Ingiustizie Svelate

Ingiustizie Svelate Perché cercare la verità significa anche non condannare prima di una sentenza.

Questa pagina nasce per sostenere la presunzione di innocenza di Andrea Sempio e per dare voce ai principi di giustizia, ai diritti fondamentali e alla dignità di ogni persona.

A a tutti quelli del “il 28 settembre ne vedremo delle belle”: tranquilli, abbiamo capito. Il 28 settembre arriverà, far...
28/08/2026

A a tutti quelli del “il 28 settembre ne vedremo delle belle”: tranquilli, abbiamo capito. Il 28 settembre arriverà, farà le sue 24 ore e se ne andrà come tutti gli altri. Voi nel frattempo fate pace col cervello e cambiate solfa, altrimenti resterete molto delusi 😂

27/08/2026

L’onesto e bravo Piero Colaprico che, finalmente, riesce a parlare senza essere continuamente interrotto da De Rensis.

E sapete perché? Perché in studio c’era ancora Gianluigi Nuzzi e, dopo il suo intervento, si era creata un’atmosfera di totale annichilimento.

27/08/2026

Le facce di De Rensis, mentre ascolta un
grandissimo Nuzzi, valgono tutta la puntata.

A venerdì sera, immenso Gianluigi Nuzzi.

10 giugno 2026 “Chi ha parlato di mostruosità nel computer di Alberto Stasi non ha mai visto le immagini che abbiamo vis...
27/08/2026

10 giugno 2026

“Chi ha parlato di mostruosità nel computer di Alberto Stasi non ha mai visto le immagini che abbiamo visto noi.”

“Chi oggi difende il contenuto degli hard disk di Sempio, lo fa in malafede, perché il contenuto di quegli hard disk è spaventoso. Da potenziale killer.”

Milo Infante

Chi sostiene che Andrea Sempio abbia ricevuto dalla Procura di Pavia un trattamento particolarmente morbido e garantista...
27/08/2026

Chi sostiene che Andrea Sempio abbia ricevuto dalla Procura di Pavia un trattamento particolarmente morbido e garantista dovrebbe confrontare due scene.

Sempio, 6 maggio 2026.
�È indagato, ma resta un uomo non condannato e presunto innocente. Si avvale della facoltà di non rispondere, esercitando un suo preciso diritto. Eppure rimane in Procura per quasi quattro ore, con circa tre ore dedicate all’esposizione dell’impianto accusatorio: gli vengono illustrate contestazioni pesantissime e una ricostruzione che arriva a parlare di aggressione “cieca e sproporzionata” e di “annientamento furioso” di Chiara.
Ora confrontiamolo con Alberto Stasi.

Stasi viene sentito nel maggio 2025 dal procuratore Fabio Napoleone come persona informata sui fatti. È doveroso precisarlo: lo status processuale è diverso, quindi sarebbe scorretto sostenere che i due incontri dovessero svolgersi nello stesso modo.

𝐌𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐬𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐬𝐢𝐚𝐬𝐢: 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐏𝐨𝐠𝐠𝐢.

E cosa mostrano gli estratti del suo colloquio con Napoleone?
Un confronto dai toni estremamente distesi. Si parla, si ricorda, si ragiona. Si discute dell’Estathé, del Fruttolo, delle colazioni di Chiara, dello scontrino di Sempio, dell’impronta 33. Stasi può spiegare le proprie impressioni e commentare gli elementi della nuova indagine.
Il problema non è che Stasi sia stato trattato correttamente. Ci mancherebbe.
Il problema è pretendere, contemporaneamente, di raccontarci che sarebbe stato Sempio quello trattato “con i guanti bianchi”.

Perché il contrasto è evidente:
da una parte un uomo mai condannato per questo delitto, che esercita il diritto al silenzio e rimane comunque per ore ad ascoltare una dettagliatissima e durissima ricostruzione accusatoria;
dall’altra l’uomo definitivamente condannato per quello stesso omicidio, ricevuto nell’ambito della nuova indagine in un colloquio dai toni che, appaiono decisamente più distesi, per non dire grotteschi.

