" un PO a tavola "

" un PO a tavola " Questa PAGINA è un percorso "GASTRONOMICO-FLUVIALE", che mi ha portato dalla sorgente al delta del PO. Di piola in piola, di prelibatezza in prelibatezza!!!

BUONA forchetta & ... coltello !!!!

"VIVERBE" 2026 💚La rassegna più profumata del Piemonte Dal 18 al 22 settembre vie e piazze di Pancalieri (Torino) si tra...
17/09/2026

"VIVERBE" 2026 💚
La rassegna più profumata del Piemonte

Dal 18 al 22 settembre vie e piazze di Pancalieri (Torino) si trasformeranno in un mix di cultura, musica, spettacolo e gastronomia con al centro la ‘regina delle aromatiche’. Dal ‘Villaggio delle erbe’ ai coinvolgenti spettacoli serali, dalle mostre di pittura ai laboratori esperienziali, passando per i concorsi letterari, i cibi, le produzioni culinarie locali, l’arte di strada e lo sport. A Pancalieri è tempo di Viverbe, la manifestazione dedicata alla menta piperita, alle erbe officinali e alla vivaistica, giunta alla 45a edizione.

Grazie ad una squadra composta da Regione Piemonte, Consiglio regionale, Città metropolitana di Torino, assessori, consiglieri, uffici comunali, agricoltori, Protezione civile, Croce Rossa, alpini, associazioni, forze dell’ordine ed espositori, un ricco programma di eventi animerà il paese dal 18 al 22 settembre. Saranno presenti tanti stand dedicati alle produzioni locali e ai loro trasformati, ma anche il concorso letterario ‘PoeticaMenta’, i laboratori esperienziali, le mostre, le visite al museo della menta, lo street food, la ‘lunga notte dei giovani’ e tanto altro.

MENTA E OFFICINALI: UN PO’ DI STORIA E DI NUMERI
La coltivazione della erbe aromatiche è una tradizione di questo territorio da più di 150 anni. Tutto cominciò con la menta piperita. Secondo vari autori, quella coltivata nel Pancalierese è la varietà nera, nota come menta Mitcham in omaggio alla regione inglese dove nacquero le prime coltivazioni. Questa specie botanica viene introdotta in Italia nel 1903 da Honoré Carles associatosi, nel 1901, a Giovanni Varino, fondatore della omonima distilleria di Pancalieri nel 1870.
Nel 1908 Carles arrivò in questa zona del Piemonte e la coltivazione della menta si diffuse velocemente. Ma già nel 1865 il farmacista Chiaffredo Gamba la produceva e la distillava in proprio con un alambicco da 100 litri. Negli anni a seguire nel Pancalierese sorsero altri distillatori fino a raggiungere, nel 1926, la bellezza di ben 70 distillerie. Il lavoro veniva eseguito manualmente da tante aziende agricole familiari. Piccoli industriali del settore (di cui uno francese) costruirono numerosi alambicchi per la distillazione. Acquistavano la menta in pianta dai coltivatori e la trasformavano in olio essenziale.
La massima produzione si registra intorno al 1930, con circa 2.000 ettari coltivati a menta fra Pancalieri e una quindicina di Comuni limitrofi. La distillazione avveniva in un centinaio di alambicchi. «Per la qualità dell’olio essenziale, la nostra menta si è guadagnata la fama di “migliore del mondo”», sottolineano i produttori.
Negli anni Cinquanta e Sessanta la menta raggiunse il massimo della sua produzione di olio essenziale. Successivamente si cominciò a introdurre le coltivazioni di altre piante officinali, dall’estragone, che per una trentina d’anni registrò un notevole interesse, all’assenzio gentile, la prima essenza che andava essiccata in pianta e non distillata come le precedenti. Fu quindi messo a punto un sistema di essiccazione naturale all’ombra, mediante piccoli mazzetti che venivano appesi a fili di ferro tirati sotto le travi delle tettoie agricole. Dal 1980 arrivano gli essiccatoi ad aria calda forzata.
Nel 1985 si costituisce la cooperativa “Erbe Aromatiche Pancalieri”, inizialmente con 11 aziende agricole del territorio. Il sodalizio costruì tre alambicchi in acciaio inox e tre essiccatoi ad aria calda. In seguito vennero realizzate nuove strutture e impianti di prima trasformazione, oltre all’acquisto di macchine innovative.
«Attualmente la cooperativa è composta da 21 associati, che coltivano 25 aromatiche su una superficie complessiva di 240 ettari – spiega il presidente Marco Frandini – Diverse aziende sono condotte da giovani, alcune da donne». La cooperativa possiede 16 essiccatoi statici (in parte anche nelle aziende dei soci), 2 essiccatoi mobili, 1 essiccatoio rotante ad alta produzione e 5 alambicchi. La produzione annuale di erbe essiccate è di 1 milione di kg e quella di oli essenziali di circa 1.500 kg. L’utilizzo va dalla farmaceutica alla liquoristica e al settore aromatiero in generale. Circa l’85% del totale finisce all’estero.
La cooperativa ha ottenuto la certificazione di sostenibilità standard globale FSA-SAI ed è forse l’unica realtà che opera in questo settore ad averla ottenuta. Ha inoltre ricevuto la certificazione di ADM-Cert per la tracciabilità e produzione delle artemisie Piemonte per il vermouth e dal 2019 è entrata a far parte del Consorzio per la tutela del vermouth di Torino IGP, in quanto appunto produttore di artemisie.
Infine, detiene una conoscenza derivata da 40 anni di esperienza consolidata e ad oggi ha diversi progetti aperti per una visione nuova, più flessibile e vicina al mondo in continua evoluzione.

