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Un viaggio tra analisi e approfondimenti per comprendere il pianeta da nuovi osservatori.

Intervista al Dott. Nouhoun Zampaligré: l'evoluzione dell'ENESA.Oggi a Roma come esperto FAO, il Dott. Zampaligré ci rac...
24/06/2026

Intervista al Dott. Nouhoun Zampaligré: l'evoluzione dell'ENESA.

Oggi a Roma come esperto FAO, il Dott. Zampaligré ci racconta la missione dell'ENESA (Burkina Faso), punto di riferimento che accoglie oltre 800 studenti l'anno per la formazione in ambito zootecnico e ittico.

I progetti futuri? Modernizzazione delle infrastrutture, creazione di incubatori d'impresa e nuove filiali negli Agropoli del Paese per sostenere l'imprenditorialità dei giovani e delle donne in un settore chiave per lo sviluppo e la sicurezza alimentare.

Articolo scritto da Andrea Chioini
Continua a leggere l'articolo completo sul sito https://www.latitudiniaps.org/lenesa-e-il-futuro-dellallevamento-in-burkina-faso/

Il Burkina Faso è raddoppiato in trent'anni, raggiungendo i 24 milioni di abitanti. Come si garantisce il cibo per tutti...
22/06/2026

Il Burkina Faso è raddoppiato in trent'anni, raggiungendo i 24 milioni di abitanti. Come si garantisce il cibo per tutti in una regione complessa?

Lo abbiamo chiesto ad Amadou Dicko, Ministro delegato per le Risorse Animali del Paese.

Accanto alla lotta al terrorismo, il Paese ha lanciato l'“Offensiva agro-pastorale” per azzerare la dipendenza dalle importazioni e creare lavoro, offrendo sussidi, sementi e formazione gratuita agli agricoltori.

Con un patrimonio di 9 milioni di bovini e oltre 23 milioni di ovicaprini, l'autosufficienza è possibile. Nuovi progetti come la centrale del latte Faso Kossam e centri di miglioramento genetico avicolo stanno rivoluzionando il settore.

Nonostante le dure condizioni del Sahel, la ricerca scientifica locale sta sviluppando colture foraggere resistenti alla siccità per garantire il nutrimento del bestiame.

“Nutrizione, salute, genetica e organizzazione: sono le quattro sfide su cui stiamo intervenendo per raggiungere la piena autosufficienza.”

Articolo scritto da Andrea Chioini
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Il Presidente francese Emmanuel Macron e l'omologo ruandese Paul Kagame hanno inaugurato a Parigi "L’Archive", il primo ...
19/06/2026

Il Presidente francese Emmanuel Macron e l'omologo ruandese Paul Kagame hanno inaugurato a Parigi "L’Archive", il primo monumento permanente in Francia dedicato alle oltre 800.000 vittime del genocidio del 1994, in stragrande maggioranza di etnia Tutsi.

L'opera, firmata dall'artista Grada Kilomba, segna il culmine di un lungo percorso di riconciliazione tra i due Paesi, dopo trent'anni di profonde tensioni geopolitiche.

Articolo scritto da Dario Gennarini
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Il dibattito sulle politiche educative in Burkina Faso mette al centro un obiettivo chiaro: superare i vecchi programmi ...
17/06/2026

Il dibattito sulle politiche educative in Burkina Faso mette al centro un obiettivo chiaro: superare i vecchi programmi teorici di stampo coloniale per investire su competenze tecniche, tecnologiche e artigianali in grado di rispondere ai reali bisogni del mercato del lavoro locale.

Di questo si è parlato a Perugia grazie al progetto Soamba (finanziato da AICS), che ha ospitato otto tecnici burkinabé presso il Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università degli Studi di Perugia per una formazione sulla cunicoltura.

Le voci degli esperti locali evidenziano i punti chiave per una formazione davvero efficace:

Colmare il divario di strutture e aumentare i laboratori sul campo.

Non basta la teoria, i formatori devono saper ottimizzare le risorse locali (es. razioni alimentari a km zero) e garantire il benessere animale.