E trovo ancora più discutibile sostenere che Sempio avrebbe dovuto “collaborare” anziché affrontare uno “scontro scientifico” con la Procura.
Difendersi È un diritto.
Avvalersi della facoltà di non rispondere È un diritto.

Quindi sì, chiamiamo le cose con il loro nome:
quasi quattro ore in Procura, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, con circa tre ore di esposizione di accuse devastanti, non sono esattamente la mia idea di “guanti bianchi”.

Il condannato diventa testimone, l’indagato ascolta per ore la propria accusa.

Era davvero necessario procedere in questo modo dopo che l’indagato Andrea Sempio aveva dichiarato di non voler rispondere?
Ed era indispensabile trattare un femminicida, per la legge italiana, come una star di Hollywood?



Tra la prima deposizione delle 16:00 e quella delle 23:45 trascorrono quasi otto ore: un intervallo nel quale Alberto St...
26/08/2026

Tra la prima deposizione delle 16:00 e quella delle 23:45 trascorrono quasi otto ore: un intervallo nel quale Alberto Stasi ha avuto inevitabilmente il tempo di ripensare più volte a ciò che aveva raccontato e, nell’ipotesi di una ricostruzione difensiva, a come renderlo più preciso e credibile. Il dato interessante è che nella seconda versione non aumentano semplicemente i dettagli: aumentano soprattutto quelli che riguardano i suoi movimenti all’interno della casa e il possibile contatto con la scena del crimine. La seconda deposizione sembra quasi costruire una mappa dei propri movimenti e dei possibili contatti con il sangue.

Emblematico è il racconto della porta della cantina. Alle 16 Stasi si limita sostanzialmente a dire di averla aperta; poche ore dopo descrive minuziosamente il tentativo con il pomello, la mano appoggiata nella fessura e il movimento necessario per aprire le ante. Una precisione che, letta in chiave investigativa, potrebbe anche servire a spiegare preventivamente perché eventuali sue impronte o tracce si trovassero proprio lì.

Lo stesso salto di precisione riguarda la scoperta del corpo. Nella prima versione Chiara viene semplicemente descritta riversa sulle scale; nella seconda compaiono particolari molto più analitici: la posizione del corpo, l’inclinazione del capo, quale parte del volto fosse visibile, gli indumenti e persino il colore della pelle.

Per esempio, immaginate questa cronologia:

16:00: «Sono entrato, ho visto sangue, sono andato nella saletta, bagno, box, cantina.»

→ nel frattempo vengono esaminati pavimento, impronte, scarpe, porte ecc.

23:45: «Camminavo sul centrodestra»; «non percepivo nulla sotto le scarpe»; descrizione esatta di come tocca la porta; «non escludo di avere calpestato sangue».

𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐮𝐥𝐩𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢.

Seguono il primo e il secondo verbale del 13/08/2007 e poi ditemi se può avere fatto tutto in soli 6 minuti:

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐬𝐢 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟔:𝟎𝟎

«Questa mattina intorno alle 9.45 ho fatto uno squillo, come nostra consuetudine, al cellulare di Chiara.Non ho ricevuto risposta, ma non mi sono preoccupato più di tanto. Dopo un’ora le ho fatto un altro squillo e anche in questa occasione non ho ricevuto risposta. Dalle 11.15 sino alle 12.30 ho tentato più volte di chiamarla sia con il cellulare che con il telefono di casa. Le telefonate erano dirette sia al cellulare sia alla sua utenza domestica. Non ho mai ricevuto risposta. L’ho chiamata altre volte dal fisso e dal cellulare, inutilmente. Anche dopo pranzo, verso le 13.30 ho cercato di chiamarla su entrambe le utenze, non ottenendo risposta.”

