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Ormai a pochi giorni dall’avvio delle festività Mariane, le polemiche sembrano intrecciarsi inevitabilmente con l’attesa...
09/09/2026

Ormai a pochi giorni dall’avvio delle festività Mariane, le polemiche sembrano intrecciarsi inevitabilmente con l’attesa della città.

C’è chi chiede rispetto per il riposo e maggiore attenzione alla sicurezza, chi sventola la bandiera del risparmio, chi aspetta l’occasione per concedersi l’ennesimo strappo alle regole e chi, infine, si è visto interrompere un programma di animazione che andava avanti da dodici anni.

Tutte posizioni che possono essere discusse e, quando necessario, anche contestate. Ma adesso è arrivato il momento di spegnere le polemiche e di tornare a guardare alla festa per quello che rappresenta.

Il calendario delle festività Mariane si intreccia con la vita della città, con le sue tradizioni, i suoi ricordi e le sue abitudini. Continuare a trasformare ogni scelta in una contrapposizione rischia soltanto di alimentare una narrazione parziale e, in alcuni casi, una falsa verità.

La festa appartiene alla città e alla sua gente. È un momento che va vissuto, rispettato e, soprattutto, partecipato.

Perché, come recita un antico detto che a Reggio sembra trovare ogni volta la sua conferma:

“Cu guerra e cu paci, sta festa si dici, sta festa si faci.”

Oltre le polemiche. Oltre le appartenenze.
Il programma degli eventi è ben assortito

La politica ed i politici svolgono un ruolo nobile, preoccuparsi dei cittadini, rispondere ad esigenze contingenti e cos...
07/09/2026

La politica ed i politici svolgono un ruolo nobile, preoccuparsi dei cittadini, rispondere ad esigenze contingenti e costruire opportunità e strade da seguire .
Ed allora basta con la falsa morale e vuota propaganda.

Dalla Redazione

Non possiamo impedire ai nostri ragazzi di andare via per studiare, formarsi e cercare un lavoro che il nostro territorio, oggi, non riesce a garantire.Non possiamo impedire ai nostri ragazzi di partire e cercare altrove quel futuro che oggi il…

Anche io, come tutti voi, ho visto il video in cui una poliziotta, cerca di convincere Vella a non gettarsi dal viadotto...
06/09/2026

Anche io, come tutti voi, ho visto il video in cui una poliziotta, cerca di convincere Vella a non gettarsi dal viadotto sull'A1. Sarebbe impossibile non vederlo considerato che i social ne sono invasi perché alcune testate giornistiche hanno deciso di diffonderlo (su questo punto potrei aprire una lunga considerazione, ma la rimando ad un'altra occasione). Ho deciso, invece, di scrivere di ciò che ho provato. La scena mi ha fatto pensare a una cosa che, probabilmente, molti preferirebbero non ammettere: possiamo sapere perfettamente quale sia la cosa giusta da fare e, nello stesso momento, provare qualcosa di completamente diverso.

La cosa giusta, in questo caso, mi è chiarissima. Ilaria deve impedirgli di morire perché il suo compito è fermarlo e consegnarlo alla giustizia. Se Lorena Isceri è ancora viva o se non lo è, se Vella è responsabile oppure no, non spetta a lei stabilirlo in quel momento e certamente non spetta a lei decidere se quell'uomo debba vivere o morire. Deve impedirgli di compiere un gesto irreversibile e fare in modo che sia un giudice, sulla base delle prove, a stabilire eventuali responsabilità. La poliziotta compie il suo dovere fino addirittura alla supplica in ginocchio.
Questa è la parte di me che ragiona e che, in una società civile, deve prevalere, nonostante l'immagine sia stata estremamente forte sul piano dei contenuti.

Accanto a queste convinzioni poi, ne sono emerse altre, molto meno razionali che preferisco non scrivere, ma che potete intuire facilmente.

Non sono pensieri di cui vado fiera e non credo nemmeno che debbano essere nobilitati o trasformati in una posizione politica. È semplicemente quello che ho pensato in quel momento.

