Il Polo Per Te

Il Polo Per Te La tua pagina di satira politica preferita che non avresti mai dovuto conoscere. 🤐
🤣👨‍👧 Solo il peggio per i capitani di domani....

In questa pagina cercheremo di condividere e discutere con voi la politica di oggi (e non solo) per rendervi partecipi dell'attualità e della società in cui viviamo. La politica trash di oggi per i bambini di domani.

Ci hanno raccontato per anni che abbiamo troppi dipendenti pubblici: Fandonie. Ne abbiamo sempre meno, se non nei corrid...
23/07/2025

Ci hanno raccontato per anni che abbiamo troppi dipendenti pubblici: Fandonie. Ne abbiamo sempre meno, se non nei corridoi dei ministeri, dove la dieta dimagrante della PA non vale: lì lo staff cresce come la muffa, soprattutto d’estate, quando il caldo stordisce e i giornalai parlano solo di mare e vacanze.

Al ministero della salute, Schillaci pare pronto ad arruolare 130 collaboratori: un esercito di penne biro al servizio della buona salute – istituzionale, s’intende, mica quella dei comuni mortali in fila per una Tac nel 2027.

Il trend non è nuovo: già la Cultura, sotto l’attento sguardo di Sangiuliano, aveva pensato che 100 fosse il numero perfetto per uno staff. L’Agricoltura, con Lollobrigida, ha rilanciato: 100 anche lì, con due milioncini extra – che vuoi che siano – per garantirsi un po’ di compagnia a pranzo.

Il ministero della Giustizia? Sempre avanti: quasi 52 milioni per tenere in ordine gli armadi dello staff. Dentro ci trovi 145 dell’Ispettorato, 60 dell’Ufficio legislativo, 30 esperti del PNRR e 80 magistrati fuori ruolo.

E nel frattempo che fa il ministero della Salute? Cura i gatti nel vero senso della parola! Il sottosegretario Gemmato ha firmato una direttiva per curare i mici col Remdesivir anti-Covid. Il servizio pubblico per gli umani può attendere, ma i gatti no. Loro hanno diritto alla vita, alla dignità e – perché no – a un team di 130 funzionari che li accarezzi mentre ti stampano la ricetta elettronica veterinaria.

Per non farci mancare nulla, due perfette conosciute della politica, Rita Di Quinzio e Nicoletta Pimpinella, vincono un concorso in agosto “interno” per chi lavora in Regione Lazio, risultando (guarda caso) prime e seconde!

Così va il potere nel regime Meloniano: mentre la sanità arranca, crescono i dipendenti di pubblica inutilità.
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Povera Italia
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Una letterina con tanto di minacce di dazi al 30%, che avrebbe fatto arrossire perfino la colf di Berlusconi, ma che inv...
15/07/2025

Una letterina con tanto di minacce di dazi al 30%, che avrebbe fatto arrossire perfino la colf di Berlusconi, ma che invece trova i nostri euro-pigmei pronti a balbettare: “grazie, signor Presidente, posso averne di più?”

Trump l'ha appena sperimentato con la NATO: chiedeva il 5% del PIL per le spese militari, si aspettava qualche urlo, un dignitoso "non se ne parla", invece si è ritrovato Rutte e compagnia già in ginocchio, pronti a sganciare il 6%, magari col sorriso da bancomat emotivamente disponibile. E tutto, naturalmente, senza disturbare i Parlamenti nazionali.

Poi, come se nulla fosse, la replica sui dazi: “Ve l’avevo detto, e ora ve lo faccio”. E gli euro-nani giù a urlare, scandalizzati dal fatto che Trump faccia… udite udite… gli interessi del suo Paese. Gente che ignora il principio base della diplomazia trumpiana: *America First, Europe Fantozzi*. E dimentica che pure Biden – lo zio rincoglionito ma pur sempre con l’indice sul bottone rosso – aveva cominciato a tirar fuori le stesse armi commerciali.