«Dopo di ciò sono uscito di casa con la mia Volkswagen Golf sono andato a casa di Chiara. Ho suonato il campanello ma non ho ottenuto risposta. Peraltro vedevo la finestra della cucina aperta e il dispositivo dell’antifurto spento, in quanto se acceso ha un led di colore rosso acceso. Ho provato a vedere se Chiara fosse in giardino a prendere il sole o se ci fosse la sua auto. Quindi ho provato a chiamarla a voce, gridando con voce molto alta. Non ottenendo risposta ho provato a chiamare Chiara sia sul cellulare che sul telefono di casa. Sentivo che entrambi gli apparati telefonici squillavano all’interno dell’abitazione. A questo punto, preoccupato, scavalcavo il muro di cinta dell’abitazione e sono entrato nel giardino. Mi sono affacciato dall’esterno del giardino alla finestra della cucina, chiamando Chiara, Chiara. Non ho ottenuto risposta. Provavo a verificare se la porta di ingresso fosse aperta. Siccome Chiara ha due gatti, capita che durante il giorno la porta rimanga aperta per far uscire i gatti in giardino. La porta si apriva e non notavo nessun segno di effrazione. Sono entrato in casa e ho visto la Tv accesa nella salettina dove ci eravamo appartati la sera prima. Quindi ho pensato che potesse essere lì. Poi entrando, vicino alla porta della cucina ho visto del sangue e un utensile, forse un porta-vaso per terra. Sono corso nella saletta e non ho visto Chiara. Ho guardato nel bagno ed era vuoto. Ho guardato vicino alla porta che conduce ai box non notando nulla. Tornando indietro dalla saletta, verso la porta d’entrata, si passa vicino alla porta che conduce in cantina. L’ho aperta e ho visto del sangue per terra. Ho fatto uno o due gradini e ho visto Chiara riversa sulle scale con il volto rivolto verso terra.»

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐛𝐚𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟑:𝟒𝟓

«…mi portavo davanti alla porta di ingresso e notavo che la stessa era chiusa ma non a chiave. Aprivo la porta azionando semplicemente la maniglia esterna. Dopo un paio di passi notavo in fondo, nella salettina di fronte alla porta d’ingresso, la televisione accesa, il volume era basso. Ho guardato per terra e ho notato delle macchie di sangue: spaventato, mi sono portato nella saletta mantenendomi sul centrodestra del corridoio. Ancora nessuna traccia di Chiara. Allora ho aperto la porta socchiusa del bagno, che risultava vuoto. Dopodiché ho aperto la porta che conduce al box: ho provato ancora a chiamarla, inutilmente.»

«Ho richiuso la porta e mi sono spostato sempre sul corridoio. La porta a soffietto che conduce in cantina era chiusa, per questo ho impugnato il pomello della porta ubicato alla destra dell’anta senza però riuscire ad aprirla. Nella parte centrale delle due ante c’era una fessura e ho appoggiato la mano spingendo verso l’interno. Alla fine sono riuscito ad aprire mediante sovrapposizione dell’anta destra a quella sinistra. Ho constatato a quel punto la presenza di sangue nell’angolo in basso a destra, sono sceso di un gradino e, chinandomi in avanti a sinistra, ho visto il corpo di Chiara che si trovava all’incirca nella parte finale della scala, che si presenta rettilinea, con la parte anteriore adagiata sugli scalini e con la testa verso il basso rispetto ai piedi. Indossava un pigiama rosa, composto da una maglietta a mezza manica e un pantaloncino molto corto. Aveva il volto rivolto verso il muro, il lato sinistro non visibile in quanto adagiato sul gradino. La parte destra era abbastanza visibile perché non era coperta da sangue, da indumenti o da capelli. La pelle aveva un colore nitido e chiaro.»