Credo che sia interessante, però, interrogarmi sulle ragioni per cui anche una persona, come me, piuttosto razionale e lucida, possa arrivare ad avere una reazione simile. Una reazione che non nasce dal desiderio astratto di vedere morire qualcuno; nasce, almeno nel mio caso, da una forma di esasperazione che negli ultimi anni è diventata sempre più difficile ignorare.

Sono stanca della quantità di parole che accompagnano ogni episodio di violenza contro una donna e della sproporzione tra la facilità con cui si producono dichiarazioni, indignazione e promesse e la difficoltà con cui si modificano determinati comportamenti culturali. Sono stanca di dover assistere continuamente alla stessa discussione, nella quale ogni volta che si parla di violenza contro le donne qualcuno sente il bisogno di spostare il discorso altrove: sulle donne che denunciano troppo, sulle donne che provocano, sulle donne che scelgono male gli uomini, sulle donne che generalizzano, sulle donne che usano parole dure.

Sono stanca anche della pretesa, piuttosto curiosa, che una donna debba mantenere un livello di equilibrio e di correttezza superiore a quello che viene richiesto a chi la aggredisce verbalmente. Se vengo insultata perché sono una donna, sembra che il vero problema diventi il modo in cui rispondo all'insulto; se replico con la stessa durezza, qualcuno mi ricorda immediatamente che non dovrei generalizzare, che dovrei essere più elegante, che dovrei dare il buon esempio.

Come se il comportamento delle donne dovesse essere continuamente sottoposto a un esame morale mentre quello degli uomini che le insultano fosse un dato di fatto sul quale non vale nemmeno la pena soffermarsi.

Sono stanca, inoltre, di chi pretende di stabilire dall'esterno come debba essere una donna e quali comportamenti la rendano rispettabile. Questa idea, in forme più o meno esplicite, continua a essere sorprendentemente presente: una donna dovrebbe essere disponibile ma non troppo, sicura di sé ma non aggressiva, libera ma senza eccedere, sessualmente libera ma senza diventare «facile», capace di difendersi ma senza diventare «mascolina», e soprattutto dovrebbe stare attenta a non fare nulla che possa essere interpretato come una provocazione.

È un sistema di aspettative nel quale la responsabilità finisce spesso per spostarsi, quasi impercettibilmente, da chi compie una violenza a chi avrebbe dovuto evitarla.

A tutto questo si aggiunge un'altra dinamica che trovo particolarmente irritante: la trasformazione del confronto tra uomini e donne in un prodotto commerciale e politico. Sui social esiste un intero mercato costruito sulla contrapposizione tra i sessi, nel quale la parola «misandria» viene utilizzata con grande disinvoltura per mettere sullo stesso piano fenomeni che hanno natura, dimensione e conseguenze molto diverse. Non mi interessa sostenere che gli uomini non possano subire discriminazioni o violenze, né penso che ogni critica rivolta agli uomini sia automaticamente giustificata. Mi interessa piuttosto osservare quanto rapidamente, quando si parla della violenza sulle donne, la discussione venga trasformata in una gara a stabilire quale sesso sia più vittima dell'altro.

E mentre discutiamo di questo, le donne continuano a essere uccise.È dentro questo contesto che ho guardato quel video e ho avuto quella reazione.
Ho pensato che la poliziotta avrebbe dovuto...

Subito dopo, naturalmente, ho pensato che non lo credo davvero. So che non è così che deve funzionare una società civile. So che la giustizia non può essere affidata alla rabbia di chi guarda un video e che nessuno dovrebbe essere condannato a morte perché noi riteniamo, sulla base delle informazioni che abbiamo, che lo meriti.

Il punto, a mio avviso, è riconoscere che, davanti a una persona che riteniamo responsabile di una violenza estrema, possiamo provare sentimenti che entrano in conflitto con i nostri stessi principi.

