02/01/2026
“Curiosità in…pillole”
“Aneddoti e curiosità sulla festa della Befana: come e perché!”
Il 6 gennaio si festeggia la Befana (vedi foto) ovvero la storia di una vecchietta che viaggia su una scopa e dona felicità e gioia di vivere. In pochi, però conoscono per quale motivo la Befana abbia questo nome! Per meglio comprenderne l’origine, ho riportato, di seguito, solo alcune bizzarre curiosità legate a questa leggendaria “icona”!
Il termine Befana deriva da "Epifania", una parola greca che significa "apparizione o manifestazione divina", questo in quanto in tempi antichi, durante la dodicesima notte dopo il solstizio d’inverno per i pagani e in seguito, il Natale per i cristiani, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso la figura pagana di Madre Natura (vedi foto) o Gea ovvero Gaia (vedi foto) che nella religione e nella mitologia greca era il nome della dea primordiale della Terra, la personificazione del pianeta stesso.
Infatti tradizione vuole che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio Madre Natura, dopo aver donato le sue energie per un intero anno e avendo terminato la sua opera di munifica benefattrice, con l’aspetto di una vecchia ma gentile signora, sparisse, volando su una scopa, nell’oscurità di una luminosa notte stellata,!
Con il passare del tempo il termine subì delle modifiche significative trasformandosi prima in “bifania”, poi in “beffania”, fino ad arrivare alla parola Befana che conosciamo oggi.
Questa ricorrenza, che chiude le festività natalizie è, per i cristiani, legata all'arrivo dei Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassare (vedi foto), presso capanna in cui era nato Gesù Bambino. Ciononostante seppur nel tempo abbia assunto un carattere prevalentemente religioso, la festività ha origini totalmente pagane.
Infatti, l’Epifania, come rito propiziatorio, risale alla tradizione che commemorava Madre Natura e confluiva nei riti propiziatori della fertilità che si celebravano tra il X° e il VI° secolo a.C. legati alla dea Diana (vedi foto), divinità non solo della caccia, ma anche delle coltivazioni, dei raccolti e della fertilità dei campi.
Con l'avvento del cristianesimo la dea divenne una strega buona e infine una vecchietta che a bordo di una scopa (simbolo di purificazione spirituale) porta dolcetti ai bambini buoni e carbone a chi non si è comportato adeguatamente durante l'anno appena terminato.
Come nasce il “mito cristiano” della Befana
La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno, i Re Magi, durante il viaggio per raggiungere il Divino Bambino, non riuscendo a trovare la strada che li conducesse alla mitica capanna, chiesero aiuto a una vecchietta che indicò loro la giusta direzione. Per ringraziarla, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, la invitarono a unirsi a loro, ma la vecchina rifiutò. Quando se ne andarono, si pentì di non averli seguiti e, per porre rimedio all’incauta rinuncia, riempì una sgualcita calza di dolciumi, per donarli a Gesù Bambino, dopodiché si mise sulle tracce dei Re Magi nel tentativo di raggiungerli! Ma invano! Delusa ed amareggiata nonché pentita del suo maldestro e odioso rifiuto, nel tornare verso casa, per acquietare la propria coscienza, donò a ogni bambino che incontrava i dolci destinati al “divino pargoletto” custoditi nella logora calza, nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Si racconta che dal quel giorno, ogni notte tra il 5 e 6 di gennaio, la “pentita” e addolorata vecchietta, voli di casa in casa, entrando attraverso il camino, per regalare dolci ai bambini buoni e carbone, rigorosamente dolce, a quelli meno buoni!
Ora, è tempo di rispondere ad alcuni: perché? legati alla munifica leggendaria vecchia e sdentata signora
1. Perché la Befana viaggia su una scopa e perché entra nelle case utilizzando il camino?
La Befana non è una strega ma una vecchina affettuosa che porta doni ai bambini, buoni o cattivi che essi siano. Nonostante ciò, pur essendo una “mite e gentile vecchia signora” viaggia a cavallo di una scopa come le streghe.
