Vi racconto Palermo

Vi racconto Palermo Mi chiamo Baldo Lo Cicero e vi racconto Palermo (...e dintorni) attraverso storia, architettura e memoria.

Un viaggio tra luoghi e dettagli che spesso passano inosservati.

30/04/2026

𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶… 𝗺𝗮 𝗻𝗲𝗹 1920!
👉 quando il mare era lì davanti...

➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Palermo, Porta Felice – accesso alla Cala

Qui finiva la città. E iniziava il mare.

Davanti a Porta Felice non c’era traffico. C’era l’acqua. Barche ferme. Qualche automobile dei primi del Novecento. Persone che camminano senza fretta, vestite eleganti, come se il tempo avesse un altro ritmo.

È una scena che sembra reale.
Ma non lo è del tutto.

👉 Questo reel nasce da un mio scatto fotografico, trasformato in animazione con intelligenza artificiale.

E si vede. Se guardi bene, qualcosa non torna: prospettive leggermente alterate, movimenti non sempre naturali, dettagli che cambiano. Errori.

Non è una ricostruzione storica precisa.
Non è un documento.
È semplicemente un’interpretazione.

E non è questo il punto. Il punto è l’idea.

👉 Immaginare Palermo quando il mare arrivava davvero fin qui. Quando Porta Felice era una soglia reale tra città e acqua.

Non è una ricostruzione perfetta. Io stesso ho trovato almeno tre imperdonabili anacronismi. Ma forse è meglio così!

◆ CURIOSITÀ
– Porta Felice fu completata nel 1637 come accesso monumentale al Cassaro verso il mare
– Per secoli segnò il confine tra città e porto della Cala
– L’area è stata profondamente modificata tra Ottocento e Novecento

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜
📍 Luogo: Porta Felice, Palermo
🕰️ Epoca: XVII secolo (contesto reel: 1920 circa, ricostruzione AI)
🏛️ Stile: architettura monumentale barocca
⚓ Contesto: accesso storico al porto della Cala
✨ Elementi notevoli: rapporto diretto città-mare, prospettiva aperta verso il porto
🎬 Nota: animazione generata con AI a partire da uno scatto reale (non attendibile come fonte storica)
🏙️ Uso attuale: area urbana e turistica, ingresso simbolico al centro storico

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 “𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼” 👉 un tesoro silenzioso da visitare!©️ Vi racconto Palermo 📷 Baldo Lo Cicero 🗺️📍 Pale...
30/04/2026

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 “𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼”
👉 un tesoro silenzioso da visitare!

©️ Vi racconto Palermo
📷 Baldo Lo Cicero

🗺️📍 Palermo, via del Parlamento 32

Nel cuore del centro storico, accanto alla Basilica di San Francesco d’Assisi, esiste un luogo che custodisce secoli di sapere.

È la Biblioteca Francescana di Palermo, legata ai Frati Minori Conventuali, eredi di una tradizione che ha preservato libri e conoscenza fin dal Medioevo.

Oggi il suo patrimonio conta circa 70.000 volumi.
Qui convivono testi di teologia, filosofia, arte e storia, insieme a preziosi fondi antichi e manoscritti che raccontano la Sicilia attraverso i secoli.

Tra i nuclei più importanti si distingue il Fondo Oliveri.
Questo fondo documenta la presenza e l’incontro tra culture diverse: ebraica, araba e siciliana.
È una testimonianza concreta della Palermo multiculturale che ha fatto la storia del Mediterraneo.

La biblioteca conserva anche archivi storici come quello dei Naselli Flores e Guasconi.
Questi documenti permettono di ricostruire vicende familiari, sociali e politiche della città.

Non è solo un luogo di conservazione. La biblioteca è uno spazio vivo. Organizza mostre, convegni, presentazioni e attività didattiche. Accoglie studiosi, studenti e curiosi che cercano un contatto diretto con la memoria.