Credo che sia una distinzione importante, perché una società civile non si misura dal fatto che i suoi cittadini non provino mai rabbia, disgusto o desiderio di vendetta. Si misura anche dalla capacità di non trasformare quei sentimenti in un criterio di giustizia.
Perché essere lucidi, almeno per me, non significa fingere di non provare certe cose. Significa riconoscerle, anche quando sono sgradevoli, e contemporaneamente sapere che non sono loro a dover decidere come funziona la giustizia.
Durante la visione, quindi, dentro di me c'erano entrambe le cose: la consapevolezza che Ilaria stesse facendo esattamente ciò che doveva fare e il desiderio, molto meno nobile, che non lo facesse.

La prima è quella in cui credo.

La seconda è quella che ho deciso di non nascondervi.

Elmar Elisabetta Marcianò direttore Reggio Informa

VILLA SAN GIOVANNI (RC) – TENTA LA RAPINA IN UNA SALA SLOT ALL’ALBA: ARRESTATO DAI CARABINIERIÈ entrato in una sala slot...
06/09/2026

VILLA SAN GIOVANNI (RC) – TENTA LA RAPINA IN UNA SALA SLOT ALL’ALBA: ARRESTATO DAI CARABINIERI

È entrato in una sala slot alle prime luci dell’alba, con il volto travisato da un passamontagna e impugnando una pi***la, intimando al gestore di consegnargli l’incasso. Il tentativo di rapina è però rapidamente degenerato in una violenta colluttazione, fino all’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato.
È quanto accaduto intorno alle 6.30 di giovedì mattina, quando un uomo si è introdotto all’interno di una sala slot di Villa San Giovanni e, sotto la minaccia dell’arma, ha rivolto le proprie richieste al gestore del locale.
La reazione dell’esercente ha però mandato in fumo il piano. Il gestore, infatti, non si è lasciato intimidire e ha ingaggiato una colluttazione con l’uomo, riuscendo infine a disarmarlo e a dare l’allarme.
L’immediata segnalazione ha consentito ai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Villa San Giovanni di intervenire rapidamente sul posto, dove hanno bloccato l’uomo, procedendo al suo arresto in flagranza con l’accusa di tentata rapina aggravata.
L’arma utilizzata durante il tentativo di rapina è stata successivamente sottoposta agli accertamenti del caso, risultando essere una riproduzione di pi***la priva del previsto tappo rosso, elemento che ne rendeva comunque particolarmente verosimile l’effettiva pericolosità agli occhi della vittima.
L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria – Arghillà, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che, in ossequio al principio di presunzione di non colpevolezza, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile di condanna.

04/09/2026

Un nostro lettore, che ringraziamo, ci partecipa di un fenomeno meteo ormai abbastanza conosciuto anche alle nostre latitudini, ma sempre carico di paura e preoccupazione.
L’arrivo di settembre si presenta così a Scilla di Reggio Calabria.

Università Mediterranea | Architettura e Design a Reggio Calabria: la sfida del “Laboratorio di Futuro” Scegliere il dip...
04/09/2026

Università Mediterranea | Architettura e Design a Reggio Calabria: la sfida del “Laboratorio di Futuro”
Scegliere il dipartimento più antico dell’Ateneo reggino al centro del Mediterraneo, tra cultura del progetto e reti internazionali

Studiare e fare ricerca al dipartimento di Architettura e Design (dAeD) dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, vuol dire diventare protagonisti di una storia di eccellenza di oltre cinquanta anni e proiettarsi nella sfida globale della complessità riferita alla “cultura del progetto”, dalle sue più innovative proposizioni tra apprendimento, esperienze applicate, avanzamenti culturali e scientifici, didattica innovativa. Un vero e proprio “Laboratorio di Futuro” nel cuore del Mediterraneo, in cui le tre missioni universitarie - ricerca, didattica e terza missione - operano attraverso un’unica piattaforma condivisa tra docenti e ricercatori, assegnisti, dottorandi, studenti, personale tecnico amministrativo e bibliotecario e associazioni studentesche.

