07/08/2026
Alessandro Ricci
Ogni estate ci bombardano con l'emergenza caldo, il cambiamento climatico e gli appelli ai piccoli gesti individuali. Ma quasi nessuno ha il coraggio di dire qual è la radice del problema.
La vera emergenza ha un nome: capitalismo. Un sistema che, come aveva già compreso Marx, trasforma tutto in merce, devasta gli ecosistemi, sfrutta il lavoro umano e sacrifica il futuro sull'altare del profitto.
Ci chiedono di fare la raccolta differenziata mentre multinazionali e grandi interessi continuano a consumare risorse, inquinare e inseguire una crescita infinita su un pianeta che infinito non è.
La "green economy" rischia di diventare solo un nuovo business: si colorano di verde gli stessi meccanismi che hanno prodotto la crisi, senza mettere in discussione il modello economico che l'ha generata.
Se non si ha il coraggio di mettere in discussione il dogma della crescita illimitata e del profitto a ogni costo, continueremo a parlare di caldo record ogni estate, fingendo di ignorarne la causa.
Il problema non è il clima che cambia. È un sistema economico che pretende di sfruttare all'infinito un pianeta con risorse finite.
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