IL MUSEO DELLA MENTA
Il Museo della Menta e delle Piante Officinali di Pancalieri è stato inaugurato nel 2007 e rappresenta una testimonianza dell’attenzione che gli abitanti di questo territorio rivolgono ai loro prodotti e, soprattutto, ai produttori di oggi e di ieri. Il Museo, allestito in locali del Comune (via San Nicolao 18), già sede della Società Operaia e ristrutturati grazie ai contributi europei e alle risorse municipali, si presenta ai visitatori come uno spaccato di vita quotidiana nei vari periodi storici e nella contemporaneità, attraverso filmati, documenti originali, attrezzi e un documentario che raccoglie le “voci e i volti” dei protagonisti di Pancalieri e dei suoi prodotti.
Nelle varie sale trovano spazio la mitologia e la storia fino ai giorni nostri, passando attraverso i primi distillatori e con spazi dedicati agli erbari, all’uso alimentare delle erbe, ai prodotti della Cooperativa Erbe Aromatiche, delle aziende pancalieresi ChialvaMenta ed Essenzialmenta e la presentazione di un diorama del territorio di Pancalieri curato dal Parco del Po Cuneese.
Un viaggio ideale nella storia delle piante officinali dalle origini ai giorni nostri. Nel 1865, a Pancalieri, la menta venne piantata dal farmacista Chiaffredo Gamba, e distillata con un alambicco da 100 litri; nel 1926, le distillerie erano già settanta.
Un museo dalla vocazione plurima, che si propone come luogo deputato alla valorizzazione della coltura della menta e delle altre piante officinali, della loro lavorazione, degli uomini che hanno contribuito alla loro affermazione in questa parte del Piemonte. Al tempo stesso è veicolo e strumento di promozione del territorio, proponendosi come luogo di divulgazione e di proposta didattica, luogo di cultura materiale, di valorizzazione e attualizzazione di storia e di tradizione.
Ingresso sempre gratuito. Per informazioni sulle visite: 011-973.41.02; [email protected]

PROGRAMMA
https://www.torinotoday.it/eventi/pancalieri-viverbe-2026-menta-piperita-erbe-officinali.html

il "PLAISENTIF" sta arrivando !!! 😋🧀 💜Il Plaisentif è un antico e pregiato formaggio della Val Chisone, storicamente not...
16/09/2026

il "PLAISENTIF" sta arrivando !!! 😋🧀 💜

Il Plaisentif è un antico e pregiato formaggio della Val Chisone, storicamente noto come il "formaggio delle viole". Questa particolare toma deve il suo nome e la sua unicità al fatto che viene prodotta esclusivamente con il latte crudo intero di mucche che pascolano in alpeggio tra giugno e luglio, proprio durante il periodo di massima fioritura delle violette alpine.

Il ruolo delle mucche e dei fiori:
Le mucche si nutrono delle erbe fresche del primo alpeggio ricche di fiori viola. Le essenze floreali e i beta-caroteni presenti nelle viole si trasferiscono direttamente al latte, donando al formaggio un colore giallo dorato intenso e un bouquet aromatico inconfondibile.

