Joseph Franzò

Joseph Franzò I play Tennis.
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Modica 26/10/77, Segretario PD di Pachino (SR), sposato, 1 figlio, Sales Manager Lefebvre Giuffrè Sicilia Sud Orientale, Archeologo, appassionato di cieli grigi, anglosassonità, montagna, politica, storia e serie TV, interista, nerd.

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14/06/2026

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Per anni mi sono sentito dire, con tanto qualunquismo, nella migliore delle ipotesi, con tanto criptofascismo, nella più...
14/06/2026

Per anni mi sono sentito dire, con tanto qualunquismo, nella migliore delle ipotesi, con tanto criptofascismo, nella più realistica, che "le ideologie sono morte, che e sono la stessa cosa e non esistono più".

E invece eccoci qui.

Ribellismo, antagonismo, estremismo, i fattori dominanti di questa fase, in cui si produce e si generano governi populisti e sovranisti incentrati sulla pre-potenza del leader e non più sull’equilibrio democratico dei poteri.

La potenza dell’ideologia, che sembrava sepolta sotto il crollo dell’ e del suo feticcio, il , ritorna col segno opposto a incendiare la , spargendo tra i continenti l’ultima suggestione: superare la , dichiararla decaduta, inaugurare una nuova epoca post-costituzionale in cui il potere è governo e il governo è comando. Tutto il resto può solo disciplinarsi in funzione gregaria, rispettando la nuova gerarchia.

Ma proprio il caso e il decollo della sua terza destra (4°?), dimostra che quel campo è stato colonizzato, ma non dominato, anzi è luogo di contesa. Come il peggior , i destri ora hanno gli stessi problemi.

Mentre la destra in questi anni al potere cercava egemonia culturale, non solo non è riuscita a produrre una cultura di riferimento, senza la quale non si fonda una supremazia e nemmeno un’autorità, ma ha prodotto tra i suoi barbari, sentiment di connivenza con l'estabilishment, e polverizzazione.

Giorgia Meloni al governo ha scoperchiato un mondo invece di unificarlo. E quest’opera incompiuta, soprattutto sotto l’aspetto culturale (perchè è clamorosamente sola) spiega perché un senza base elettorale, senza seguito parlamentare, senza radici e senza esperienza politica, sia riuscito a diventare il fantasma che agita i sonni/sogni governativi della destra italica.

C’era dunque nella destra che governa lo spazio per una domanda politica radicale, estrema, irriducibile, reazionaria, il peggio del '900, che l’azione di governo ha evocato, eccitato, per populismo e calcolo politico, senza però soddisfarla. Questo spazio estremo e pericoloso è stato creato da Meloni e coltivato da Salvini.

Ora il giochino gli è esploso tra le mani. A loro, e a noi che amiamo la .

Per questo abbiamo sempre affermato che spesso a destra fossero eversivi, perché sapevamo che si sarebbe giunti a questo.

🤣🤣🤣🤣
13/06/2026

🤣🤣🤣🤣

Si... 🏆

13/06/2026

Mascherano con parole nuove idee vecchissime. Chiamano “remigrazione” ciò che ieri aveva un altro nome: deportazione.

Orde di fascisti a volto scoperto, col braccio teso, hanno “marciato” su Roma, inneggiando al duce

Ma Roma è antifascista.

Lo è nella targa di Via Rasella. Nel sangue versato alle Fosse Ardeatine: 335 persone assassinate per rappresaglia, sepolte in una ferita scavata nella terra di questa città.
Lo è a Porta San Paolo, dove i romani si armarono di ciò che avevano mentre l'esercito si sfaldava.
Lo è al Ponte dell'Industria, dove dieci donne furono fucilate per aver preso la farina necessaria a sfamare i propri figli.
Lo è in Teresa Gullace, incinta, ammazzata davanti a un carcere mentre chiamava il nome del marito.
Lo è al Quadraro — la "borgata ribelle" — dove all'alba del 17 aprile 1944 i nazisti rastrellarono quasi mille uomini e li deportarono nei lager. Molti non fecero ritorno.
Lo è in Don Pietro Pappagallo, fucilato alle Fosse Ardeatine per aver nascosto ebrei, partigiani, disertori: chiunque bussasse alla sua porta.
Lo è nel ghetto ebraico svuotato il 16 ottobre 1943: 1.024 persone deportate, soltanto 16 sopravvissute.
Lo è nella sede della Banda Koch di Via Principe Amedeo, nelle urla che attraversavano i muri mentre si torturava in nome del regime.
Lo è a Forte Bravetta, dove 77 antifascisti furono fucilati con le spalle al fossato.

Tornate nelle fogne da cui provenite.
Viva la Resistenza partigiana.
Viva il 25 aprile del 1945.
Viva l’Italia Antifascista.

The celestial kiss between   and  .               Samsung
13/06/2026

The celestial kiss between and .



Samsung

13/06/2026

🥰🥰🥰🥰🥰

Mattinata S&S,   &   (estenuante e solo muliebre).
13/06/2026

Mattinata S&S, & (estenuante e solo muliebre).

  nuovi, della prima ora, e futuri, leggete, studiate, informatevi, ragionate se ce la fate.Siete solo dei poveri  ,  , ...
13/06/2026

nuovi, della prima ora, e futuri, leggete, studiate, informatevi, ragionate se ce la fate.

Siete solo dei poveri , , e "ca scorcia".

Le bestie siete voi, che dite corbellerie, e Lui, che promette ignoranti follie.

Molto semplice.

L’ex generale promette espulsioni rapide degli stranieri irregolari, ma i rimpatri dipendono soprattutto dai Paesi d’origine: possono non riconoscere l’identità, negare i lasciapassare o limitare le riammissioni. Tra Cpr, accordi fragili e costi elevati, la linea dura è il solito slogan

Ecco, appunto.
13/06/2026

Ecco, appunto.

Roberto Vannacci ha reso di moda la remigrazione. È un eufemismo per indicare con una sola parola due concetti: l’espulsione e il rimpiatrio di persone straniere senza alcun titolo per restare in Italia. Nel linguaggio politico della destra, promette qualcosa di più: allontanare il prima possibile il maggior numero di stranieri irregolari senza lungaggini burocratiche. Futuro Nazionale non ha ancora un programma scritto su questo punto, in realtà su qualsiasi punto, ma Vannacci ha già spiegato quale sarebbe, secondo lui, la strada da seguire. Nel talk show “Otto e mezzo”, condotto da Lilli Gruber, l’ex generale ha detto che bisogna fare tre cose. Primo, costruire molti più Centri di permanenza per i rimpatri, i Cpr. Secondo, implementare gli accordi che esistono con «quasi tutti i paesi» da cui provengono gli immigrati irregolari. Terzo, applicare le nuove regole Ue che, secondo Vannacci, permetterebbero di trasferire i migranti in un Paese terzo considerato sicuro e, da lì, rimpatriarli, togliendoli intanto dal territorio italiano.

Detta così, sembra facilissimo. E allora perché nel 2025 il governo Meloni ha rimpatriato appena 6.772 persone, pari a circa il due per cento dei 339 mila stranieri irregolari stimati dal trentunesimo Rapporto sulle migrazioni? Semplice, perché nessuna delle tre soluzioni indicate da Vannacci funziona da sola, né può essere accelerata solo per volontà politica.

Continua a leggere l’articolo di al link in bio e su Linkiesta.it

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