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La Norvegia sta per fare la storia. La principessa Ingrid Alexandra, nata nel 2004, è seconda in linea di successione al...
07/06/2026

La Norvegia sta per fare la storia. La principessa Ingrid Alexandra, nata nel 2004, è seconda in linea di successione al trono norvegese e si prevede che diventerà la prima monarca donna del paese in oltre 600 anni.

L'ultima regina a regnare sulla Norvegia fu la regina Margherita, che governò Norvegia, Danimarca e Svezia alla fine del XIV secolo, nel 1390. Seguirono sei secoli di regni maschili.

Ciò che rende possibile il percorso di Ingrid verso il trono è una modifica costituzionale apportata dalla Norvegia nel 1990. Lo Storting (il Parlamento norvegese) ha modificato la legge in modo che il primogenito erediti la corona indipendentemente dal sesso. Suo padre, il principe ereditario Haakon, ha mantenuto il suo posto prima della sorella maggiore, la principessa Märtha Louise, perché la norma si applicava solo in futuro, non retroattivamente. Ingrid è nata sotto le nuove regole, quindi nessun fratello o sorella minore può superarla.

Sua madre, la principessa ereditaria Mette-Marit, ha un figlio maggiore di nome Marius Borg Høiby, nato prima del suo matrimonio con Haakon. Poiché Marius è nato fuori dalla linea di successione reale, non ha titoli, diritti di successione né incarichi ufficiali. Ingrid si colloca immediatamente dopo suo padre nella linea di successione.

Oggi Ingrid ha 21 anni, studia scienze sociali all'Università di Sydney e svolge già incarichi ufficiali per la Casa Reale norvegese.

Seicento anni di attesa. Un emendamento costituzionale. Una principessa.

Faith Central ha pubblicato questo: Questa è una storia che dovrebbe far fermare e pregare ogni credente. Più di 180 fam...
07/06/2026

Faith Central ha pubblicato questo: Questa è una storia che dovrebbe far fermare e pregare ogni credente. Più di 180 famiglie cristiane nel Chhattisgarh, in India, si vedono negare l'accesso all'acqua, al lavoro, al cibo e ai mezzi di sussistenza di base perché si rifiutano di rinnegare la loro fede in Gesù.

Secondo le notizie, le famiglie provengono da diversi villaggi del distretto di Kanker, dove molti dipendono dalle risorse idriche locali, dai prodotti della foresta e dal lavoro quotidiano per sopravvivere. Ma poiché sono cristiane, sarebbe stato loro impedito di utilizzare l'acqua potabile, di guadagnare e di procurarsi i beni di cui normalmente hanno bisogno per il cibo e il commercio.

Questa non è solo discriminazione. Questa è una pressione volta a spezzare la loro fede. Immaginate di sentirvi dire che i vostri figli potrebbero avere sete, la vostra famiglia potrebbe soffrire la fame e il vostro lavoro potrebbe esservi tolto se non rinnegate Cristo. Eppure questi credenti continuano a rimanere saldi nella fede in Gesù.

Pregate per queste famiglie. Pregate per l'acqua potabile, la protezione, il coraggio, il sostentamento, la giustizia e la forza di rimanere fedeli. Pregate che il Signore conforti ogni madre, padre, bambino e anziano colpito da questa persecuzione. E preghiamo affinché coloro che li perseguitano possano incontrare l'amore e la verità di Gesù Cristo.

Conte e Schlein non hanno alcun dubbio.. cosa ne pensate?👇🏻🤔
07/06/2026

Conte e Schlein non hanno alcun dubbio.. cosa ne pensate?👇🏻🤔

“L’hanno lasciata sola. E hanno lasciato soli anche noi.La società Europe Assistance ci ha tenuti per giorni in un’esten...
07/06/2026

“L’hanno lasciata sola. E hanno lasciato soli anche noi.
La società Europe Assistance ci ha tenuti per giorni in un’estenuante attesa di notizie. A ogni telefonata ricevevamo sempre la stessa risposta: “Vi richiamiamo tra dieci minuti”. Ma quelle chiamate non sono mai arrivate.

Siamo stati rimbalzati da un centralino all’altro, costretti ogni volta a raccontare da capo la stessa dolorosa vicenda. Anche le pressioni esercitate dal Consolato, fino a ieri pomeriggio, non hanno portato ad alcun risultato.

Per questo abbiamo deciso di agire da soli. Abbiamo prenotato autonomamente un posto per Sofia su un aereo cargo previsto per l’11 giugno. Tutte le spese saranno sostenute dalla nostra famiglia. Ci riserviamo inoltre di intraprendere azioni legali nei confronti dell’assicurazione.

Nel frattempo stiamo facendo il possibile per accelerare le pratiche e ottenere i documenti necessari al rientro. Speriamo di riuscire ad anticipare tutto al 9 giugno. Vogliamo riportare Sofia a casa e riabbracciarla il prima possibile.”

—Fiorella Barillà, zia di Sofia.