Negli ultimi cinque anni il dAeD ha visto crescere progressivamente il dato delle immatricolazioni sui suoi tre corsi di studio; l’anno accademico 2025-26 ha registrato in totale circa 1000 iscritti ai tre corsi di studio, comprese le classi internazionali con circa 100 studenti incoming a cui occorre aggiungere coloro che frequentano il dAeD per periodi più brevi e gli studenti dei Master e del Dottorato di Ricerca. Per un piccolo Ateneo come la Mediterranea, un numero di studentesse e studenti rilevante, che contribuisce in modo significativo alla costruzione del “Laboratorio di Futuro”.

Sul fronte delle immatricolazioni per l’anno accademico 2026-27 -che aprirà le sue lezioni già il 21 settembre, con il secondo test del 9 settembre-, il corso di Laurea in Architettura Magistrale UE registra un aumento di iscritti e l’esaurimento dei posti a numero programmato, mentre è ancora possibile iscriversi al corso di Design Triennale e Magistrale fino al 30 settembre. Ancora, un importante contingente straniero chiede di seguire i corsi attivi e i semestri di didattica già in avvio.

Il dAeD, attraverso la sua didattica volta a formare Architetti e Designers e i suoi corsi di formazione di terzo livello - Masterclass, Master di I e II livello e Dottorato di Ricerca - risponde alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro: una richiesta di conoscenze e competenze dal profilo al contempo politecnico e umanistico, per rispondere alle nuove sfide della società contemporanea nel quadro di una giusta transizione ecologica e digitale, attraverso il trasferimento delle competenze provenienti dai saperi scientifici e di ricerca applicata. Questo approccio interdisciplinare mira a valutare e valorizzare “il ruolo culturale e civile del progetto”. L’obiettivo è riconoscere, analizzare, tutelare, recuperare, trasformare e rigenerare il territorio, la città, il patrimonio costruito e gli spazi pubblici, promuovendo al contempo la salvaguardia, la sicurezza e la progettazione adattiva del patrimonio naturale e artificiale. Questo percorso si confronta con le sfide ambientali, ecologiche, climatiche e sociali del nuovo millennio, ricercando risposte attraverso metodi interdisciplinari e multisettoriali, sperimentazioni e tecnologie digitali, capaci di attivare processi orientati al miglioramento della qualità della vita dei territori e delle comunità. Il dAeD esprime un carattere di forte indirizzo alla sperimentazione progettuale attraverso attività integrative e culturali, con un’agenda intensiva di eventi nazionali e internazionali e attraverso un grande spazio offerto per le competenze sulla digitalizzazione, con la possibilità di apprendere strumenti e processi avanzati. In particolare, i Laboratori Multimediale e Modelli dAeD sono aperti a studenti e docenti, offrendo un servizio continuo e qualificato a supporto di attività didattica e di ricerca.

Inoltre tra didattica e ricerca il dipartimento opera attraverso circa 20 laboratori universitari tra strumentali e centri studio, finalizzati alla crescita di nuove generazioni di ricercatori e ricercatrici ma anche di laureandi, con percorsi di eccellenza negli studi e per le ricerche applicate, aperti a stakeholders e a studenti e ricercatori in visita.
Corso di Laurea in Architettura Magistrale UE a ciclo unico _ LM-4 ad accesso programmato

Corso di Laurea in Design Triennale_L-4 ad accesso libero

Corso di Laurea Magistrale in Design per le Culture Mediterranee. Prodotto| Spazio|Comunicazione_ LM-12 ad accesso libero

