28/01/2026
Riprendo quello che risulta essere un argomento molto discusso di questi tempi: produzione reale o produzione AI?
Il producer storicamente legato al successo delle proprie produzioni curate con grande maestria e professionalità in ogni dettaglio ed il producer che sceglie una soluzione "artificiale", conscio del fatto che l'utilizzatore finale, noterà sicuramente la differenza, giustificando però la scelta a beneficio dell'investimento più contenuto e dei ridotti tempi di produzione.
Personalmente, il mio storico passato legato alla creatività, a volte con risultati definiti "geniali", mi porta ad una scelta tradizionale. La complessità della comunicazione, che diventa in un attimo semplice ed affascinante, grazie ad una combinazione di immagini e voci che interpretano un "copione" degno del successo dei capolavori del cinema in bianco e nero, dove un Totò della situazione, riesce solo con sguardi e recitazione, a catturare attenzione,ilarità e consensi del grande pubblico. Voglio dire che l'AI permette di costruire in un attimo "situation" strepitose e paradisiache, ma allo stesso tempo assolutamente surreali. E' il fenomeno del momento certo, ma sappiamo tutti che i "fenomeni" sono legati ad un periodo ben definito. Poi, quando saremo tutti stanchi di vedere auto che volano, balene che nuotano in cielo, fiori e piante rampicanti che divorano il cemento delle città, avremo voglia di tornare alla realtà, soprattutto alla semplicità delle cose vere. Il mio desiderio più grande è quello di passare il "testimone" alle nuove generazioni disposte a fare anche un passo indietro, consapevoli che la tecnologia aiuta ma la passione, la professionalità, l'intuizione ed a volte la genialità non potranno mai essere "artificiali".