«Ho urlato e mi sono diretto alla porta d’ingresso con passo celere senza fare attenzione a dove ponevo i piedi. Preciso che nel tratto del corridoio antistante la porta che conduce alla cantina e al bagno non ho notato nulla sul pavimento, né tanto meno ho percepito qualcosa sotto le scarpe. Sono uscito velocemente dall’appartamento senza chiudere la porta d’ingresso. Mentre uscivo dall’appartamento, componevo dal cellulare il numero 118, ma anziché schiacciare il tasto di attivazione di chiamata ho premuto il tasto di rifiuto. Mentre riprovavo, sono salito in macchina e ho messo in moto. Quando l’operatrice del 118 mi ha risposto, ho detto che era necessaria un’ambulanza in via Pascoli. Durante la conversazione, sono arrivato presso la caserma dei carabinieri di Garlasco, dove ho raccontato quello che avevo visto. Subito dopo, facendo strada con la mia autovettura alla pattuglia dei carabinieri, sono ritornato sul posto, ma senza entrare in casa. Ho appreso del decesso di Chiara dal dialogo tra i carabinieri e i medici. Non ho chiesto a nessun medico se Chiara fosse deceduta né tanto meno la causa del decesso. Non ricordo, ma non lo escludo, di aver calpestato qualche macchia di sangue, anche perché ribadisco di essere uscito, così come nell’entrare, con un passo veloce, quasi correndo.»

25/08/2026

Adesso voglio proprio vedere, alla luce di tutto ciò che sta emergendo sull’“avvocato dei miei stivali”, anche in relazione all’esposto di Stefania Cappa su De Rensis, De Giuseppe e Marchetto, alle b***e che De Fuffis avrebbe raccontato (come emergerebbe dalla testimonianza di Tizzoni) e ai rapporti fin troppo “micio-micio, bau-bau” tra Napoleone, Stasi e l’“avvocato dei miei stivali”. A questo proposito, vi riporto uno stralcio della SIT, tra Estathé e pasticcini. Guardatevi il video:

Napoleone: «Se si tratta di COSTRUIRE UNA VERITÀ ALTERNATIVA è ovvio che sulla verità, L’ALTRA VERITÀ, ci dobbiamo lavorare ancora». (tradotto=se vogliamo arrivare a una ricostruzione dei fatti diversa da quella cristallizzata nella sentenza, dobbiamo inventarcene una diversa).

Stasi: «È correttissimo, è comprensibilissimo».

Napoleone: «Non l’ho voluto fare oggi perché ci conosciamo per la prima volta ed è un compito che mi sono AUTOASSUNTO».

Con quale coraggio, ora, il CSM e il Ministro della Giustizia, tramite l’Ispettorato generale, non chiederanno accertamenti e non apriranno un’inchiesta sull’operato della Procura? E di conseguenza sul gatto e la volpe Antonio De Rensis-De Giuseppe? E di conseguenza su Bocellari e Luigi Grimaldi? E di conseguenza su Moscova?

Chiedo anche a quei giornalisti liberi e coraggiosi di fare un’inchiesta, perché, a quanto pare, di acqua sporca ce n’è parecchia.

Vi lascio con la deposizione del 13 agosto 2007, delle ore 23:45, in cui Stasi descrisse così l’apertura:

«La porta a soffietto che conduce in cantina era chiusa, per questo ho impugnato il pomello della porta ubicato alla destra dell’anta senza però riuscire ad aprirla. Nella parte centrale delle due ante c’era una fessura e ho appoggiato la mano spingendo verso l’interno. Alla fine sono riuscito ad aprire mediante sovrapposizione dell’anta destra a quella sinistra.»

𝐏𝐄𝐑 𝐀𝐍𝐃𝐑𝐄𝐀 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐈𝐎 𝐒𝐈 𝐀𝐕𝐑𝐀̀ 𝐋𝐔𝐎𝐆𝐎 𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐄 𝐀𝐋𝐁𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐒𝐈 𝐋𝐀 𝐑𝐄𝐕𝐈𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐋𝐀 𝐕𝐄𝐃𝐑𝐀̀ 𝐂𝐎𝐍 𝐈𝐋 𝐁𝐈𝐍𝐎𝐂𝐎𝐋𝐎.