A volte gli eroi arrivano nei modi più inaspettati. Questa volta aveva quattro zampe ed era un cane randagio 🐶❤️La vicen...
07/06/2026

A volte gli eroi arrivano nei modi più inaspettati. Questa volta aveva quattro zampe ed era un cane randagio 🐶❤️

La vicenda è accaduta a Tripoli, dove un cane senza padrone avrebbe salvato la vita a una neonata abbandonata in un sacchetto della spazzatura lungo una strada.

Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni passanti hanno notato l’animale aggirarsi in modo agitato con un sacchetto stretto tra i denti, quasi come se stesse cercando di attirare l’attenzione delle persone intorno a lui.

Il comportamento insolito del cane ha spinto alcuni presenti ad avvicinarsi per capire cosa stesse succedendo.

All’interno del sacchetto è stata trovata una bambina di poche settimane ancora viva.

La piccola presentava diversi lividi rossastri sul viso e sul corpo ed è stata immediatamente trasportata in ospedale, dove i medici le hanno prestato le cure necessarie.

Fortunatamente, secondo le ultime informazioni diffuse, la neonata non sarebbe più in pericolo di vita.

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire quanto accaduto e identificare chi abbia abbandonato la bambina, che al momento non ha ancora un nome ufficiale.

La storia ha fatto rapidamente il giro del web, colpendo molte persone non solo per la crudeltà dell’abbandono, ma anche per il gesto del cane randagio, che con il suo comportamento avrebbe permesso di salvare la vita della piccola.

«Appena arrivi a casa ti stacco la testaUna figlia bella e disperata.Tutto è avvenuto a Nizza Monferrato, in provincia d...
07/06/2026

«Appena arrivi a casa ti stacco la testa
Una figlia bella e disperata.
Tutto è avvenuto a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. Quel giorno il padre di Makka Sulaev, la ragazza all’epoca 18enne aveva deciso di licenziarsi, non voleva più fare il lavapiatti e pretendeva che anche la moglie lasciasse il proprio lavoro in un ristorante. «Appena arrivi a casa ti stacco la testa», scrisse l’uomo alla donna che aveva osato rimproverarlo per essersi licenziato. Quella mattina lui le inviò una raffica di messaggi minatori che lei girò uno dopo l’altro alla figlia. Makka era terrorizzata, convinta che lui avrebbe ucciso la madre.

Così uscì di casa a comprare un coltello e lo nascose in camera sua.

È nel pomeriggio che in casa si scatena l’inferno. Quando Akhyad, il padre, 50 anni, rientra, aggredisce la moglie in cucina. Makka prova a mettersi in mezzo e lo colpisce con alcuni pugni alla schiena. Nella stanza accanto alla cucina ci sono i fratelli minori, con loro c’e una giovane maestra, Martina Bonini, che sta dando loro ripetizioni. Quando si sentono le prime urla, uno dei fratellini inizia a registrare quei momenti. «Perché?», gli chiede Martina. E lui risponde: «Papà picchia spesso la mamma».

Le urla sono sempre più intense e strazianti. Quando Martina si affaccia nel corridoio, Akhyad tiene madre e figlia per i capelli, le sta trascinando in camera per picchiarle. Martina prova a dirgli di smettere: «Non si picchiano le persone». Lui insiste.

La maestra corre a telefonare ai Carabinieri: «Sbrigatevi, le sta picchiando».

L'audio registrato dal fratello della 18enne restituisce le urla delle due donne e gli insulti in lingua cecena che l’uomo rivolge alla moglie. È nella camera di Makka che si consuma il delitto: l’uomo spinge la moglie in un angolo e l’aggredisce. Makka afferra il coltello che aveva nascosto nell’armadio e colpisce il padre e urla «Mamma scappa». Poco dopo la 18enne infliggerà al padre una seconda coltellate. Quando arrivano i Carabinieri è morto.

Makka ha sempre sostenuto di aver ucciso il genitore per difendere la madre. Le indagini e il processo di primo grado davanti alla Corte d’assise di Alessandria restituiranno il contesto violento in cui viveva la famiglia. L’avvocato Massimiliano Sfolcini a lungo ha insistito nella sua arringa sulla legittima difesa, invitando la Corte d’assise d’Appello di Torino ad ascoltare lo strazio e il terrore che emergono dall’audio del delitto. E insistendo sul fatto che Makka ha agito in un momento di pericolo reale, in un momento in cui non aveva alcuna altra scelta se non uccidere il padre. Da qui la richiesta di assoluzione o in subordine di eccesso colposo di legittima difesa.

Il verdetto è arrivato oggi dopo poco più di un’ora di camera di consiglio. La corte d’assise d’Appello di Torino ha assolto per legittima difesa Makka.

Diversa era stata la tesi sostenuta dalla Procura generale del Piemonte e della Valle d'Aosta che aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. «È un processo che nessuno vorrebbe fare - ha detto il Pg Massimo Baraldo -, ma i cittadini non possono farsi giustizia da sé. Bisogna ristabilire il primato della legge».

