Io Non Rischio - Palermo - CRI

Io Non Rischio - Palermo - CRI Io Non Rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di Protezione Civile.

Ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini, insieme alle buone pratiche, per minimizzarne l’impatto su persone e cose.

💛 Io Non Rischio, Non ha Età! 💛Giornata di divulgazione a Isola delle Femmine (PA) dedicata all' Invecchiamento Attivo. ...
06/05/2026

💛 Io Non Rischio, Non ha Età! 💛

Giornata di divulgazione a Isola delle Femmine (PA) dedicata all' Invecchiamento Attivo. Perché la consapevolezza non va in pensione. E la sicurezza non ha carta d’identità.

Abbiamo parlato dei rischi del territorio per prepararci insieme. Con le mani abbiamo toccato, costruito, provato. Zaino fatto, casa in sicurezza, allerte sul telefono.

Si sceglie di essere protagonisti e cittadini consapevoli che non delegano la propria sicurezza, ma la costruiscono un pezzo alla volta. E la tramandano.

Perché un nonno preparato protegge tutta la famiglia.
Perché un volontario che ascolta impara quanto insegna. Perché la Protezione Civile migliore sei TU, quando scegli di non avere paura ma di essere pronto. A 20 come a 80 anni.

Grazie a chi c’era 💛

Io non Rischio Sicilia

https://www.instagram.com/p/DYA58kMiNEA/?igsh=MXVibGZ2dXpua2J4aw==

06/05/2026

Partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile

06/05/2026

LA TRAGEDIA DI SARNO

Era il 5 maggio 1998 quando Sarno, in provincia di Salerno, è stata colpita dal più grave disastro geo-idrologico che ha colpito l'Italia, dopo il Vajont (1963) e Stava (1985).

Tra le 14:00 del pomeriggio e la mezzanotte del 5 maggio 1998, al culmine di un prolungato e intenso evento piovoso iniziato nel tardo pomeriggio del giorno precedente, una serie di colate di detrito si staccarono dall'area sommitale del Pizzo d'Alvano, nell'Appennino Campano.

Percorrendo ad elevata velocità entrambi i versanti, i detriti si abbatterono con violenza sugli abitati di Sarno, Bracigliano, Siano, San Felice a Cancello e Quindici.

In poche ore, più di 2 milioni di metri cubi di materiale si riversarono sui centri abitati. La tragedia si consumò in modo progressivo nell'arco di un'intera giornata: tra la prima frana e l'ultima trascorsero circa otto ore, e il maggior numero di persone morì a causa dell'ultima colata, attorno a mezzanotte, nella frazione di Episcopio, a Sarno.

Il momento peggiore arrivò nella notte: tra le 23:31 e la mezzanotte del 6 maggio, una frana di vastissime dimensioni travolse nuovamente Sarno, invadendo l'ospedale Villa Malta e seppellendo sotto al fango due medici, tre infermieri, il portiere dell'ospedale e cinque pazienti, tra cui due bambini.

Le cause furono sia naturali che umane.
Dal punto di vista geologico, le coperture terrigene del Monte Alvano sono costituite prevalentemente da piroclastiti a scarsa coesione (ceneri e lapilli provenienti dalle eruzioni del Vesuvio), depositate su un substrato carbonatico compatto e praticamente impermeabile. Quando queste si saturano d'acqua, scivolano a valle con forza devastante.

Ma contribuirono anche fattori antropici:
✅ tra il 1982 e il 1990 si era verificato un calo della superficie boschiva pari al 13,4%, a causa di numerosi incendi che avevano ridotto la stabilità dei versanti.
✅ i canali di drenaggio delle acque piovane ai piedi dei monti erano ostruiti da anni e non erano mai stati ripuliti dai detriti.
✅ La scarsa considerazione iniziale dell'evento, i ritardi negli interventi e la mancanza di un modello d'azione coordinato non fecero altro che incrementare una situazione già di per sé complicata.

Ci furono molte polemiche sulla lentezza dei soccorsi e sulle mancate evacuazioni di alcune zone di Sarno. Il sindaco Gerardo Basile fu accusato di omicidio colposo plurimo.

La tragedia provocò 161 morti, 350 feriti e 3.000 sfollati.
137 vittime furono nella sola Sarno, la cui frazione Episcopio fu l'area maggiormente colpita.

Tuttavia questa tragedia segnò una svolta nella politica italiana sulla gestione del rischio geo-idrologico.
Poche settimane dopo l'evento venne emanato il cosiddetto "Decreto Sarno" (Legge 267/98), recante norme su criteri e metodi per l'individuazione del rischio da frana e inondazione, e per la redazione dei Piani per l'Assetto Idrogeologico.

Per la prima volta, l'Italia spostò il proprio approccio dalla sola gestione dell'emergenza verso la prevenzione.

✍🏻 Antonio

19/01/2026
18/01/2026

⚠️ Prima regola in caso di allerta: non correre rischi se puoi farne a meno ⚠️

07/11/2025

📅 Venerdì 7 novembre
🌧⛈ In arrivo piogge e temporali al Sud
🔔🟡 Allerta GIALLA meteo-idro su sette regioni
🔎 Leggi l’avviso meteo del 6 novembre 👉 bit.ly/6nov25_avv

30/10/2025

📅 Domenica 19 ottobre
🔔🟡 Allerta GIALLA meteo-idro su settori di Calabria e Sicilia. Consulta il bollettino nazionale per conoscere il livello e le zone di allerta del territorio
➡️ http://bit.ly/AllertaMeteoIdro

Non perdetelo! 💛
21/09/2025

Non perdetelo! 💛

Quando siete in pericolo qualcosa dentro di voi cambia,succede oggi nel nostro presente…ma anche nel passato,una frase antica che nasconde un segreto,4 ragaz...

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