La Fiera del Plaisentif 2026 (27ª edizione della Rievocazione Storica "Poggio Oddone: Terra di Confine") si svolgerà a Perosa Argentina (TO) da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026. Protagonista sarà il celebre Plaisentif, il “Formaggio delle Viole”, che costituisce una delle più ricercate prelibatezze dell'area Occitana delle Alte Valli Chisone e Susa.
Viene caseificato esclusivamente nei primi trenta giorni dopo la salita all'alpeggio, ovvero in piena fioritura delle viole.
La vera e propria fiera commerciale e la vendita del celebre "formaggio delle viole" sono concentrate nella giornata di domenica 20 settembre.

Il Programma delle Giornate
Venerdì 18 settembre 2026
Apertura dei festeggiamenti culturali.
Inaugurazione della 4ª Rassegna del Miele e delle prime mostre artistiche locali.

Sabato 19 settembre 2026
Continuazione delle rassegne espositive e dei laboratori per famiglie.
In serata:
Suggestiva fiaccolata in costume storico per le vie del borgo, seguita da spettacoli musicali e tradizionali balli occitani.

Domenica 20 settembre 2026 (Il giorno della Fiera)
Dalle prime ore del mattino:
Grande mercato della Fiera del Plaisentif e dell'artigianato tipico posizionato nell'area tra il Parco Tron, Via Re Umberto e Parco Gay.
Vendita e Degustazione:
Inizio ufficiale della commercializzazione del Plaisentif della stagione 2026 (marchiato a fuoco con la caratteristica viola dopo almeno 60-80 giorni di stagionatura).
Pomeriggio:
Grande Corteo Storico con circa un centinaio di figuranti in abiti del '500. Messa in scena della teatralizzazione del "Dono del Formaggio" al Governatore Turta da parte dei margari, accompagnata da dimostrazioni di antichi mestieri e sbandieratori.

Ristorazione:
Punti ristoro aperti tutto il giorno con specialità locali tra cui i tradizionali gofri.
https://www.poggiooddone.it/

Via Garibaldi 13 - Torino 🥃Quello che vedete è l'affascinante vicolo che si addentra nell'isolato di San Simone, proprio...
15/09/2026

Via Garibaldi 13 - Torino 🥃

Quello che vedete è l'affascinante vicolo che si addentra nell'isolato di San Simone, proprio dove nel 1500 fu inventato il celebre amaro torinese.

La chiesa esisteva già nel 1047 ma era piccola e poverella, con il tetto di legno; nel tempo non cresce come dimensioni, ma viene aggiunto un cimitero ed un orto.

Viene sconsacrata nel 1729, trasformata in osteria San Simone e nel Novecento in cinema.

Il titolo di San Simone viene trasferito in Borgo Dora ma, anche qui, la chiesa non avrà miglior fortuna, cessando definitivamente la sua esistenza nel 1882.

"BRA'S"Il BRA'S 2026 – Il Festival della Salsiccia e dei Sapori di Bra si terrà dal 17 al 20 settembre 2026 nella città ...
14/09/2026

"BRA'S"

Il BRA'S 2026 – Il Festival della Salsiccia e dei Sapori di Bra si terrà dal 17 al 20 settembre 2026 nella città di Bra (Cuneo). Si tratta di uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti del Piemonte, organizzato ad anni alterni rispetto a Cheese per celebrare la rinomata Salsiccia di Bra e le altre eccellenze locali.

I Protagonisti del Gusto
Al centro del percorso enogastronomico diffuso nelle piazze e nelle storiche botteghe della città ci saranno quattro prodotti d'eccellenza:
Salsiccia di Bra (tradizionalmente prodotta con carne bovina e una parte di grasso suino)
Pane di Bra
Formaggio Bra DOP (nelle versioni Tenero e Duro)
Riso di Bra

Grandi Chef e Ospiti d'Eccezione
L'edizione 2026 vanta la presenza di nomi di primissimo piano della cucina italiana:
Antonino Cannavacciuolo partecipa in veste di Main Testimonial e Chef Ambassador.
Carlo Cracco è l'ambasciatore ufficiale della manifestazione.
Tra gli altri chef di rilievo figurano Antonella Ricci, Vinod Sookar, Massimo Camia e Michelangelo Mammoliti.