Per arrivare ai libri - però - bisogna salire.
E quella salita passa su uno splendido scalone monumentale in marmo rosso settecentesco, lo stesso marmo dei palazzi reali.
Qui però lo scalone non conduce al potere, ma alla conoscenza.

Una volta arrivati, in silenzio, tra scaffali e pagine antiche, Palermo continua a raccontarsi.

◆ CURIOSITÀ
Molte biblioteche francescane nacquero perché i frati avevano bisogno di studiare e predicare.
Per questo motivo conservarono libri quando altrove venivano dispersi o dimenticati.

📌 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔
📍 Indirizzo: via del Parlamento 32, Palermo
📜 Epoca: origine medievale del complesso francescano (XIII secolo)
🎨 Tipologia: biblioteca storica religiosa
📚 Patrimonio: circa 70.000 volumi, manoscritti e fondi antichi
⭐ Elementi notevoli: Fondo Oliveri, archivi storici, collezioni interdisciplinari
🏛 Uso attuale: biblioteca aperta alla consultazione, attività culturali e didattiche

29/04/2026

𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 “𝗣𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮”: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹’𝗵𝗮𝗶 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮… 𝗱𝗮𝗶 𝘁𝗲𝘁𝘁𝗶!!!

➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Palermo, piazza Pretoria vista dalla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Non è una cartolina.
Non è la solita prospettiva.

👉 È Palermo vista dall’alto.
Da un punto che pochi hanno conosciuto davvero.

Siamo sui tetti della chiesa di Santa Caterina. Sotto, la piazza si apre come un teatro. La fontana domina la scena. Le statue sembrano immobili… ma la città si muove intorno.

Uomini in cappello. Piccoli gruppi che attraversano la piazza. Passi lenti, quotidiani, senza fretta. 👉 Nessun turista. Nessuna folla. Solo Palermo. Quella di una volta.

E allora succede una cosa strana. Guardi questa immagine… e ti accorgi che la piazza è identica. Le architetture non sono cambiate. La scenografia è la stessa. 👉 È cambiato solo il modo di viverla.

Oggi la attraversi velocemente.
Scatti una foto. E vai via.

Allora invece… ci si fermava. Si viveva. Almeno, io immagino che fosse così!

◆ CURIOSITÀ
– La fontana Pretoria fu realizzata a Firenze nel XVI secolo e trasferita a Palermo nel 1574
– Piazza Pretoria divenne subito uno dei principali spazi rappresentativi della città sp****la
– La vista dall’alto della chiesa dei Teatini è una delle più rare e meno documentate storicamente

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 — 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗔 “𝗣𝗥𝗘𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔”
📍 Indirizzo: piazza Pretoria, Palermo
📅 Sistemazione: XVI secolo
🏛️ Contesto: centro civico monumentale
🎨 Elementi notevoli: fontana monumentale, palazzi storici, impianto scenografico
👁️ Punto di vista: tetti della chiesa di San Giuseppe dei Teatini
🏫 Uso attuale: spazio pubblico, turistico e istituzionale
🏠 Destinazione d’uso: piazza storica ancora oggi cuore simbolico della città

𝗔 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗮 “𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗔𝗶𝗿𝗼𝗹𝗱𝗶”👉 una  struttura che unisce eleganza nobiliare e vita contempora...
29/04/2026

𝗔 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗮 “𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗔𝗶𝗿𝗼𝗹𝗱𝗶”
👉 una struttura che unisce eleganza nobiliare e vita contemporanea!

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Palermo, piazza Leoni 9

A pochi passi dal Parco della Favorita, la Villa Airoldi racconta una Palermo che cresceva fuori dalle mura, tra ville di villeggiatura e residenze aristocratiche immerse nel verde.

La costruzione prende avvio nei primi anni del Settecento per volontà di Girolamo Reggio, marchese della Ginestra.
Non nasce come edificio “finito” in un’unica fase, ma come residenza che si sviluppa nel tempo, seguendo il gusto e le esigenze della nobiltà palermitana.

👉 È proprio questa stratificazione a renderla interessante.

