Paola Fioroni

Paola Fioroni LA TUA OPINIONE È IMPORTANTE
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18/08/2026

CASO MADONNA ALTA: MA LA PARTECIPAZIONE VIENE PRIMA O DOPO LE DECISIONI?

Non voglio sostituirmi ai tecnici e non spetta alla politica stabilire, senza le necessarie competenze, se un albero debba essere abbattuto oppure possa essere salvato.
Ma sulla vicenda dei pini di Madonna Alta c’è una questione profondamente politica che riguarda il metodo.

La prima linea programmatica dell’amministrazione Ferdinandi si chiama, testualmente, “Vince la partecipazione”.

Il Sindaco Ferdinandi, già durante la campagna elettorale, affermava: “Per noi la politica è partecipazione” e prometteva un’amministrazione tra le persone e con le persone.

Benissimo.

È proprio partendo da queste parole che credo sia legittimo porre alcune domande.
Come si è arrivati allora, a Madonna Alta, a cittadini costretti a raccogliere oltre mille firme e a organizzare un presidio dalle prime ore del mattino per chiedere che una decisione sugli alberi del proprio quartiere venisse riesaminata?

Perché il confronto non è avvenuto prima?

Sono state illustrate preventivamente ai residenti le valutazioni tecniche?

Sono state messe sul tavolo tutte le possibili alternative e spiegate le ragioni per cui alcune di esse sarebbero eventualmente impraticabili?

Perché si è arrivati alla contrapposizione e solo successivamente allo stop per ulteriori approfondimenti?

Non sto dicendo che tutti gli alberi debbano necessariamente essere salvati.
Se esistono condizioni di pericolo accertate, la sicurezza viene prima di tutto.

Sto dicendo una cosa diversa: la partecipazione ha senso se precede le decisioni, non se arriva dopo la protesta.

Altrimenti rischiamo di costruire Case della partecipazione, laboratori, assemblee e percorsi bellissimi sulla carta, mentre davanti alle scelte concrete che incidono sulla vita quotidiana di un quartiere i cittadini scoprono le decisioni quando sono ormai prossime all’esecuzione.

11/08/2026

MA DAVVERO VOLETE QUESTA POLITICA?
PRIMA LE TASSE, POI LE ASSUNZIONI.
MA I SACRIFICI LI DEVONO FARE SEMPRE GLI UMBRI?

C’è qualcosa che considero profondamente sbagliato, prima ancora che politicamente discutibile, nelle scelte della Giunta Proietti.
Ho sempre pensato che per amministrare una struttura pubblica ci volesse capacità , buonsenso ma anche tanta onestà intellettuale.

Agli umbri è stato chiesto di pagare di più…
IRPEF e IRAP aumentate, con effetti che arriveranno fino al 2029, giustificando questa scelta con la necessità di rimettere in ordine i conti e soprattutto di garantire la tenuta della sanità.
Siamo i più penalizzati d’Italia
Se siete sotto l’ombrellone…chiedete a chi viene da altre Regioni!

Quando si chiedono sacrifici ai cittadini dovrebbe valere una regola elementare: il primo a dimostrare sobrietà deve essere chi amministra.

E invece, mentre migliaia di umbri aspettano una visita, un esame o una prestazione sanitaria, mentre famiglie e persone con disabilità attendono servizi e risposte sui territori, mentre cittadini e imprese pagano più tasse, la Regione trova le risorse per ampliare la propria struttura con nuovi dirigenti e decine di assunzioni, per un costo indicato in circa 2 milioni di euro ogni anno.

Il problema, allora, non è soltanto chiedersi se queste assunzioni siano formalmente possibili.
La domanda politica è un’altra: erano davvero questa la priorità e questo il momento?

Perché ogni euro di spesa strutturale racconta quale sia la gerarchia delle priorità di un governo.
E se chiedi più soldi agli umbri sostenendo che sono indispensabili per salvaguardare i servizi, devi poi spiegare agli stessi umbri perché, contemporaneamente, aumentano i costi della macchina regionale.

C’è poi un altro aspetto che ritengo particolarmente grave: la competenza non può diventare un elemento secondario nella Pubblica Amministrazione.
Leggere che per alcuni profili destinati a settori complessi e delicati possa essere sufficiente una laurea anche non direttamente coerente con l’ambito nel quale si andrà ad operare impone una spiegazione molto seria.

