30/09/2026
Open City Group, Valparaiso School.
Ho avuto il privilegio di poter conoscere dal vivo e realizzare come Editor associata la prima monografia su questo collettivo di quattro generazioni di architetti, poeti, scultori, pittori e designers, che assieme hanno creato e dato vita ad un luogo interdisciplinare, dove praticare la vita, l'insegnamento e la ricerca.
Nel 1952 un gruppo di giovani e brillanti docenti dell'Università Cattolica del Cile, si trasferisce da Santiago a Vina del Mar, nei pressi di Valparaiso, per insegnare presso la Scuola di Architettura fondata alcuni decenni prima. Oltre all'attività docente, ai progetti ed ai concorsi, uno dei maggiori veicoli di diffusione delle teorie del gruppo furono "gli atti poetici" pubblici, sottolineando la ferma convinzione di una visione poetica della cultura e della vita.
Lo splendore della povertà è un loro vanto, povertà di materiali nei loro edifici, dimore temporanee e assenza di proprietà privata, forma di vita austera, accettazione della condizione effimera dell'essere, della fragilità e il passare del tempo, lo spogliarsi di ciò che non è essenziale e che rimanda a un "ritorno al non sapere". Costruivano in scala 1:1 e vivevano nelle loro maquette, sperimentando una forma di umanesimo cristiano di condivisione. Tra i loro riferimenti La Bauhaus, Le Corbusier, Torres-Garcia, e numerosi poeti, nonché fondanti Heidegger e Holderlin.
Questa opera viene chiamata "Agora e Vestale", realizzata in omaggio a Henri Tronquoy, poeta del gruppo che morì in un incidente aereo nei Caraibi. Questa passerella in legno che porta al niente, è un'immagine poetica di grande impatto, e viene denominata "un lugar para hablar" (un luogo per parlare).
(Fotografia tratta dal libro "Open City Group. Valparaiso School", Birkhauser Publisher, 2003. Pubblicato contemporaneamente in più lingue da Tanais Arquitectura, McGill-Queen's University Press, Logos Art, Contrapunto Chile.)