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LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — BONUS: D'AVALOS (1 DI 3)Vista quanto vi è piaciuta questa rubrica, ho deciso di regalarti...
23/09/2026

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — BONUS: D'AVALOS (1 DI 3)
Vista quanto vi è piaciuta questa rubrica, ho deciso di regalarti altre 3 puntate bonus. Si parte con una famiglia che ha legato il proprio nome a Ischia, a una delle battaglie più celebri del Cinquecento, e a un capolavoro che oggi puoi ammirare a Capodimonte.

I d'Avalos sono una famiglia di origine sp****la, arrivata nel Regno di Napoli nel 1442 al seguito di Alfonso I d'Aragona. Ottennero il governo perpetuo del Castello Aragonese d'Ischia, che ancora oggi domina l'isola e porta i segni della loro presenza.

Il membro più celebre fu Ferrante Francesco d'Avalos, marchese di Pescara, condottiero al servizio dell'imperatore Carlo V. Fu tra i protagonisti della Battaglia di Pavia del 1525, dove le truppe imperiali sconfissero l'esercito francese, catturando lo stesso re Francesco I. Ferrante rimase ferito in battaglia e morì poco dopo. Sua moglie era Vittoria Colonna, una delle più importanti poetesse del Rinascimento italiano, che dopo la sua morte scrisse versi celebri dedicati al marito perduto, diventando lei stessa una figura centrale della cultura del tempo.

L'eredità più concreta arrivò secoli dopo, nel 1862, quando Alfonso d'Avalos donò l'intera collezione d'arte di famiglia alla Pinacoteca Nazionale di Napoli. Tra i pezzi più preziosi, gli arazzi fiamminghi che raccontano proprio la Battaglia di Pavia, un tempo donati all'imperatore Carlo V. Oggi quella collezione fa parte del patrimonio del Museo di Capodimonte, e puoi ancora visitare Palazzo d'Avalos del Vasto in via dei Mille, a Chiaia.

Fammi sapere nei commenti se conoscevi questa storia, e ti aspetto con le prossime due puntate bonus.

*Follower discendenti dei Nobili*Dopo il grande successo della serie sulle Antiche Famiglie Nobili di Napoli, che mi ave...
22/09/2026

*Follower discendenti dei Nobili*
Dopo il grande successo della serie sulle Antiche Famiglie Nobili di Napoli, che mi avete seguito con tanto affetto (Grazie ancora ❤️), ora tocca a te.

Discendi da una famiglia nobile napoletana? Qual è la tua casata?

Se potessi tornare a quei tempi, partendo dal cognome che porti, cosa faresti diverso da quello che hanno fatto i tuoi avi? Cosa invece rifaresti uguale?

Raccontamelo nei commenti, sono curioso di scoprire quante casate si nascondono tra voi che mi leggete.

Chi invece non è discendente di Nobili, può scrivere a quale Famiglia Nobile vorrebbe appartenere.😍

22/09/2026

I Brancaccio donarono a Napoli oltre 10.000 libri rari, contribuendo alla nascita della prima biblioteca pubblica della città.

Una delle famiglie nobili più importanti di Napoli, i Brancaccio, ha lasciato alla città un patrimonio culturale immenso.

Ma c'è un particolare che racconta molto della loro storia: il loro stesso stemma.

Quattro branche di leone dorate, simbolo di una famiglia che per secoli ebbe un ruolo importante nella storia della città.

Oggi quei libri raccontano ancora una parte della Napoli che spesso attraversiamo senza conoscere.

Perché dietro un palazzo, uno stemma o una biblioteca, a Napoli, c'è quasi sempre una storia che merita di essere scoperta.

Sapevi che i Brancaccio lasciarono alla città una biblioteca di circa 20.000 libri e contribuì alla nascita della prima biblioteca pubblica di Napoli?

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 7: SERRA DI CASSANO (ULTIMA PUNTATA)Chiudiamo questa serie con la storia più dolo...
22/09/2026

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 7: SERRA DI CASSANO (ULTIMA PUNTATA)
Chiudiamo questa serie con la storia più dolorosa di tutte: quella di una famiglia che ha sbarrato per sempre la porta di casa propria, in segno di lutto e di disprezzo verso un intero regno.