Nel corso del XVIII secolo la proprietà passa alla famiglia Airoldi, con Stefano Airoldi, presidente della Gran Corte, che completa e ridefinisce la villa dandole l’impianto che riconosciamo oggi.

Gli ambienti interni erano pensati per la rappresentanza:
sale decorate, stucchi, affreschi, un linguaggio elegante ma mai eccessivo, tipico delle ville suburbane palermitane dell’epoca.

👉 Ma il vero valore stava (e sta) nel contesto.

La villa non era isolata: faceva parte di un sistema di residenze lungo l’asse che conduceva alla Favorita, luogo di svago e di potere, dove la nobiltà si ritirava lontano dal centro cittadino.

Oggi quello scenario è cambiato.
La città ha inglobato questi spazi.

Eppure Villa Airoldi mantiene una doppia anima:
– da un lato la memoria storica della residenza aristocratica
– dall’altro una funzione contemporanea, legata agli eventi e alla socialità

All’interno del parco si trova anche il Circolo Golf Palermo “Parco Airoldi”, che trasforma l’antico spazio nobiliare in un luogo vissuto, aperto e dinamico.

👉 Non è più una villa “chiusa”, ma un luogo che continua a vivere, in modo diverso.

◆ CURIOSITÀ
– La mancanza di una data precisa di costruzione è legata alle diverse fasi edilizie
– L’area faceva parte dell’espansione aristocratica verso la Favorita nel Settecento
– Il parco conserva ancora la vocazione originaria di spazio aperto e rappresentativo

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 — “𝗩𝗜𝗟𝗟𝗔 𝗔𝗜𝗥𝗢𝗟𝗗𝗜”
📍 Indirizzo: Piazza Leoni 9, Palermo
📅 Epoca: XVIII secolo (iniziata primi del ’700, completata nella seconda metà)
👤 Committenza: Girolamo Reggio; completamento Stefano Airoldi
🏛️ Tipologia: villa nobiliare suburbana
🎨 Elementi notevoli: affreschi, stucchi, ambienti di rappresentanza
🌳 Contesto: area della Favorita, sistema di ville aristocratiche
⛳ Uso attuale: eventi e ricevimento; sede del Circolo Golf Palermo “Parco Airoldi”
🏠 Destinazione d’uso: struttura privata aperta per eventi e attività sociali

28/04/2026

Cari amici, la nostra pagina dedicata alle bellezze di Palermo sta crescendo in modo straordinario. In un solo mese siamo diventati 7.000 e l'interesse che mostrate per ogni mio racconto è incredibile.

​C'è però una piccola difficoltà tecnica. Gestendo la pagina da solo, mi trovo spesso sommerso da centinaia di notifiche tra "mi piace", condivisioni e commenti. Purtroppo, il sistema non sempre me le mostra tutte in ordine o in modo completo, e molte finiscono per sfuggirmi involontariamente.

​Se vedete che non rispondo a un vostro commento, non è per mancanza di volontà o di interesse, ma semplicemente perché non mi è arrivata la segnalazione o si è persa tra le altre.

Ci tengo quindi a scusarmi; il vostro supporto è fondamentale e cercherò di fare sempre del mio meglio per leggervi tutti!

𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 “𝗕𝗼𝗻𝗼𝗰𝗼𝗿𝗲” — 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 👉 Qui Palermo diventa scena!📷 Baldo Lo Cicero ➡️ Vi rac...
28/04/2026

𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 “𝗕𝗼𝗻𝗼𝗰𝗼𝗿𝗲” — 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 👉 Qui Palermo diventa scena!

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Piazza Pretoria 2, Palermo

Il palazzo Bonocore nasce nella seconda metà del XVI secolo, in piena epoca sp****la, come residenza della famiglia Bonocore. 👉 Non è un edificio isolato: è parte della scenografia urbana della piazza, insieme alla Fontana Pretoria e al Palazzo delle Aquile.

La facciata è rigorosa e simmetrica. 👉 Linguaggio rinascimentale con influssi manieristi, pensato per dialogare con lo spazio pubblico.

