Area Di Servizio

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Area di Servizio è un periodico fondato nel 1999 che si rivolge al mondo del car wash del detailing e della distribuzione dei carburanti, tradizionali e alternativi. Area di Servizio è un periodico fondato nel 1999 che si rivolge al mondo del car wash e della distribuzione petrolifera con l’obiettivo dichiarato di offrire contenuti validi, professionali e soprattutto utili a tutti gli operatori di

questi settori. La rivista, attraverso reportage ed interviste ai principali attori dei settori in cui opera, offre una visione a 360° delle attività correlata al piazzale sviluppando, su ogni edizione, tematiche volte a sostenere la crescita professionale dei gestori.

⛽ LA “BENZINA DEL SINDACO”: PREZZI PIÙ BASSI, MA IL CONFRONTO CON I GESTORI VA FATTO CON CAUTELAA Valle Castellana, picc...
27/08/2026

⛽ LA “BENZINA DEL SINDACO”: PREZZI PIÙ BASSI, MA IL CONFRONTO CON I GESTORI VA FATTO CON CAUTELA
A Valle Castellana, piccolo Comune abruzzese nel Parco Nazionale del Gran Sasso, l’amministrazione gestisce direttamente l’unica stazione di servizio del territorio, mantenendo i prezzi del carburante particolarmente contenuti: circa 1,75 euro/litro per la benzina e 1,89 per il gasolio.
L’iniziativa nasce nel 2022, quando la chiusura dell’unico distributore avrebbe costretto gli abitanti delle numerose frazioni della zona a percorrere oltre 20 chilometri per fare rifornimento. Per garantire un servizio considerato essenziale, il Comune ha quindi deciso di intervenire direttamente.
Il meccanismo è semplice: il carburante viene acquistato dai grossisti e rivenduto coprendo sostanzialmente i costi della struttura, senza perseguire un margine commerciale.
Ed è proprio qui che occorre fare una distinzione.
L’esperienza di Valle Castellana rappresenta certamente una soluzione interessante per garantire un servizio in un territorio montano a rischio di spopolamento. Ma una gestione comunale non può essere paragonata tout court a quella di un normale impianto privato.
I gestori delle stazioni di servizio devono sostenere costi di personale, energia, manutenzione, sicurezza, adempimenti e gestione dell’attività, lavorando spesso con margini sul carburante estremamente ridotti.
La “benzina del sindaco”, dunque, può essere una risposta efficace a una situazione territoriale eccezionale. Ma attenzione a trasformarla nella dimostrazione che, eliminando il margine del gestore, il carburante possa costare poco ovunque.
Perché dietro ogni distributore c’è un’impresa. E perché prezzo alla p***a e guadagno del benzinaio sono due cose molto diverse.

😄 FACCIAMOCI UNA RISATA… anche se sul caro carburanti c’è poco da scherzareA Rocchetta Sant’Antonio, nel Foggiano, qualc...
12/08/2026

😄 FACCIAMOCI UNA RISATA… anche se sul caro carburanti c’è poco da scherzare
A Rocchetta Sant’Antonio, nel Foggiano, qualcuno ha trovato una soluzione decisamente originale per lasciare l’auto a casa. Altro che elettrico, ibrido o colonnine: qui la mobilità alternativa ha quattro zampe, una criniera e va a fieno. 🐴
Il protagonista è Massimiliano Accetturo, 56 anni, giardiniere, che per andare al bar, alle poste o fare qualche commissione ha riscoperto un mezzo di trasporto d’altri tempi: la sua cavalla Maja.
Il motivo? Il peso crescente del carburante sul bilancio quotidiano.
⛽ All’unico distributore del paese il diesel self service è indicato a 2,399 euro al litro e la benzina a 2,299 euro.�🐴 Il “carburante” di Maja? Secondo Massimiliano, circa 1 euro al giorno.
E così arriva la battuta che ha conquistato il web: «Speriamo non mettano le accise anche sulla biada!» 😂
La scena di Maja “parcheggiata” davanti alle poste o al bar fa sorridere, ma dietro l’ironia c’è un tema molto serio.
Nei piccoli centri l’auto non è un lusso, ma spesso una necessità per raggiungere medico, farmacia, supermercato, banca o il paese vicino. E il costo della mobilità pesa sempre di più sulle famiglie.
Una storia curiosa che racconta, con un sorriso, un problema reale.
Intanto Massimiliano il piano B l’ha trovato: Maja. 🐴�E se aumenta anche la biada? C’è sempre il piano C: la bicicletta. 🚲
Purché a nessuno vengano strane idee sulle accise ai pedali… 😉

