31/07/2026
Netflix ha inserito da poco uno dei film più discussi del 2024: Anora di Sean Baker. E il problema è che per me questo è un film insopportabile.
La storia segue una giovane s*x worker che finisce per vivere una relazione con il figlio di un potente oligarca russo. Ed è proprio da questo rapporto che Sean Baker costruisce un racconto in cui l’amore è prostituito, venduto, mercificato, fino a perdere di ogni significato.
Dal punto di vista cinematografico c’è poco da dire: ci sono trovate davvero notevoli, una regia che si sente e una messa in scena che conferma ancora una volta quanto Sean Baker sia un regista capace.
Il problema, almeno per me, è un altro. Anora costruisce una narrazione che vuole sembrare originale, quasi un racconto atipico di un amore difficile da definire, ma troppo spesso finisce per essere semplicemente difficile da seguire. Ci sono scene volutamente urticanti, dialoghi che sembrano trascinarsi e personaggi che, anziché coinvolgermi, mi hanno tenuto costantemente a distanza. È un film che racconta la superficialità, eccessi e persino quanto possa essere problematico essere immensamente ricchi.
Eppure c’è una contraddizione che non si può ignorare. Proprio quel fastidio costante che ho provato potrebbe essere il vero obiettivo del film. Forse Baker vuole metterci a disagio, vuole impedirci di romanticizzare questa storia e costringerci a vivere quel mondo senza filtri. In questo senso Mikey Madison è semplicemente straordinaria: riesce a sostenere un personaggio complesso rendendolo molto personale.
Per questo la mia rimane una recensione profondamente contrastante. Continuo a trovare Anora un film insopportabile da guardare, ma allo stesso tempo riconosco che è proprio questa sua capacità di infastidire, di mettere continuamente lo spettatore a disagio, a renderlo diverso da tanti altri. Non condivido la numerosa incetta di Premi Oscar che ha ottenuto, ma capisco perfettamente perché sia diventato uno dei film più discussi degli ultimi anni.
Lo trovate su Netflix.
-Daniel