04/09/2026
È passata una settimana da quello che posso definire il giorno più bello della mia vita.
Mi sono seduto, come qui sul palco, a godermi tutto. Ho impiegato una settimana a riprendermi dalle emozioni, dall’adrenalina e dalle fatiche di un anno per un progetto a cui tengo molto e a cui devo tanto: Rocville.
Rocville è quel figlio che ogni anno vedo crescere e lo vedo crescere bene, circondato dall’affetto di una famiglia che ogni anno si allarga sempre di più.
Rocville è quel filo che mi unisce a parti mai rimarginate della mia vita e che convoglia nel bene, in una magia comune, in un mondo che per una notte si ferma di fronte agli impegni, alle sofferenze, alle ingiustizie, ai brutti sentimenti. In un mondo che per una sera diventa romantico, gentile, altruista, pieno d’amore nella sua celebrazione massima: una festa.
Se possiamo farlo per una notte, possiamo farlo anche per il resto dei giorni. La fragilità è un bene prezioso, non è un limite: è il dono più grande che abbiamo per generare stupore.
Quella notte nella vallata ce lo hanno insegnato le bolle di sapone: così trasparenti, così belle ma altrettanto fragili. Abbiamo dimostrato tutti insieme che oltre 35.000 cuori, uniti in un abbraccio, con un semplice soffio possono sostenere quelle bolle fino a sollevare una persona verso il cielo.
Spero che tutto ciò sia entrato dentro di voi come lo avevo immaginato.
Spero che gli artisti vi abbiano fatto stare bene.
Spero che tutti i collaboratori vi abbiano fatto sentire nel posto giusto al momento giusto.
Spero che i volontari vi abbiano fatto sentire tutti importanti, nessuno escluso.
Ma oltre a queste speranze, una certezza dentro di me c’è: che dal primo all’ultimo c’abbiamo messo il cuore, tanto 🧡
Vi voglio bene!
Rocville 2026: Una rivoluzione romantica 🌙