⛽ BENZINA E DIESEL, A GROSSETO NASCE IL “TOUR DEL CARBURANTE”C’è chi in vacanza programma il tour delle spiagge e chi, v...
10/08/2026

⛽ BENZINA E DIESEL, A GROSSETO NASCE IL “TOUR DEL CARBURANTE”
C’è chi in vacanza programma il tour delle spiagge e chi, visti i prezzi alla p***a, potrebbe aggiungere una nuova tappa all’itinerario: il pieno a Grosseto.
Il capoluogo maremmano si sta infatti distinguendo per prezzi dei carburanti decisamente più convenienti rispetto a molte altre località: benzina self a 1,878 euro al litro e gasolio a 1,939 euro negli impianti più economici.
Una piccola “oasi” per gli automobilisti, soprattutto in un periodo in cui trovare la verde sotto 1,90 euro e il diesel sotto i 2 euro è diventato tutt’altro che scontato.
🚗 Ma perché proprio Grosseto?
Una possibile spiegazione sta nella forte concorrenza tra gli impianti. Da anni il riferimento sono due distributori annessi ai supermercati di un noto marchio della grande distribuzione, che propongono le tariffe più basse. Una politica di prezzo che finisce per influenzare anche gli altri operatori.
Il risultato? In città ci sono numerose stazioni di servizio dove il diesel resta abbondantemente sotto i 2 euro e altrettante dove la benzina costa meno di 1,90.
E il risparmio si sente: 10 centesimi in meno al litro significano 5 euro su un pieno da 50 litri. Una cifra che, moltiplicata per i rifornimenti di un mese o per i chilometri delle vacanze estive, comincia a pesare.
🌊 Basta però uscire da Grosseto perché il “miracolo” finisca. Nelle località turistiche della Maremma, da Castiglione della Pescaia a Follonica, Orbetello, Monte Argentario e Capalbio, i prezzi tornano sui livelli medi della Toscana.
E così, tra mare, borghi e buona cucina, per qualche automobilista potrebbe nascere davvero un nuovo itinerario: il tour alla ricerca del pieno più conveniente.

⛽ CARBURANTI, CONTROLLI A TAPPETO: 4.800 INTERVENTI IN CINQUE MESILa Guardia di Finanza rafforza i controlli lungo la fi...
10/08/2026

⛽ CARBURANTI, CONTROLLI A TAPPETO: 4.800 INTERVENTI IN CINQUE MESI
La Guardia di Finanza rafforza i controlli lungo la filiera dei carburanti. Tra marzo e luglio 2026 sono stati conclusi circa 4.800 interventi, con 20 mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati e 265 persone denunciate.
Sul fronte delle frodi e dell’evasione delle accise, le Fiamme Gialle hanno effettuato 1.371 interventi, accertando consumi in frode per oltre 6,5 milioni di kg.
Nel mirino i cosiddetti “designer fuels”, prodotti petroliferi classificati fraudolentemente con denominazioni diverse per aggirare gli obblighi fiscali, ma anche depositi clandestini, distributori abusivi e utilizzi illeciti di carburanti agevolati.
🔎 Controlli anche sulle stazioni di servizio
Nello stesso periodo sono stati eseguiti 3.428 controlli negli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. Tra le irregolarità, la mancata esposizione dei prezzi e le difformità tra quelli comunicati e quelli effettivamente praticati alla p***a.
📍 A Orta Nova distributore clandestino
Tra le operazioni segnalate, quella del Gruppo di Foggia a Orta Nova (FG), dove nei pressi di un supermercato è stata scoperta un’area utilizzata illegalmente per vendere carburante, priva di autorizzazioni e misure di sicurezza.
Secondo quanto accertato, veniva ceduto gasolio agricolo agevolato a 1,50 euro al litro a soggetti che non ne avevano diritto. Sequestrati circa 1.400 litri di carburante, oltre alle attrezzature per la distribuzione. Due persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria e un automobilista sorpreso a rifornirsi è stato sanzionato.
Un’attività di vigilanza che punta anche a tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza di chi opera fuori dalle regole.