I piatti d'alta cucina verranno serviti presso l'Ala Stellata (sotto i portici di Piazza Garibaldi) a partire da sabato 19 settembre.

PROGRAMMA
https://www.brasfestival.com/

"ChialvaMENTA" - 100 anni !!!Nel 2026 la storica azienda di Pancalieri (Torino) celebra un traguardo fondamentale: i 100...
13/09/2026

"ChialvaMENTA" - 100 anni !!!

Nel 2026 la storica azienda di Pancalieri (Torino) celebra un traguardo fondamentale: i 100 anni di distillazione della famiglia Chialva.
La famiglia, attiva sul territorio come coltivatori fin dal 1865, ha infatti fondato la propria Distilleria Storica nel 1926 grazie ad Antonio Chialva, diventando la realtà più antica e iconica nel settore della lavorazione della Menta Piperita di Pancalieri.

Il Centenario e gli Eventi
Per festeggiare questo speciale secolo di distillazione (1926-2026), l'azienda ha promosso diverse iniziative culturali ed enogastronomiche, in particolare durante gli storici appuntamenti del territorio.
Omnia Menta – Il Giardino Ritrovato (Edizione 2026):
Un evento culturale e benefico in cui il traguardo dei 100 anni viene celebrato attraverso l'arte. Per l'occasione, l'artista Maurilio Pagnone ha dedicato una nuova opera proprio al secolo di distillazione della famiglia.
La rassegna Viverbe:
Presso lo stand istituzionale di ChialvaMenta vengono organizzati incontri e degustazioni speciali per ripercorrere la storia della filiera. Coinvolgimento locale:
I bar e i ristoranti di Pancalieri propongono cocktail speciali e menu tematici dedicati, utilizzando i prodotti e gli oli essenziali dell'azienda.
Gran Premio Ciclismo:
Si tiene anche la XV edizione del Gran Premio ChialvaMenta, una corsa ciclistica che sposa la tradizione sportiva con quella aziendale.

Oltre un secolo di eccellenza in cifre
1865:
Inizio ufficiale della coltivazione della menta piperita a Pancalieri con l'antenato Agostino Chialva.
1926:
Fondazione della distilleria e avvio dell'estrazione dell'olio essenziale in proprio.
5 generazioni:
La continuità familiare che ha mantenuto l'azienda ai vertici nazionali, ottenendo il titolo di Impresa Storica Nazionale dalla Camera di Commercio.
Partner d'eccellenza:
L'azienda fornisce da oltre 50 anni il suo prezioso olio essenziale a giganti dell'industria dolciaria come Ferrero (per le celebri Tic Tac).
2012:
Lancio del marchio ChialvaMenta, la linea esclusiva che include liquori, sciroppi, caramelle e infusi distribuiti nei mercati di alta gamma.

http://www.menta.it/

"TORCETTO, GRISSINO & TOMA" 😋Tre specialità, una storia lunga vent’anni e un intero territorio da raccontare attraverso ...
12/09/2026

"TORCETTO, GRISSINO & TOMA" 😋

Tre specialità, una storia lunga vent’anni e un intero territorio da raccontare attraverso sapori, tradizioni e memoria. La Sagra del Torcetto, del Grissino e della Toma torna a Lanzo Torinese per un’edizione speciale, in programma dall’11 al 13 settembre 2026, con un calendario che intreccia gastronomia, spettacolo, cultura e rievocazione storica.

Organizzata dalla Pro Loco di Lanzo, la manifestazione celebra tre eccellenze profondamente legate alla città e alle Valli di Lanzo, portandole al centro di un fine settimana dedicato alla loro storia e alle lavorazioni artigianali che ancora oggi ne custodiscono la tradizione. Tra le vie e le piazze del centro, dal Medioevo alla fine dell’Ottocento, figuranti, artisti, dimostrazioni e abiti d’epoca accompagneranno il pubblico in un percorso attraverso epoche diverse. Piazza Rolle, piazza Peradotto e le altre aree del centro ospiteranno inoltre le lavorazioni dal vivo di grissini, torcetti e Toma, mostrando i gesti e la manualità legati a queste produzioni.