Nel frattempo, Bruxelles era troppo occupata a sabotare l’unica cosa sensata mai uscita dalla bocca di Trump: un negoziato con Putin. No, meglio restare saldamente incastrati in una guerra a bassa utilità e alto tasso di inflazione, mentre si continua a insultare Mosca, demonizzare la Cina e buttare giù sanzioni a casaccio come coriandoli su un campo minato.

E così, invece di riaprire la Via della Seta (che ci servirebbe come l’ossigeno alle sinapsi) e ricostruire un ponte economico verso Est, i leader europei trattano separatamente, chiedono sconti last minute a papà Trump e sperano che un giorno li guardi con tenerezza.

Il dramma è che l’Europa ha un mercato da 500 milioni di persone, un potenziale enorme, ma una classe dirigente che sembra scelta al casting di “Chi vuol essere inutile?”.

E allora forse è il momento di smetterla di piangere perché il bullo d’oltreoceano ci ha rubato la merenda, e cominciare a scegliere leader capaci di alzare lo sguardo, anziché chinarlo.

Giusto per non farci mancare un'altra delle sue solite uscite  su tutti i giornali e notiziari, Trump – l’unico a cui la...
23/06/2025

Giusto per non farci mancare un'altra delle sue solite uscite su tutti i giornali e notiziari, Trump – l’unico a cui la pettinatura resiste più delle convenzioni internazionali – ha deciso che era ora di far tremare il mondo, ancora una volta, facendo saltare in aria un paio di siti nucleari iraniani, così de botto.

Sembra di essere tornati al 2003 quando gli Usa, al tempo con Bush, decisero che era arrivato il tempo di esportare democrazia a suon di bombe per la presenza di armi chimiche (mai trovate) in Iraq e far cadere il malvagio Saddam....

La Guida suprema iraniana Khamenei è in silenzio, e quando lui tace, l’Iran aspetta. Ma nel frattempo, il ministro degli Esteri ha fatto sapere che quanto accaduto è "scandaloso", "criminale" e – soprattutto – "avrà conseguenze eterne". Intanto preparata la valigia per Mosca: destinazione Putin e il sommo Zar ha risposto prontamente alla chiamata, tanto perché dovevano finire le guerre....

Le opzioni sul tavolo sono tutte inquietanti, ma ugualmente probabili. Potrebbe esserci una vendetta dosata, giusto per mostrare i muscoli senza farsi spezzare le ossa: qualche missile su Israele, una minaccia agli americani, tanto rumore e pochi danni veri.

Oppure la mossa disperata che si sta in queste ore palesando: chiudere lo Stretto di Hormuz, commettere attentati e far saltare l’intero Medio Oriente come un barbecue lasciato acceso.

Se non bastasse, si scopre che gli americani avevano persino avvisato Teheran dell’attacco: “Scusate, passiamo solo un attimo a distruggervi tre impianti? Non fate caso al rumore”. Un bombardamento con cortesia, come voler rubare a casa di qualcuno con preavviso dichiarato...

In tutto questo, l'Italia e l’Europa brillano come sempre da coloni come sono: assenti, indecisi, impegnati a pubblicare appelli accorati mentre le bombe cadono.

L’unica cosa certa è che anche stavolta siamo sul bordo del baratro, pronti a chiederci: “Ma davvero pensavano che potesse finire diversamente con due pazzi scatenati come Trump e il criminale ricercato Netanyahu?”

Povero Mondo....

Lo chiamavano “governo del popolo”, oggi pare più un talent show distopico in cui i cittadini votano solo se c’è televot...
10/06/2025

Lo chiamavano “governo del popolo”, oggi pare più un talent show distopico in cui i cittadini votano solo se c’è televoto e televendita allegata.

50 milioni di aventi diritto al voto, 25 milioni necessari per il quorum, 20 milioni di lavoratori dipendenti (senza contare gli stagisti eterni e i freelance che accettano pagamenti in exposure e buoni pasto). Bastava che questi andassero a votare. E invece niente. Nada. Niet.

Sorprendente? Neanche troppo, se ricordiamo che nel 2022 Fratelli d’Italia è stato il partito più votato dai lavoratori dipendenti, gli stessi che oggi ti chiedono se “il referendum si fa su Instagram o su TikTok?”. Un lavoratore su tre ha scelto Meloni. E lei, da buona madrina del disinteresse, ha detto loro: “Meglio se non votate”. Obbedienza pronta e servita.