🇺🇸 USA, 5.000 posti di lavoro persi nelle stazioni di servizioIl mercato del lavoro americano rallenta. E tra i settori ...
10/08/2026

🇺🇸 USA, 5.000 posti di lavoro persi nelle stazioni di servizio
Il mercato del lavoro americano rallenta. E tra i settori che a luglio hanno registrato un calo dell’occupazione ci sono anche stazioni di servizio e rivenditori di carburanti, che hanno perso circa 5.000 addetti.
Un numero che merita attenzione, considerando che il comparto impiega negli Stati Uniti poco più di un milione di persone e che arriva in una fase particolarmente delicata per il mercato dei carburanti.
⛽ Il prezzo medio della benzina normale ha infatti superato i 4 dollari al gallone, mentre il diesel ha oltrepassato quota 5,34 dollari. Rincari legati alle tensioni internazionali e a una minore capacità mondiale di raffinazione.
Ma il caro carburante può davvero spiegare la perdita di posti di lavoro?
Il collegamento è possibile, ma non dimostrato. E c’è un aspetto particolarmente interessante per chi lavora nel settore: quando aumenta il prezzo alla p***a, non significa necessariamente che aumentino i guadagni dei gestori.
Una parte importante del rincaro viene infatti assorbita a monte della filiera, mentre le stazioni di servizio operano con margini contenuti sui carburanti. Negli USA, inoltre, una quota rilevante della redditività arriva dai convenience store e dai servizi collegati alla stazione.
E qui scatta un possibile effetto domino: carburanti più cari possono significare meno consumi, minore disponibilità economica per gli automobilisti e anche meno acquisti nei negozi delle stazioni di servizio.
I 5.000 posti persi non bastano quindi per parlare di crisi del settore. Ma rappresentano un segnale da osservare con attenzione.
Perché ancora una volta emerge una realtà che i gestori conoscono bene: il prezzo esposto sul totem può salire, senza che a salire siano necessariamente i margini di chi sta dietro alla p***a.

⛽ CARBURANTI A SINGHIOZZO, L’ALLARME DEI GESTORI: «SIAMO ALLO STREMO»Non c’è solo il caro carburante. A mettere in diffi...
07/08/2026

⛽ CARBURANTI A SINGHIOZZO, L’ALLARME DEI GESTORI: «SIAMO ALLO STREMO»
Non c’è solo il caro carburante. A mettere in difficoltà le stazioni di servizio ci sono anche ritardi nelle consegne, rifornimenti parziali e rotture di stock.
L’allarme arriva dal Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo, aderente a Figisc, e riguarda circa 50 punti vendita nella Bergamasca.
🚛 Da settimane – e nei casi più critici da mesi – alcuni gestori segnalano approvvigionamenti in ritardo o quantitativi inferiori a quelli ordinati. Le conseguenze sono pesanti: mancate vendite, difficoltà nel garantire il servizio e rischio di perdere clienti, in un settore già caratterizzato da margini molto ridotti.
💬 «Da mesi i gestori a marchio Eni del territorio convivono con un’incertezza quotidiana che rende difficile persino programmare l’attività», denuncia Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo e consigliere Figisc.
Il problema non riguarda soltanto Bergamo: Figisc, Faib e Fegica hanno segnalato a livello nazionale rotture di stock prolungate e ripetute.
📣 I gestori chiedono a Enilive una comunicazione più puntuale su consegne, ritardi e indisponibilità dei prodotti e propongono criteri di compensazione per le gestioni penalizzate.
🔵 Enilive, dal canto suo, precisa che le eventuali indisponibilità in alcune stazioni di servizio sono temporanee e legate al periodo di maggiore mobilità e alla forte domanda sulla rete.
Per chi sta sul piazzale, però, il problema resta molto concreto: senza carburante da erogare, non ci sono vendite.