Penso in particolare ai servizi sociali. Non sono una casella amministrativa qualsiasi.
Parliamo di politiche che incidono sulla vita delle persone, delle famiglie, delle persone con disabilità, degli anziani e di chi vive situazioni di maggiore vulnerabilità. Servono conoscenza, esperienza e competenze specifiche. Non può essere il settore a doversi adattare al curriculum di chi viene assunto: deve essere chi viene selezionato ad avere le competenze adeguate al settore.

E proprio perché parliamo di selezioni pubbliche, credo sia indispensabile conoscere fino in fondo criteri, requisiti, fabbisogni che hanno determinato ciascuna posizione e ragioni delle scelte effettuate.

Non mi interessa gridare genericamente al “poltronificio”. Mi interessa una questione persino più seria: quale Regione stiamo costruendo e quali sono le sue priorità?

Una Regione dovrebbe diventare più efficiente prima di diventare più costosa.

📢 AUTISMO IN UMBRIA: MENO PROPAGANDA, PIÙ FATTI PER LE FAMIGLIE!💚 I 264.000 euro destinati alla nostra regione arrivano ...
09/08/2026

📢 AUTISMO IN UMBRIA: MENO PROPAGANDA, PIÙ FATTI PER LE FAMIGLIE!
💚 I 264.000 euro destinati alla nostra regione arrivano dal Fondo nazionale del Ministero della Salute, e strumenti per la diagnosi precoce come le reti Nida e Baby@Net sono da anni parte di un percorso dell'Istituto Superiore di Sanità, non una novità ideata dalla Regione
🫵Sui servizi e sulle risorse per l'autismo, la Giunta Proietti non metta il "cappello" su progetti che arrivano direttamente dal Governo nazionale
✅Il Governo ha finanziato il programma, l’Istituto superiore di sanità mette a disposizione strumenti e reti nazionali. La Regione non deve intestarsi ciò che arriva da Roma: deve farlo funzionare in Umbria
📌Ben vengano gli accordi e le risorse, ma alle famiglie non servono comunicati stampa autocelebrativi.
✍🏻Servono risposte su questioni concrete:
🔹 Trasparenza sui fondi: Come e in quali territori verranno spesi esattamente i 264 mila euro?
🔹 Tempi e personale: Quanti professionisti verranno ingaggiati e quanto dovranno attendere i cittadini per una diagnosi?
🔹 Continuità di cura: Cosa accadrà quando un ragazzo con autismo diventerà adulto?

🏛️Ora la Regione deve trasformare queste risorse in servizi concreti:
➡️ riduzione dei tempi per le diagnosi;
➡️ più professionisti sul territorio;
➡️ continuità della presa in cura;
➡️ sostegno alle famiglie;
➡️ risposte adeguate anche nell’età adulta;
➡️ piena attuazione del progetto di vita individuale previsto dalla riforma nazionale della disabilità.

⚖️Perché il vero risultato non è un comunicato stampa, ma una famiglia che non viene più lasciata sola e una persona con autismo che può costruire, con i sostegni necessari, il proprio progetto di vita

"Bene ogni euro destinato alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. (ANSA)

📌Alla luce delle problematiche sociali esistenti è fondamentale utilizzare ogni strumento legislativo per contrastare il...
08/08/2026

📌Alla luce delle problematiche sociali esistenti è fondamentale utilizzare ogni strumento legislativo per contrastare il degrado urbano e garantire il decoro e la sicurezza urbana
✅Ottobre 2023:
approvata la Legge Regionale di modifica del Testo Unico del Commercio, di cui sono stata prima firmataria
✅Ottobre 2024: approvato dal Giunta Tesei il
regolamento attuativo
✅Da allora i Comuni hanno autonomia nell’individuazione delle zone sensibili nel territorio di competenza nelle quali poter svolgere un’attività di controllo preventiva e successiva sulle aperture delle attività commerciali, potendo incidere anche su quelle già aperte, individuando nei loro regolamenti le zone considerate sensibili (ad esempio Fontivegge o alcune zone del Centro storico) con la possibilità di stabilire limiti di orario, misure per i rumori e divieti della vendita di alcolici o bevande in contenitori di vetro e lattine evitando provvedimenti temporanei, ma agendo con incisività laddove le attività diventano luoghi pericolosi
⛲️🏛️ Ora spetta al Comune di Perugia utilizzare questo strumento normativo per garantire la sicurezza che i cittadini di Perugia meritano e richiedono con forza

"Leggere ancora una volta le denunce dei residenti e dei commercianti di Fontivegge fa riflettere. (ANSA)

Leggo ancora una volta le denunce dei residenti e dei commercianti di Fontivegge: persone che bevono alcolici fin dal ma...
07/08/2026

Leggo ancora una volta le denunce dei residenti e dei commercianti di Fontivegge: persone che bevono alcolici fin dal mattino, bottiglie abbandonate, degrado, risse. E un’ordinanza anti-alcol che, secondo chi vive quotidianamente il quartiere, continua a essere violata.

