18/08/2026
CASO MADONNA ALTA: MA LA PARTECIPAZIONE VIENE PRIMA O DOPO LE DECISIONI?
Non voglio sostituirmi ai tecnici e non spetta alla politica stabilire, senza le necessarie competenze, se un albero debba essere abbattuto oppure possa essere salvato.
Ma sulla vicenda dei pini di Madonna Alta c’è una questione profondamente politica che riguarda il metodo.
La prima linea programmatica dell’amministrazione Ferdinandi si chiama, testualmente, “Vince la partecipazione”.
Il Sindaco Ferdinandi, già durante la campagna elettorale, affermava: “Per noi la politica è partecipazione” e prometteva un’amministrazione tra le persone e con le persone.
Benissimo.
È proprio partendo da queste parole che credo sia legittimo porre alcune domande.
Come si è arrivati allora, a Madonna Alta, a cittadini costretti a raccogliere oltre mille firme e a organizzare un presidio dalle prime ore del mattino per chiedere che una decisione sugli alberi del proprio quartiere venisse riesaminata?
Perché il confronto non è avvenuto prima?
Sono state illustrate preventivamente ai residenti le valutazioni tecniche?
Sono state messe sul tavolo tutte le possibili alternative e spiegate le ragioni per cui alcune di esse sarebbero eventualmente impraticabili?
Perché si è arrivati alla contrapposizione e solo successivamente allo stop per ulteriori approfondimenti?
Non sto dicendo che tutti gli alberi debbano necessariamente essere salvati.
Se esistono condizioni di pericolo accertate, la sicurezza viene prima di tutto.
Sto dicendo una cosa diversa: la partecipazione ha senso se precede le decisioni, non se arriva dopo la protesta.
Altrimenti rischiamo di costruire Case della partecipazione, laboratori, assemblee e percorsi bellissimi sulla carta, mentre davanti alle scelte concrete che incidono sulla vita quotidiana di un quartiere i cittadini scoprono le decisioni quando sono ormai prossime all’esecuzione.