I Buoni Cugini Editori

I Buoni Cugini Editori La casa che editrice nasce per l'amore nei confronti dei libri o scrittori caduti nell’oblìo... Ma altri autori lo seguiranno.

"Ogni libro possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto: quando un libro si perde nell'oblio, noi facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre..." L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

In questa frase si racchiude uno degli scopi della casa editrice I Buoni Cugini Editori di Ivo Tiberio Ginevra. Questa casa editrice nasc

e solo per l'amore nei confronti di questi libri dimenticati, ed il primo grande autore catalogato nella cosiddetta "letteratura dimenticata" che riportiamo alla luce è Luigi Natoli, con tutte le sue opere nelle versioni originali, quelle pubblicate mentre lo scrittore era in vita. Altri autori, grazie alle nostre meticolose ricerche, verranno riportati in vita per dare ai lettori il piacere della rilettura di grandi romanzi rimasti avvolti da anni di oblio.

sabella, che era sicura di ritrovarlo, gli volse uno sguardo di rimprovero e di preghiera; Cristina uno sguardo di dolor...
03/06/2026

sabella, che era sicura di ritrovarlo, gli volse uno sguardo di rimprovero e di preghiera; Cristina uno sguardo di dolore: ella aveva gli occhi rossi; aveva pianto: dunque sua madre le aveva detto qualche cosa; e se ella ne aveva pianto, era segno che il suo cuore non era rimasto insensibile. Fu per Verron una rivelazione; ed egli se ne sentì felice, come se Cristina gli avesse detto: “T’amo”.
Il domani ritornò nella strada del Crocifisso; ma la finestra era chiusa. Aspettò: poco dopo vide uscire di casa un prete, col volto oscurato dall’ira, che si rivelava anche al gesto nervoso col quale tirava i peli ora dei baffi, ora del pizzo. Egli diede una occhiata intorno, fermò, un attimo, gli occhi su Verron, aggrottò le sopracciglia, e si allontanò, picchiando forte con la canna sul selciato.
“Chi è costui? – si domandò il giovane: – Che cosa è andato a fare dalle donne?”.
E gli sovvennero alla memoria le parole di Isabella. Era dunque quella l’oscura minaccia dei grandi dolori? Un istinto generoso gli accrebbe il cuore, gli fece credere di esser chiamato a difendere quelle donne da un nemico, che forse era quel prete. Non si domandò quali rapporti corressero fra costui e le donne; e parendogli di non dover indugiare a dar loro coraggio, senz’altro tirò il cordoncino del saliscendi, aprì la porta e salì la scaletta...
- Disgraziato! – gridò Isabella, congiungendo le mani; – voi ci perderete, e perderete voi stesso!... Partite, ve ne supplico!... E non vi fate più vedere...
Sul volto di Cristina egli lesse un desiderio diverso da quello della madre; nei suoi occhi smarriti e sgomenti balenava una luce: un raggio di sole sopra un cespo di rose spiegato al vento...

Luigi Natoli: Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano.
In foto: Cristina. Spettacolo teatrale del 7 giugno alle ore 21:00 di Fra Diego La Matina, con la compagnia al Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di

Palermitani illustri: il barone Pietro Pisani.
03/06/2026

Palermitani illustri: il barone Pietro Pisani.

03/06/2026
Oggi è celebrazione di eroismi.Io non so se sia riverbero di orgogliosa tenerezza paterna; ma quando incontro ufficiali ...
03/06/2026