Qui abitare significava rappresentare. 👉 Il palazzo nasce come residenza nobiliare nel cuore politico della città.

Nel XVI secolo Palermo cambia volto. 👉 Da città medievale a città monumentale. Palazzo Bonocore è parte di questo passaggio.

Oggi è uno spazio espositivo. 👉 Ma la sua funzione resta la stessa: rappresentare.

◆ CURIOSITÀ
– Piazza Pretoria è uno dei principali esempi di scenografia rinascimentale a Palermo
– Il palazzo dialoga direttamente con la fontana cinquecentesca
– L’area fu ridisegnata durante il governo spagnolo

💬 Lo guardi mai davvero o passi solo per la fontana?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗕𝗼𝗻𝗼𝗰𝗼𝗿𝗲”
📍 Piazza Pretoria 2, Palermo
📅 Seconda metà XVI secolo
🏛️ Stile: rinascimentale / manierista
👤 Committenza: famiglia Bonocore
🏠 Origine: residenza nobiliare
🏫 Oggi: spazio espositivo aperto al pubblico

27/04/2026

𝗟𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗮 𝗲 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗙𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 — 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 👉 Non è fantasia… è memoria

🗺️📍 La Cala — Porta Felice, Palermo

Quello che stai vedendo è una ricostruzione.
👉 Non perfetta
👉 Ma profondamente verosimile

Perché sì, Palermo era così. Il mare arrivava fin qui. A pochi metri dalle mura. Quasi sotto Porta Felice

La Cala è il porto più antico della città. Un’insenatura naturale utilizzata già in età fenicia, che penetrava all’interno del tessuto urbano. 👉 Il mare entrava davvero dentro Palermo

Nello scenario che vedi:
– piccole imbarcazioni vicino alla riva
– passeggiata lungo le mura
– Porta Felice come accesso monumentale dal lato marittimo

👉 Tutto storicamente coerente

Fino all’Ottocento avanzato, le barche attraccavano molto più vicino rispetto a oggi. Poi arrivano le colmate

Tra XIX e XX secolo la linea del mare viene arretrata.

Nascono le banchine moderne. Cambia il paesaggio. Quello che oggi sembra lontano… era quotidiano

Questo reel non è una fotografia storica. 👉 È un tentativo di restituire un’atmosfera reale. Di quando Palermo viveva in continuità diretta con il suo porto.

◆ CURIOSITÀ
– La Cala è considerata il porto originario della città
– Porta Felice era l’ingresso ufficiale dal mare
– L’insenatura era più profonda e interna rispetto a oggi
– Le trasformazioni moderne hanno cambiato completamente la percezione dello spazio

Non è solo un paesaggio. 👉 È un rapporto perduto tra città e mare

💬 Ti immagini uscire da Porta Felice e trovarti davanti il mare?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗟𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗮”
📍 Palermo
🏛️ Origine: porto naturale di epoca fenicia
🚪 Porta Felice: XVI–XVII secolo
🌊 Caratteristica storica: mare a ridosso delle mura
🏗️ Trasformazioni: colmate tra XIX e XX secolo
🏙️ Stato attuale: porto turistico

𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 “𝗕𝗮𝘂𝗰𝗶𝗻𝗮-𝗣𝗼𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼” — 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗮 𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼!👉 Quando via Notarbartolo era un viale pieno di ville...📷 Baldo Lo...
27/04/2026

𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 “𝗕𝗮𝘂𝗰𝗶𝗻𝗮-𝗣𝗼𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼” — 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗮 𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼!
👉 Quando via Notarbartolo era un viale pieno di ville...

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Via Notarbartolo 28 (già 16), Palermo

Questa villa non è un caso isolato. 👉 È una sopravvivenza

Di un’epoca in cui via Notarbartolo era un asse residenziale aristocratico, fatto di giardini, spazi aperti e architetture di rappresentanza.

