitori della riforma, il TEC consente di valutare il reale valore economico di un contratto considerando tutte le prestazioni e le tutele riconosciute al lavoratore. I critici osservano invece che il TEC è una nozione molto più complessa e meno immediatamente confrontabile rispetto al TEM, perché richiede di valutare una pluralità di voci economiche e di welfare a volte difficilmente confrontabili, con il rischio di aumentare il contenzioso e di rendere più difficile individuare una soglia retributiva minima certa. In sintesi, nel caso di coesistenza di più Contratti applicabili ad un medesimo rapporto di lavoro, la vera questione interpretativa che probabilmente arriverà davanti ai Tribunali sarà stabilire quali componenti possano essere effettivamente valorizzate nel calcolo del TEC e con quali criteri di comparazione tra i diversi CCNL.
Visto il comportamento non sempre lineare di talune
sigle sindacali e la disponibilità, dimostrata in passato, delle grandi Organizzazioni dei lavoratori a siglare Contratti pirata (cioè con controparti assai poco rappresentative o numericamente quasi inesistenti), è prevedibile la nascita di un contenzioso diffuso ed una rincorsa ad una maggiore complessità contrattuale che rischierà di rendere ancora più difficile l’analisi comparativa del TEC dei Contratti coesistenti.
Il Sindacato nazionale agenti (Sna) segue con la massima attenzione l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in questo ambito e continua a garantire completa assistenza a quegli agenti che dovessero trovarsi coinvolti in vertenze attinenti l’applicazione del CCNL leader del settore (CCNL Sna/Fesica-Confsal/Confsalfisals). La Segreteria Sna e la Vicepresidente vicario Elena Dragoni tengono costantemente monitorato l’iter parlamentare del Decreto ed intrattengono i legali, consulenti del Sindacato, pronti ad intervenire ove necessario. Dobbiamo tuttavia tenere presente che Sna è la rappresentanza datoriale largamente maggioritaria del settore assicurativo agenziale, come noto e che Confsal è una delle Oo.Ss. comparativamente maggiormente rappresentative a livello nazionale, come più volte riconosciuto formalmente dal Ministero del Lavoro e dal Cnel, ed acclarato anche in sede giudiziaria. Con queste premesse, il nostro Contratto continua a rappresentare il CCNL di riferimento per le agenzie assicurative e di questo dovranno essere adeguatamente informati gli studi di consulenza paghe, i consulenti del lavoro, affinché non subiscano diverse indicazioni -spesso strumentali e interessate- o forme di pressione che li possano indurre in errore.
Claudio Demozzi

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Milan

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