I Serra, duchi di Cassano, erano una delle famiglie più in vista di Napoli, proprietari di un palazzo imponente sulla collina di Pizzofalcone, progettato da Ferdinando Sanfelice, con un ingresso monumentale che guardava dritto verso la Reggia. Il duca Luigi Serra di Cassano, pur restando formalmente fedele alla corona, teneva nel salotto di casa incontri con nobili e intellettuali insoddisfatti del Regno, convinti che solo la rivoluzione potesse offrire un futuro diverso al Sud Italia.

Quando nel gennaio 1799 nacque la Repubblica Napoletana, il duca rifiutò un seggio nella nuova amministrazione, lasciandolo al figlio maggiore Giuseppe. Ma fu il figlio più giovane, Gennaro, appena ventiseienne, a diventare uno dei protagonisti di quel sogno repubblicano, arrivando persino al grado di comandante della Guardia Nazionale.

La Repubblica durò appena cinque mesi. Con il ritorno dei Borbone, Giuseppe riuscì a fuggire, ma Gennaro fu arrestato e condannato a morte. Il 20 agosto 1799, a ventisette anni, salì sul patibolo in Piazza Mercato.

Le cronache dell'epoca riportano le sue ultime parole, rivolte a un frate poco prima della lama: "Ho sempre lottato per il loro bene e ora li vedo festeggiare la mia morte".

Appena saputo dell'esecuzione, il duca Luigi ordinò di murare per sempre il portone principale del palazzo, quello rivolto verso la Reggia. Da quel giorno restò chiuso per due secoli, fino al 1999, quando in occasione del bicentenario della Repubblica Napoletana fu riaperto per una sola cerimonia solenne, alla presenza di intellettuali da tutto il mondo. Subito dopo, per rispetto a quel gesto di dolore, fu richiuso di nuovo.

Oggi il palazzo ospita l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, e quel portone sbarrato resta ancora lì, sulla collina di Pizzofalcone, come monito silenzioso.

Con questa puntata si chiude la serie "Le Famiglie Nobili di Napoli" In questa serie abbiamo dato uno sguardo più da vicino alle 7 famiglie più potenti, anche se le famiglie nobili di Napoli sono almeno 100.

Grazie per averla seguita fino a qui: dimmi quale storia, tra le sette raccontate, ti ha colpito di più.

🎭 **ULTIMI POSTI DISPONIBILI!**Dal 9 al 15 gennaio 2027, Siani arriva al Teatro Diana con il suo nuovo spettacolo “Viva ...
21/09/2026

🎭 **ULTIMI POSTI DISPONIBILI!**
Dal 9 al 15 gennaio 2027, Siani arriva al Teatro Diana con il suo nuovo spettacolo “Viva Voce”.

Dopo il Sold Out delle date di dicembre 2026, restano ancora gli ultimi posti disponibili per iniziare il 2027 con una serata all'insegna della comicità e delle risate.

📅 Ultime date dal 9 → 15 gennaio 2027
📍 Teatro Diana, Napoli

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LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 6:  I BRANCACCIOC'è una famiglia napoletana che ha lasciato alla città due doni c...
21/09/2026

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 6: I BRANCACCIO
C'è una famiglia napoletana che ha lasciato alla città due doni completamente diversi, a distanza di due secoli: un capolavoro di uno dei più grandi scultori della storia, e la prima biblioteca aperta a tutti.

I Brancaccio sono un'antica casata napoletana, presente fin dal Medioevo tra le famiglie nobili della città. Il primo grande dono arriva nel Quattrocento, grazie al cardinale Rinaldo Brancaccio, morto nel 1427: fondò la chiesa e l'ospedale di Sant'Angelo a Nilo, e per il proprio monumento funebre scelse nientemeno che Donatello, il grande scultore fiorentino, il cui esecutore testamentario fu addirittura Cosimo de' Medici. Quel sepolcro esiste ancora oggi, dentro la chiesa che porta il nome della famiglia.

Il secondo dono arriva due secoli dopo, ed è ancora più prezioso per la vita quotidiana della città. Il cardinale Francesco Maria Brancaccio, morto a Roma nel 1675, possedeva una biblioteca personale di circa 20.000 volumi. Nel testamento stabilì che, alla sua morte, quella collezione dovesse diventare una biblioteca pubblica a Napoli, aperta a chiunque volesse leggere, non solo ai nobili o al clero.

Furono il nipote, il cardinale Stefano Brancaccio, e il fratello Giovanni Battista a portare avanti la sua volontà: l'edificio fu costruito tra il 1686 e il 1691, proprio accanto alla chiesa di Sant'Angelo a Nilo, e la Biblioteca Brancacciana aprì ufficialmente al pubblico il 26 giugno 1691. Fu la prima biblioteca pubblica della storia di Napoli.