24/08/2026

“La prima cosa che non esca da questo ufficio, per motivi d’ufficio, vi indago tutti.”

Disse Napoleone.

Ma poi, con Andrea Sempio, sciolse i cavalli.

Zona Bianca.�Mattino 5.�Real Politik.�Dritto e Rovescio.�Ore 11.�Verità Nascoste.�Filo Rosso.�Ore 14 con Salvo Sottile, ...
24/08/2026

Zona Bianca.�Mattino 5.�Real Politik.�Dritto e Rovescio.�Ore 11.�Verità Nascoste.�Filo Rosso.�Ore 14 con Salvo Sottile, prima con FarWest�Lo Stato delle Cose.

Un elenco lunghissimo di trasmissioni, giornalisti e ospiti. Tutte dalla parte di un condannato per omicidio.

Eppure, in mezzo a questa posizione pressoché unanime spicca Quarto Grado: l’unica trasmissione davvero equilibrata e che sembra essersi posta seriamente il problema di capire cosa stia accadendo, e che non ha paura di dare spazio alle ragioni di Andrea Sempio.

E allora fatevi una domanda. Anzi, fatevene molte.

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜’𝐞̀ 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨? 𝐌𝐚 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨.

Perché mi rifiuto di credere che una convergenza così compatta sia casuale.

Ho fatto una ricerca, e ad oggi un fatto del genere non è mai successo sul pianeta Terra. Solo in Italia 🇮🇹

Trasmissioni, giornalisti, ospiti: tutti schierati nella stessa direzione, a sostegno della revisione dell’omicida Alberto Stasi.

Troppa unanimità per non chiedersi: perché?

E non venitemi a raccontare che tutti credono all’innocenza del bocconiano.


23/08/2026

Per la revisione, il riferimento centrale è l’art. 630, comma 1, lett. c), c.p.p.: devono emergere “nuove prove” che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrino che il condannato deve essere prosciolto.

E quali sarebbero queste NUOVE prove?

1. La nuova consulenza medico-legale Cattaneo?
Quando il range medico-legale indicato resta 7:00–12:30, che comprende la finestra temporale utilizzata contro Stasi.
10:30–12:00 sarebbe una restrizione interpretativa del range, non un nuovo limite temporale certo imposto dalla medicina legale.

2. DNA sui margini ungueali?
Allo stato, parlare delle tracce aplotipiche come se identificassero già Sempio è uguale a credere che gli asini volano: si tratta infatti di un aplotipo misto e degradato, che, come evidenziato nella BPA (perizia ufficiale della procura) non è comparabile in termini individualizzanti e non consente quindi un’attribuzione certa a Sempio.

3. L’impronta 33 e i nuovi accertamenti antropometrici/dattiloscopici?
Attualmente, l’impronta è però attribuita a Sempio solo ed esclusivamente dai consulenti della difesa Stasi e dalla Procura.
E soccomberà definitivamente durante il processo di revisione.

4. Eventuali risultati complessivi della nuova indagine su Sempio?
Se l’indagine producesse prove nuove, indipendenti e convergenti che collocano un altro soggetto sulla scena come autore dell’omicidio, queste potrebbero essere valutate insieme alle nuove risultanze medico-legali ai fini dell’art. 630.
Ma questo non succederà mai, a meno che Napoleone & Co. si inventino e producano prove false su Sempio.

Volete capirlo o no che i giochi si chiudono qui? Che solo un miracolo potrebbe garantire a Stasi la revisione? Che solo in un mondo al contrario, dove i giudici non sono giudici ma circensi, si potrebbe arrivare a concedergli una revisione?

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Milan

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