Oggi è celebrazione di eroismi.
Io non so se sia riverbero di orgogliosa tenerezza paterna; ma quando incontro ufficiali o soldati, feriti o no, che però recano in volto il sigillo della trincea, la loro immagine si ingrandisce agli occhi miei, e prende non so che augusto, sì che mi sento umile dinanzi a loro; e mi domando se noi ricordiamo abbastanza i prodigi che compiono questi nostri soldati, e se crediamo che ognun di noi abbia soluto tutto il suo debito verso di loro, offrendo un picciol obolo alle istituzioni un prò dei mutilati o degli orfani, o alle loro famiglie: mi domando se basta una cartella di rendita o l’offerta di un anellino per concorrere efficacemente alla vittoria; o se non dobbiamo comporre anche noi un’altra milizia di combattenti, per renderci degni di questi eroi, che fan gitto con generoso obblio della vita, in imprese che meraviglieranno i venturi.
Contendere il volo alle aquile, le rupi ai camosci, domare le insidie del mare, son cose cui i nostri eroi ci han reso familiari; e nessuna impresa, per quanto irta di difficoltà; nessun rischio, per quanto la morte vi appaia inevitabile, ci paion così superiori alla possanza dei nostri soldati che essi non debbano trionfarne. Essi hanno cancellato dal vocabolario la parola “impossibile”. Il miracolo è la consuetudine della loro vita, il maraviglioso è l’abito del loro spirito. Non sappiamo se un giorno un Omero, che brancolando fra le tombe e le are sparse lungo le aspre e contese vie di Trento e di Trieste, canterà la nostra Iliade; o se un nuovo Virgilio ne trarrà gli auspici per cantare i destini della terza Roma; ma ben sappiamo che nessuna eroica leggenda apparirà così sovrumana come la realtà vissuta e compiuta dal soldato d’Italia!
Bello e umano soldato, nel cui animo, come in ardente crogiuolo si fondono l’eroico sentimento dell’antico legionario e lo spirito avventuroso del cavaliere medioevale: e di quello ha la fora silenziosa e sicura; di questo la gentilezza e la generosità; e l’una e l’altra animate di quella poesia connaturata nel suo spirito, della quale alimenta i suoi affetti, e gitta i fiori spontanei sopra ogni suo gesto.

Luigi Natoli: Milizia eroica.

Continua la pubblicazione delle "Storie e leggende" di Luigi Natoli, con il terzo volume Dall'altare al patibolo che rac...
02/06/2026

Continua la pubblicazione delle "Storie e leggende" di Luigi Natoli, con il terzo volume Dall'altare al patibolo che raccoglie i titoli pubblicati nell'apposita rubrica del Giornale di Sicilia da ottobre 1890 a febbraio 1891.
Il volume comprende:

1 ottobre 1890: Erodiade (quattro puntate)
20 ottobre 1890: Il saccheggio del Monsignore
22 ottobre 1890: Cicco di Carlo
1 novembre 1890: Pel ganascino della zingara
6 novembre 1890: Un naso e una donna (due puntate)
4 dicembre 1890: Il mercato
10 dicembre 1890: Pel sacco bianco
12 dicembre 1890: La rivolta della fame (due puntate)
17 dicembre 1890: Bruto Seniore
22 dicembre 1890: Capo Corvo
30 dicembre 1890: Tele di ragno
1 gennaro 1891: Due Catoni
6 gennaro 1891: Dall'altare al patibolo
18 gennaro 1891: Più forte dell'amore (cinque puntate)

Le "Storie e leggende" sono fedelmente trascritte dalla fonte originale seguendo il rigoroso ordine di apparizione.

Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli edita I Buoni Cugini Editori
Copertina di
Pagine 191
Prezzo di copertina € 22,00

Il volume è disponibile:
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale.
Su tutti gli store online.
In libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

Don Angelo condusse me e mia figlia a Palermo, e ci nascose in una casetta, in fondo a vicoli dove a nessuno sarebbe ven...
28/05/2026

Don Angelo condusse me e mia figlia a Palermo, e ci nascose in una casetta, in fondo a vicoli dove a nessuno sarebbe venuto in testa di ve**re a cercarci; ma a Girgenti fece diffondere che andavamo a Valenza. Giusto in quei giorni, due galere siciliane in rotta per Barcellona, furono aggredite dai corsari tunisini: una fu affondata, l’altra scampò con la fuga: molti perirono annegati, fra cui alcuni viaggiatori, uomini e donne: qualcuno si salvò, afferrandosi in tempo alle corde lanciate dalla galera. Don Angelo spacciò in Palermo d’essere uno degli scampati, approfittando della notizia che a bordo v’erano dei preti; e naturalmente fece credere che io e Cristina fossimo perite: fece anzi celebrare delle messe per l’anima mia. Queste notizie fece diffondere a Girgenti, probabilmente per impedire che a qualcuno venisse in capo di ve**re a Palermo per vederci. E anche per togliere ogni speranza a Gerlando.
Gerlando, dopo la tragedia di quella notte fuggì: la morte di donna Mercedes gli fu imputata; accusato di ratto di una novizia, di sacrilegio e di non so quali altri delitti la sua testa fu messa a prezzo. Cercato, inseguito, visse nei boschi, come un bandito e con banditi. E tutto ciò per avermi difeso, per avermi amato! Seppe in questo tempo, la mia morte e quella della mia creatura. E io seppi la sua.
Io mandai un grido, e piansi, e bagnai di pianto la mia creatura, povera innocente orfanella. Egli se ne andò lieto di avermi tolta ogni ombra di speranza, che io seguivo nelle mie ore di solitudine dolorosa....

