26/12/2025
Automisurazione domiciliare della pressione arteriosa, tra storia presente e futuro
📰 Da oltre un secolo la misurazione clinico-ambulatoriale della pressione rappresenta il cardine della valutazione dell’ipertensione arteriosa. L’approccio convenzionale di Riva-Rocci-Korotkoff con sfigmomanometro e fonendoscopio rappresenta ancora oggi il riferimento nella gestione diagnostica e terapeutica dell’ipertensione arteriosa. Da alcuni anni peraltro si sta assistendo ad una diffusione sempre più ampia della misurazione della pressione arteriosa (PA) secondo nuove metodologie standardizzate quali l’automisurazione domiciliare (HBPM) ed il monitoraggio pressorio nelle 24 ore (ABPM). La scelta fra le due metodiche di monitoraggio domiciliare risulta fondata su ragioni di ordine economico e pratico: l’ABPM rappresenta il gold standard in determinate situazioni codificate nelle linee guida internazionali, ma risulta senz’altro più laboriosa e dispendiosa, richiedendo la presenza di specifici dispositivi riutilizzabili, di personale addestrato alla loro installazione, rimozione, scaricamento dei dati e refertazione, maggior impiego dunque di tempo e risorse. La automisurazione domiciliare si sta affermando dunque quale metodica di monitoraggio grazie anche al numero sempre crescente di apparecchi disponibili sul mercato e alla maggior educazione dei pazienti nei confronti di fattori di rischio quali l’ipertensione o le dislipidemie.
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Da oltre un secolo la misurazione clinico-ambulatoriale della pressione rappresenta il cardine della valutazione dell’ipertensione arteriosa. L’approccio convenzionale di Riva-Rocci-Korotkoff