Ma allora dobbiamo porci una domanda molto semplice: quante sanzioni sono state elevate? Quanti controlli sono stati effettuati?

Perché non possiamo continuare a rispondere al degrado soltanto con nuove ordinanze, se poi quelle ordinanze non vengono fatte rispettare.

Nella scorsa legislatura sono stata prima firmataria della modifica al Testo unico regionale in materia di commercio, la legge regionale n. 10 del 13 giugno 2014, approvata nell’ottobre 2023 e successivamente resa operativa attraverso il regolamento attuativo.

Una modifica che abbiamo voluto proprio per dare ai Comuni strumenti più forti per intervenire nelle zone sensibili, tutelando sicurezza, salute pubblica e decoro urbano.

I Comuni possono individuare queste aree e prevedere limitazioni agli orari, alla vendita di alcolici e altre misure, intervenendo anche sulle attività già esistenti.
Fontivegge è esattamente uno di quei luoghi nei quali occorre chiedersi se siano stati utilizzati davvero e fino in fondo.

Non è accettabile chiedere continuamente ai cittadini di collaborare, denunciare e segnalare e poi lasciare che abbiano la sensazione che nulla cambi.

Un’ordinanza senza controlli e senza conseguenze per chi la viola rischia di diventare soltanto un pezzo di carta.

Fontivegge non ha bisogno di altre parole.
Ha bisogno di presenza, controlli, applicazione delle norme e decisioni.

La sicurezza e il decoro non si annunciano. Si garantiscono. E le regole, quando ci sono, si fanno rispettare.

Clicca e Leggi l’articolo 👇🏻

Fontivegge al centro, Fioroni chiede controlli e interventi subito 📌 Fontivegge torna al centro del dibattito politico. Paola Fioroni chiede al Comune di Perugia di [Leggi ancora]

Ci sono parole che feriscono molto più di quanto chi le pronuncia riesca a immaginare.Usare “handicappato” come insulto ...
29/07/2026

Ci sono parole che feriscono molto più di quanto chi le pronuncia riesca a immaginare.
Usare “handicappato” come insulto non è una battuta. Non è etichettabile come una leggerezza.
Non è nemmeno soltanto una parola sbagliata.
È il segno di una cultura che continua, ancora oggi, ad associare la disabilità a qualcosa di inferiore, di ridicolo, di sbagliato.

Ed è questo che fa più male.

Perché dietro quella parola ci sono persone.
Ci sono bambini, ragazzi, donne e uomini che ogni giorno combattono non contro la propria disabilità, ma contro gli sguardi, i pregiudizi, le barriere e una società che troppo spesso continua a considerarli “meno”.
Ci sono famiglie che hanno trascorso una vita intera a difendere la dignità dei propri figli.
Ci sono persone che hanno dovuto dimostrare cento volte più degli altri il proprio valore.
Ci sono ferite che non si vedono e che certe parole riaprono ogni volta.
Per questo non riesco a far finta di niente.
La disabilità non è un insulto…
Non può essere utilizzata per umiliare qualcuno.

E quando lo facciamo, anche senza pensarci, stiamo dicendo a milioni di persone che la loro condizione rappresenta qualcosa di cui vergognarsi.

La vergogna non è avere una disabilità.
La vergogna è continuare a pensare che possa essere usata per offendere.

Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale profondo.
Un cambiamento che comincia anche dalle parole, perché le parole raccontano il modo in cui guardiamo gli altri.

Io continuerò a battermi perché quello sguardo cambi.

Perché ogni persona venga riconosciuta prima di tutto per ciò che è, per ciò che desidera, per ciò che può dare.

Nessuna condizione può togliere dignità a una persona.
Ma certe parole, pronunciate con superficialità o disprezzo, possono ferirla profondamente.

Ed è arrivato il momento di smettere.
Davvero.

23/07/2026
Comunicare la sostituzione del Garante regionale delle persone con disabilità senza neppure informarlo è un fatto grave,...
14/07/2026

Comunicare la sostituzione del Garante regionale delle persone con disabilità senza neppure informarlo è un fatto grave, prima ancora che una profonda mancanza di rispetto istituzionale.
Bene ha fatto lui a rimettere l’incarico

A quanto risulta, nessuna comunicazione formale sarebbe stata inviata al Garante uscente per informarlo della sua sostituzione.
La Regione Umbria e la sua maggioranza senza rispetto dell’Istituzione in carica.
Una decisione appresa indirettamente, senza un avviso, un confronto o un passaggio istituzionale improntato alla correttezza.