La classifica Censis 2026 sugli Atenei Italiani, ha qualificato il corso di laurea in Design Triennale in seconda posizione e il corso di laurea in Architettura Magistrale, in seconda posizione tra i dipartimenti di Architettura e in quarta sui dipartimenti di Architettura e Ingegneria.
Nell’esperienza dell’Internazionalizzazione il dAeD è costantemente impegnato a potenziare e ampliare le proprie attività. Ad oggi, sono attivi 44 accordi bilaterali per l’attuazione di progetti Erasmus+, Blended Intensive Programmes, mobilità e traineeship brevi. Tra le esperienze di eccellenza, la presenza dal 2018 del Double Degree Program per il quarto e il quinto anno del Corso di Laurea Magistrale a c.u. in Architettura (LM-4) con l’Ain-Shams University del Cairo (Egitto), che prevede la mobilità di studenti sia in ingresso che in uscita con rilascio del doppio titolo di studio; inoltre, dal 2019, è attivo un agreement con la Euromed School of Architecture, Design and Urban Planning (EMADU) dell’Euro-Mediterranean University of Fez (Marocco), che prevede uno scambio periodico di studenti. La didattica integrativa prevede winter e summer school, masterclass, workshop, che coinvolgono studenti della Mediterranea e provenienti da altre sedi in attività durante tutto l’anno accademico. Il ruolo dei laboratori dipartimentali è fondamentale per svolgere ricerca ma anche trasferimento delle attività sperimentali alla didattica. Dottorandi, laureandi e stagisti sono spesso impegnati insieme su attività di interesse del territorio, ma anche su progetti a livello nazionale e internazionale.

“Il dAeD è un Laboratorio di Futuro che propone ogni giorno nelle sue tre missioni la scelta e la bellezza della missione “open knowledge” (conoscenza aperta) di profilo europeo, i nostri studenti sono impegnati a costruire conoscenza e competenze per le professioni del presente e del futuro, ma conducono anche esperienze come “giovanissimi ricercatori” e questo per un piccolo Ateneo è un’opportunità straordinaria” – dichiara la Direttrice dAeD, Prof.ssa Consuelo Nava”.

Negli ultimi tre anni la ricerca dAeD ha quadruplicato gli investimenti su bandi competitivi attivi, UE, Horizon, PNRR e bandi Nazionali PRIN, FIS, accordi Ministeriali, Bandi Regionali, attraverso i quali i laboratori aperti del dAeD divengono un unico centro di competenza a servizio della ricerca competitiva e di trasferimento sul territorio. La sfida globale dell’Agenda 2030 e le traiettorie della Smart Specialization Strategy, connettono i temi globali della sostenibilità a quelli più locali, in ambito territoriale regionale e dell’area Euromediterranea con percorsi di eccellenza. Con i progetti attivi in convenzione e in conto terzi per collaborazioni e servizi a PMI, enti, associazioni, si realizza la Terza Missione dAeD che apre ad un ruolo più diretto della comunità scientifica sul versante del trasferimento tecnologico e dei principi di “Citizen Science” di livello europeo, coinvolgendo le comunità attive ingaggiandole in percorsi di innovazione e di eccellenza.

04/09/2026

AUTISMO E LAVORO, I CONSIGLIERI DI CENTROSINISTRA: «REGGIO CALABRIA AL FIANCO DI FAMIGLIE E RAGAZZI»

Presentata una mozione per istituire un Tavolo permanente sull’inserimento lavorativo delle persone con disturbo dello spettro autistico. «A Reggio Calabria parlare di inclusione non può significare soltanto organizzare iniziative o celebrare ricorrenze. L’inclusione si misura nella capacità delle istituzioni di creare opportunità concrete di autonomia, formazione e lavoro».

È questo il senso della mozione presentata dai consiglieri comunali firmatari, che chiedono all’Amministrazione comunale di istituire un Tavolo permanente per l’inserimento lavorativo delle persone con disturbo dello spettro autistico.

Una proposta politica precisa: costruire una rete stabile tra Comune, Città Metropolitana, Regione, Camera di Commercio, servizi per il lavoro, sanità, associazioni, Terzo Settore, sindacati, scuola, università e mondo delle imprese.

«Non è giusto che, una volta terminato il percorso scolastico o formativo, tante persone e tante famiglie si trovino davanti a un vuoto. Il nostro impegno deve essere quello di facilitare percorsi di inserimento lavorativo».

