22/01/2026
Tim Davis è un artista visivo, musicista e poeta statunitense. La sua ricerca fotografica si muove tra l’indagine degli aspetti formali propri della fotografia - in particolare luce e astrazione - e una pratica documentaria attenta alle dinamiche sociali. Le sue fotografie e i suoi video sono stati presentati in importanti istituzioni internazionali, tra cui il Whitney Museum, la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Guggenheim Museum e il Knoxville Museum.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Joseph H. Hazen Rome Prize, con una residenza presso l’American Academy in Rome (2007–2008), e il Leopold Godowsky Jr. Color Photography Award (2005). Parallelamente alla pratica artistica, Davis svolge un’intensa attività di scrittura ed è collaboratore regolare di riviste quali Aperture e Cabinet, oltre a ricoprire il ruolo di professore di fotografia presso il Bard College.
Nel 2022 pubblica con Punctum ‘Hallucinations’ [a cura di Marco Delogu, in collaborazione con Flavio Scollo; testi di Tim Davis, Elisa Medde, Marco Delogu e Flavio Scollo; copertina morbida con bandelle, 20,5×30 cm; 144 pagine, 128 fotografie a colori su patinata lucida; 8 pagine, 4 foto su Sirio Paglierino usomano; tot, 152 pagine, 132 foto], un progetto in cui riflette sulla natura visionaria dell’immagine fotografica.
Come afferma l’artista, “Tutto ciò che la fotocamera vede è un’allucinazione, che sovrascrive e supera tutto ciò che è venuto prima. E ogni fotografo è alla ricerca di quell’allucinazione, di quella sensazione che il flusso e lo scorrere del mondo possano balzare in una cornice e annunciare di avere un significato importante.”