Saper trasmettere le competenze nelle lingue locali e con la pazienza del lavoro "sul campo".

L'esperienza dimostra come anche per gli agronomi italiani che operano nella cooperazione internazionale non basti la teoria. Serve una profonda "conoscenza culturale del contesto". Un'opportunità d'oro per Università come UniPg per innovare la didattica, attraendo studenti stranieri e aprendo nuovi scenari lavorativi per i giovani italiani.

Articolo scritto da Piero Sunzini
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Nel cuore della tradizione del Mali, il cognome Diabaté non è solo un nome, ma una vera missione sociale. Derivato dal m...
15/06/2026

Nel cuore della tradizione del Mali, il cognome Diabaté non è solo un nome, ma una vera missione sociale. Derivato dal malinké «jè baga tè» («colui a cui non si può opporre un rifiuto»), rappresenta il potere della saggezza e del dialogo capace di disarmare ogni conflitto.

Nobili rappresentanti dei Djéli (griot), conservano la storia e la Costituzione orale del Mandé.

Storicamente capaci di fermare guerre con la sola forza del canto e di fare da bussola morale ai leader.

Per garantire la massima neutralità nei loro arbitraggi, mantenevano una rigida separazione matrimoniale dalle stirpi reali.

Oggi, questa eredità millenaria continua a trasmettersi attraverso la musica e la cultura, ricordandoci che la forza della parola è superiore a quella delle armi.

Articolo scritto da Daouda Diabaté
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11/06/2026

Grandi notizie dal Burkina Faso! La ditta di perforazione è arrivata e l'ingegnere Jonata ha confermato quello che tutti speravamo: il pozzo è già attivo.
Tipoko è felice e pronta a partire con la produzione di ortaggi. Si comincia!

Articolo scritto da Pierre Yelen 
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Il panorama nel Sahel è sempre più instabile e il Presidente francese Emmanuel Macron è tornato a parlare duramente dell...
10/06/2026

Il panorama nel Sahel è sempre più instabile e il Presidente francese Emmanuel Macron è tornato a parlare duramente della rottura tra Parigi e il Mali durante il vertice Africa Forward 2026 in Kenya.

Macron ha definito la fine dell'operazione Barkhane (voluta dalla giunta militare maliana) una "cattiva decisione per il popolo", che ha lasciato un vuoto di sicurezza immediato.

Secondo l'Eliseo, la scommessa di Bamako sui mercenari russi dell'Africa Corps (ex Wagner) è fallita. Il Mali affronta oggi una crisi senza precedenti, tra blocchi di cibo, carburante e un'insicurezza arrivata fino al centro del Paese.

Ricordati i drammatici fatti del mese scorso, quando gli attacchi coordinati di Al-Qaeda e dei ribelli Tuareg (FLA) hanno colpito la capitale, costringendo il Presidente Goïta a un'evacuazione temporanea.

Macron ha ammesso che l’era dell’esclusiva influenza francese nelle ex colonie è finita. La risposta di Parigi? Diversificare le alleanze muovendosi fuori dalla sfera francofona, proprio come dimostra la visita ufficiale in Kenya.

La ritirata francese dal Sahel non significa un addio all'Africa, ma l'inizio di una nuova e complessa era diplomatica.

Cosa ne pensi della nuova strategia geopolitica francese in Africa? Scrivilo nei commenti.

Articolo scritto da Dario Gennarini
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https://www.latitudiniaps.org/le-dichiarazioni-di-emmanuel-macron-sulla-situazione-nel-mali/

Nel Sahel l'acqua è una risorsa critica. Pensate che a Ouagadougou piove tanto quanto a Roma in un anno, ma la stagione ...
09/06/2026

Nel Sahel l'acqua è una risorsa critica. Pensate che a Ouagadougou piove tanto quanto a Roma in un anno, ma la stagione delle piogge dura ormai solo 2 o 3 mesi. Il resto dell'anno? Terra arida.

