30/04/2026
Inzaghi: “Giù le mani dall’Inter, gli arbitri hanno penalizzato noi. Con la Champions sarei rimasto”
Simone Inzaghi torna a parlare della sua esperienza all’Inter e lo fa senza mezze misure, tra bilanci, rimpianti e futuro.
Sull’inchiesta sugli arbitri
“Mi ha scioccato: l’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa... È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti”.
“I magistrati parlano di arbitri graditi e sgraditi all’Inter”.
“Ok, ma come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso”.
Rimpianti e bilancio
“Sente più il merito di aver vinto uno scudetto o il demerito di averne persi due?”
“Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano”.
“Le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei”
Scelte e finale di Champions
“Se si trovasse nella stessa situazione di un anno fa, stabilirebbe come priorità lo scudetto o riproverebbe a vincere la Champions?”
“Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili”.
La finale di Monaco
“Cosa è successo nella finale di Monaco?”
“Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima. Il Psg è una grande squadra, come abbiamo visto anche l’altra sera contro il Bayern: ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti. Ci fa male ancora aver perso così ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa”.
Addio all’Inter
“Una volta per tutte: aveva comunicato alla squadra prima della finale che sarebbe andato via?”
“Assolutamente no. Non avrei potuto farlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter”.
“Perché allora prima della finale disse che c’erano diverse offerte sul suo tavolo?”
“Perché non sai mai come possono andare le cose e perché il mio dovere era non nascondere ai tifosi cosa poteva succedere. Anche in altre situazioni le richieste c’erano state e non le avevo mai accettate. Stavolta è andata diversamente: volevo provare una nuova esperienza”.
Arabia e presente
“In Arabia si va per i soldi, non per ambizione”.
“Oppure si va per conoscere una nuova realtà, per mettersi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho mai avuto problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Avevo una casa meravigliosa a Milano dalla quale vedevo tutto, anche San Siro. La proposta mi ha convinto e ora eccomi qua, felice di esserci”.
Su Dimarco e Zielinski
“Dimarco si è lamentato per le sostituzioni sistematiche che subiva durante la sua gestione.”
“Federico anche con me ha fatto grandi stagioni e lo sa bene: fui io a trattenerlo all’Inter dopo averlo visto per dieci giorni in allenamento, altrimenti magari sarebbe andato via per un altro prestito. Probabilmente le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo: ci sentiamo ancora. Anche su Zielinski ne ho lette tante. Però si dimentica che sono stato io a volerlo all’Inter, quando Marotta e Ausilio mi avevano prospettato l’occasione. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità”.
“Le manca l’Italia?”
“Sinceramente no. Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia. Vivo in un compound dove le strutture sono ottime, compresa la scuola americana per i figli. L’organizzazione è perfetta, anche nel club. E anche io sto imparando l’inglese”.
Inter oggi e Chivu
“I media sauditi hanno parlato di possibile esonero”.
“A me sembra che siano tutti contenti di me. Abbiamo fatto i quarti di finale al Mondiale per club, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato perché abbiamo 5 punti di svantaggio ma dobbiamo ancora affrontare l’Al Nassr nello scontro diretto, dobbiamo giocare la finale di Coppa del Re... E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione, perché l’eliminazione dalla Champions asiatica contro l’Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo che esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto”.
“Intanto l’Inter si è consolata in fretta: ha stravinto lo scudetto”.
“Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. E il merito è anche di Chivu. Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia”.
Chiusura
“Con la rosa di questa stagione, Inzaghi sarebbe rimasto a mani vuote nel 2025?”
“Non lo so, non si può mai dire. Di sicuro la società si è mossa bene sul mercato, sia migliorando l’attacco sia ingaggiando Akanji che per la difesa è stato un ottimo rinforzo”.
Quando io parlavo e tutti mi davano addosso...
Semplicemente INZAGHI, UOMO ENORME STOP. ANCORA UNA VOLTA NON PARLA MALE DI NESSUNO E FA I COMPLIMENTI A TUTTI, NON DICE CHE HA LAVORATO PER ANNI SEMPRE CON GLI STESSI E CON DUE PUNTE CONTATE E DICE QUELLO CHE LA SOTTOSCRITTA HA SEMPRE DETTO SIA DI DIMARCO, CHE DI ZIELLO E SE HO DETTO QUESTE COSE È PERCHÈ NON LE SAPEVO DA CHIUNQUE. E QUI MI FERMO.
PS: PERCHÈ SAREBBE RIMASTO SE AVESSE VINTO LA CHAMPIONS? PERCHÈ SE FOSSE RIMASTO DOPO QUESTO RISULTATO AVREBBERO ATTACCATO L'INTER CONTINUAMENTE COME UNA GARA AL MASSACRO, ECCO PERCHÉ È ANDATO VIA, PER IL BENE DI TUTTI, COMPRESO IL SUO.
Fonte: Gazzetta dello sport