Oggi quel patrimonio librario, cresciuto nei secoli fino a decine di migliaia di volumi, fa parte della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Tu conoscevi questa doppia eredità della famiglia Brancaccio, l'arte di Donatello e la prima biblioteca pubblica della città?

20/09/2026

Le Famiglie Nobili di Napoli, una serie che vi sta appassionando, e non vi nascondo che anche io sto scoprendo sempre più particolari sulla nostra città.

Gaetano Filangieri ha fatto camminare un palazzo: scopriamolo in questo avvincente video.

Tu lo sapevi questo particolare?

I libri che lasciano il segno.Un libro scritto nel 1948 da George Orwell. E vi invito a guardare bene quella data.Si dic...
20/09/2026

I libri che lasciano il segno.
Un libro scritto nel 1948 da George Orwell. E vi invito a guardare bene quella data.

Si dice che 1984 sia un libro sempre attuale. Io aggiungerei che, oggi, nel 2026, lo è forse ancora di più.

Leggerlo oggi significa chiedersi dove siamo, chi siamo e soprattutto dove stiamo andando.

È una storia in cui quello che consideriamo ormai normale, la benzina a 2,30 euro al litro, le guerre, la politica, le notizie che ci bombardano ogni giorno e tutto quel sistema che ogni mattina ci fa alzare dal letto e pensare semplicemente: “inizia una nuova giornata”, assume un significato diverso.

Una di quelle verità che, in fondo, conosciamo tutti, ma che finché non le vediamo scritte nero su bianco sembrano quasi non esistere.

Leggere 1984 oggi significa accorgersi di quello che stiamo vivendo, indifferentemente, come nel titolo di una nota canzone napoletana.

E forse sarebbe arrivato il momento di iniziare ad accorgerci davvero di quello che sta succedendo.

Amici di Vado a Napoli, di tanto in tanto uso questa pagina anche per esprimere un pensiero e provare a entrare in empatia con voi.

Questo libro non lo avevo mai letto. Stranamente, ho iniziato a farlo proprio nel momento giusto.

E mi sta dando alcune certezze.

Tra queste, una soprattutto: stiamo dormendo mentre, fuori, qualcuno ci sta preparando un amaro risveglio.

Se volete leggerlo, il prezzo è di quelli da non perdere. 👇

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 5: FILANGIERIC'è un palazzo del Quattrocento a Napoli che un giorno si è letteral...
20/09/2026

LE FAMIGLIE NOBILI DI NAPOLI — PUNTATA 5: FILANGIERI
C'è un palazzo del Quattrocento a Napoli che un giorno si è letteralmente spostato di venti metri, pur di non essere abbattuto. E dentro, oggi, custodisce la memoria di una famiglia che ha influenzato il pensiero politico americano nel paese al momento della sua nascita.

I Filangieri sono una delle grandi casate del Regno di Napoli, ma il loro nome è legato soprattutto a un uomo solo: Gaetano Filangieri, giurista e filosofo nato nel 1752, autore de "La Scienza della Legislazione", un'opera che analizzava il legame tra leggi, politica ed economia con un'apertura al libero scambio rivoluzionaria per l'epoca. Il suo pensiero attraversò l'Europa e arrivò fino a Benjamin Franklin, che rimase così colpito dai primi due libri dell'opera da avviare con Filangieri una corrispondenza diretta durata anni: Franklin conservò quei volumi nella propria biblioteca personale, oggi custoditi all'American Philosophical Society di Philadelphia, con tanto di sottolineature autografe.

Filangieri morì giovanissimo, a soli 35 anni, nel 1788. Ma il suo nome sarebbe tornato protagonista un secolo dopo, grazie al nipote Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, che nel 1881 propose al Comune di Napoli di ospitare la propria collezione d'arte privata in quel che restava di Palazzo Como, splendido edificio rinascimentale del Quattrocento.

Per salvarlo dalla demolizione durante i lavori di Risanamento della città, l'intero palazzo fu smontato e spostato di circa venti metri, guadagnandosi così il soprannome che porta ancora oggi: "il palazzo che cammina". Il museo aprì l'8 novembre 1888, e ancora oggi puoi visitarlo lungo via Duomo.

Tu conoscevi questa storia, o sapevi solo che a Napoli esiste un "palazzo che cammina" senza saperne il motivo?

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19/09/2026

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Naples

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