16/10/2026
Oggi ho partecipato all’evento organizzato dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli , presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per ricordare i due anni dalla Carta di Solfagnano e dal primo G7 al mondo dedicato a Inclusione e Disabilità, svoltosi proprio in Umbria nel 2024.
Abbiamo ricordato la fatica, le emozioni, il grande coinvolgimento di tutti e, soprattutto, la partecipazione diretta delle persone con disabilità, vere protagoniste di quel percorso.
A due anni di distanza, però, quella straordinaria esperienza ci richiama soprattutto ad una responsabilità: rendere concreti nei territori i principi che abbiamo affermato.
Per questo oggi è urgente dare piena e reale attuazione al Decreto Legislativo 62/2024.
Non è soltanto una questione di risorse, anche se la costruzione di un Fondo unico per il Progetto di Vita rappresenta un passaggio fondamentale. È soprattutto una sfida di capacità organizzativa, di competenze, di integrazione e di cambiamento culturale di un intero sistema nel quale tutti siamo coinvolti.
Dobbiamo ancora imparare a costruire, senza alibi, veri Progetti di Vita, partendo dalla persona, dai suoi desideri, dalle sue aspettative e dalla sua autodeterminazione, traducendoli in obiettivi concreti, misurabili e realmente perseguibili.
Servono obiettivi SMART, una vera integrazione sociosanitaria ,e non solo, il superamento della frammentazione tra servizi, enti e competenze e la capacità di ricomporre attorno alla persona interventi e sostegni che troppo spesso oggi procedono separatamente.
E serve anche la capacità di utilizzare meglio ciò che già esiste: mettere a sistema e reindirizzare in maniera efficace e coerente le risorse e i diversi fondi disponibili, affinché non siano singole misure scollegate, ma parti di un unico Progetto di Vita.
È un percorso complesso e sfidante, lo sapevamo,ma si può fare
La riforma ci chiede di passare definitivamente dalla somma delle prestazioni alla costruzione di un progetto, dalla frammentazione alla corresponsabilità, dall’assistenza alla piena partecipazione.
La Carta di Solfagnano ci ha indicato una direzione. Ora la vera sfida è trasformare quei principi in vita quotidiana, in ogni territorio e per ogni persona con disabilità.
Un piacere, in un periodo difficile, incontrare di nuovo tanti amici e amiche con cui condividere idee e azioni concrete!