Perché?
Il motivo è semplice: la scopa è un amuleto, un talismano un portafortuna capace di donare serenità e pace oltre al fatto che per consuetudine la scopa è adatta, simbolicamente, a “spazzare, pulire, eliminare, rimuovere” i guai, le angosce, le paure e soprattutto la malasorte!
Inoltre la Befana rappresenta la rinascita ad una rinnovata vita legata all'inizio del nuovo anno.
2. Perché la Befana scende nelle case attraverso la cappa del camino?
Il motivo è simbolico: vuole rimarcare il concetto che vi è un punto di contatto, una comunicazione attiva e diretta tra la terra e il cielo. In definitiva la cappa del camino rappresenta, allegoricamente, la “porta d’ingresso” che permette il “passaggio” tra il sacro e il profano, tra il passato ed il futuro, tra il vecchio e il nuovo!
3. Perché la Befana indossa vestiti logori e scarpe rotte.
L’aspetto tradizionale della Befana è tutt'altro che casuale: è vecchia, rugosa, con i capelli bianchi e indossa abiti vecchi, rattoppati e scarpe rotte. Perché?
Certamente non in quanto gira il mondo a bordo di una scopa infilandosi tra angusti e fuligginosi camini o in vecchie e nuove abitazioni ma, perché i suoi abiti e i suoi stivali logori, sporchi, disadorni, cadenti e sgualciti simboleggiano le angosce dell'anno che è trascorso, il tormento dei dolori e delle delusioni, il cruccio di situazioni infelici e la sicura certezza e la fiduciosa speranza che il nuovo anno possa portare al risveglio di una rinnovata esistenza e di una quotidianità rifiorita.
4. Come mai la Befana non si fa mai vedere?
La Befana è un’idea, un sogno, una promessa, un desiderio, un’utopica chimera ma è anche un’immagine di una vecchia signora timida, fragile, evanescente. Si racconta che se qualcuno la incontrasse, l’energica vecchietta svanirebbe, nel nulla di una serena oscurità stellata: ecco perché, la notte dell'Epifania, è meglio dormire sognando la dolce signora che accanto a noi, deposita auspicabili e lusinghieri successi.
5. Perché la Befana lascia i regali nella calza?
Vi sono diverse spiegazioni, ne ho scelte due per semplicità.
La prima è strettamente connessa all’incontro della futura befana con i Re Magi. Quando la “vecchia signora” decise di raggiungerli, dopo il maldestro rifiuto, riempì a tal punto di doni un logoro sacco bucato e molliccio tanto da farlo somigliare ad una calza!
La seconda spiegazione si perde nella notte dei tempi. Una delle tante leggende che tenta di spiegare questa clamorosa e misteriosa “metamorfosi”, da sacco a calza, riguarda uno dei mitici 7 re di Roma, precisamente Numa Pompilio (754 a.C. – 673 a.C.) che, secondo re dei 7, regnò sulla città eterna per 42 anni. Si racconta che durante il periodo riguardante il solstizio d'inverno, intervallo di tempo che la tradizione cristiana ha trasformato nelle festività natalizie compresa la Befana, usasse appendere una “calza” all’interno di una grotta che ospitava, alle pendici del Campidoglio, alcune ninfe, per riceverne da esse sperati e desiderati doni e consigli!
Domanda: a questo punto il mistero della Befana con queste poche righe è stato risolto? No! Il mistero non verrà mai risolto perché è un enigma che riguarda l’innocente fanciullo che alberga in ognuno di noi, perché è la speranza che ci porta a credere che tutto sia possibile, che sia risolvibile e affinché questo si avveri è sufficienze credere e ritenere che possa accadere, perché la Befana è la speranza di un domani migliore!
Ancora auguri per un felice anno nuovo nella speranza che, se avete ricevuto del carbone, dalla mitica vecchietta, si trasformi in deliziosi dolci!
Alla prossima di: “Curiosità…in pillole!”
Immagine presa da internet.