La costruzione è documentata nel 1915. 👉 Committente: Rodrigo Licata, principe di Baucina e marchese di Montemaggiore. Il terreno faceva parte delle grandi proprietà legate alla concessione Ingham & Whitaker, protagonisti dello sviluppo urbano tra Otto e Novecento.

Il progetto è affidato a Ernesto Armò, allievo di Ernesto Basile. 👉 Una filiazione diretta del Liberty palermitano. Ma qui lo stile è più complesso: un eclettismo consapevole, con richiami al Rinascimento fiorentino.

La composizione architettonica è riconoscibile:

– torre angolare dominante
– loggette e bifore
– fregi in pietra
– stemma nobiliare dei Baucina ancora visibile

Nel marzo 1941 la proprietà passa a Gaetano Pottino di Irosa. 👉 Da qui il doppio nome attuale. La famiglia Pottino mantiene la villa fino ad oggi.

Gli interni conservano elementi originali di pregio:

- soffitti decorati
- boiseries lignee
- scalone monumentale in castagno

All’esterno, il giardino conserva ancora impianto e pertinenze storiche. In un contesto ormai trasformato, questa villa resta intatta. 👉 Un’eccezione urbana

Una delle poche testimonianze rimaste dell’edilizia residenziale di inizio Novecento lungo questo asse.

◆ CURIOSITÀ
– La data MCMXV (1915) è incisa sul portoncino laterale
– Il cornicione presenta parafulmini decorativi in ferro battuto
– Nel giardino sopravvivono le antiche rimesse con fregi Liberty
– La torre angolare è elemento distintivo nella composizione

Questa non è solo una villa. 👉 È un frammento di città che non esiste più.

💬 L’avevi mai notata davvero passando da via Notarbartolo?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗮𝘂𝗰𝗶𝗻𝗮-𝗣𝗼𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼”
📍 Via Notarbartolo 28, Palermo
📅 Costruzione: 1915
👤 Committente: Rodrigo Licata di Baucina
📐 Progettista: Ernesto Armò
🏛️ Stile: eclettico con influenze Liberty e rinascimentali
👑 Passaggio proprietà: 1941 → famiglia Pottino
🏠 Uso attuale: dimora storica privata, talvolta aperta per eventi culturali o visite guidate.

26/04/2026

𝗩𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗾𝘂𝗲𝗱𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 ’𝟮𝟬 — 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼
👉 Palermo in movimento, ma con un altro ritmo

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Da Piazza Verdi verso la Stazione Centrale, Palermo

Siamo intorno al 1920.

👉 Via Maqueda è già una delle arterie principali della città. Ma quello che colpisce non è la strada. 👉 È il ritmo

Carrozze che scorrono lente.
Persone che attraversano senza fretta. Abiti eleganti, cappelli, gesti misurati. 👉 Palermo si muove, ma senza rumore

All’altezza di Piazza Verdi compare un elemento iconico:👉 Il chiosco Vicari. Un punto di riferimento reale, documentato, parte della vita quotidiana della città.

Non solo un chiosco.
👉 Un luogo di incontro.
La scena è chiara:
– traffico fatto di cavalli, non motori
– spazio condiviso tra persone e carrozze
– assenza totale del caos moderno

👉 Un equilibrio urbano oggi scomparso

Via Maqueda, tracciata nel XVI secolo come asse rettilineo della città sp****la, nei primi del Novecento è già completamente integrata nella vita borghese palermitana.

👉 Qui si passeggia. Qui si guarda. Qui si vive.

Questo video è un documento creato con AI. Ho cercato di creare una Palermo sospesa tra Ottocento e modernità.

◆ CURIOSITÀ
– Via Maqueda è uno dei principali assi urbani aperti nel XVI secolo
– Nei primi del ’900 era già centro della vita commerciale e sociale
– Il chiosco Vicari è documentato come punto di ritrovo cittadino
– Le carrozze restano il mezzo principale fino agli anni ’20

💬 Riesci a immaginare questa strada senza auto?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗩𝗶𝗮 𝗠𝗮𝗾𝘂𝗲𝗱𝗮 (𝗮𝗻𝗻𝗶 ’𝟮𝟬)”
📍 Palermo — da Piazza Verdi alla Stazione
📅 Periodo: circa 1920
🚶 Contesto: asse urbano principale
🐎 Mobilità: carrozze e traffico pedonale
🏙️ Elemento: chiosco Vicari
📽️ Fonte: documento storico audiovisivo.