La mozione punta a costruire percorsi personalizzati, individuando competenze, aspirazioni e potenzialità delle persone e mettendole in relazione con le esigenze del tessuto produttivo. Sono previste inoltre attività di orientamento, formazione, tirocini, formazione on the job, tutoraggio e accompagnamento anche nella fase successiva all’assunzione.

«Il Comune – sottolineano i consiglieri – può assumere un ruolo di regia politica e coordinamento, mettendo a sistema ciò che già esiste e creando nuove opportunità. L’idea è proprio quella di predisporre interventi strutturali».

La proposta prevede anche la realizzazione di un Piano territoriale per l’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico, con obiettivi, azioni, tempi, responsabilità e indicatori per misurare concretamente i risultati.

«Chiediamo all’Amministrazione Comunale di condividere, insieme, questo percorso: stiamo tutti dalla parte di una città che considera la disabilità non un bisogno assistenziale bensì un riconoscimento di competenze, talenti e capacità da valorizzare».

«Noi – concludono i firmatari – siamo pronti a collaborare. Adesso chiediamo ai colleghi consiglieri comunali di centrodestra di fare altrettanto, approvando la mozione e trasformandola rapidamente in azioni concrete. Perché l’inclusione non è una concessione: è un diritto. E il lavoro è uno degli strumenti fondamentali per costruire autonomia, dignità e piena cittadinanza».

Battaglia Domenico
Catalano Francesco
Delfino Demetrio
Malara Marcantonio
Marino Giuseppe
Quartuccio Filippo

Romeo Carmelo
Versace Carmelo

Domenica 6 settembre in Cattedrale la presentazione del restauro del Bacolo pastorale quattrocentesco Domenica 6 settemb...
04/09/2026

Domenica 6 settembre in Cattedrale la presentazione del restauro del Bacolo pastorale quattrocentesco

Domenica 6 settembre h 19,30 nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria sarà presentato il restauro del Bacolo pastorale quattrocentesco, capolavoro di oreficeria tardogotica dell’Italia meridionale, conservato nel Museo diocesano della città.
L’intervento è stato finanziato nell’ambito del Bando Patrimonio da salvare. Cantieri aperti promosso da Fondazione Carical, con il cofinanziamento dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.
Il prezioso manufatto è stato restaurato dal prof. Sante Guido, con la direzione lavori della dott.ssa Lucia Lojacono, storica dell’arte e direttrice del Museo diocesano, e l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria, a cura della dott.ssa Daniela Vinci, funzionario storico dell’arte, e del dott. Francesco Lia, funzionario restauratore.
Domenica 6 settembre h 19,30 il restauro sarà presentato alla comunità, nella ricorrenza del 98° anniversario della Dedicazione della Cattedrale a Maria SS.ma Assunta in Cielo, alla presenza di S.E. l’Arcivescovo mons. Fortunato Morrone e di autorità civili e militari.
Interverranno il dott. Giovanni Pensabene, presidente di Fondazione Carical, il prof. Giovanni Travagliato, professore associato di Storia dell’arte medievale presso l’Università degli studi di Palermo, il prof. Sante Guido, restauratore e docente presso l’Università degli studi RomaTre e la Pontificia Università Gregoriana di Roma, e l’arch. Roberta Filocamo, incaricata Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria.
Il bacolo pastorale è un’insegna propria dei vescovi: ad imitazione del bastone usato dai pastori per guidare il proprio gregge, simboleggia la funzione di cura della fede e della morale che il vescovo esercita nella comunità cristiana a lui affidata.
In particolare, il Bacolo pastorale dell’arcivescovo Antonio De Ricci (scuola napoletana, sesto-settimo decennio sec. XV), non è esclusivamente un capolavoro di oreficeria sacra, ma anche un’opera d’arte dal forte valore identitario, spirituale e civico assieme, patrimonio della città.
In occasione della presentazione del restauro domenica 6 settembre l’opera sarà eccezionalmente esposta in Cattedrale.