La grande festa inizia venerdì 11 settembre alle 17.00 con la parata inaugurale tra piazza Rolle e le vie della città, seguita dagli interventi delle autorità e dalla serata alla Taverna dei Sapori. Sabato 12 settembre, dalle 10.00, torneranno produttori, hobbisti, artisti e attività per il pubblico, con le lavorazioni di grissini e torcetti, gli appuntamenti dedicati alla Toma, i giochi medievali, le passeggiate sui pony e la mostra all’Ala Mercatale di piazza Allisio. La giornata si concluderà con il secondo spettacolo serale di Barnum alle 21.30. Domenica 13 settembre il programma riprenderà alle 10.00 e proseguirà tra stand, dimostrazioni, mostra e attività. Alle 15.00 partirà da piazza Gallenga “A Spasso nel tempo”, la sfilata con figuranti e abiti d’epoca che attraverserà idealmente i secoli dal Medioevo alla fine dell’Ottocento. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione.

La parte gastronomica avrà il suo spazio principale presso La Taverna dei Sapori, all’interno del salone LanzoIncontra, dove la Pro Loco curerà pranzo e cena con piatti della tradizione preparati utilizzando materie prime locali. Domenica sera, alle 18, sarà invece la volta della merenda sinoira. In piazza Rolle, La Sosta Allegra accompagnerà le tre giornate con bibite e specialità da passeggio, mentre i banchi dei produttori saranno distribuiti tra piazza Rolle e piazza Peradotto. Durante il fine settimana sarà inoltre possibile assistere alle lavorazioni dal vivo di grissini, torcetti e Toma: in piazza Rolle si potranno seguire le fasi di preparazione dei grissini e del formaggio, mentre in piazza Peradotto saranno realizzati i torcetti. Per la Toma sono previsti appuntamenti sia sabato che domenica.

L’ingresso è a offerta libera e gli organizzatori invitano il pubblico a partecipare anche in abito d’epoca. Per il ventennale, Lanzo lega così ancora una volta la propria tradizione gastronomica alla memoria della città, affidando a torcetto, grissino e toma il racconto di una storia che attraversa le generazioni e continua a trovare spazio nelle piazze del territorio.

Torcetto di Lanzo
Il tradizionale biscotto a base di b***o, farina e lievito, piegato nella tipica forma ovale con le estremità incrociate e ricoperto di zucchero caramellato prima della cottura in forno. Un pilastro della pasticceria locale.

Toma di Lanzo
Formaggio d’alpeggio a base di latte vaccino intero o parzialmente scremato, caratterizzato da una pasta morbida o semidura e un sapore intenso che varia a seconda della stagionatura nelle valli. Ideale da abbinare ai grissini locali.

Grissino di Lanzo
Il classico bastoncino di pane stirato a mano, preparato con farina di grano tenero e strutto o olio, rinomato per la sua friabilità e la caratteristica superficie nodosa. La spalla perfetta per salumi e formaggi del territorio.

"RISO' "C’è un modo particolare di arrivare a Vercelli e coglierne l’identità più profonda: seguire il filo d’acqua che ...
11/09/2026

"RISO' "

C’è un modo particolare di arrivare a Vercelli e coglierne l’identità più profonda: seguire il filo d’acqua che attraversa la pianura e conduce alle risaie che la circondano. Qui il riso non è soltanto una coltura, né semplicemente uno degli ingredienti più familiari della cucina italiana. È un paesaggio, una storia, un’economia, una cultura. È il segno lasciato nei secoli dall’incontro fra acqua, terra e lavoro dell’uomo.

Il Piemonte è storicamente la principale regione risicola italiana: circa 114 mila ettari sono coltivati a riso e ben 71 mila si trovano nella provincia di Vercelli. Numeri che raccontano un territorio, ma non solo. Perché dietro ogni chicco ci sono cascine e canali, antichi mulini, tecniche agricole, varietà custodite e selezionate, paesaggi che cambiano con le stagioni. E c’è una memoria del lavoro che ha nelle mondine una delle sue figure più emblematiche.

Proprio da questo legame nasce "Risò", il Festival internazionale del Riso che dall’11 al 13 settembre torna per la seconda edizione, trasformando Vercelli e i Borghi delle Vie d’Acqua in una suggestiva destinazione da scoprire. Il cuore della manifestazione sarà il Village di piazza Antico Ospedale, con padiglioni dedicati alla filiera, ai produttori e alla gastronomia.

Ma il festival è soprattutto un invito ad attraversare le Terre d’Acqua. I sette tour organizzati da Lab Travel conducono tra risaie, cascine, mulini, castelli, monasteri, musei e luoghi legati alla cultura dell’acqua: itinerari dove il prodotto agricolo diventa esperienza e il paesaggio si fa racconto.