FdI continua a viaggiare attorno al 27% nei sondaggi, più del PIL della cultura italiana. E questo nonostante aver disatteso ogni promessa: i porti sono ancora aperti, i migranti arrivano a piedi e pure in sharing, le accise sui carburanti sono saldamente al loro posto come i termosifoni nelle scuole a giugno. E la legge Fornero? Più viva di un abbonamento automatico a DAZN.

Ma agli elettori non interessa. Perché la politica, ormai è solo una serie tv. Si vota non per fare, ma per essere come loro. La Meloni è lo sfogo. Salvini è la rabbia su Facebook col profilo fake. Berlusconi era la reincarnazione del sogno erotico tra una barzelletta e un bunga bunga.

Una volta ogni cinque anni ti metti in coda, fai la X su chi urla più forte e torni a casa a lamentarti, felice come chi partecipa a una lotteria sapendo di perdere ma sperando almeno nella soddisfazione di insultare il vincitore.

Per ricucire questo divorzio tra cittadini e politica servirebbero riforme epocali: una scuola che insegni a distinguere un decreto da un tutorial di make-up, un’informazione che non sia condotta da ex tronisti e partiti che non cambino nome ogni volta che esce un nuovo logo su Canva.

Ma tranquilli, la democrazia non è finita, è solo andata per 2 giorni al mare!

Povera Italia...

Pare che nel nuovo episodio del nostro distopico reality chiamato “Italia”, il governo abbia deciso di introdurre un dec...
01/06/2025

Pare che nel nuovo episodio del nostro distopico reality chiamato “Italia”, il governo abbia deciso di introdurre un decalogo per la repressione 2.0.

Altro che sicurezza: qui si gioca a “chi la spara più grossa”, tra chi sogna uno Stato blindato stile Salò e chi lo scenografa come un palinsesto Mediaset delle 23:30.

Ecco servito il Decreto Paura, un capolavoro di ossessioni securitarie, scritto a quattro mani tra Rete 4 e qualche copia sdrucita de “La Destra per Dummies”.

Se protesti bloccando una strada (pacificamente, eh, mica lanciando molotov), ti becchi un reato. Se occupi una casa disabitata, ti trattano come se avessi fatto cadere in un tombino il collega di cantiere. Se hai il coraggio di disturbare l’opera sacrale del Ponte sullo Stretto, vai direttamente nel girone dei dannati.

Intanto, le forze dell’ordine potranno girare armate anche per fare la spesa, e i servizi segreti — oltre a infiltrare cellule terroristiche — potranno anche fondarle e dirigerle. Magari con benefit aziendali e buoni pasto...

Ma il colpo di teatro arriva con l’ordine del giorno per valutare la castrazione chimica volontaria. Tranquilli, volontaria eh! Del tipo: o ti castri o ti sbattono dentro. Ma guai a dire che siamo un Paese incivile: qui c’è ancora il culto del diritto. Di chi, però, non è dato sapere.

E intanto Nordio, armato di motosega, smantella il sistema penale come fosse un parco giochi abbandonato. Beccaria? Roba da ztl intellettuale, ormai buona solo per le frasi motivazionali su Instagram.

Le pene servono solo a schiacciare chi è sotto: studenti, operai, ambientalisti, migranti, tossici di canapa legale e chiunque non abbia un avvocato in doppiopetto e il 730 blindato. I ricchi? Impuniti. Sempre. Anzi, omaggiati.

Ma guai a dirlo: non si disturba il manovratore, né il direttore dei lavori del Tav, né tantomeno Giorgia — che ormai pare oscillare tra il cosplay autoritario e la stand-up comedy involontaria.

Resistere? Sì, ma ora è reato pure quello.

Povera Italia....