AEROPORTO DELLO STRETTO, 64 MILIONI PER IL “TITO MINNITI”. CANNIZZARO SINDACO: “REGGIO È ENTRATA IN UNA NUOVA ERA” I 64 ...
04/09/2026

AEROPORTO DELLO STRETTO, 64 MILIONI PER IL “TITO MINNITI”. CANNIZZARO SINDACO: “REGGIO È ENTRATA IN UNA NUOVA ERA” I 64 milioni di euro destinati all’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” rappresentano un’investimento per Reggio Calabria e confermano l’avvio di una nuova fase per lo scalo reggino. Si tratta di un investimento strutturale che riguarda aerostazione, sicurezza, digitalizzazione, viabilità e aree aeroportuali, inserito in una programmazione che punta a rendere il “Tito Minniti” sempre più moderno, efficiente e competitivo. Un risultato che si inserisce nel percorso portato avanti negli ultimi anni dal sindaco Francesco Cannizzaro e dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, con l’obiettivo di superare definitivamente la stagione in cui si discuteva soltanto di come salvaguardare l’esistenza dell’aeroporto. Oggi la prospettiva è diversa: non più sopravvivere, ma crescere. I nuovi collegamenti programmati per la prossima stagione e gli interventi infrastrutturali rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare la connessione di Reggio con il resto d’Italia e d’Europa, sostenendo turismo, imprese, occupazione e mobilità. Questi 64 milioni rappresentano una risposta concreta a chi per anni ha raccontato un aeroporto destinato al declino. Oggi lo scenario è completamente diverso. Il “Tito Minniti” viene ammodernato e potenziato con una visione precisa: farne uno scalo strategico per Reggio Calabria, per la Città Metropolitana e per l’intera Area dello Stretto. La sinergia tra Comune, Regione, Città Metropolitana e SACAL dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme è possibile trasformare le criticità in opportunità. Reggio non deve più chiedersi come salvare il proprio aeroporto, ma quanto lontano può farlo volare.

BAGNARA CALABRA (RC) – DUE MINORI ARRESTATI DAI CARABINIERI PER TENTATO OMICIDIO IN CONCORSOUn banale sguardo, interpret...
04/09/2026

BAGNARA CALABRA (RC) – DUE MINORI ARRESTATI DAI CARABINIERI PER TENTATO OMICIDIO IN CONCORSO

Un banale sguardo, interpretato come un affronto, sarebbe all’origine della violenta aggressione avvenuta nella notte del 3 luglio scorso a Bagnara Calabra, culminata con il ferimento di un 17enne, raggiunto alla testa da un colpo d’arma da fuoco.
I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due 17enni accusati di tentato omicidio in concorso.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nelle prime ore della notte del 3 luglio i due giovani avrebbero avuto, in più occasioni, accesi confronti verbali e fisici con un altro 17enne perché quest’ultimo li avrebbe “guardati male”. Le tensioni sono poi degenerate in una rissa.
Dopo che i gruppi si erano ormai allontanati, i due indagati avrebbero raggiunto nuovamente il giovane nei pressi di un distributore automatico di bevande. A quel punto, uno dei due lo avrebbe aggredito con un coltello, mentre l’altro gli avrebbe sparato un colpo di pi***la, raggiungendolo alla testa, in prossimità dell’orecchio, per poi darsi alla fuga.
Il giovane ferito è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.
Le indagini dei Carabinieri, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, sviluppate attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte, hanno consentito di ricostruire l’accaduto e di individuare i presunti responsabili.
Nel corso dell’attività investigativa è inoltre emerso che, circa un’ora prima dell’aggressione, i due giovani avevano avuto una discussione con alcuni dipendenti di un locale di Bagnara Calabra. Nel corso dell’alterco, uno dei due avrebbe puntato una pi***la contro un dipendente. Poco prima dell’aggressione, l’arma sarebbe stata recuperata dal luogo in cui era stata precedentemente occultata.
I due minori sono stati raggiunti dal provvedimento cautelare e ristretti presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, per gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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