Quest’anno tre anniversari diventano altrettante chiavi di lettura: i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative da parte delle mondine e gli 80 anni della selezione del riso Arborio. Tre date per entrare nella storia di un territorio dove l’acqua ha significato sviluppo, il lavoro ha prodotto diritti e la ricerca ha trasformato una coltura antica.

Non mancherà il gusto:
nel Padiglione Food, il riso sarà interpretato dalla ristorazione vercellese in risotti, arancini, pizze, dolci e gelati. Domenica 13 settembre, al Padiglione Produttori, spazio alla finale del Trofeo d’la Panissa, piatto simbolo della tradizione locale, con lo chef pâtissier Ernst Knam come ospite d’eccezione. Il programma si allarga poi alla città con RisòFF: mostre, performance, installazioni e appuntamenti nei Borghi delle Vie d’Acqua. Vercelli, insomma, si lascia scoprire come una città e un territorio che hanno nel riso la propria chiave di lettura. Appuntamento a "Risò" per cominciare il viaggio

INFO
https://festivaldelriso.it/

"Susine Santa Clara del Saluzzese" La Santa Clara – nota anche con il nome di Stanley – è un’antica varietà di susino ot...
10/09/2026

"Susine Santa Clara del Saluzzese"

La Santa Clara – nota anche con il nome di Stanley – è un’antica varietà di susino ottenuta nel 1913 negli USA. Fa parte del gruppo dei susini europei (Prunus domestica L.): sono circa un centinaio e vantano una storia ottocentesca. È una varietà rustica e dotata di buona adattabilità a terreni e condizioni difficili; è diffusa in tutto il Saluzzese, dove si spinge anche a altitudini piuttosto elevate.

Entrando in vegetazione più tardi rispetto alle altre drupacee, si difende meglio dalle gelate primaverili tardive. Anche per quanto riguarda le esigenze pedologiche questa specie, pur prediligendo i terreni sciolti e profondi e le posizioni soleggiate, dove si sviluppa bene la coltura industriale, si adatta ad una ampia varietà di situazioni sia in collina che in pianura.

L’albero è vigoroso o medio vigoroso, a portamento assurgente. L’epoca di fioritura è intermedia e le varietà più utilizzate per l’impollinazione sono President, Prugno d’Italia, Ruth Gerstetter. Si tratta di una varietà produttiva, ma particolarmente soggetta al fenomeno di cascola in pre-raccolta. Il frutto è di buona pezzatura; ha forma ellissoidale lievemente asimmetrica. La buccia è piuttosto spessa; la pruina vela il colore di fondo blu-violetto intenso. La polpa sfuma tra il giallo e il verde, è spicca e discretamente zuccherina. La consistenza soda e la buccia spessa rendono la susina Santa Clara del Saluzzese resistente alle manipolazioni in fase di raccolta, confezionamento e commercializzazione.

La susina Santa Clara del Saluzzese si raccoglie tra agosto e settembre ed è molto apprezzata sui mercati
del Piemonte e della Liguria, dove viene consumata preferibilmente fresca. Le susine Santa Clara del Saluzzese, se conservate in condizioni opportune, preservano inalterate le loro caratteristiche anche per 3/4 settimane. Oltre che per il tradizionale consumo fresco, la susina Santa Clara del Saluzzese ha ottime attitudini alla trasformazione. Si presta bene a essere essiccata o utilizzata per preparare succhi, confetture, marmellate, sciroppi, bevande fermentate e distillati.

ZONA DI PRODUZIONE
L’intero territorio saluzzese è interessato dalla coltivazione di susina Santa Clara del Saluzzese. In particolare la coltura si concentra nelle zone di collina e fondovalle attorno a Saluzzo.

TRADIZIONALITÀ
Nel Saluzzese si ha memoria della diffusione della Santa Clara a partire dagli anni della Seconda Guerra Mondiale. Testimonianze orali attestano con sicurezza di piccoli impianti di Santa Clara effettuati per lo più sui terreni meglio esposti (autin, in dialetto piemontese), in consociazione con la vite. Il periodo di massima diffusione si ebbe intorno agli anni ’60, quando raggiunse la ragguardevole superficie di oltre 50 ettari, motivata dal notevole interesse commerciale per le susine trasformate.