𝗜𝗹 𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 “𝗢𝗿𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲” — 𝗱𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮!👉 Qui la storia cambia funzione, ma resta visibile.📷 Baldo Lo Cicero ➡️ Vi...
26/04/2026

𝗜𝗹 𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 “𝗢𝗿𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲” — 𝗱𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮!
👉 Qui la storia cambia funzione, ma resta visibile.

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Piazza dell'Origlione, Palermo

Nel cuore dell’Albergheria esiste un luogo dove i secoli si sovrappongono. 👉 È il plesso Origlione dell’Istituto “Regina Margherita”.

Le origini sono documentate tra XIII e XIV secolo, quando qui sorgeva un ospizio dei Cavalieri Gerosolimitani, dipendente dalla Commenda della Guilla. 👉 Una presenza legata alle reti assistenziali medievali.

Nel XVI secolo il complesso viene trasformato in monastero benedettino femminile. Per oltre tre secoli diventa uno dei poli religiosi più estesi della zona, occupando gran parte dell’attuale piazza.

👉 Un complesso vasto e strutturato.

Le monache lo abitano fino al 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi nel Regno d’Italia. Da quel momento il sito passa allo Stato e inizia una fase di progressivo abbandono.

Il punto di rottura arriva il 9 maggio 1943. 👉 I bombardamenti su Palermo distruggono quasi completamente il monastero.

Nel dopoguerra cambia tutto. 👉 Da spazio religioso a spazio pubblico. Sull’area sorgono edifici scolastici: inizialmente la scuola media “Giovanni Verga”, poi il complesso viene integrato nell’Istituto “Regina Margherita”, che ancora oggi utilizza il plesso per attività didattiche.

Quello che vediamo oggi non è solo una scuola. 👉 È una stratificazione storica: Medioevo → monastero → soppressione → guerra → ricostruzione → scuola

👉 Tutto nello stesso luogo.

◆ CURIOSITÀ
– Il nome “Origlione” ha origine incerta e probabilmente medievale
– Il complesso monastico occupava gran parte della piazza attuale
– I bombardamenti del 1943 hanno cancellato gran parte delle strutture originarie
– È uno dei casi più chiari di riuso scolastico di un sito religioso storico

💬 Conoscevi la storia di questo luogo nel cuore dell’Albergheria?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗣𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗢𝗿𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲”
📍 Piazza Origlione, Palermo
🕰️ Origini: XIII–XIV secolo (ospizio gerosolimitano)
⛪ Monastero: benedettino dal XVI secolo al 1866
💣 Evento: distruzione 9 maggio 1943
🏫 Riuso: scuola pubblica nel dopoguerra
🏢 Funzione attuale: plesso Istituto “Regina Margherita”

25/04/2026

𝗜𝗹 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗲𝗮𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺’𝗲𝗿𝗮 — 𝘂𝗻 𝘀𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼
👉 Quando Palermo era un teatro a cielo aperto

🗺️📍 Piazza Ruggero Settimo — Palermo

Immagina questo luogo senza traffico. Carrozze, abiti eleganti, luci soffuse, una pioggia leggera. La piazza che si anima lentamente. Il Politeama al centro di tutto.

Questa ricostruzione nasce con l’intelligenza artificiale: 👉 Non è perfetta 👉 Non è una fotografia reale...

Ma il mio intento è un altro: provare a restituire l'atmosfera!

Il Politeama Garibaldi viene inaugurato nel 1874, su progetto di Giuseppe Damiani Almeyda. Nasce come teatro “popolare”, aperto e accessibile, in una Palermo in piena espansione.