Non è una questione personale. È una questione di metodo, di trasparenza e di rispetto per il ruolo ricoperto.

Il Garante non è una casella da occupare o sostituire nel silenzio: rappresenta un punto di riferimento per le persone con disabilità, per le famiglie e per le associazioni. Proprio per questo ogni avvicendamento dovrebbe avvenire con chiarezza, dignità e senso delle istituzioni.

Chi parla continuamente di partecipazione e inclusione dovrebbe sapere che il rispetto comincia dai comportamenti concreti. E che le istituzioni non possono essere gestite come se le persone fossero intercambiabili e la forma una fastidiosa burocrazia .

Le persone, i ruoli istituzionali e soprattutto il mondo della disabilità meritano ben altro rispetto.
Grazie Massimo Rolla per quanto fatto e per quanto fatto insieme!

13/07/2026

Penso che siamo arrivati alla frutta…
Quando la toppa è peggio del buco

Questione manifesti a Perugia:

Leggiamo che le “vere domande” dei giovani sarebbero rimaste senza risposta e che chi palesa dissenso strumentalizza senza capire l’alto intento pedagogico dell’esperimento
Non è così.
Siamo noi che non riceviamo risposte dal Sindaco
La prima domanda è proprio questa: chi ha deciso che il disagio di alcuni adolescenti dovesse essere trasformato in una campagna pubblica contro le forze dell’ordine?
Chi ha deciso quali frasi rendere pubbliche e dove esporle?
Nessuno mette in discussione che alcuni giovani possano aver vissuto esperienze difficili o abbiano sviluppato diffidenza verso le istituzioni. Sarebbe irresponsabile ignorarlo.
Ma il compito di chi educa non è limitarsi a raccogliere quelle emozioni e trasformarle in manifesti da affiggere negli spazi pubblici.
Il compito di un educatore è aiutare i ragazzi a comprendere la complessità della realtà, distinguere gli episodi dalle generalizzazioni, sviluppare senso critico e rispetto delle istituzioni democratiche.
Perché se un adolescente scrive “le persone in divisa sono tutte raccomandate”, un educatore non dovrebbe trasformare quella frase in un manifesto.
Piuttosto dovrebbe discuterla e smontarla
Dovrebbe aiutare quel ragazzo a capire che non si può giudicare un’intera categoria sulla base di un’esperienza personale.
Se domani un adolescente scrivesse che “tutti gli immigrati sono delinquenti”, quella frase verrebbe stampata e affissa in città in nome della libertà di espressione? Evidentemente no.
E allora perché dovrebbe essere accettabile farlo contro le donne e gli uomini che indossano una divisa?
Ci viene detto che il progetto era finanziato con fondi pubblici europei.
Questo rende la vicenda ancora più delicata, perché quando si utilizzano risorse pubbliche il dovere di equilibrio, responsabilità e imparzialità è ancora più forte.

Dare voce ai giovani è un valore.

Trasformare le loro paure in messaggi pubblici che delegittimano un’intera categoria è un’altra cosa.

Noi continueremo a difendere il diritto dei ragazzi a essere ascoltati.

Ma difenderemo con la stessa forza anche il diritto delle forze dell’ordine a non essere trasformate nel bersaglio di campagne che alimentano sfiducia e pregiudizi.
Una società democratica cresce quando insegna ai giovani a confrontarsi con le istituzioni, non quando li abitua a considerarle il nemico.

PERUGIA LABORATORIO DI IDEOLOGIE PERICOLOSE😡Ma che cosa volete siano un po’ di manifesti ideologici e diseducativi, di c...
13/07/2026

PERUGIA LABORATORIO DI IDEOLOGIE PERICOLOSE
😡Ma che cosa volete siano un po’ di manifesti ideologici e diseducativi, di cui l’arte provocatoria non si comprende?
Ma che volete siano 4 manifesti offensivi per le Forze dell’Ordine ?
Ma cosa volete che siano per una Amministrazione faziosa e concentrata sull’indottrinamento ???
Io sono sconcertata …
Il Sindaco deve rispondere!
Sotto il nostro comunicato stampa 👇🏻

"Ci sono fatti che segnano un confine, e i manifesti comparsi a Perugia contro le donne e gli uomini in divisa rappresentano uno di questi. (ANSA)

Indirizzo

Perugia

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