Ma la soluzione c'è ed è sotto i nostri piedi: le falde acquifere sotterranee. Un tesoro nascosto che potrebbe garantire la sicurezza alimentare della regione, permettendo di coltivare tutto l'anno.

Articolo scritto da Pierre Yelen 
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Il Vertice di Accra del 4 marzo 2026 segna una svolta storica nei rapporti tra l'Alleanza degli Stati del Sahel (AES) e ...
08/06/2026

Il Vertice di Accra del 4 marzo 2026 segna una svolta storica nei rapporti tra l'Alleanza degli Stati del Sahel (AES) e l'Occidente. Non si tratta più solo di tensioni diplomatiche, ma dell'inizio di una visione politica radicalmente nuova.

Per Niger, Mali e Burkina Faso il tempo delle operazioni militari guidate da agende esterne è finito. La sicurezza non è più un servizio "chiavi in mano" offerto dall'Occidente in cambio di un accesso privilegiato alle risorse economiche del territorio.

Mentre l'Unione Europea insiste sulle procedure della democrazia liberale e sulla figura di Mohamed Bazoum, l'AES risponde legando la sicurezza ai servizi di base. Ospedali, scuole e presenza dello Stato nelle zone marginali sono visti come il vero strumento per disinnescare il reclutamento jihadista.

L'AES lancia un'apertura tecnica alla Cedeao per una partnership, ma a una condizione non negoziabile: "Collaboreremo per la stabilità della regione, ma solo se riconoscerete che i soli responsabili del destino saheliano siamo noi".

L'AES si propone non come un blocco militare isolato, ma come una nuova classe dirigente che punta a spezzare le "sudditanze storiche" del post-indipendenza.

Cosa ne pensi di questo cambio di paradigma geopolitico nel Sahel? Scrivilo nei commenti.

Articolo scritto da Dario Gennarini
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Da alleati inseparabili a rivali per il 2029. La diarchia che ha guidato il Senegal dal marzo 2024 è giunta al capolinea...
05/06/2026

Da alleati inseparabili a rivali per il 2029. La diarchia che ha guidato il Senegal dal marzo 2024 è giunta al capolinea: il Presidente Bassirou Diomaye Faye e l'ormai ex Primo Ministro Ousmane Sonko hanno ufficializzato la rottura politica, ridisegnando gli equilibri dell'Africa occidentale.

Ambizioni e Scissione: Forte del potere istituzionale, Diomaye Faye punta alla rielezione nel 2029. Ha lasciato il partito PASTEF per fondare la "Coalizione Diomaye Presidente". Dal canto suo, Sonko – rimosso da Premier – è stato eletto Presidente dell'Assemblea Nazionale, dove il PASTEF mantiene una maggioranza schiacciante: un ruolo da cui controllerà il governo con totale autonomia.
La faglia della Politica Estera: Due visioni opposte del sovranismo. Diomaye sceglie la prudenza: tre viaggi in Francia, dialogo aperto con Macron e un Senegal saldamente ancorato alla CEDEAO. Sonko guarda invece a una rottura radicale, strizzando l'occhio all'uscita dal franco CFA e mostrando forte simpatia per la linea dura e panafricanista dei Paesi dell'Alleanza degli Stati del Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger).
Il gioco dello "scaricabarile": Con un'economia interna fragile (pesa anche la scoperta di un enorme debito pubblico nascosto dalla precedente gestione), le promesse di miglioramento faticano a concretizzarsi. Ora che Sonko non è più al governo, la palla passa a lui per capitalizzare il malcontento popolare in vista del 2029.

Il mondo occidentale osserva e tifa chiaramente per la linea moderata di Diomaye. Ma la partita nel Paese della Teranga è lunghissima e tutt'altro che scontata.

Cosa ne pensate? La linea istituzionale di Diomaye o il radicalismo di Sonko: quale futuro vedete per il Senegal e l'equilibrio geopolitico del Sahel? Scrivetelo nei commenti!

Articolo scritto da Giovanni Santini
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Indirizzo

Via Dalmazio Birago, N. 58
Perugia
06124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
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