CURIOSITA'
Una pratica molto diffusa consiste nel cuocere i frutti denocciolati addizionati con zucchero consumandoli ancora caldi. Con le susine si prepara la confettura. Infine, oltre alla conservazione “sotto spirito” e “sotto grappa”, recentemente, si è diffusa la pratica dell’eliminazione del nocciolo e la successiva congelazione dei frutti.

ECCO IL MANIFESTO DI TUTT🍎MELE 2026!è stato ideato e disegnato da Stefano BRUNO,  designer, componente del Gruppo Giovan...
09/09/2026

ECCO IL MANIFESTO DI TUTT🍎MELE 2026!

è stato ideato e disegnato da Stefano BRUNO, designer, componente del Gruppo Giovani della PROCAVOUR

Dalla leggenda alla scienza: la mela protagonista del progresso umano a TUTTOMELE® 2026

La mela di Newton testimonial del manifesto della manifestazione

Dalla leggenda alla scoperta scientifica, la mela è molto più di un semplice frutto: è diventata nel tempo un simbolo potente del progresso umano, capace di attraversare secoli di storia e di segnare alcune delle più grandi rivoluzioni del pensiero.

Senza dimenticare Adamo ed Eva ,la disputa per il pomo d’oro tra le dee Era, Atena e Afrodite e Guglielmo Tell ricordiamo che nella scienza il caso più celebre è senza dubbio quello legato a Isaac Newton. Secondo la tradizione, fu proprio la caduta di una mela a suggerire allo scienziato inglese l’intuizione della legge di gravitazione universale nel XVII secolo. Al di là del valore aneddotico, l’episodio rappresenta uno dei momenti fondativi della fisica moderna: Newton dimostrò che la stessa forza che fa cadere un oggetto a terra governa anche il movimento dei pianeti. Una scoperta che ha cambiato radicalmente la comprensione dell’universo.

Ma la mela torna protagonista anche in un altro snodo fondamentale della storia scientifica: la rivoluzione informatica. Nel XX secolo, il simbolo della mela morsicata è stato scelto come logo da Apple, azienda fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne. Una scelta non casuale, che richiama proprio il concetto di conoscenza e scoperta. Dal primo personal computer fino agli smartphone, Apple ha contribuito a trasformare il modo in cui le persone lavorano, comunicano e accedono alle informazioni.

Non solo simbolo, però. La mela è anche oggetto di studio concreto nella scienza. In ambito agricolo e genetico, questo frutto è stato tra i più analizzati al mondo: il suo genoma è stato sequenziato nel 2010, aprendo nuove prospettive per il miglioramento delle coltivazioni, la resistenza alle malattie e la qualità nutrizionale. Oggi esistono oltre 7.500 varietà di mele coltivate globalmente, segno della loro importanza economica e alimentare.

Dal giardino di Newton ai laboratori di ricerca, fino alle icone della tecnologia contemporanea, la mela continua dunque a rappresentare un ponte tra natura e innovazione.
Un frutto semplice, quotidiano, un “oggetto” che è diventato protagonista di alcune più straordinarie avventure della conoscenza umana e che, nel nostro piccolo, onoriamo, promoviamo, assaporiamo anche quest’anno con la 47^ edizione di TUTTOMELE® che si svolgerà a CAVOUR (To) dal 7 al 15 novembre 2026 durante la quale si offrirà ai visitatori l’occasione di guardare la mela con occhi nuovi: non solo alimento prezioso, ma anche simbolo di curiosità, ricerca e progresso.

"Autunno con Gusto 2026" 🍂🍄‍🟫🍁🌰E' la celebre rassegna fieristica ed enogastronomica promossa dall'ATL del Cuneese, che r...
08/09/2026

"Autunno con Gusto 2026" 🍂🍄‍🟫🍁🌰

E' la celebre rassegna fieristica ed enogastronomica promossa dall'ATL del Cuneese, che raccoglie decine di appuntamenti, sagre e fiere tradizionali in tutta la provincia di Cuneo. Il calendario celebra i prodotti tipici della terra e i piatti tradizionali piemontesi, unendo cibo, cultura ed esperienze outdoor.

Appuntamenti per tutti i gusti:
https://www.visitcuneese.it/ricerca-eventi?structureName=evento&pag=0&num=8&qry=&so=&lang=it_IT&siteId=1331017&kw=&p1=1388274&p2=&p3=&d1=&d2=

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