In foto Isabella, interpretata da
Spettacolo teatrale del 7 giugno alle ore 21:00 di Fra Diego La Matina, con la compagnia al Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di
Luigi Natoli: Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo soggiogata dall'Inquisizione.
Luigi Natoli: Fra' Diego La Matina. Romanzo storico siciliano.
www.ibuonicuginieditori.it

28/05/2026

Nella puntata di "Ulisse: il piacere della scoperta" del 25 maggio dedicata a "Parigi nascosta", Alberto Angela entra nella Biblioteca Nazionale. Piacevolissima la sorpresa dell'intervista a un lettore, che ha tra le mani I Beati Paoli di Luigi Natoli, tradotto Le bâtard de Palerme: Histoire des Beati Paoli.
"Sto leggendo Il bastardo di Palermo, di Luigi Natoli; è avvincente, è l'Alessandro Dumas italiano. Adoro leggere..."
Bello sapere che Luigi Natoli è letto a Parigi...
www.ibuonicuginieditori.it

Palermo, 27 maggio 1860Ore 6 e mezzo: Da lontano si odono delle fucilate; il fuoco cessa per un poco di tempo: si risent...
27/05/2026

Palermo, 27 maggio 1860

Ore 6 e mezzo: Da lontano si odono delle fucilate; il fuoco cessa per un poco di tempo: si risentono fucilate a grandi scariche: dopo un poco un fuoco ben nutrito. Vedo correre a passo di corsa una ventina di soldati, che venivano dalla via di Montesanto e prendono per via S. Cristoforo: dopo ho saputo che quello era un picchetto che guardava la porta di Termini. Si sono ritirati, e unitisi al picchetto della Posta si sono rifugiati al Carminello. Il fuoco di fucileria si sente ben nutrito.
Scorgo nella via Divisi un piemontese ed altri dei nostri gridare: "Aprite! siamo i vostri fratelli, aprite, aprite!„ Non vi è più dubbio, i nostri sono entrati: in un minuto e fra due salti corriamo alla Fieravecchia; le campane della chiesa di Montesanto salutano per i primi l'arrivo de' liberatori, con me corrono l'avv. Giovanni, Angelo e Luigi Muratori, questo ultimo, ragazzetto, s'era armato di un grosso coltello da cucina. Alla Fieravecchia trovo un popolo inerme, gridare: "Viva Italia! viva Garibaldi!„ — Le squadre entravano in ordine sparso; ogni squadra colla bandiera nella quale era attaccata l'immagine del Santo protettore del paese — Misilmeri: S. Giusto; Bagheria: S. Giuseppe; Marineo: S. Ciro; e così di seguito.
Era bello vedere le bonache dei nostri confuse colle camicie rosse — ed i nostri con lunghe lancie; il giubilo è incredibile. Mi avvicino alla Porta, scorgo una guida a cavallo; da noi si credette che quella fosse Garibaldi; quindi gridi assordanti di evviva, ma quella ci fa gesto che Garibaldi è dietro; ci avanziamo e vicino al quadrivio si vede una massa armata e nel mezzo Garibaldi, sorridente, col sigaro in bocca, saluta il popolo. Dai balconi del palazzo Villafiorita le signore sventolano i fazzoletti. Si grida: “Viva Garibaldi! viva S. Rosalia!„

Dal diario di Antonio Beninati.
Documenti e memorie della rivoluzione siciliana nel 1860. A cura della Sottocommissione storica del 1910 costituita da: Giuseppe Pitrè, Luigi Natoli, Alfonso Sansone, Giuseppe Travali, Giuseppe Pipitone Federico, Cesare Matranga
www.ibuonicuginieditori.it

Nino La Pelosa era quello che si diceva e si dice ancora, un “vastaso”, ossia un facchino, di quelli che tenevano la “po...
25/05/2026

