03/06/2026
sabella, che era sicura di ritrovarlo, gli volse uno sguardo di rimprovero e di preghiera; Cristina uno sguardo di dolore: ella aveva gli occhi rossi; aveva pianto: dunque sua madre le aveva detto qualche cosa; e se ella ne aveva pianto, era segno che il suo cuore non era rimasto insensibile. Fu per Verron una rivelazione; ed egli se ne sentì felice, come se Cristina gli avesse detto: “T’amo”.
Il domani ritornò nella strada del Crocifisso; ma la finestra era chiusa. Aspettò: poco dopo vide uscire di casa un prete, col volto oscurato dall’ira, che si rivelava anche al gesto nervoso col quale tirava i peli ora dei baffi, ora del pizzo. Egli diede una occhiata intorno, fermò, un attimo, gli occhi su Verron, aggrottò le sopracciglia, e si allontanò, picchiando forte con la canna sul selciato.
“Chi è costui? – si domandò il giovane: – Che cosa è andato a fare dalle donne?”.
E gli sovvennero alla memoria le parole di Isabella. Era dunque quella l’oscura minaccia dei grandi dolori? Un istinto generoso gli accrebbe il cuore, gli fece credere di esser chiamato a difendere quelle donne da un nemico, che forse era quel prete. Non si domandò quali rapporti corressero fra costui e le donne; e parendogli di non dover indugiare a dar loro coraggio, senz’altro tirò il cordoncino del saliscendi, aprì la porta e salì la scaletta...
- Disgraziato! – gridò Isabella, congiungendo le mani; – voi ci perderete, e perderete voi stesso!... Partite, ve ne supplico!... E non vi fate più vedere...
Sul volto di Cristina egli lesse un desiderio diverso da quello della madre; nei suoi occhi smarriti e sgomenti balenava una luce: un raggio di sole sopra un cespo di rose spiegato al vento...
Luigi Natoli: Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano.
In foto: Cristina. Spettacolo teatrale del 7 giugno alle ore 21:00 di Fra Diego La Matina, con la compagnia al Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di