👉 Un luogo pensato per tutti. Per concerti, spettacoli, vita cittadina. Tra fine Ottocento e primi del Novecento, questa piazza diventa uno dei cuori della città. Qui si passeggia, ci si incontra, si vive.

La sera, il teatro illuminato e il via vai di carrozze trasformano tutto in scena.

Quest'animazione non vuole essere esatta al 100%, non può esserlo. 👉 Vuole evocare. Ricreare quella sensazione: il rumore dei passi, le voci, le luci, l’attesa prima dello spettacolo o la soddisfazione al termine dello stesso.

Perché Palermo non è solo storia scritta. 👉 È atmosfera

E a volte, anche un’imperfezione può avvicinarci a quella memoria.

💬 Ti piacerebbe vedere Palermo tornare così, anche solo per una sera?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗲𝗮𝗺𝗮”
📍 Piazza Ruggero Settimo, Palermo
📅 Inaugurazione: 1874
👤 Architetto: Giuseppe Damiani Almeyda
🏛️ Funzione: teatro pubblico e spazio urbano centrale
🎞️ Ricostruzione: elaborazione AI a scopo evocativo
🎯 Obiettivo: ricreare l’atmosfera storica

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗕𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗶 — 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 👉 Realtà o leggenda?📷 Baldo Lo Cicero ➡️ Vi racconto Pa...
25/04/2026

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗕𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗶 — 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼
👉 Realtà o leggenda?

📷 Baldo Lo Cicero
➡️ Vi racconto Palermo

🗺️📍 Piazza Beati Paoli, quartiere Capo, Palermo

Tra i vicoli stretti e rumorosi del Capo si nasconde una delle storie più affascinanti di Palermo. 👉 I Beati Paoli.

Secondo la tradizione, si trattava di una setta segreta che agiva nell’ombra per punire ingiustizie e soprusi, riunendosi in ambienti sotterranei nascosti sotto il quartiere. 👉 Un tribunale invisibile nel cuore della città.

Il luogo più evocato è proprio qui: nei pressi della chiesa di Santa Maria di Gesù al Capo, dove si trovano ambienti ipogei e una camera dello scirocco, spazi realmente esistenti e documentati, utilizzati storicamente per la ventilazione e il refrigerio.

👉 Ma attenzione
La connessione diretta con i Beati Paoli non è storicamente documentata.

Il mito nasce e si diffonde soprattutto grazie a Luigi Natoli, che all’inizio del Novecento trasforma questa storia in un celebre romanzo, mescolando fatti, suggestioni e fantasia.

👉 Da lì nasce la leggenda

Uomini incappucciati, riunioni notturne, sentenze segrete: un’immagine potente che ancora oggi affascina e divide gli studiosi.

Quello che è certo è che Palermo possiede davvero un “doppio livello”: sopra, la vita dei mercati; sotto, un mondo nascosto fatto di cunicoli, cisterne e camere dello scirocco.

👉 Ed è proprio lì che la leggenda prende vita

◆ CURIOSITÀ
– Le camere dello scirocco sono ambienti sotterranei progettati per rinfrescare l’aria durante l’estate
– Il quartiere Capo conserva numerosi accessi a spazi ipogei
– Il mito dei Beati Paoli è oggi uno dei racconti più celebri della tradizione palermitana
– Il successo del romanzo di Natoli ha trasformato una leggenda in identità culturale

Palermo non è solo ciò che vedi.
👉 È anche ciò che si nasconde sotto i tuoi piedi.

💬 Tu ci credi alla storia dei Beati Paoli?

📑 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗗𝗔 𝗗𝗔𝗧𝗜 – “𝗕𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗶 (𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮)”
📍 Luogo: Vicolo degli Orfani 1, Capo, Palermo
🏗️ Strutture: ambienti ipogei e camera dello scirocco
📜 Origine storica: non documentata
📚 Diffusione: romanzo di Luigi Natoli (inizio XX secolo)
🏛️ Stato attuale: sito visitabile e valorizzato
🎭 Natura: tradizione popolare tra storia e leggenda

Indirizzo

Palermo
90100

Sito Web

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