Giorgia Meloni rosica perché durante la festa in piazza del Quirinale per gli 80 anni della Repubblica Paola Cortellesi ...
07/06/2026

Giorgia Meloni rosica perché durante la festa in piazza del Quirinale per gli 80 anni della Repubblica Paola Cortellesi non la cita nel suo monologo in onore delle donne che hanno fatto grande l'Italia repubblicana. Badate bene: il testo è stato scritto e revisionato direttamente dal Quirinale. Giorgia se ne deve fare una ragione, nel nostro paese fortunatamente non è amata.

Il suo cuore si è spezzato per sempre.Da quando il suo amato Domenico non c’è più, Patrizia Mercolino vive un dolore che...
07/06/2026

Il suo cuore si è spezzato per sempre.
Da quando il suo amato Domenico non c’è più, Patrizia Mercolino vive un dolore che nessuna madre dovrebbe mai conoscere. Esistono ferite che il tempo non riesce a guarire, e quella lasciata dalla perdita di un figlio è una di queste.

Un figlio è un pezzo della propria anima, un amore che nasce prima ancora di vederlo e che dura per tutta la vita. Quando quel figlio viene portato via troppo presto, resta un silenzio assordante, un vuoto immenso che accompagna ogni giorno, ogni notte, ogni respiro.

Patrizia continua a vivere con i ricordi di Domenico stretti al petto: il suo sorriso, la sua voce, i suoi sogni, i momenti condivisi che oggi sono diventati tesori preziosi e dolorosi allo stesso tempo. Perché una madre non smette mai di amare suo figlio, nemmeno quando lui non è più accanto a lei.

Ci sono assenze che diventano eterne presenze nel cuore. E Domenico, per Patrizia, continuerà a vivere in ogni lacrima versata, in ogni pensiero silenzioso e in quell’amore infinito che nemmeno il destino più crudele potrà mai cancellare. 💔🥀

Dopo l'ufficiale arrivo di Andy Robertson questa settimana, anche Marcos Senesi ha completato le visite mediche e ha fir...
07/06/2026

Dopo l'ufficiale arrivo di Andy Robertson questa settimana, anche Marcos Senesi ha completato le visite mediche e ha firmato con gli Spurs ⚪️🔐

L'accordo è valido fino a 𝟐𝟎𝟑𝟎 — come previsto 🇦🇷🫱🏻‍🫲🏼

𝐑𝐚𝐭𝐞 𝐭𝐡𝐢𝐬 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐟𝐫𝐨𝐦 𝟏 𝐭𝐨 𝟏𝟎! ⭐️

Rossella si toglie la vita a 12 anni. La mamma non si dà pace e denuncia Meta.Si chiamava Rossella Ugues, aveva solo 12 ...
07/06/2026

Rossella si toglie la vita a 12 anni. La mamma non si dà pace e denuncia Meta.

Si chiamava Rossella Ugues, aveva solo 12 anni e viveva ad Asti. Nel febbraio 2024 si è tolta la vita dopo mesi passati a scorrere Instagram e TikTok. Sua madre, Irene Roggero, insieme al marito e ad altre famiglie, ha deciso di non restare in silenzio: ha intrapreso una causa civile contro Meta (Instagram e Facebook) e TikTok. È la prima azione di questo tipo in Italia.

Rossella era una bambina come tante, ma in sei mesi è scivolata in una spirale terribile. Dopo la tragedia, i genitori — entrambi informatici — hanno scoperto l’inferno nascosto nel suo telefono: l’algoritmo l’aveva spinta sempre più verso contenuti su depressione, autolesionismo, immagini gotiche, paesaggi cupi e messaggi di inutilità della vita. Da pensieri personali di disagio, era passata a cercare (e ricevere) sempre più materiale che alimentava quel dolore.

“Per noi è come una malattia fulminante”, ha detto Irene. I social hanno agito come una dr*ga, amplificando le fragilità di un’età delicatissima.

Insieme a una decina di altre famiglie, supportate dal Moige (Movimento Italiano Genitori) e dallo studio legale Ambrosio & Commodo di Torino, Irene Roggero ha presentato un’azione di inibitoria al Tribunale di Milano. L’obiettivo non è solo il risarcimento, ma soprattutto ottenere misure concrete: maggiori protezioni per i minori, verifiche reali dell’età, algoritmi meno aggressivi e responsabilità più chiare da parte delle piattaforme.

Meta ha risposto respingendo le accuse, sostenendo che gli account per teenager hanno protezioni predefinite. Ma per i genitori questo non basta: serve un cambiamento profondo.
Perché questa storia ci riguarda tutti

Rossella non è un caso isolato. I social, con i loro algoritmi progettati per massimizzare il tempo di utilizzo, possono diventare pericolosi trappole soprattutto per i più giovani. Questa causa apre un dibattito importante in Italia sul ruolo delle Big Tech nella tutela dell’infanzia.

La mamma di Rossella non cerca solo giustizia per sua figlia: lotta perché nessun altro bambino debba finire nella stessa spirale.
Riposa in pace, piccola Rossella.

E che la tua storia possa portare a cambiamenti reali, per proteggere tutti i ragazzi che navigano ancora oggi su queste piattaforme.

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