Nino La Pelosa era quello che si diceva e si dice ancora, un “vastaso”, ossia un facchino, di quelli che tenevano la “posta”, ossia la loro borsa di lavoro, all’aria aperta, nella piazza di Ballarò. Quattro erano le piazze, e quattro le, di ciamo così, corporazioni dei “vastasi”: quella di Ballarò, quella della Fieravecchia, quella del Garaffo, e quella del Capo. In qualunque ora del giorno, si era sicuri di vederli in esse, seduti per terra, o sopra qualche banco – e se ne vedono ancora in qualche piazza, – scamiciati, a piedi nudi, pronti alla chiamata. Facevano un po’ di tutto: trasportavano roba, all’epoca degli sgombri, o quando occorreva; portavano le “seggette” o portantine, facevano, i banditori privati; vendevano roba vecchia in piazza per conto dei clienti: a tempo della pesca dei tonni, portavano al mercato con le stanghe al suono del grosso tamburo, gli enormi pesci infiorati di garofani nelle orbite vuote; trasportavano i morti; si prestavano insomma a tanti servizii: forti, infaticabili, rispettosi e sopratutto onesti.
Tutti obbedivano a un capo che era anche il superiore della congregazione religiosa alla quale avevan l’obbligo di ascriversi; e se non era il superiore ufficiale, ne era il capo morale e autorevole. Questa autorità gli veniva prima d’ogni altro dal coraggio e dalle prove di valore date, che gli creavano intorno una fama di valentia, sempre efficace sugli animi rozzi e ignoranti; oltre a ciò da certe qualità morali, serietà, fer mezza nei propositi, generosità cavalleresca, spirito di prepotenza e a un tempo di giustizia. Un vero “cristiano”. La dedizione, la sommessione degli altri era spontanea: si ricorreva a lui nelle questioni; egli giudicava con scrupolosa imparzialità, e nessuno si ribellava, neppure si doleva, se l’arbitrato gli riusciva sfavorevole.
Nino La Pelosa era il capo dei “vastasi” di Ballarò...

In foto Nino La Pilosa. Spettacolo teatrale del 7 giugno alle ore 21:00 di Fra Diego La Matina, con la compagnia
Testo e regia di

Luigi Natoli: Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano
www.ibuonicuginieditori.it

Palermo, 18 maggio 1860Il Generale Lanza poteva risparmiarsi di scrivere quanto ha scritto quest'oggi; — il popolo sicil...
22/05/2026

Palermo, 18 maggio 1860

Il Generale Lanza poteva risparmiarsi di scrivere quanto ha scritto quest'oggi; — il popolo siciliano non nutre più fede alle promesse di una abborrita dinastia parecchie volte spergiura. Oggi la polizia ha fatto un bel colpo — uno sciame di sbirri è andato ad arrestare quattro disgraziati suonatori di chitarra, che dimorano di posto nella gradinata della chiesa di S. Rocco; — questi disgraziati stanno a disposizione di chi li richiede, o per feste di battesimo, o per qualche matrimonio; — furono legati come malfattori e condotti al Commissariato di Pontillo, in via Bandiera.
È da credere che la polizia ha perduto la bussola.
Si parla segretamente che il Generale Garibaldi abbia impegnato battaglia con i Regi nelle vicinanze di Calatafimi, e che quest'ultimi abbiano avuto la peggio; — si dice che le truppe erano comandate dal Generale Landi; — i cannoni di Garibaldi tirano 8 miglia ed i fucili 4 miglia, di maniera che da Palermo si può ti**re fino a Monreale — sono armi di nuova invenzione.
Verso le ore 19 una forte ed imponente dimostrazione nel Cassaro al grido di “Viva Garibaldi e Vittorio Emanuele!„ — la festa finì con molti arresti, operati da quel birbante che è il capitano di gendarmeria De Simone; i poveri arrestati furono battuti a nerbate, e poi condotti alla Vicaria.
Notizie da Misilmeri sono ottime.

Documenti e memorie della rivoluzione siciliana nel 1860.
A cura della Sottocommissione storica eletta dal Comitato Cittadino: Giuseppe Pitrè, Luigi Natoli, Alfonso Sansone, Cesare Matranga, Giuseppe Travali, Giuseppe Pipitone Federico.
www.ibuonicuginieditori.it

Indirizzo

Viale Regione Siciliana N. 2347
Palermo
90135

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

3457416697

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando I Buoni Cugini Editori pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a I Buoni Cugini Editori:

Condividi

Digitare