C’è qualcosa di irresistibilmente kitsch nella Meloni internazionale: parla come una zia di Garbatella, ma gira il mondo...
22/05/2025

C’è qualcosa di irresistibilmente kitsch nella Meloni internazionale: parla come una zia di Garbatella, ma gira il mondo come se fosse la protagonista di "La Presidente", una serie Netflix tra geopolitica e romanticismo da discount.

A Tirana, il premier albanese Rama si inginocchia per lei. Lei fa finta di no, ma sì. Starmer guarda da lontano, come uno scartato a “Uomini e Donne”. Poco prima, Giorgia era in America a distribuire sorrisi sovranisti, tra Trump, JD Vance e vicepresidenti in cerca di abbracci.

E poi c'è Elon Musk che le dà un premio e dichiara che è “più bella dentro che fuori”. Forse citava un bacio Perugina, forse era un algoritmo sentimentale andato in tilt. Freud, nel dubbio, ha chiesto il trasferimento.

Modi la tratta come una rockstar, Milei, il boscaiolo argentino, come una divinità pop. Sunak tenta la guancia ma viene schivato come un fan troppo appiccicoso. L’unico immune è Macron: tra i due volano frecciatine e silenzi, come due ex al matrimonio di un’amica comune.

Lei però recita perfettamente il ruolo: femminista a modo suo (con sei donne in un governo da ventiquattro), e "Presidente del Consiglio" rigorosamente al maschile, perché la leadership non si declina. Quando De Luca la insulta, lei rilancia col sorriso e trasforma la volgarità in marketing. Chiara Ferragni, scansati.

In un’Europa grigia, Meloni è il pirotecnico personaggio che non chiede mai, ma ottiene tutto. Musa di destra, protagonista assoluta, ci tiene incollati allo schermo. Come ogni buona fiction italiana che si rispetti, perché si sa che il berlusconismo le ha insegnato bene come poter fare una bella figura in televisione 😉.

La palla è passata alla destra? Sì. È cambiato qualcosa? Sì, in peggio. Per il resto, siamo sempre lì: litigi su litigi ...
15/05/2025

La palla è passata alla destra? Sì.

È cambiato qualcosa? Sì, in peggio.

Per il resto, siamo sempre lì: litigi su litigi per temi che non interessano più nemmeno ai talk show, mentre il mondo cambia velocemente… altrove.

Il governo è un ologramma: nessuna visione, nessuna iniziativa, giusto il tempo di arrivare alla prossima poltrona. L’unica bussola? Il GPS puntato su Washington e Bruxelles. L’unica ideologia? Il conformismo in tutte le sue sfumature beige.

Rispolverano vecchi rigurgiti ideologici con personaggi tragicomici che fanno casino per due giorni e poi tornano nel buco nero della mediocrità. Il tutto assieme a post-fotocopia su X e frasi fatte da bacio Perugina politico.

La chiamano “sovranità”, ma è teatro. I governi nazionali contano sempre meno, ma da noi gira sempre lo stesso cast, da decenni. Gli attori sono gli stessi, solo con qualche ruga in più e lo stesso curriculum di fallimenti: altro che meritocrazia!

Le vere partite — guerre, economia globale, migrazioni, ambiente, salute, intelligenze artificiali — si giocano a livello internazionale. Ma l’Italia, sempre più tagliata fuori, guarda dalla panchina, spettatrice muta e inutile...

E se non bastasse, il paese è stritolato dai debiti, tenuto per il colletto dai mercati e stazionato militarmente sotto l’ombrello USA. Parlano di "sovranità", ma non riescono nemmeno a gestire la coda in autostrada.

Si sa che la politica, ovunque, attrae la parte peggiore dell’ambizione umana, ma in Italia ha il vantaggio competitivo dell’impunità: puoi fallire quanto ti pare, basta saper galleggiare e cambiare casacca al momento giusto. Una volta seduti, per schiodarli serve il flessibile. E anche lì, non è detto.

L’unica speranza? Che dal basso nascano movimenti nuovi, capaci di parlare al presente e non al passato. Un po' com'è stato "all'inizio" il movimento 5 stelle prima di varcare quelle soglie e adeguarsi di conseguenza...

