15/08/2026
issue 96
“La Rimini di Fabrizio De Andrè” - Alessandro Ventrella
“Ma voi che siete a Rimini,
tra i gelati e le bandiere,
non fate più scommesse sulla figlia del droghiere”
La città dell’estate e della musica: la parola Rimini compare nel titolo di 601 brani musicali registrati alla SIAE, mentre il numero sale esponenzialmente se si considerano le sole citazioni all’interno dei testi. I motivi sono tanti: dal simbolo della spensieratezza e dell’evasione, della nostalgia delle relazioni estive così brevi eppure significanti (quanti di noi hanno indelebile il ricordo di una persona conosciuta in vacanza e mai più rivista?) a quello della “meta sociologica”. E così, Rimini si è fatta sinonimo e specchio per decenni di certi cliché, mode e comportamenti che raccontano tutti noi. Capace di farsi cultura in senso ampio: da quella trash dei tormentoni e delle mode a quella che costruisce la satira sociale e la critica alle dinamiche negative che si gonfiano e si esasperano nello stretto volgere dei pochi mesi della “stagione”.
La copertina di Ferragosto è un omaggio all’omonima canzone e album “Rimini” (1978) di Fabrizio De André e, in particolare, alla storia di Teresa, la “figlia del droghiere”, protagonista della storia. Teresa rimane incinta di un bagnino durante una breve relazione estiva, ma questi si defila, lasciandola sola ad affrontare la gravidanza e lo stigma sociale. Teresa decide quindi di abortire, condizionata dal contesto chiuso e perbenista della piccola borghesia, quella che De Andrè ha sempre sbeffeggiato e criticato nei suoi testi. Ma Teresa vive un profondo pentimento e, per sfuggire al dolore e alle dicerie della gente, trova rifugio nella fantasia per giustificare la sua scelta.
Nelle parole dell’illustratore:
“Ho voluto rappresentare proprio questa solitudine: Teresa è in riva al mare, sola, circondata dagli sguardi severi e giudicanti della gente”.
Buon Ferragosto a tutti 🍉
Visit Romagna