⛽ “GASOLIO SPORCO”: NON SI PUÒ METTERE SOTTO ACCUSA UN’INTERA CATEGORIALe segnalazioni di carburante contaminato e i cas...
07/08/2026

⛽ “GASOLIO SPORCO”: NON SI PUÒ METTERE SOTTO ACCUSA UN’INTERA CATEGORIA
Le segnalazioni di carburante contaminato e i casi di automobilisti alle prese con danni ai propri veicoli stanno facendo discutere. Ma pochi episodi non possono trasformarsi in un processo mediatico contro migliaia di gestori che ogni giorno lavorano con professionalità e correttezza.
A intervenire è Confcommercio Grosseto, che chiede rigore nell’accertamento di eventuali responsabilità, ma anche rispetto per un settore che svolge un servizio essenziale per la mobilità.
📍 I numeri aiutano a dare la giusta dimensione al fenomeno: in Italia operano oltre 22.000 impianti di distribuzione carburanti, mentre nella sola provincia di Grosseto se ne contano circa 150.
Una rete che garantisce ogni giorno milioni di rifornimenti e che, in molti casi, assicura un servizio continuativo 24 ore su 24, fondamentale per cittadini, imprese e trasporto delle merci.
💬 «Eventuali irregolarità vanno accertate con rigore, ma l’onestà di migliaia di imprenditori non si mette in discussione», sottolinea Gabriella Orlando, direttrice di Confcommercio Grosseto.
L’associazione ricorda inoltre che, quando vengono accertate responsabilità, esistono procedure e coperture assicurative che consentono il risarcimento degli automobilisti danneggiati.
Il punto, dunque, non è minimizzare le irregolarità: chi sbaglia deve risponderne. Ma è altrettanto importante evitare generalizzazioni che rischiano di danneggiare l’immagine di un’intera categoria.
⛽ Dietro ogni piazzale ci sono imprenditori e lavoratori che garantiscono quotidianamente un servizio indispensabile, spesso in condizioni operative difficili.
Controllare e sanzionare le irregolarità è necessario. Trasformare pochi casi in una condanna generalizzata del settore, no.

⛽ CARBURANTI “ANNACQUATI”: IRREGOLARITÀ IN UN DISTRIBUTORE SU CINQUEOltre 10 tonnellate di carburante  irregolare seques...
07/08/2026

⛽ CARBURANTI “ANNACQUATI”: IRREGOLARITÀ IN UN DISTRIBUTORE SU CINQUE
Oltre 10 tonnellate di carburante irregolare sequestrate, sanzioni per circa 20.000 euro e il 20% degli impianti controllati risultato non in regola.
È il bilancio dei controlli condotti dalla Guardia di Finanza in alcune stazioni di servizio di Roma e provincia, nell’ambito delle verifiche sul fenomeno dei carburanti impuri e adulterati.
🔎 I controlli hanno riguardato non soltanto la qualità di benzina e gasolio, ma anche la corretta esposizione dei prezzi e la corrispondenza tra carburante erogato e prodotto effettivamente movimentato.
A preoccupare è soprattutto la crescita del fenomeno.
Secondo i dati riferiti dalla Guardia di Finanza, nel solo 2026 nel Lazio sono già state sequestrate oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un incremento superiore al 350% rispetto al 2025.
🧪 Anche le analisi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrebbero evidenziato diverse anomalie: in alcuni campioni di gasolio sarebbero state individuate sostanze utilizzate per aumentarne il volume, mentre nella benzina è stata riscontrata, in alcuni casi, la presenza di acqua.
Secondo il Laboratorio di Roma dell’ADM, mediamente viene individuato un campione adulterato ogni 10-15 analizzati.
🚗 Le conseguenze possono essere pesanti anche per gli automobilisti: carburanti non conformi possono provocare malfunzionamenti e danni al motore, con riparazioni potenzialmente molto costose.
E dalle officine arriva un altro campanello d’allarme: diversi meccanici segnalano un forte aumento dei veicoli danneggiati da carburanti impuri, con una frequenza di casi che alcuni professionisti del settore definiscono senza precedenti.
Un fenomeno che chiama in causa non solo la tutela dei consumatori, ma anche quella dei tanti gestori che operano correttamente e rischiano di subire gli effetti di una concorrenza sleale.