Dalle dorate stanze dell’Europarlamento, Ursula von der Leyen annuncia con fierezza: “mai più gas russo!”… come se basta...
08/05/2025

Dalle dorate stanze dell’Europarlamento, Ursula von der Leyen annuncia con fierezza: “mai più gas russo!”… come se bastasse dire abracadabra per rendere l’Europa indipendente e le bollette leggere come l’aria (che non avremo più d'ora in avanti)....

Con il tono da novella Giovanna d’Arco del fotovoltaico, la presidente della Commissione UE ha dichiarato che chi sogna ancora il gas di Mosca “sta commettendo un errore storico”. E chi invece sogna una doccia calda che non costi come una cena stellata?

Putin, secondo Ursula, è un fornitore infido, come un ex tossico che ti promette di essere cambiato e poi ti ruba il boiler. E quindi via con la “roadmap” per liberarci dai combustibili russi entro il 2027, anno in cui – ci dicono – saremo tutti più verdi, più liberi e più poveri (ma felici?).

Nel frattempo, però, l’UE importa allegramente da Stati Uniti, Norvegia, Corea e persino dal Giappone, perché quando si tratta di dire "no al gas russo", tutto il resto del Carlino va benissimo....

Ma non basta! Ursula ci ricorda che Putin “vuole costringere Kiev ad accettare l’inaccettabile”. Cioè la pace, ma non quella giusta, che poi chi è che decide se una pace è giusta? Mah.

Quindi continuiamo a inviare armi per “dare forza all’Ucraina”… e benzina a un conflitto che brucia da anni come la discarica dei Simpson (sempre americani, tanto per cambiare).

E alla fine del discorso, come da copione, ecco il “Salva Ukraini”, col pubblico che applaude mentre controlla sul telefono l’ultima bolletta a quattro zeri che gli toccherà pagare per raggiungere un accordo di resa che solo un pazzo può ora auspicarsi di ottenere...
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Povera Europa e Povera Italia...
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Sembra un fuoco fatuo o una gag di cattivo gusto, ma la storica foto di Trump e Zelensky, seduti come due comparse da fi...
27/04/2025

Sembra un fuoco fatuo o una gag di cattivo gusto, ma la storica foto di Trump e Zelensky, seduti come due comparse da fiction su due sedie rosse dorate tra i marmi di San Pietro, ha acceso per un attimo la fantasia collettiva.

E pensare che persino le solenni immagini del funerale del Papa sono passate in secondo piano: per una volta, pare, la pace non è completamente crepata...

Francesco si sarà fatto una risata da lassù: due capi di stato, uno più litigioso dell’altro, finalmente a parlarsi senza inscenare un nuovo wrestling televisivo come alla casa bianca....
E proprio mentre il Papa viene interrato, quel balbettante tentativo di dialogo sembra il suo primo “miracolo postumo”: due chiacchiere sottovoce, senza urla, senza selfie, senza la solita ansia di mettere bandierine sulle macerie altrui.

Ma non è tutto oro quello che luccica: Trump, tra una bacchettata e una minaccia di reality show, ha condannato a mezza bocca i bombardamenti russi, mentre Putin ha lui risposto come un usciere annoiato: liberiamo Kursk e, toh, ci diciamo pronti a parlare.
Hamas invece ha buttato lì una tregua a Tel Aviv, mentre gli Usa e l’Iran stanno continuando a giocare al "tiro alla fune nucleare", facendo finta di non vedere le esplosioni nei porti.

Sono parole “disarmate” — come aveva suggerito Francesco in quella lettera dal suo letto d’ospedale, dove ormai aveva capito che al massimo poteva disarmare qualche vocale su WhatsApp.
Lui era solito parlare con tutti: santi, peccatori e anche campioni mondiali di autogol geopolitico. Non attaccava mai i singoli — li guardava, scuoteva la testa e cercava ago e filo per ricucire.

Così, se la Provvidenza ha usato Giuda e Pilato, e se Manzoni si è servito dell’Innominato, forse anche Trump può essere usato, suo malgrado, per qualcosa di più nobile che porre in ginocchio l'Europa e l'America stessa coi Dazi.

