28/07/2026
Cosa rimane se ti portano via i figli?
Lei può vedere i suoi figli ogni due settimane.
E vive solo per quello.
Cristina Apetrei dal 7 luglio a Campomarino, in provincia di Campobasso, vive in auto dopo essere stata sfrattata. Un anno e mezzo fa il Tribunale per i minorenni di Campobasso ha ordinato che i suoi due figli, che ora hanno 12 e 15 anni, fossero allontanati da lei per entrare in una comunità.
Una decisione arrivata dopo l'intervento dei Servizi Sociali, allertati dalla scuola per i troppi giorni di assenza da parte dei minori. Al loro arrivo in casa le assistenti trovarono decine di animali e una condizione igienico-sanitaria precaria. Da lì una relazione per i giudici che decidono di allontanare i bambini da quella villetta in cui la donna viveva in affitto. In seguito i Servizi Sociali riferirono di maltrattamenti, che la donna ha sempre respinto anche di fronte ai giudici.
«Io non ho commesso reati, non consumo alcol né droga, tanto meno maltrattamenti», si difende. Solo da poco, dopo nove mesi di allontanamento forzato, il venerdì, le è stato concesso di vedere i figli ogni due settimane, con la speranza però di trovare di nuovo una casa e riabbracciare i propri bambini.
«Mi hanno buttato fuori, mi hanno detto che se non uscivo da sola mi avrebbero portato via con la camicia di forza - racconta -. Fino a gennaio ha pagato l'affitto dell'abitazione, a marzo lo sfratto esecutivo, forse perché ai vicini davano fastidio gli animali che lei accudiva nel suo giardino, ipotizza. «Ma ho sempre pagato tutto, anche le spese condominiali».
Nelle settimane scorse la donna ha protestato pacificamente davanti al Tribunale per i minorenni nel capoluogo molisano. A settembre è fissata un'udienza. La assiste l'avvocato Marisa Mascia. «Se trovo una casa prima di quell'udienza magari potrò riavere con me i miei figli», dice in lacrime, poi ricorda i giorni più difficili della sua vita, quelli della separazione dai figli: «Mi sono sentita persa, vuota, inutile. E' stato tutto straziante, non ci sono parole per spiegare quel sentimento».