Anna Fossati

Anna Fossati Ciao a tutti e a tutte! Mi chiamo Anna, ho 21 anni e amo raccontarmi e condividere le mie passioni.

Amore mio😍😍😍♥️Questo è un giorno, meraviglioso e unico perché sei nato tu! Una stella luminosissima e speciale che con l...
03/11/2024

Amore mio😍😍😍♥️Questo è un giorno, meraviglioso e unico perché sei nato tu! Una stella luminosissima e speciale che con la sua luce, vitalità, risata, dolcezza riempie i nostri cuori ♥️Spero che questo compleanno, come le giornate precedenti passate tutti insieme, in questo week end spensierato, ti possa donare il senso di famiglia che meriti e ogni sfumatura gioiosa dei colori della vita che tu possa cogliere e trasferire nel tuo cuore ♥️♥️♥️♥️♥️Ti amo tantissimo 😍😍😍😍😍

Condivido pienamente ♥️
28/10/2024

Condivido pienamente ♥️

Claudio si racconta:

"In tutte quante le mie foto, lascio comparire sempre la sedia a ruote.
Voi direte: "beh certo, è difficile nasconderla, ci stai sempre seduto sopra".
Questo, è vero ma potrei anche farmi scattare le foto soltanto in primo piano, evitando di farla vedere ogni volta.
Invece, no.
Perché la disabilità, non è un qualcosa di cui vergognarsi.
Non è una colpa essere nato così.
Non l'ho di certo scelto, è capitato.
Non ho mai detto frasi del tipo "perché proprio a me?" (che odio profondamente) anche soltanto sentire.
Che sarebbe come dire "a me no, ad altri sì".
Non è così che funziona...
Ovvio, ci sono dei momenti di grande sconforto, com'è normale che sia essendo umano ma la sedia a rotelle, la vedo ormai come una compagna di viaggio.
Magari, un pò pesante e noiosa.
Ma pur sempre fedele. Ci ho sempre scherzato sù.
Quando mi capitava di uscire, dicevo: "iu no tegnu mai problema ti seggia, mi la portu ti casa" ( io non ho problemi di sedia, me la porto da casa).
Avere a che fare con la disabilità, può insegnare molte cose, soprattutto se si ha voglia di conoscere davvero chi ci è seduto sopra.
Perché conta solo la persona, non dove è seduta e che tipo di problematica abbia.
La disabilità, non è una vergogna. Non è una malattia.
E' semplicemente una condizione fisica, con la quale bisogna imparare a convivere. Come ho fatto e faccio io...
Perché anche stando qui sopra, possiamo e dobbiamo essere considerati come tutti gli altri, solo persone.
Niente di più, ma neanche niente di meno! "

In foto Claudio

LA MIA CARROZZINA NON MI “COSTRINGE”
Utilizzare la formula “costretto in carrozzina” per descrivere una persona con disabilità è assolutamente negativo.
La carrozzina è uno strumento di libertà e di indipendenza, non una gabbia che imprigiona e blocca!
Nessuno costringe un disabile a stare in carrozzina, così come nessuno è costretto a muoversi in un paio di scarpe.
Impariamo a raccontare la disabilità senza usare un tono triste e compassionevole, a partire dal sensazionalismo dei media.
La disabilità fisica è solo una delle tante caratteristiche che qualcuno può avere, senza costrizioni e forzature.
Il termine corretto è “persona che si sposta in carrozzina” oppure “che utilizza la carrozzina per spostarsi”, al massimo “persona in carrozzina”.
Vorreiprendereiltreno

Fonte:
https://www.facebook.com/claudio.rimoli

Un sorriso all’insegna dell’amore ♥️😍✨Quando il il fotografo tira fuori il meglio di te ♥️😍💖
27/10/2024

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