Se qualcuno ieri, a San Pietro, l'ha capito, forse quel funerale non è stato solo una mesta cerimonia, ma il possibile inizio di una festa, o almeno un'illusione di essa...

Lo scandalo non è che i nostri capi di stato abbiano snobbato Francesco, No, il vero scandalo è che non capiscono nemmen...
25/04/2025

Lo scandalo non è che i nostri capi di stato abbiano snobbato Francesco, No, il vero scandalo è che non capiscono nemmeno per sbaglio che l’unica strada per non autodistruggerci come dei perfetti idioti è quella che suggeriva il vecchio Papa:

Pace e cooperazione tra popoli: roba che neanche serve essere cristiani per capirla... Basta un briciolo di cervello — gli sciamani dell’Amazzonia e i monaci tibetani l’hanno già afferrato da millenni, senza nemmeno passare dal Vaticano.

Non è una questione di religione, è intuito di base. Ma i nostri governanti, nella loro infinita saggezza da bar dello sport, si presentano lo stesso a San Pietro, faccia da funerale incorporata, mentre dietro le quinte si riforniscono di bombe e caschi blu in saldo, sognando la terza guerra mondiale come fosse il Black Friday.

Dovrebbero essere i più onesti, più lungimiranti. Dovrebbero, appunto....
Invece sono lì, come scimmie in gessato, a ripetere i soliti errori da manuale di storia delle catastrofi: confini immaginari da difendere, nemici invisibili da combattere e guerre vendute come patriottismo 3.0. Tutto rigorosamente sponsorizzato dal business della morte: offerte speciali, stermina due e prendi tre.

I popoli, nel frattempo, invece di collaborare come adulti, si chiudono a riccio e si scannano per difendere identità costruite a tavolino e confini che cambiano più spesso delle tariffe telefoniche.

Ci si comporta come se si fosse immortali e onniscienti: peccato che siamo tutti turisti improvvisati su una palla di fango persa nello spazio, senza nemmeno sapere da dove veniamo o dove andiamo. L’unica certezza? Che l’amore, la pace e la cooperazione renderebbero il viaggio meno imbarazzante.

Non è questione di essere buoni o cattivi, cristiani o atei: è questione di avere un minimo di sale in zucca. Ma visto che siamo in piena estinzione di massa (con contorno di crisi psicotica collettiva), forse sarebbe stato il caso di ascoltare uno come Francesco piuttosto che questi prestigiatori da palazzo....

In questi giorni stavo pensando al fatto che le persone più importanti della nostra epoca stiano lentamente sparendo e d...
22/04/2025

In questi giorni stavo pensando al fatto che le persone più importanti della nostra epoca stiano lentamente sparendo e di come io non veda più all’orizzonte persone altrettanto valide per prendere il loro posto.

La nostra società si sta sgretolando... Non esiste nessun leader, nessun grande uomo in grado di prendere in seno i principi della società di oggi. Questo mi spaventa...

Viviamo in un tempo in cui i grandi riferimenti politici, culturali, morali sembrano svanire uno dopo l’altro, senza essere sostituiti da figure altrettanto solide; in un tempo in cui la leadership è fragile, più interessata al consenso immediato, che a visioni ben più lungimiranti.

Forse è anche colpa di un sistema che brucia tutto troppo in fretta: persone, idee, ideali. I media amplificano tutto, ma raramente costruiscono. I social spingono alla visibilità più che alla sostanza. Chi potrebbe essere un “grande” spesso viene demolito prima ancora di affermarsi.

Morto un Papa se ne fa un altro, dicono, ma è davvero così?

Auguri di una Buona Pasqua a tutti voi dallo staff de "Il Polo Per Te".Dopo una breve, ma necessaria, sosta, ritorneremo...
20/04/2025

Auguri di una Buona Pasqua a tutti voi dallo staff de "Il Polo Per Te".

Dopo una breve, ma necessaria, sosta, ritorneremo col proporvi la miglior satira politica italiana e non, selezionata dai nostri migliori chef e servita in versioni short irriverenti e godibili, oltre ai nostri soliti trafiletti di puro fastidio!

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Padua

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