⛽ PADOVA, SEQUESTRATI 33.000 LITRI DI BENZINA DI CONTRABBANDODoveva essere solvente diretto in Grecia. Secondo gli accer...
07/08/2026

⛽ PADOVA, SEQUESTRATI 33.000 LITRI DI BENZINA DI CONTRABBANDO
Doveva essere solvente diretto in Grecia. Secondo gli accertamenti, invece, nell’autoarticolato viaggiavano 33.000 litri di benzina.
La Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato il carburante e il mezzo utilizzato per il trasporto, denunciando il conducente per contrabbando di prodotti petroliferi.
🚛 L’autoarticolato, proveniente dalla Polonia ed entrato in Italia dal valico di Tarvisio, è stato fermato durante un controllo effettuato con il supporto della Polizia Stradale di Padova e Venezia.
A insospettire i finanzieri sono stati i documenti di accompagnamento, il certificato di analisi e l’itinerario anomalo seguito dal mezzo.
Le successive verifiche hanno fatto emergere che il prodotto dichiarato come solvente presentava le caratteristiche della benzina, circostanza poi confermata dalle analisi del Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia-Marghera.
💶 Oltre 15.000 euro l’accisa che sarebbe stata evasa sul carico.
Il conducente rischia una pena fino a 5 anni di reclusione, oltre a una multa compresa tra 31.000 e 156.000 euro.
L’operazione riporta l’attenzione su un fenomeno che non danneggia soltanto le entrate dello Stato: il traffico illecito di carburanti può creare pesanti distorsioni della concorrenza, penalizzando gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole.
⚖️ Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

⛽ CARO-BENZINA, CONTROLLI A VARESE: 16 MILA EURO DI SANZIONIPrezzi esposti diversi da quelli realmente praticati, mancat...
07/08/2026

⛽ CARO-BENZINA, CONTROLLI A VARESE: 16 MILA EURO DI SANZIONI
Prezzi esposti diversi da quelli realmente praticati, mancate comunicazioni, irregolarità fiscali e persino il sospetto di acquisto e vendita “in nero” di carburante.
La Guardia di Finanza ha controllato 12 impianti di distribuzione nei comuni di Varese, Busto Arsizio, Barasso, Ternate, Gallarate e Vergiate. Il risultato? In 6 distributori su 12 sono state riscontrate irregolarità.
🔎 Le verifiche hanno riguardato quantità e qualità dei carburanti erogati, trasparenza dei prezzi e rispetto degli obblighi fiscali.
Tra le violazioni contestate figurano:�👉 mancata comunicazione dei prezzi esposti al Ministero;�👉 differenze tra prezzo indicato e prezzo effettivamente applicato;�👉 mancata memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi;�👉 irregolarità nei registri di carico e scarico;�👉 eccedenze e deficienze di gasolio oltre le soglie consentite in due impianti, elemento che secondo gli investigatori potrebbe indicare compravendite non dichiarate.
Le verifiche hanno inoltre portato alla contestazione di oltre 2.200 euro di IVA, 3.500 euro di ricavi non dichiarati e 1.200 euro di accise non versate.
💶 Il conto finale delle sanzioni amministrative è di circa 16 mila euro.
Un’operazione che riporta al centro un tema particolarmente delicato proprio nel periodo delle grandi partenze: trasparenza dei prezzi e correttezza nella vendita dei carburanti.

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