04/06/2026
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Il paradosso del mercato assicurativo tra iper-regolamentazione e "facilizzazione" mediatica
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ROMA - Il comparto assicurativo sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un dualismo strutturale stridente. Da un lato, assistiamo a un incremento esponenziale della complessità normativa e burocratica. Gli obblighi di compliance e la stratificazione delle tutele imposte dagli organi di vigilanza hanno aumentato a dismisura la responsabilità civile e professionale in capo all'intermediario. Oggi, il rischio di omissioni involontarie o presunte nella fase precontrattuale espone il professionista a severe sanzioni disciplinari e a contenziosi paralizzanti, capaci di compromettere la stabilità stessa delle agenzie. In questo scenario, la percezione della nostra categoria è legata a un carico di responsabilità civile in costante crescita. Siamo consapevoli che il contratto assicurativo non è un mero adempimento formale, ma uno strumento giuridico ed economico di straordinaria rilevanza, dove l'interpretazione di una clausola di esclusione o di una delimitazione del rischio può determinare la salvaguardia o il dissesto del patrimonio dell'assicurato.
A fronte di questa crescente complessità tecnica e normativa, si rileva tuttavia un crescente e preoccupante gap asimmetrico nella percezione del consumatore finale, alimentato da una massiccia comunicazione massmediatica di stampo diametralmente opposto. Il mercato è pervaso da messaggi pubblicitari che perseguono una logica di "facilizzazione" commerciale, concetto ben distante da una legittima e trasparente semplificazione. Questo approccio, focalizzato quasi esclusivamente sulla velocità di sottoscrizione in autonomia in pochi click e sulla compressione esasperata del premio tariffario, produce un effetto distorsivo letale.
La conseguenza diretta di tale narrazione è il progressivo abbassamento o, se vogliamo, banalizzazione del valore del contratto assicurativo, percepito, sempre di più, dal cliente come una un semplice onere burocratico cartaceo che può essere risolto facilmente senza prestare troppa attenzione ai contenuti. Banalizzare le dinamiche contrattuali e i tecnicismi che regolano il trasferimento del rischio (le condizioni di polizza) induce il consumatore a sottovalutare l'importanza di una consulenza qualificata e di un'adeguata personalizzazione delle coperture, esponendolo al rischio di gravi ed inconsapevoli scoperture patrimoniali determinate dal fleggare o meno su una determinata garanzia o sulla comprensione di franchigie e/o scoperti di polizza.
Per garantire la stabilità del sistema e la reale tutela del mercato, si rende quanto mai necessario un intervento regolatorio da parte delle autorità competenti (quali l'Ivass). È auspicabile che le istituzioni pongano un freno a strategie di marketing aggressive e potenzialmente fuorvianti, promuovendo invece campagne di educazione assicurativa volte a valorizzare la complessità tecnica del contratto e la centralità della figura dell’intermediario professionista, in grado di governare il rischio e garantire la corretta copertura al privato cittadino.
Francesco Baroni
Presidente della sezione Provinciale Sna di Roma